Tutti gli articoli di leonardoaldegheriblog

LA FABBRICA DELLE FIABE

LA FABBRICA DELLE FIABE

La fabbrica delle fiabe. Oggi, ai tempi del.. Ai tempi della Primavera.

Appoggiamo l’iniziativa #LibriInAttesa.

In un momento in cui cominciano a fioccare le idee come i fiori nei prati – che è una cosa bellissima! – anche noi stiamo mettendo in atto la nostra proposta per sostenere gli editori e l’editoria.

Nei prossimi giorni vi daremo maggiori informazioni.
Se ci sono editori interessati, stabiliremo una quota da destinare alle produzioni di questo momento a particolari condizioni.

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Leonardo Aldegheri
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IL SOLE, LA LUCE E.. I COLORI A TEMPERA

IL SOLE, LA LUCE E.. I COLORI A TEMPERA

Frequento il cielo e i tramonti ultimamente. Era una vita che non mi mettevo a fare un disegno.

Mi sono messo lì con la mia dolcissima bambina e assieme abbiamo usato le tempere.. io ho disegnato un tramonto al mare, sognando i bei momenti vissuti con la mia famiglia e i miei bambini, in spiaggia, la sera d’estate.

Il tramonto all’Isola dei Gabbiani

Lei ha disegnato sé stessa mentre fa il bagno in mezzo ai pesciolini illuminata sempre da un sole meraviglioso e caldo.

Qualche giorno fa ho scattato una foto tra le foglie dei miei amati oleandri che mi ricordano tanto la Sardegna e il mare.

La luce del sole mi ricorda il Prisma che rifrange la luce di Storm Thorgerson (The Dark Side of the Moon – PINK FLOYD).

E ne è venuto fuori un effetto di luci riflesse dove mi piace pensare le forme di energia che ci accompagnano siano sempre presenti e ci sostengano.

Ieri sera ho voluto cogliere le luci e le sfumature di un tramonto che ci fa capire quanto bello sia poterlo fare, dotati di “sensi” su un pianeta in una galassia tra miliardi, dove la vita è “facile” che si manifesti.

Mettersi lì e notare le sfumature di colore di un cielo di un pianeta ospitale
e meraviglioso, in una galassia tra miliardi.

E un’altra, scattata in ufficio, dove il cielo mescolato alle luci al neon lascia intravedere la palla sferica infuocata, che ancora una volta, incoraggia la vita e nutre le nostre vitamine.

La bellezza che come esseri umani possiamo cogliere qui, su questo pianeta, se solo impariamo a vederla.

Mi sono addormentato con questa riflessione in testa ieri sera:

noi abbiamo il libero arbitrio. In ogni momento possiamo decidere cosa fare, se la cosa giusta o la cosa sbagliata e chi essere.

Quello che facciamo determina chi siamo e viceversa.

E noi sappiamo cosa è giusto fare, se agire per ego, non agire per pigrizia o agire per ciò che è giusto.

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LA DOMENICA DELLE PALME

LA DOMENICA DELLE PALME

Buongiorno a tutti. Leggo assiduamente quanto viene pubblicato in questo gruppo e riconosco le persone lo frequentano siano accomunate dagli stessi valori.

Non ho quasi mai pubblicato ma oggi vorrei farlo per gratitudine.

Qualche giorno fa ho fatto questa foto nel mio giardino.

Sono giorni in cui non possiamo non notare le cose che nella vita normale la frenesia non è che proprio consenta la pace e la calma di “vederle”..

Beh, spesso io cerco di farlo ma è innegabile che ADESSO siamo proprio chiamati a farlo.

Beh, ogni sera ci sono tramonti strepitosi, uno più bello dell’altro!

Qui la luce passava tra le foglie dei miei amati oleandri che mi ricordano la Sardegna e i bei momenti in vacanza con le persone amate.

Ho fatto in modo che la luce che entrava nell’obbiettivo del telefono si rifrangesse e si moltiplicasse.

Quello che con gli occhi non vediamo, sembra che siano forme di luce ed energia.

Mi piace pensare ci siano Angeli ovunque, che arrivano dal calore del Sole, in questa Terra che ha colori meravigliosi, che possiamo cogliere amandoli e amandola.

Sì, esercitando l’amore. Esercitando il libero arbitrio, dote potente che abbiamo.

Come esseri umani possiamo “sperimentare” questo tramonto, queste luci che i nostri occhi possono vedere, possiamo creare dispositivi che ci fanno pure vedere altre luci che sembrano angeli.

Possiamo abbracciarci e sperimentare il tatto, la carne, gli odori, l’amore fisico, la dimensione materica e sperimentale di anime chiamate a fare esperienze alle quali noi diamo un senso.

I cammini che si incrociano ci fanno vivere la vita qui, con queste luci, questi colori di un tramonto in questo pianeta in questa galassia tra miliardi.

Una foto è un grazie per tutto questo. Buona domenica a tutti 

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Post condiviso su un gruppo Facebook stamattina. DOMENICA DELLE PALME.

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LA TERRA PROMESSA

LA TERRA PROMESSA

Buongiorno a tutti. Non ho mai scritto contributi su questo gruppo ma ci leggo sempre.. e cerco di riconoscere almeno con un like ai post la mia gratitudine.

Stamattina invece ho avuto questa “ispirazione”. Condividere questa foto che ho fatto ieri sera.

È solo per testimoniare che anch’io faccio parte di una “comunità” che raccoglie i suoi membri grazie ai valori che li animano.

Cosa c’è di tanto speciale in questa foto?

Niente.. e tutto.

È “solo” un tramonto. Ma in verità qui c’è la bellezza che come esseri umani possiamo cogliere qui, su questo pianeta, se solo impariamo a vederla.

Di tanto in tanto, quando abbraccio i miei figli, mi viene da pensare “ecco, se fossi “solo” anima questo forse non lo potrei fare”. E capisco il vantaggio di essere.. un essere umano, per un determinato lasso di tempo.

E così poter apprezzare un tramonto, il verde, la natura, anche la “carne”..! E così via.

In questo viaggio incontriamo altre anime “travestite” da umano o da animale o da pianta o chissà da cos’altro. Magari prima sì, ci si era accordati per incrociare i propri percorsi. Magari no.

Siamo noi dargli un senso.

È il potere del libero arbitrio che ci dota enormemente.

Come mettersi lì e notare le sfumature di colore di un cielo di un pianeta ospitale e meraviglioso, in una galassia tra miliardi.

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COS’HA VISTO HUBBLE IL GIORNO DEL TUO COMPLEANNO?

COS’HA VISTO HUBBLE IL GIORNO DEL TUO COMPLEANNO?

Il 9 gennaio del 2003 compivo 24 anni. Era proprio un altro mondo.
Spensierato, il mio unico obiettivo era suonare, suonare, suonare.

Certo studiavo all’epoca, Relazioni Pubbliche, divenute poi il mio mestiere in editoria.

Mai mi sarei posto il “quesito” parecchi anni dopo, di cos’avesse visto il telescopio spaziale errante Hubble il giorno del mio compleanno.

Questo curioso marchingegno vagante, frutto dell’evolUzione umana, esplora l’universo 24 ore su 24, 7 su 7.

Ciò significa che ogni giorno osserva – e sta a noi lasciarci affascinare – le straordinarie meravigliose di questo fluido in cui siamo immersi che si chiama Universo.

Chissà il giorno del nostro compleanno cos’ha visto, cos’ha immortalato?
Inserendo mese e data, lo si viene a scoprire.

Non anno, per ovvie ragioni..
così è apparso che il 9 di gennaio la foto lui l’avesse scattata nell’ormai lontano 2003, anno per me stellare.
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On January 9 in 2003 Galaxy NGC 1427A

This image captures NGC 1427A, an irregular dwarf galaxy that is warped by the gravitational influence of its larger #galactic neighbors in the Fornax galaxy cluster.
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Vuoi vedere che foto ha scattato la Nasa il giorno del tuo compleanno?

Ecco come scoprirlo 👇

https://www.nasa.gov/content/goddard/what-did-hubble-see-on-your-birthday

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CHI VOGLIO ESSERE DOPO IL COVID-19?

CHI VOGLIO ESSERE DOPO IL COVID-19?

Esiste una zona di paura, una zona di apprendimento e una zona di crescita.

Ora senza scadere in banalità, la paura c’è e non è così scontato per tutti “esorcizzarla” o persino USARLA a proprio vantaggio.

Non sappiamo quanto tutto questo durerà e non sappiamo il DOPO, come sarà.

A conti pratici: oggi per alcuni è avere i soldi per fare la spesa, non tanto pensare “ma andiamo al mare quest’estate?”

Tutte domande lecite, per carità, perché magari al mare ci si va coi propri bambini e il solo pensiero di privarli non è simpatico.

Per chi verrà messo in cassa integrazione, per chi sta lavorando, per chi già prima non faceva niente..

Tutto quello che sta accadendo sta facendo emergere aspetti che c’erano già ma non erano così chiari, così le nostre debolezze.

Dal web

Ci sono cose che al momento non possiamo fare ma ci sono cose che POSSIAMO FARE e alla grande anche.

Come passare dalla zona di paura alla zona di apprendimento, leggendo ad esempio.

Nutrendoci di cose sane, non necessariamente ammorbandoci di notizie tutto il giorno!

Appresa, basta una volta: NON SERVE INTOSSICARSI.

La paura fa sicuramente parte di ciò che non vogliamo. Spostare il focus su ciò che VOGLIAMO ha sicuramente un po’ più senso.

Così come mettere in pratica quanto appreso. Ecco la zona tre. Fin da oggi, fin da subito.

PIANO DI AZIONE POSITIVA – NAPOLEON HILL

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URBI ET ORBI. IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO

URBI ET ORBI. IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO

“Siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta.

Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato.

Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

Penso che Papa Francesco sia stato capace di sintetizzare e dare voce al pensiero di molti.

Spero che questa esperienza ci porti a ripartire quando sarà, in tutti gli ambiti, con uno sguardo diverso. È il momento di chiamare a raccolta le menti migliori e di fare emergere idee nuove.

NON si tratta di imporre una religione sull’altra. Basta con queste cazzate.

Si tratta di cogliere un’opportunità IMMENSA che tutti noi abbiamo sotto il naso, in questo momento, eccetto per chi si sta spendendo giorno e notte come i medici e i sanitari e come loro tanti, tantissimi altri.

Loro hanno l’opportunità di gettare il cuore oltre l’ostacolo e lo stanno facendo ora dopo ora, giorno dopo giorno. Silenziosamente. Ma anche gli altri possono farlo.

A LORO VA TUTTA LA GRATITUDINE DEL MONDO.

L’opportunità è anche non è annoiarsi sul divano.

L’opportunità È PENSARE.

Programmare, rivedere, riconsiderare, meditare, scrivere, leggere, migliorarsi, CREARE.

L’opportunità è fare chiarezza dentro di noi, cogliere il tempo che si è rivelato disponibile mentre prima era INDISPONIBILE. Non ho tempo! Quante volte abbiamo sentito questa orrenda frase?

Il tempo non si trova, si dedica.

E sono certo che in tanti di noi ci sia oggi ancora chi dice che non ha tempo.

Perché il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e necessariamente lo si destina alle attività – invece che alle passività ovvero quelle cose che subiamo rispetto a quelle che vogliamo fare, realizzare.

Allora si fa ordine, si pota, si sistema, si organizza, si elimina invece di annoiarsi sul divano a consumare la banda di Netflix.

Abbiamo sporcato, abbiamo inquinato, abbiamo sprecato, abbiamo corrotto.

Ma abbiamo fatto anche tanto del bene. Non vanno dimenticate tutte le persone dal grande cuore che si sono sempre spese e hanno cercato di costruire, nella normalità.

Non esiste una religione sull’altra, siamo tutti accomunati da un’esistenza su questo pianeta e sta a noi gioirne e trarne giovamento, grati del sole, della natura, del vento, delle montagne e del mare.

Grati del rispetto che dobbiamo portare, senza usare, senza abusare, senza sporcare, sfruttare e gettare.

Senza prevaricare, imporre, screditare, sminuire, manipolare.

Chiedendo il silenzio a mia figlia di cinque anni per ascoltare, ho colto l’occasione per spiegarle chi fosse quella persona vestita di bianco e cosa stesse facendo:

Sai amore, che senti parlare di questo Coronavirus? Beh, coinvolge talmente tanto tutto e tutti che il Papa, quel signore lì, ha pensato di fare una supplica. È simbolica amore ma sappi che la preghiera è lo strumento più potente che l’uomo abbia.

Che sia di una religione o un’altra, una riflessione, una meditazione.. Purché venga dal cuore e sia sincera.

Ecco, lui lo sta facendo per tutti gli uomini del mondo, anche per quelli che non ci credono o gli dicono su.

Si chiama indulgenza plenaria e sta chiedendo direttamente a Dio di fermare questo virus. Per tutto il mondo.

E a mio figlio, più grandicello, ho detto che..

Per farlo, il Papa ha voluto esporre un crocifisso del 1600 che si dice abbia miracolosamente fermato la peste di quattro secoli fa.

Mi piace essere preciso: questo preziosissimo Crocifisso risale a ben prima della data specificata sopra. In una nota storica, è risalente persino al 1370-1400 e gli sono attribuiti numerosi miracoli, compreso quello di salvare Roma dalla peste nel 1522.

Puoi crederci o non crederci ma queste sono le parole che ho detto a chi tengo di più.

IL DISCORSO

Questo è un discorso che qualsiasi bravo formatore avrebbe potuto fare ai suoi allievi.. Infatti, il principio non è diverso.

Quello che stiamo tutti vivendo è un grande Master Collettivo. Promosso dalla Scuola della Vita.

È costoso.. molto. Costa vite. E impone alti dazi economici. Chiamiamole Royalties.

Solo che invece di essere esclusivo.. è INCLUSIVO. E il suo conseguimento è quello della felicità.

E lungo, perché va in profondità. E allo stesso tempo è full time, perché alle sue lezioni si partecipa tutti i giorni.

“Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento.

Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.

Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza.

Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato.

Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino.

È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima.

È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate.

È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.

È avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. È avere il coraggio di dire “Mi dispiace“. È avere la sensibilità di dire “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire “Ti amo“. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità … che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza.

MI DISPIACE. TI PREGO, PERDONAMI. GRAZIE. TI AMO.

Ho’oponopono

E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza.

Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.

Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano.

Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile”.

Questa LA SUPPLICA DEL PAPA IN UNA PIAZZA DESERTA NEL CUORE DI ROMA, SOTTO LA PIOGGIA SCROSCIANTE.

Un momento veramente unico che auspico abbia toccato il cuore di molti, ANCHE se non di tutti.

Sono convinto che questa cosa finirà soltanto nel momento in cui sufficienti coscienze saranno trasformate.

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DAL LIBRO ROSSO DI CARL GUSTAV JUNG (E CINQUE CITAZIONI FAMOSE)

DAL LIBRO ROSSO DI CARL GUSTAV JUNG (E CINQUE CITAZIONI FAMOSE)

“Capitano, il mozzo è preoccupato e molto agitato per la quarantena che ci hanno imposto al porto. Potete parlarci voi?”

“Cosa vi turba, ragazzo? Non avete abbastanza cibo? Non dormite abbastanza?”

“Non è questo, Capitano, non sopporto di non poter scendere a terra, di non poter abbracciare i miei cari”.

“E se vi facessero scendere e foste contagioso, sopportereste la colpa di infettare qualcuno che non può reggere la malattia?”

“Non me lo perdonerei mai, anche se per me l’hanno inventata questa peste!”

“Può darsi, ma se così non fosse?”

“Ho capito quel che volete dire, ma mi sento privato della libertà, Capitano, mi hanno privato di qualcosa”.

“E voi privatevi di ancor più cose, ragazzo”.

“Mi prendete in giro?”

“Affatto… Se vi fate privare di qualcosa senza rispondere adeguatamente avete perso”.

“Quindi, secondo voi, se mi tolgono qualcosa, per vincere devo togliermene altre da solo?”

“Certo. Io lo feci nella quarantena di sette anni fa”.

“E di cosa vi privaste?”

“Dovevo attendere più di venti giorni sulla nave. Erano mesi che aspettavo di far porto e di godermi un po’ di primavera a terra. Ci fu un’epidemia.

A Port April ci vietarono di scendere. I primi giorni furono duri. Mi sentivo come voi. Poi iniziai a rispondere a quelle imposizioni non usando la logica.

Sapevo che dopo ventuno giorni di un comportamento si crea un’abitudine, e invece di lamentarmi e crearne di terribili, iniziai a comportarmi in modo diverso da tutti gli altri.

Prima iniziai a riflettere su chi, di privazioni, ne ha molte e per tutti i giorni della sua miserabile vita, per entrare nella giusta ottica, poi mi adoperai per vincere.

Cominciai con il cibo. Mi imposi di mangiare la metà di quanto mangiassi normalmente, poi iniziai a selezionare dei cibi più facilmente digeribili, che non sovraccaricassero il mio corpo.

Passai a nutrirmi di cibi che, per tradizione, contribuivano a far stare l’uomo in salute.

Il passo successivo fu di unire a questo una depurazione di malsani pensieri, di averne sempre di più elevati e nobili.

Mi imposi di leggere almeno una pagina al giorno di un libro su un argomento che non conoscevo. Mi imposi di fare esercizi fisici sul ponte all’alba.

Un vecchio indiano mi aveva detto,anni prima, che il corpo si potenzia trattenendo il respiro.

Mi imposi di fare delle profonde respirazioni ogni mattina. Credo che i miei polmoni non abbiano mai raggiunto una tale forza.

La sera era l’ora delle preghiere, l’ora di ringraziare una qualche entità che tutto regola, per non avermi dato il destino di avere privazioni serie per tutta la mia vita.

Sempre l’indiano mi consigliò, anni prima, di prendere l’abitudine di immaginare della luce entrarmi dentro e rendermi più forte.

Poteva funzionare anche per quei cari che mi erano lontani, e così, anche questa pratica, fece la comparsa in ogni giorno che passai sulla nave.

Invece di pensare a tutto ciò che non potevo fare, pensai a ciò che avrei fatto una volta sceso.

Vedevo le scene ogni giorno, le vivevo intensamente e mi godevo l’attesa. Tutto ciò che si può avere subito non è mai interessante.
L’ attesa serve a sublimare il desiderio, a renderlo più potente.

Mi ero privato di cibi succulenti, di tante bottiglie di rum, di bestemmie ed imprecazioni da elencare davanti al resto dell’equipaggio.

Mi ero privato di giocare a carte, di dormire molto, di oziare, di pensare solo a ciò di cui mi stavano privando”.

“Come andò a finire, Capitano?”

“Acquisii tutte quelle abitudini nuove, ragazzo. Mi fecero scendere dopo molto più tempo del previsto”.

“Vi privarono anche della primavera, ordunque?”

“Sì, quell’anno mi privarono della primavera, e di tante altre cose, ma io ero fiorito ugualmente, mi ero portato la primavera dentro, e nessuno avrebbe potuto rubarmela più”.

Dal Libro Rosso di Carl Gustav Jung

CINQUE CITAZIONI FAMOSE

1) “Tutto ciò che ci infastidisce negli altri può portare ad una maggiore comprensione di noi stessi”. (Carl Gustav Jung)

2) “Lodare e predicare la luce non serve a nulla, se non c’è nessuno che possa vederla. Sarebbe invece necessario insegnare all’uomo l’arte di vedere”. (Carl Gustav Jung)

3) “Se sei una persona di talento, questo non significa che hai vinto qualcosa. Significa che hai qualcosa da offrire”. (Carl Gustav Jung)

4) “La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, apre gli occhi”. (Carl Gustav Jung)

5) “Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi”. (Carl Gustav Jung)

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QUELLA VOLTA CHE HO CONOSCIUTO PHILIP KOTLER

QUELLA VOLTA CHE HO CONOSCIUTO PHILIP KOTLER

Ci sono persone che non avrei mai pensato di incontrare nella mia vita e c’è tutto un tema sul perché un essere umano diventi influente e famoso, celebre, mentre altri no.

E quando li si incontra, quelli famosi – che poi è gente “normale” – si ha però un sussulto. Un guizzo di energia. Si è come in presenza di un qualcosa di strano, come di un campo ad alto voltaggio.

Perché? Da cosa è dato?

Mi sono fatto tutta una teoria nella mia testa ma alla fine si tratta di una considerazione come sempre molto pratica, perché stringi stringi noi esseri umani viviamo in una dimensione molto densa, terrena per così dire.

O.. terrestre. Siamo abitanti della Terra, no?

E pertanto tutto ciò che possiamo trasvolare con la mente alla fine si deve tradurre in realtà spiccia.

Lo stesso Giordano Bruno diceva che non è la materia che genera il pensiero ma è il pensiero a generare la materia.

Così i viaggi pindarici della fantasia nonché i più alti livelli di filosofia nonché qualità di pensiero – che io amo profondamente – devono sempre avere una loro dose di utilità.

Ecco perché scrivo. Ormai vi esce dalle orecchie che di lavoro faccio libri.

E sì, scrivo anche quelli, non ancora pronti ma usciranno prima o poi e lì ne vedremo delle belle! (Speriamo..).

Mi occupo di editoria, sì. Di estrazione sono puro marketing, essendo persona di comunicazione e credo bene o male si veda.

PHILIP KOTLER

Come molti di voi, chiunque abbia studiato materie economiche, di marketing e/o comunicazione si è imbattuto in un signore ormai ultraottantenne (88 anni per l’esattezza), considerato a onor del vero il papà del marketing moderno.

Ebbene, signori. Stiamo parlando di Sir Philp Kotler (Sir è mio ma se lo merita tutto!).

Ai tempi dell’università era il mio mito. Ai tempi del liceo il mio mito era Jim Morrison, all’università Kotler.

Qualcosa dev’essere cambiato nel mio modello di percezione del mondo!

Oggi lo sono Renzo Rosso, Sandro Veronesi.. grandi, grandissimi imprenditori, che mi ispirano voglia di costruire, di espansione e cambiamento.

E poi cosa succede?

Che nel frattempo, per lavoro (e per enorme botta di c..o!) ho avuto modo di conoscere gente persino del calibro di Storm Thorgerson – il più grande grafico d’Inghilterra, autore di numerosi libri preziosissimi e mostre, colui che ha ideato e reso famoso col suo miticherrimo Studio Hipgnosis assieme alla leggendaria band Pink Floyd il famoso prisma di The Dark Side of the Moon.

The Dark Side of the Moon – Pink Floyd – Sì, ho conosciuto l’uomo che l’ha inventato! L’ho pure accompagnato a casa sua. Usava il bastone e faceva fatica a camminare (Londra, 2009).

Famoso, anche qui. Allora, perché un oggetto come il prisma che rifrange un fascio di fotoni di Storm su sfondo nero è diventato tanto celebre?

E ancora..

Perché i Red Hot Chili Peppers sono un gruppo planetario?

Pazzesco, da batterista, conoscere il MIO batterista preferito (Milano, 2002):
Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers

Per lo stesso motivo per cui ci sono persone disposte a spendere 1200 euro per un iPhone.

Per il marketing?

Anche, ma non esattamente. Oggi non parlo di marketing in senso commerciale, siamo nel pieno di un momento drammatico. Ma vorrei illustrare che è il momento perfetto per prepararsi per il DOPO. Perché prima o poi avverrà.

Oggi il tema è un altro, un effetto emotivo, meravigliosamente autentico del perché le persone sono attratte dalle persone famose.

Perché quando si genera contributo e questo è utile alle persone, le persone sono GRATE.

Perché? Ma perché generano gioia!

Fanno stare bene.

Ecco svelato l’arcano. Dal lungo assolo di Time, al riff di Sweet Child O’Mine, a un manuale di profonda cultura marketing.

Quando ci si emoziona, ci si commuove, si impara qualcosa di importante, utile, buono per noi.. quando qualcosa ci muove le viscere, la pancia.. che lo sappiamo o no, che ce ne accorgiamo o meno.. siamo grati.

GRATI. E restituiamo.

Le persone inutili, che drenano energia, beh, stanno sulle scatole a tutti.. i musoni? Non ne parliamo, per carità..

MA sostengo da tempo che:

tutti sono utili nella loro attitudine.

Solo, chi più. Chi meno. È una questione di misurazione in termini percentuali.

Anche le mosche e le zanzare, in terra, hanno la loro utilità.

Anche un cacciavite è utile per avvitare.

È la soluzione che io compro. Meglio: l’emozione che la soluzione che compro, mi da.

Quando compro un cacciavite elettrico, non compro il cacciavite ma la vite avvitata in maniera comoda e veloce rispetto al cacciavite “manuale”.

In verità.. compro il sospiro di sollievo nell’aver fatto il lavoro bene, in minor tempo e con minor fatica così mi stappo la birra prima e me la godo, magari ascoltando Time!

Qui, forse, il livello di utilità è un pelo più profondo.

È un’utilità che serve la persona e alla persona da un punto di vista economico o emozionale. O meglio, tutti e due.

Se qualcuno aiuta a far soldi le persone, ad esempio, ecco che diventa lui stesso ricco e famoso. Magari! Salvo che non ce ne siano mille come oggi accade che allora il mercato si rivela particolarmente condiviso. E quando è TROPPO condiviso, beh, ce n’è poco per meno.

Ma di band come i Pink Floyd ce n’è soltanto una.

Così come di Storm Thorgerson, solo uno.

E di Philip Kotler? Anche qui. Soltanto uno.

Il brivido e il sound della macchina da stampa. A vederla e a sentirla girare fa venire la pelle d’oca. Soprattutto quando stampa i libri dei tuoi miti.
Qui gli interni di: Marketing: il viaggio di una vita. L’autobiografia di Philip Kotler.

È vero, verissimo. Di esperti di marketing ce ne sono a bizzeffe, mille mila in questo caso e tutti bravissimi che assicurano di essere i migliori.

OK, c’è quello migliore per lui e per lei e per l’altro, che può essere diverso da questo e quest’altro. Anche in Italia (o meglio in Svizzera) ne abbiamo uno particolarmente bravo da cui ho attinto molto. S’impara.. e si cerca di imparare, no?

La verità (per così dire) è che..

Ce n’è tanta di gente brava là fuori e il mondo è grande.

Se si è bravi e utili, lo spazio c’è. Per tutti? Forse.. dipende, probabilmente dal grado di unicità che si è in grado – scusate il gioco di parole – di fornire. Espletare. Comunicare.

Di DARE.

Il Making Of: Marketing: il viaggio di una vita. L’autobiografia di Philip Kotler.
Stampa delle copertine.

Oggi vi presento Philip Kotler perché io ci sono venuto in contatto e lo testimonio, semplicemente. Perché da lui ho imparato tanto e gli sono GRATO.

Gli sono grato anche perché per vari motivi, sono stato talmente fortunato da stampare la sua unica Autobiografia Ufficiale:

MARKETING: IL VIAGGIO DI UNA VITA.

Edito da Ekis Edizioni.

Ekis è una delle più importanti società di formazione in Italia e ha pure creato una casa editrice specializzata nel coaching. Io adoro i ragazzi di Ekis e ho fatto e continuo a fare tanta, tantissima formazione con loro.

Così come testimonio tanti libri e cose che reputo utili per la comunità e in questo caso anche una società di formazione.. Testimonio io, nella mia piccola/piccolissima parte ma auspico preziosa, lui. Sir Philip.

Morale?

Il blog fortunatamente inizia ad essere letto da molte persone e.. sono GRATO. Grazie ai miei lettori.

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Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

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Leonardo Aldegheri
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Il potere del sogno, del desiderio e dell’obiettivo: “Volevo contribuire a creare una società più equa sfruttando meglio la teoria economica”.
Marketing: il viaggio di una vita. L’autobiografia di Philip Kotler

IL SOLE E I FIORI E LA PRIMAVERA NON LO SANNO

IL SOLE E I FIORI E LA PRIMAVERA NON LO SANNO

Avremmo intitolato il post FIDUCIA NEL FUTURO.

Abbiamo pensato e ripensato se pubblicare questa foto.

Mentre ci sono gli Italiani a casa.
Mentre ci sono gli Italiani che lottano negli ospedali.

Mentre ci sono gli operatori sanitari che si danno giorno e notte e danno il loro meglio, esposti.

Mentre le forze dell’ordine controllano il territorio e che gli Italiani rispettino le restrizioni a maglie sempre più strette del periodo durissimo che stiamo vivendo.


Alla fine abbiamo deciso che sì, bisognava pubblicarla.

Un giorno ci diremo: occorreva avere coraggio per lavorare.

Il codice Ateco di cui andiamo orgogliosi, il 18, è quello che risponde all’esigenza umana della cultura.

Il sapere, l’informazione, l’editoria, “la stampa su supporti registrati”, sono considerati dallo Stato un bene di prima necessità.

Almeno per il momento.

Potevamo stare tutti a casa e ve lo assicuriamo, siamo “in quattro gatti”. Non raccontiamo bugie, siamo al minimo e rispettiamo con maniacale dovizia quanto ci è stato prescritto.

L’emergenza è anche:

  • assicurare la sicurezza dei collaboratori e degli Editori,
  • dei fornitori e dei partner,
  • della produzione e della consegna dei libri,

affinché il sistema non crolli, anzi, rimanga in piedi e gli Editori abbiano la possibilità di avere disponibili i titoli programmati da tempo.

Vi preghiamo, LEGGETE.


Chi ha voglia, chi ha tempo, chi ha disponibilità.
È il momento perfetto per leggere, per chi può ovviamente!

Crediamo che medici e operatori sanitari, nonché chi si prodiga giorno dopo giorno a servire la comunità, starebbe volentieri a casa se potesse.

Diciamo GRAZIE alle commesse e ai commessi degli alimentari, i farmacisti, i corrieri, gli autotrasportatori.

Diciamo grazie mentre siamo vicini ai ristoratori e agli esercenti che pagherebbero per essere APERTI. E stanno pagando, di fatto, un dazio pesantissimo.

Lo diciamo a nome della filiera, delle librerie, degli editori, della distribuzione, degli illustratori quanto dei legatori, degli autori.

E lo diciamo a nome degli stampatori, cioè il nostro, che mettono nero su bianco – o meglio, colore su bianco come nel nostro caso – tante storie, fiabe e magnifici disegni.

Non siamo a tempo pieno, stiamo facendo sforzi immani per garantire ciò mettendo in campo iniziative a sostegno della filiera anche tramite smartworking, rispettando i colleghi che hanno deciso di tenere chiuso quanto parimenti aperto (come chi sta producendo “schermi filtranti” a favore della popolazione).

Ognuno lo fa in base alle proprie capacità e vocazione, in ottemperanza al decreto e alle indicazioni del Governo.

Avremmo potuto intitolare il post di oggi LA VITA NON SI FERMA.

La vita deve andare avanti! Siamo tutti chiamati a imparare da questa avventura che mette a dura prova l’umanità intera e in particolar modo l’Italia, LA NOSTRA ITALIA.

È il momento perfetto per prepararsi.
Per creare.

È un inno per tutti gli artisti nelle loro case che disegnano e inventano e illustrano, lontani dalla frenesia di quella quotidianità che fino a qualche settimana fa faceva tendere i nervi a chiunque, in una società caratterizzata da molte cose non necessarie.. ma che caratterizzavano la libertà individuale.

È il momento del fuoco, della fiamma dentro, di non farla morire, di tenerla accesa, viva, per il DOPO..
Una fiamma nel cuore.
La fiamma del cuore.

Verrà il momento di una passeggiata nel bosco, di prendere per mano i nostri figli e di portarli nei parchi, di nuovo aperti, nel sole splendente di una primavera che non sa nulla di tutto questo.

E immaginiamo.. con un desiderio cocente!
La gente fuori nelle strade ad abbracciarsi.

Perché sarà arrivato il momento.
E la natura sarà esplosa.

IL SOLE E I FIORI E LA PRIMAVERA NON LO SANNO.

Ecco, questo è il titolo di oggi.

IL SOLE E I FIORI E LA PRIMAVERA NON LO SANNO

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