IL SOLE, LA LUCE E.. I COLORI A TEMPERA

IL SOLE, LA LUCE E.. I COLORI A TEMPERA

Frequento il cielo e i tramonti ultimamente. Era una vita che non mi mettevo a fare un disegno.

Mi sono messo lì con la mia dolcissima bambina e assieme abbiamo usato le tempere.. io ho disegnato un tramonto al mare, sognando i bei momenti vissuti con la mia famiglia e i miei bambini, in spiaggia, la sera d’estate.

Il tramonto all’Isola dei Gabbiani

Lei ha disegnato sé stessa mentre fa il bagno in mezzo ai pesciolini illuminata sempre da un sole meraviglioso e caldo.

Qualche giorno fa ho scattato una foto tra le foglie dei miei amati oleandri che mi ricordano tanto la Sardegna e il mare.

La luce del sole mi ricorda il Prisma che rifrange la luce di Storm Thorgerson (The Dark Side of the Moon – PINK FLOYD).

E ne è venuto fuori un effetto di luci riflesse dove mi piace pensare le forme di energia che ci accompagnano siano sempre presenti e ci sostengano.

Ieri sera ho voluto cogliere le luci e le sfumature di un tramonto che ci fa capire quanto bello sia poterlo fare, dotati di “sensi” su un pianeta in una galassia tra miliardi, dove la vita è “facile” che si manifesti.

Mettersi lì e notare le sfumature di colore di un cielo di un pianeta ospitale
e meraviglioso, in una galassia tra miliardi.

E un’altra, scattata in ufficio, dove il cielo mescolato alle luci al neon lascia intravedere la palla sferica infuocata, che ancora una volta, incoraggia la vita e nutre le nostre vitamine.

La bellezza che come esseri umani possiamo cogliere qui, su questo pianeta, se solo impariamo a vederla.

Mi sono addormentato con questa riflessione in testa ieri sera:

noi abbiamo il libero arbitrio. In ogni momento possiamo decidere cosa fare, se la cosa giusta o la cosa sbagliata e chi essere.

Quello che facciamo determina chi siamo e viceversa.

E noi sappiamo cosa è giusto fare, se agire per ego, non agire per pigrizia o agire per ciò che è giusto.

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Leonardo Aldegheri
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LA DOMENICA DELLE PALME

LA DOMENICA DELLE PALME

Buongiorno a tutti. Leggo assiduamente quanto viene pubblicato in questo gruppo e riconosco le persone lo frequentano siano accomunate dagli stessi valori.

Non ho quasi mai pubblicato ma oggi vorrei farlo per gratitudine.

Qualche giorno fa ho fatto questa foto nel mio giardino.

Sono giorni in cui non possiamo non notare le cose che nella vita normale la frenesia non è che proprio consenta la pace e la calma di “vederle”..

Beh, spesso io cerco di farlo ma è innegabile che ADESSO siamo proprio chiamati a farlo.

Beh, ogni sera ci sono tramonti strepitosi, uno più bello dell’altro!

Qui la luce passava tra le foglie dei miei amati oleandri che mi ricordano la Sardegna e i bei momenti in vacanza con le persone amate.

Ho fatto in modo che la luce che entrava nell’obbiettivo del telefono si rifrangesse e si moltiplicasse.

Quello che con gli occhi non vediamo, sembra che siano forme di luce ed energia.

Mi piace pensare ci siano Angeli ovunque, che arrivano dal calore del Sole, in questa Terra che ha colori meravigliosi, che possiamo cogliere amandoli e amandola.

Sì, esercitando l’amore. Esercitando il libero arbitrio, dote potente che abbiamo.

Come esseri umani possiamo “sperimentare” questo tramonto, queste luci che i nostri occhi possono vedere, possiamo creare dispositivi che ci fanno pure vedere altre luci che sembrano angeli.

Possiamo abbracciarci e sperimentare il tatto, la carne, gli odori, l’amore fisico, la dimensione materica e sperimentale di anime chiamate a fare esperienze alle quali noi diamo un senso.

I cammini che si incrociano ci fanno vivere la vita qui, con queste luci, questi colori di un tramonto in questo pianeta in questa galassia tra miliardi.

Una foto è un grazie per tutto questo. Buona domenica a tutti 

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Post condiviso su un gruppo Facebook stamattina. DOMENICA DELLE PALME.

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LA TERRA PROMESSA

LA TERRA PROMESSA

Buongiorno a tutti. Non ho mai scritto contributi su questo gruppo ma ci leggo sempre.. e cerco di riconoscere almeno con un like ai post la mia gratitudine.

Stamattina invece ho avuto questa “ispirazione”. Condividere questa foto che ho fatto ieri sera.

È solo per testimoniare che anch’io faccio parte di una “comunità” che raccoglie i suoi membri grazie ai valori che li animano.

Cosa c’è di tanto speciale in questa foto?

Niente.. e tutto.

È “solo” un tramonto. Ma in verità qui c’è la bellezza che come esseri umani possiamo cogliere qui, su questo pianeta, se solo impariamo a vederla.

Di tanto in tanto, quando abbraccio i miei figli, mi viene da pensare “ecco, se fossi “solo” anima questo forse non lo potrei fare”. E capisco il vantaggio di essere.. un essere umano, per un determinato lasso di tempo.

E così poter apprezzare un tramonto, il verde, la natura, anche la “carne”..! E così via.

In questo viaggio incontriamo altre anime “travestite” da umano o da animale o da pianta o chissà da cos’altro. Magari prima sì, ci si era accordati per incrociare i propri percorsi. Magari no.

Siamo noi dargli un senso.

È il potere del libero arbitrio che ci dota enormemente.

Come mettersi lì e notare le sfumature di colore di un cielo di un pianeta ospitale e meraviglioso, in una galassia tra miliardi.

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CHI VOGLIO ESSERE DOPO IL COVID-19?

CHI VOGLIO ESSERE DOPO IL COVID-19?

Esiste una zona di paura, una zona di apprendimento e una zona di crescita.

Ora senza scadere in banalità, la paura c’è e non è così scontato per tutti “esorcizzarla” o persino USARLA a proprio vantaggio.

Non sappiamo quanto tutto questo durerà e non sappiamo il DOPO, come sarà.

A conti pratici: oggi per alcuni è avere i soldi per fare la spesa, non tanto pensare “ma andiamo al mare quest’estate?”

Tutte domande lecite, per carità, perché magari al mare ci si va coi propri bambini e il solo pensiero di privarli non è simpatico.

Per chi verrà messo in cassa integrazione, per chi sta lavorando, per chi già prima non faceva niente..

Tutto quello che sta accadendo sta facendo emergere aspetti che c’erano già ma non erano così chiari, così le nostre debolezze.

Dal web

Ci sono cose che al momento non possiamo fare ma ci sono cose che POSSIAMO FARE e alla grande anche.

Come passare dalla zona di paura alla zona di apprendimento, leggendo ad esempio.

Nutrendoci di cose sane, non necessariamente ammorbandoci di notizie tutto il giorno!

Appresa, basta una volta: NON SERVE INTOSSICARSI.

La paura fa sicuramente parte di ciò che non vogliamo. Spostare il focus su ciò che VOGLIAMO ha sicuramente un po’ più senso.

Così come mettere in pratica quanto appreso. Ecco la zona tre. Fin da oggi, fin da subito.

PIANO DI AZIONE POSITIVA – NAPOLEON HILL

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URBI ET ORBI. IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO

URBI ET ORBI. IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO

“Siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta.

Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato.

Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

Penso che Papa Francesco sia stato capace di sintetizzare e dare voce al pensiero di molti.

Spero che questa esperienza ci porti a ripartire quando sarà, in tutti gli ambiti, con uno sguardo diverso. È il momento di chiamare a raccolta le menti migliori e di fare emergere idee nuove.

NON si tratta di imporre una religione sull’altra. Basta con queste cazzate.

Si tratta di cogliere un’opportunità IMMENSA che tutti noi abbiamo sotto il naso, in questo momento, eccetto per chi si sta spendendo giorno e notte come i medici e i sanitari e come loro tanti, tantissimi altri.

Loro hanno l’opportunità di gettare il cuore oltre l’ostacolo e lo stanno facendo ora dopo ora, giorno dopo giorno. Silenziosamente. Ma anche gli altri possono farlo.

A LORO VA TUTTA LA GRATITUDINE DEL MONDO.

L’opportunità è anche non è annoiarsi sul divano.

L’opportunità È PENSARE.

Programmare, rivedere, riconsiderare, meditare, scrivere, leggere, migliorarsi, CREARE.

L’opportunità è fare chiarezza dentro di noi, cogliere il tempo che si è rivelato disponibile mentre prima era INDISPONIBILE. Non ho tempo! Quante volte abbiamo sentito questa orrenda frase?

Il tempo non si trova, si dedica.

E sono certo che in tanti di noi ci sia oggi ancora chi dice che non ha tempo.

Perché il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e necessariamente lo si destina alle attività – invece che alle passività ovvero quelle cose che subiamo rispetto a quelle che vogliamo fare, realizzare.

Allora si fa ordine, si pota, si sistema, si organizza, si elimina invece di annoiarsi sul divano a consumare la banda di Netflix.

Abbiamo sporcato, abbiamo inquinato, abbiamo sprecato, abbiamo corrotto.

Ma abbiamo fatto anche tanto del bene. Non vanno dimenticate tutte le persone dal grande cuore che si sono sempre spese e hanno cercato di costruire, nella normalità.

Non esiste una religione sull’altra, siamo tutti accomunati da un’esistenza su questo pianeta e sta a noi gioirne e trarne giovamento, grati del sole, della natura, del vento, delle montagne e del mare.

Grati del rispetto che dobbiamo portare, senza usare, senza abusare, senza sporcare, sfruttare e gettare.

Senza prevaricare, imporre, screditare, sminuire, manipolare.

Chiedendo il silenzio a mia figlia di cinque anni per ascoltare, ho colto l’occasione per spiegarle chi fosse quella persona vestita di bianco e cosa stesse facendo:

Sai amore, che senti parlare di questo Coronavirus? Beh, coinvolge talmente tanto tutto e tutti che il Papa, quel signore lì, ha pensato di fare una supplica. È simbolica amore ma sappi che la preghiera è lo strumento più potente che l’uomo abbia.

Che sia di una religione o un’altra, una riflessione, una meditazione.. Purché venga dal cuore e sia sincera.

Ecco, lui lo sta facendo per tutti gli uomini del mondo, anche per quelli che non ci credono o gli dicono su.

Si chiama indulgenza plenaria e sta chiedendo direttamente a Dio di fermare questo virus. Per tutto il mondo.

E a mio figlio, più grandicello, ho detto che..

Per farlo, il Papa ha voluto esporre un crocifisso del 1600 che si dice abbia miracolosamente fermato la peste di quattro secoli fa.

Mi piace essere preciso: questo preziosissimo Crocifisso risale a ben prima della data specificata sopra. In una nota storica, è risalente persino al 1370-1400 e gli sono attribuiti numerosi miracoli, compreso quello di salvare Roma dalla peste nel 1522.

Puoi crederci o non crederci ma queste sono le parole che ho detto a chi tengo di più.

IL DISCORSO

Questo è un discorso che qualsiasi bravo formatore avrebbe potuto fare ai suoi allievi.. Infatti, il principio non è diverso.

Quello che stiamo tutti vivendo è un grande Master Collettivo. Promosso dalla Scuola della Vita.

È costoso.. molto. Costa vite. E impone alti dazi economici. Chiamiamole Royalties.

Solo che invece di essere esclusivo.. è INCLUSIVO. E il suo conseguimento è quello della felicità.

E lungo, perché va in profondità. E allo stesso tempo è full time, perché alle sue lezioni si partecipa tutti i giorni.

“Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento.

Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.

Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza.

Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato.

Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino.

È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima.

È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate.

È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.

È avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. È avere il coraggio di dire “Mi dispiace“. È avere la sensibilità di dire “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire “Ti amo“. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità … che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza.

MI DISPIACE. TI PREGO, PERDONAMI. GRAZIE. TI AMO.

Ho’oponopono

E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza.

Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.

Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano.

Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile”.

Questa LA SUPPLICA DEL PAPA IN UNA PIAZZA DESERTA NEL CUORE DI ROMA, SOTTO LA PIOGGIA SCROSCIANTE.

Un momento veramente unico che auspico abbia toccato il cuore di molti, ANCHE se non di tutti.

Sono convinto che questa cosa finirà soltanto nel momento in cui sufficienti coscienze saranno trasformate.

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DAL LIBRO ROSSO DI CARL GUSTAV JUNG (E CINQUE CITAZIONI FAMOSE)

DAL LIBRO ROSSO DI CARL GUSTAV JUNG (E CINQUE CITAZIONI FAMOSE)

“Capitano, il mozzo è preoccupato e molto agitato per la quarantena che ci hanno imposto al porto. Potete parlarci voi?”

“Cosa vi turba, ragazzo? Non avete abbastanza cibo? Non dormite abbastanza?”

“Non è questo, Capitano, non sopporto di non poter scendere a terra, di non poter abbracciare i miei cari”.

“E se vi facessero scendere e foste contagioso, sopportereste la colpa di infettare qualcuno che non può reggere la malattia?”

“Non me lo perdonerei mai, anche se per me l’hanno inventata questa peste!”

“Può darsi, ma se così non fosse?”

“Ho capito quel che volete dire, ma mi sento privato della libertà, Capitano, mi hanno privato di qualcosa”.

“E voi privatevi di ancor più cose, ragazzo”.

“Mi prendete in giro?”

“Affatto… Se vi fate privare di qualcosa senza rispondere adeguatamente avete perso”.

“Quindi, secondo voi, se mi tolgono qualcosa, per vincere devo togliermene altre da solo?”

“Certo. Io lo feci nella quarantena di sette anni fa”.

“E di cosa vi privaste?”

“Dovevo attendere più di venti giorni sulla nave. Erano mesi che aspettavo di far porto e di godermi un po’ di primavera a terra. Ci fu un’epidemia.

A Port April ci vietarono di scendere. I primi giorni furono duri. Mi sentivo come voi. Poi iniziai a rispondere a quelle imposizioni non usando la logica.

Sapevo che dopo ventuno giorni di un comportamento si crea un’abitudine, e invece di lamentarmi e crearne di terribili, iniziai a comportarmi in modo diverso da tutti gli altri.

Prima iniziai a riflettere su chi, di privazioni, ne ha molte e per tutti i giorni della sua miserabile vita, per entrare nella giusta ottica, poi mi adoperai per vincere.

Cominciai con il cibo. Mi imposi di mangiare la metà di quanto mangiassi normalmente, poi iniziai a selezionare dei cibi più facilmente digeribili, che non sovraccaricassero il mio corpo.

Passai a nutrirmi di cibi che, per tradizione, contribuivano a far stare l’uomo in salute.

Il passo successivo fu di unire a questo una depurazione di malsani pensieri, di averne sempre di più elevati e nobili.

Mi imposi di leggere almeno una pagina al giorno di un libro su un argomento che non conoscevo. Mi imposi di fare esercizi fisici sul ponte all’alba.

Un vecchio indiano mi aveva detto,anni prima, che il corpo si potenzia trattenendo il respiro.

Mi imposi di fare delle profonde respirazioni ogni mattina. Credo che i miei polmoni non abbiano mai raggiunto una tale forza.

La sera era l’ora delle preghiere, l’ora di ringraziare una qualche entità che tutto regola, per non avermi dato il destino di avere privazioni serie per tutta la mia vita.

Sempre l’indiano mi consigliò, anni prima, di prendere l’abitudine di immaginare della luce entrarmi dentro e rendermi più forte.

Poteva funzionare anche per quei cari che mi erano lontani, e così, anche questa pratica, fece la comparsa in ogni giorno che passai sulla nave.

Invece di pensare a tutto ciò che non potevo fare, pensai a ciò che avrei fatto una volta sceso.

Vedevo le scene ogni giorno, le vivevo intensamente e mi godevo l’attesa. Tutto ciò che si può avere subito non è mai interessante.
L’ attesa serve a sublimare il desiderio, a renderlo più potente.

Mi ero privato di cibi succulenti, di tante bottiglie di rum, di bestemmie ed imprecazioni da elencare davanti al resto dell’equipaggio.

Mi ero privato di giocare a carte, di dormire molto, di oziare, di pensare solo a ciò di cui mi stavano privando”.

“Come andò a finire, Capitano?”

“Acquisii tutte quelle abitudini nuove, ragazzo. Mi fecero scendere dopo molto più tempo del previsto”.

“Vi privarono anche della primavera, ordunque?”

“Sì, quell’anno mi privarono della primavera, e di tante altre cose, ma io ero fiorito ugualmente, mi ero portato la primavera dentro, e nessuno avrebbe potuto rubarmela più”.

Dal Libro Rosso di Carl Gustav Jung

CINQUE CITAZIONI FAMOSE

1) “Tutto ciò che ci infastidisce negli altri può portare ad una maggiore comprensione di noi stessi”. (Carl Gustav Jung)

2) “Lodare e predicare la luce non serve a nulla, se non c’è nessuno che possa vederla. Sarebbe invece necessario insegnare all’uomo l’arte di vedere”. (Carl Gustav Jung)

3) “Se sei una persona di talento, questo non significa che hai vinto qualcosa. Significa che hai qualcosa da offrire”. (Carl Gustav Jung)

4) “La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, apre gli occhi”. (Carl Gustav Jung)

5) “Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi”. (Carl Gustav Jung)

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C’È CHI HA BISOGNO DI CONFERME, CHI DI STIMOLI

C’È CHI HA BISOGNO DI CONFERME, CHI DI STIMOLI

Che non vuol dire che la popolazione si divida in una categoria o nell’altra.

C’è l’attitudine che distingue chi per sentirsi sicuro – e quindi idoneo al suo intercedere – deve essere rassicurato.. e ottenere la sua dose di conferme.

E chi – sempre nell’intercedere sul suo percorso – ha bisogno di stimoli, altrimenti non sarebbe così “spronato” a caricarsi per addivenire al suo scopo.

Eppure sono sicuro che non si tratti nemmeno di una questione di distinzione tra “chi” e “chi”. Perché entrambi i modi di intendere conferma VS stimolo appartengono alle stesse persone.

Noi non andiamo a classificare le categorie tra persone, identificandole ed etichettandole tipo: “tu sei un indolente e hai continuamente bisogno di stimoli altrimenti non combini niente perché sei un buono a nulla“.

Risuona questo, in qualche modo?

Dentro a una tale affermazione – magari detta da un genitore che rappresenta il massimo grado di autorevolezza per un figlio e quindi di credibilità e quindi.. questa, per quest’ultimo, diventa indiscutibile verità – ci sono individui che sono cresciuti con un file così, installato nel cervello, il quale ha liberato nel frattempo comportamenti allineati dal programma, combinando danni incalcolabili.

Oppure: “visto che tu sei un insicuro, hai continuamente bisogno di conferme“.

Risuona anche questa?

Dio Santo, è una cosa aberrante identificare con queste etichette, le persone.

È come apporvi sopra il prezzo su un prodotto al supermercato, che va stabilito prima, in base alla convenienza.

Non esistono credenze vere o false ma convinzioni potenzianti o depotenzianti.

Si tratta di una manipolazione vera e propria, che spesso viene perpetrata senza che nemmeno chi la agisce se ne renda conto!

Quanti di noi lo fanno o lo hanno fatto? O lo hanno subito?

Abbiamo mai prezzato qualcuno o anche noi stessi con la pistola del supermercato in questa maniera?

OK, non va ricercato il colpevole. È sempre e solo il comportamento che va modificato, in virtù dello stesso principio.

Una volta a me è stato detto: “non sarai mai come tuo padre”.

Posto che lo voglia o no ed è no in quanto io sono solo io – cosa muove l’intenzione di chi afferma una cosa del genere?

È evidente che questa persona si trovi (almeno apparentemente) incagliato in uno step evolutivo personale non così avanti. L’ho compresa. Altrimenti, certamente, mi sarei incagliato io stesso.

(Riconosco questa persona, la reputo un Maestro. Grazie a quella frase, mi ha mosso.. e io mi sono attivato. Possibile invece che sia avanti e abbia assunto le sembianze del detrattore per.. stimolare? POSSIBILE).

Non quindi TU SEI o NON SEI così, etc. etc. di modo da sancire, battezzare un determinato modello di percezione del mondo affinché esso diventi il filtro immutabile con cui vengono interpretate le cose, le persone e le situazioni.

Ma un semplice paio di occhiali che consentono di variare all’occorrenza il percepito.

Le categorie appartengono a tutti, indistintamente. Solo variano le percentuali, il carico di richiesta di conferme o stimoli. Le stesse persone hanno bisogno sia di conferme che di stimoli.

Un caro amico mi ha scritto di una sua esperienza. Una coincidenza significativa.. ove per coincidenza intendiamo due rette che si incontrano fino a coincidere per un dato periodo di tempo.

Parlavamo di un film, CONVERSAZIONI CON DIO. Uno di quelli che aprono gli occhi. E gli ho risposto più o meno così.

Grazie amico e fratello. Non sai quanto abbia apprezzato. Siamo anime in progressione. Ci siamo conosciuti chissà quando. E percorriamo lo stesso cammino. A volte ci incrociamo. Sappiamo della nostra presenza. A volte ce lo ricordiamo. Nel frattempo andiamo avanti sempre, fino al ritorno, nell’adempimento del nostro percorso, al meglio di chi siamo oggi, con quello che abbiamo. Che serve per costruire il prossimo, ancora meglio.

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Conversazione Con Dio – Un concetto molto profondo estratto dal film

TRANSURFING IN 78 GIORNI

TRANSURFING IN 78 GIORNI

78esimo giorno, finito!

Letto per la quinta volta.

Beh, rilascia dettagli mano a mano, è il libro che TUTTI dovrebbero leggere, tutti. L’ho consigliato a decine di persone che poi mi hanno ringraziato.

TRANSURFING IN 78 GIORNI – “Corso pratico per gestire la tua realtà”

Ma non devono ringraziare me, devono ringraziare loro per avermi ascoltato.

Non si ha idea di quanto i “fenomeni di cui ci accorgiamo” tutti i giorni siano sorprendentemente COSTANTI.

Sorprendentemente.. o invece prevedibilmente? Eh, sta qui la chiave. La chiave di “lettura“.

Ci sono alcuni libri che cambiano veramente la vita. Quelli che leggi e rileggi.

Transurfing in 78 giorni è ASSOLUTAMENTE tra questi.

TRANSURFING IN 78 GIORNI – “Corso pratico per gestire la tua realtà”

Transurfing è una “disciplina”, una filosofia. Più che altro una semplice serie di regole base da seguire. Niente di più.

Non certo una religione ma una sorta di manuale pratico che da delle neutrali indicazioni sul modus operandi tipico degli esseri umani e delle leggi che governano la natura.

Ma non solo la natura.. anche le “situazioni” rispondono alle medesime “leggi”.

Nulla di esoterico ma tutto di molto, molto empirico e concreto.

In sostanza, viene osservata la realtà e si nota che essa ha taluni “comportamenti” che vengono reiterati alla verifica di determinate condizioni.

TRANSURFING IN 78 GIORNI – “Corso pratico per gestire la tua realtà”

Condizioni che si ripetono.

Cose che tutti bene o male osserviamo nella normalità ma non abbiamo mai in qualche modo “catalogato”.

Codificato.

Ecco perché è così interessante: la realtà è dotata di miriadi di sfaccettature diverse e concatenate, eppure apparentemente facili da confondere.

Questo libro fa sì di mettere un po’ di ordine.

TRANSURFING IN 78 GIORNI – “Corso pratico per gestire la tua realtà”

Perlomeno, rivela il perché dei “disequilibri” e con piccoli, semplicissimi accorgimenti ci si rimetterà “a posto”.

Di: Vadim Zeland, edito in Italia da Edizioni Macro, un Editore davvero molto attento alle tematiche di self-help. cura della persona, sviluppo e crescita personale, formazione, fisica quantistica, etc.

Se vuoi acquistare il volume, ecco il titolo di seguito:

TRANSURFING IN 78 GIORNI – “Corso pratico per gestire la tua realtà”.

La chiave di lettura delle dinamiche costanti che si ripetono e possono essere lette, interpretate, previste.

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TRANSURFING IN 78 GIORNI – “Corso pratico per gestire la tua realtà”

LA VITA NON ACCADE COME TU PENSI CHE DOVREBBE ACCADERE, È QUESTO L’UNICO PROBLEMA

LA VITA NON ACCADE COME TU PENSI CHE DOVREBBE ACCADERE, È QUESTO L’UNICO PROBLEMA

Fosse l’unico problema, allora si tratta “solo” di riallineare pazientemente l’aspettativa con quanto percepiamo.

  • PRO = DAVANTI
  • BLEMA = GETTARE

Problema = ciò che si getta o mette davanti.

Eppure, forse è basilare il fraintendimento sul “problema”. Perché semplicemente NON è un problema. È solo una questione di interpretazione del.. problema. Che non esiste. Non esiste un problema.

Problema: difficoltà che richiede un adattamento o un comportamento particolare, o di cui si impone il superamento.

Esiste IL superamento di UNA Fase.

Proprio come oggi stiamo vivendo.

L’aspettativa è una prefigurazione di ciò che ancora non è accaduto.
Quanto è accaduto non lo possiamo cambiare perché appartiene al passato.

Già si trova là e ogni secondo che passa è sempre più lontano.

Ciò che possiamo cambiare, allora, è proprio il “percepito“. E questo lo possiamo fare oggi. Adesso. Proprio in questo istante.

Cioè quello che io sento. Ciò che mi arriva e come mi arriva. Quel COME è a mio totale appannaggio.

Quanti fastidi in meno a 0. azzerare le aspettative e 1. vedere arrivare il percepito 2. senza che sia io a caricarlo inutilmente di attività emotiva.

Due fasi, semplici semplici.

Vedere, osservare, ammirare, gratificare.

Vedo, Osservo, Ammiro, Gratifico.

C’è un cielo che è lì e io lo vedo, lo osservo, lo ammiro.. gliene sono grato. Lui c’è. Che io ci sia o non ci sia, a lui non frega granché. Ma a me sì.

È lì che esiste nonostante me ma con me lì che lo guardo, sono io a dare senso alla sua esistenza.

Se non fosse per i miei occhi e il mio “sentito”, non potrei ammirarne e coglierne la bellezza.

Certo, se sono “inquinato” da oggetti superflui che vorticano nella mia testa (chiamiamoli “volgarmente” PENSIERI), potrei anche non vederlo, pur avendolo lì, che si manifesta nel suo splendore davanti a me.

E.. semplicemente per me, non esisterebbe.

Così come non esisterebbero i fastidi del “dovrebbe se”, del “come sarebbe a condizione di”. Così come non esiste tutto ciò che ignoriamo.

“La vita non accade come tu pensi che dovrebbe accadere, è questo l’unico problema”.

Ebbene:

La vita accade e basta, pensare a come “dovrebbe” accadere già si discosta da come “è”. È un po’ come farle violenza. Ed è lì che sorgono i fastidi e le noie.

Certo, io posso desiderare, ed è come orientarmi verso l’allineamente di come io vorrei, senza forzare il presente, senza voler cambiare il passato. Perché NON posso.

Posso cambiare il mio percepito, posso orientare le vele della mia nave verso i venti del futuro che sta per arrivare, secondo dopo secondo.

Esservi davanti, o dietro, o di spalle, o al centro di un’esplosione di colore (O DI UN BIG BANG) o in periferia.. è irrilevante. Perché in qualsiasi momento, in qualsiasi punto siamo al centro E in periferia di quello che sta accadendo.. e comunque ciò non importa. Ma non importa proprio!

IMPORTA COME NOI VIVIAMO QUEL CHE STA ACCADENDO.

Siamo noi a “dover” anzi, POTER allineare ciò che è con noi.

O meglio, noi.. con ciò che è.

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Leonardo Aldegheri
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DENTRO C’È IL TALENTO

DENTRO C’È IL TALENTO

In questi giorni, miei cari, è come se ci fosse una sorta di richiamo collettivo. Un amorevole rimprovero, un avvertimento.

No, non è un qualche Dio che ci sta sgridando e richiamando all’ordine le pecorelle smarrite. Però anche un po’ sì, dipende da come la si guarda.

Una cosa va detta.

Siamo o non siamo sempre di corsa?

Ci si lamentava mica “prima” che non si riusciva mai a fare ciò che si VUOLE perché si fa solo quello che si DEVE?

Ora è il momento di guardarsi dentro.

DENTRO C’È IL TALENTO

Questo momento è pessimo, sì. Ma.. è formidabile sotto certi aspetti. Questo è innegabile.

Ci induce a pensare, perché CI FERMA.

Allora non perdiamo tempo nelle cretinate, nella psicosi.
C’è da stare a casa e da andare a lavorare in azienda.

Non c’è da andare al bar e al ristorante e in giro per motivi cosiddetti futili.

I ristoratori, gli albergatori, gli esercenti.. Stanno soffrendo da morire. Tutti noi. Chi più, chi meno.

C’è chi ci ha rimesso la pelle in questo. C’è chi manco può andare al funerale del suo caro mancato.

Ci rendiamo conto?

C’è chi tutto sommato sta rinunciando “soltanto alla socialità”.

Ciò libera una quantità indefinita di tempo ed energia da dedicare a se stessi.

Tutto ciò è una molla di incalcolabile potenza perché tutto questo prima o poi finirà.. perché finirà.

E quando sarà finito ci sarà una gran voglia di recuperare, una gran voglia di tirare fuori ciò che si è notato, riscontrato, scovato, scoperto dentro.

Ci sarà voglia di riscatto, energia prima contenuta che poi esploderà.

Ci sarà voglia di fare. Ma non nel forsennato modo di prima, una corsa all’impazzata perché bisognava correre.

Si tornerà anche lì e sarà un bene.

Ma sarà un ritornare alla corsa perché si avrà avuto la consapevolezza della fermata.

Quella che prima era preclusa perché.. bisognava correre..

..a ogni costo.

Ecco, questo è il costo. Paghiamolo oggi. Domani è un altro giorno.

Tralascio i dettagli scabrosi di quello che sta avvenendo. I telegiornali dicono cose da far accapponare la pelle.

Ieri la borsa italiana chiudeva la peggiore seduta della sua storia. IN QUESTO MOMENTO STA FACENDO IL +17,91% (oggi alle ore 13.45 ca).

Dove sta la verità?

Cambia in ogni istante! Ci sei tu, ci siamo noi. C’è ciò che abbiamo dentro, le nostre risorse, che nessuno ci può toccare, che nessuno ci porterà via.

SOLO NOI possiamo coltivarle e farle crescere, valorizzandole.

È ORA che è uscito il nuovo numero di 78pagine. Parla di talento. Parla di noi.

Alessandra Marconato è una donna sul pezzo che non smette mai di crederci. È davvero brava e mi sento di “sponsorizzarla”.

Si deve andare avanti. Abbiamo fiducia nel futuro.
E in noi stessi.

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