ANNUNCIO DI LAVORO x4


La Società Editoriale Grafiche AZ è una “fabbrica delle fiabe”: produce libri cartonati sottili di pregio per bambini per il mercato estero e per l’Italia da quasi 50 anni.
I nostri clienti sono principalmente editori di tutto il mondo.
La ricerca è indirizzata esclusivamente a candidati realmente motivati, in grado di poter aggiungere idee e soluzioni, con conoscenza delle dinamiche editoriali e passione sfrenata per il lavoro in squadra e per la volontà/capacità di sviluppo del business.
La ricerca è rivolta a 4 distinte figure:

  • 1 – magazziniere
  • 1 – back office commerciale
  • 1 – responsabile commerciale
  • 1 – commerciale estero


Le risorse prenderanno – rispettivamente – in gestione le attività di:

  • organizzazione magazzino, gestione DDT, approvvigionamento materiali; molto apprezzata la conoscenza delle 5S e del miglioramento continuo in ottica Kaizen;
  • segreteria commerciale, customer care, invio offerte, post vendita, gestione appuntamenti commerciali;
  • sviluppo commerciale con budget assegnato, gestione ufficio commerciale, disponibile a trasferte;
  • commerciale estero con spiccata attitudine alla vendita e al raggiungimento degli obiettivi assegnati dalla direzione, disponibile a trasferte;

Sono richieste spiccate doti comunicative/relazionali e attitudine al problem solving. Per le tre figure commerciali è richiesta, in ordine di priorità, la perfetta conoscenza del francesetedesco e inglese, oltre all’italiano.
Allineamento alla filosofia aziendale e agli obiettivi di crescita pianificati è imprescindibile condizione.

Requisiti:

  • per la gestione dei magazzini: diploma o laurea non sono condizione così necessaria; le capacità organizzative in ottica di anticipazione e preparazione dei materiali lo sono molto così come l’uso dei pacchetti informatici e gestionali.
  • per l’area commerciale: laurea in lingue e/o materie umanistiche, spiccato senso di concretezza, abilità di vendita;

La frequentazione di corsi di formazione e/o specializzazione sono molto apprezzati, così come grinta, propositività e attitudine alla leadership.
Domicilio/residenza: Verona/Vicenza.
Ciascuna posizione prevede una reale opportunità di crescita all’interno dell’azienda. L’impegno è full time.
Candidati di entrambi i sessi sono pregati di inviare il proprio curriculum con foto, corredato da una motivata presentazione e autorizzando al trattamento dei dati personali qui –> graficheaz@graficheaz.it.
Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03.
****
Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Leonardo Aldegheri
Instagram leonardoaldegheri

Oggi non hai più scuse

Oggi non hai veramente più scuse. Per non sapere le cose.
L’ignoranza un tempo era una condizione. Oggi è una scelta.
È scegliere di non sapere quando puoi sapere.
È scegliere di non comportarti quando puoi comportarti.
È scegliere di rimanere dove sei e indietreggiare mano a mano che il tempo passa e il tempo passa.
Passa sempre più veloce, perché, come diceva Einstein relativamente a un’ora passata a corteggiare una ragazza, il lasso temporale è percepito diversamente da un secondo sui carboni ardenti.

Se non nutri la mente ora – nel contesto ad alta, altissima competitività di oggi – tra cinque, dieci, quindici anni quel lasso non sarà più recuperabile.
Quando vado nelle scuole a parlare come testimone d’impresa lo faccio principalmente per una ragione:

  • in qualche modo, a mio modo e in base alle mie competenze, visione, esperienze e capacità, cerco di dare ispirazione ai ragazzi.

L’ispirazione che avrei voluto ricevere io quando ero a scuola.
L’ispirazione non a partire da me che NON serve e NON sono Steve Jobs, né Alfio Bardolla, Brunello Cucinelli o Renzo Rosso. NON per il mio ego.
Per me la cosa importante è dire loro che le cose stanno in maniera diversa rispetto alla “maleducazione” dei media e di quello che ci vogliono far credere. E dire loro che le cose si possono fare. Oggi più che mai.
A prescindere che si tratti di vivere nel terrore dell’Isis o nel terrore che il mondo sia finito (no, non lo è), che si stava meglio quando si stava peggio (può darsi, che ne sai?) e cazzate di questo tipo.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: viviamo nell’epoca più prospera e feconda di sempre. Con le sue forti contraddizioni ma dove a idea corrisponde, per chi la FA, esperienza concreta, che sia positiva o negativa, con un feedback pressoché immediato.
Anche se fallirà alla velocità della luce.
In pratica, se fai una cazzata te ne accorgi subito MA hai la possibilità di rimediare velocemente. Mai come oggi il potere della comunicazione è pervasivo, capillare, veloce, diffuso e diffondibile. E ti permette di imparare.

Mai come oggi abbiamo strumenti di formazione alla portata di tutti. Sta a noi scegliere come passare il tempo sugli smartphone, a leggere ed ispirare o farsi gli affari altrui. 

Mai come oggi abbiamo l’opportunità di sviluppare un proprio BP – Brand Personale, di presentarci agli “investitori” non necessariamente con un’idea, una start-up innovativa o quant’altro perché:
–> 1: gli investitori sono prima i genitori che fanno viaggiare i figli a 20 anni perché è meglio fare esperienza come cameriere a Londra perfezionando la lingua e conoscendo persone che chiudersi all’università per 3-5 anni e sviluppare eccellenti competenze di acquisizione di concetti astratti (..utilissimo!!) che sul lavoro NON serviranno a meno che non si sia frequentato economia, marketing o ingegneria (o le tecniche, etc. etc.).
Sia chiaro, non ho nulla contro l’università, anzi, ci collaboro anche con Grafiche AZ dato che abbiamo organizzato assieme una manifestazione – la Mostra La Magia dei Colori. Voglio solo dire che unire la praticità e la concretezza è indissolubilmente necessario quando si tratta di acquisire conoscenze specifiche tramite un percorso di studi.
–> 2: gli investitori non solo sono i VC – Venture Capital: sono i DATORI DI LAVORO che decidono di credere in te anche se non sai niente ma solo perché a loro volta in base alle loro capacità e sensibilità “intuiscono” che tu possa essere la persona giusta per attitudine, volontà, velocità di apprendimento, capacità di relazione, di risolvere i problemi e non crearli e CONCRETEZZA. Perché nulla ti/ci è dovuto.
–> 3: perché il primo investitore sei tu e l’investimento lo fai su te stesso.
Puoi pensare di fidarti dell’affare?
Sei affidabile?
Molli a un certo punto o porti a fondo i frutti?
È sempre colpa degli altri o è responsabilità tua, delle tue cose?
Hai studiato le cose giuste?
Dai qualcosa di misurabile al mercato?
E se fossi talmente bravo non da farti assumere ma da essere tu ad assumere?
Sì, la competitività si è alzata e si sta alzando, giorno dopo giorno.

>>> S E M P R E  D I P I Ù <<<

Il degrado di alcune aziende è sempre più attuale quanto è vero che lo stesso meccanismo vale per loro come entità (esseri viventi) facenti parte di un sistema organico di evoluzione e di elevazione, a loro volta, della qualità del loro servizio che è espressione della qualità dell’imprenditore e delle persone che sceglie che lavorino per lui e CON lui.
Quando questo non sussiste più.. è semplice.
Vengono schizzate fuori dal sistema. 
Quindi, poiché alla fine dei conti conta solo l’utilità che DAI AL MONDO e DAI AL PROSSIMO, è il caso forse di iniziare a pensare in termini diversi.
Quali?
Eccoli:

  • sviluppare competenze

–> cioè COSE CHE SAI FARE
e

  • mettere a disposizione le conoscenze

–> cioè COSE CHE SAI al servizio di chi ne ha bisogno.

Perché a nessuno frega quello che sai finché non glielo racconti e decide che può essere utile per lui. E per fare questo gli devi dare qualcosa in più. Si chiama aggiungere valore.

Questo vale anche per le aziende.
Questo vale per gli investitori.
Se i fatti non corrispondono, fine.
Fine.
Non è l’epoca in cui questo è alla portata di tutti?
Attenzione che alla portata di tutti NON significa democrazia.
Significa che è un’opportunità nella quale dentro ci finiscono cani e porci e siccome i cani e i porci non portano evoluzione ma scompiglio, la soluzione è la selezione naturale.
Evviva la competitività.
E un livello di competitività sempre più elevato.
****
Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Leonardo Aldegheri
Instagram leonardoaldegheri

PARACADUTISMO E LEADERSHIP: SI DECOLLA!


Sviluppo editoriale. Fare libri. Contribuire alla lettura, dare l’esempio ai bambini, creare libri meravigliosi per loro.
E ancora, contribuire al miglioramento dell’educazione mentale nutrendo la mente di cibo sano con meno TV e più lettura.
Ma anche portare il paracadutismo sportivo nelle aziende. Scoprire di più di sé stessi grazie allo studio della propria scrittura. Cosa c’entra tutto questo??

Eh.. trovi tutto in questa gustosa intervista..
Ovviamente si parla di leadership, l’abilità di condurre, argomento a me caro. Certo, mi piace e me la studio di gusto.
Sali al volo e non temere la caduta libera! 
Grazie a Simona Aiuti per l’intervista e a The Life Magazine 🔥
Clicca qui 🙂

http://www.lifemarche.net/paracadutismo-leadership-si-decolla.html
****
Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Leonardo Aldegheri
Instagram leonardoaldegheri

​Differenza tra cose importanti e urgenti

Focus, focus, focus. Il focus è la potenza dell’energia canalizzata verso un unico super concentrato obiettivo, senza dispersioni, senza altro. Se pensi solo a quella cosa e tralasci tutto il resto, il focus è il tuo bazooka e l’obiettivo è la tua inerme vittima mentre tu sei lo spietato predatore che le prende il collo e la straccia senza pietà.
Obiettivo centrato e sventrato.
Il focus è la lente che incanala i raggi solari e concentra la luce in quel millimetro quadrato e permette alla foglia secca di fare dapprima il fumo per poi farsi forare.
Senza quel focus non ottieni. Perché l’energia c’è lo stesso eh, è nell’aria, è presente nel sole, è irradiata nell’etere, è ovunque, è nella materia e nell’aria e nelle cose e in noi. Ma mica ti fa ottenere le cose.
È tramite lo strumento che fori la foglia, è tramite il focus che ottieni le cose.

È tramite la decisa ed energica applicazione focalizzata che..
..o-t-t-i-e-n-i.

Mi viene in mente la separazione dei colori (per fare libri la separazione dei colori è una necessità di preparazione del file per andare in stampa) del mitico prisma disegnato da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis, la leggenda che ha curato la grafica dei dischi dei Pink Floyd per decenni e di innumerevoli artisti nel mondo e che incredibilmente ho avuto l’onore di conoscere a Londra qualche anno prima che mancasse.
Nel celeberrimo prisma di Dark Side of The Moon la luce non focalizza, disperde, si divide nel fascio luminoso che viene scomposto.

Quello dell’antifocus è il tema che genera una forma di varietà e di eterogeneità.. ma il gran varietà e i cabaret non fanno bucare la foglia.
La differenza tra le cose importanti e le cose urgenti sta qui:

l’operatività è il prisma che fa perdere di vista le cose importanti ma se smetti di seguire le cose urgenti perde d’importanza anche la tua utilità.

Abilmente per rendersi indispensabili basta oberarsi di operatività, e ciò senza fare il bene dell’azienda.
Il paradosso è che più l’imprenditore è inutile all’azienda, più l’azienda ha l’opportunità di crescere, di rendere responsabili le persone sull’esclusiva valutazione dei KPI (Key Performance Indicators) sui risultati attesi – numeri alla mano – e più l’azienda è misurabile e più è appetibile sul mercato.
Un’azienda in cui la Key Person è l’elemento fondamentale vale ZERO, perché una volta tolto l’uomo, crolla tutto il palco.
E questo è un tema non irrilevante nelle PMI, ma tuttavia molto frequente.
La lente è ciò che porta a compiere le grandi opere nel lungo periodo tralasciando tutto il resto.  È con sapiente pazienza e precisione di un laser che il sole buca la foglia attraverso la lente.

Il tema è la differenza:

  1. tra strategia e tattica
  2. tra cose importanti e cose urgenti
  3. tra la pianificazione/attuazione e il rincorrere i problemi continuamente senza far crescere l’attività imprenditoriale perché pensi a risolvere nell’immediato ma non hai mai tempo per guardare in là, in avanti.

Ti ci sei mai trovato?
Noi paracadutisti ci faremmo del male ogni volta se guardassimo solo in giù mentre stiamo per atterrare.

Dobbiamo avere la visione a lungo raggio guardando l’orizzonte: è lì che sappiamo dove stiamo andando.

Il bilanciamento tra i tre elementi qui sopra consente di progredire e di evolvere. Il prisma scompone le cose nella loro eterogenea forma per sapere di cosa sono fatte. La lente te le fa realizzare.

Il fatto è che ci alimentiamo di energia emotiva. Per l’inconscio va bene anche quella negativa, a lui non importa – non fa distinzione tra negativa e positiva.
Lui ha solo fame di emozioni.
Se noi gli diamo da mangiare, saziamo il suo appetito. Gli stress della quotidianità sono il suo cibo. Così come la pace che andiamo cercando, per contro, per fuggire alla quotidianità ogni volta che sogniamo di aprirci un chiosco in una spiaggia caraibica salvo poi voler ritornare alla frenesia di cui ci nutriamo, volente o nolente. Alla fine abbiamo bisogno solo di una vacanza, non di un trasferimento all’estero.

Alimentare il nostro io bambino con energia emotiva positiva fa sì che il nostro io più profondo ci aiuti ad arrivare a ciò che desideriamo, senza che ci remi contro.

E se lo educhiamo alla conduzione di sé stesso – considerando sempre che è un bambino piccolo e va guidato! Può fare i capricci ma può essere coccolato – lui si farà in quattro per darci il meglio di sé stesso che alla fine è il meglio.. di noi stessi. Non lo dico io, lo dice il Dr. Andrea Cirelli, psicoterapeuta, formatore del TBO Team Building di Paracadutismo per la Leadership, ospite di Fabio Volo su Radio Deejay, autore del libro Il tuo corpo ti dice come diventare felice.
Con la negoziazione con l’inconscio in aggiunta ad una forte emozione – energia emotiva positiva, come quella del salto – possiamo sbloccarci e sprigionare la capacità di realizzare le cose che desideriamo e abbiamo pianificato.
Come fossi a poco da un esame che ti aspetta. Qui il salto da 7000 m che ho realizzato di recente, un’esperienza unica che ha centrato l’obiettivo per me di alzare l’asticella:

Ora è IL MOMENTO. È arrivato. È adesso.
Quando salto e provo paura, penso sia questione di pochi minuti e sono lì comunque perché l’ho voluto io. Quando tu sarai lì è perché l’hai voluto tu. Ti rimane solo da dire che le poche ore davanti sono solo un contenitore. Dentro a questo contenitore devi mettere il meglio che puoi dare in poco tempo. Ecco, questo è l’unico momento per farlo. Togli tutto il resto dalla testa. Riempilo.. del meglio di te. Di quello che sei.
MAI, mai, mai avere paura di fallire. È come dicessi al tuo inconscio di non avere fiducia in lui e lui ti accontenterà. SEMPRE, sempre avere fiducia nelle proprie capacità. Si gioca per vincere, non per partecipare.
Per partecipare lo dicono i perdenti perché mettono in conto la sconfitta perché in qualche modo sanno di non potercela fare.
I vincenti sanno di potercela fare. La paura ci sta, è giusta, è sana. Tiene alta l’attenzione. Se noi paracadutisti non l’avessimo saremmo fritti.
La paura è utile e va governata. Se non lo fai diventa panico e gli eventi esterni hanno il controllo. Quanto la governi tu, gestisci tu dall’interno e hai il controllo.
Dal film Affrontando i Giganti: “Sei il giocatore più potente della squadra e se non hai fiducia tu come possono averla loro..?” e mangiati queste poche ore davanti. Mangiati qualsiasi prova, mangiati chi ti misura. Gustati l’esperienza. La ricorderai con un magnifico ricordo. Ricorda che se sei piccolo i problemi sono sempre più grandi. Ma se sei grande.. i problemi sono sempre più piccoli.
E te li puoi mangiare.
Dacci dentro.
****
Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Leonardo Aldegheri
Instagram leonardoaldegheri


Una risposta a due studentesse rivela..

Una risposta a due studentesse rivela..

Mi piace un sacco quando, in pratica, mi si chiede “chi te l’ha fatto fare?”.

Perché ci ragiono su, stacco lo sguardo dalla applicazione quotidiana dei pensieri ricorrenti e ragiono a più ampio spettro. Che poi è quello che ti fa vedere le cose per come stanno. E se ragioni bene ad ampio spettro, le cose stanno bene.

TESTO DOMANDA:

“Buongiorno Dott. Aldegheri, siamo due alunne del Liceo linguistico XYZ. Siamo curiose di sapere come mai lei abbia scelto di diventare imprenditore, e in quale modo sia riuscito a realizzarsi in questo ambito. Grazie, distinti saluti”.

È rarissimo mi si chiami Dott.! E alla fine è anche vero ma il fatto è che non mi è mai servito a nulla il Dott. – se non il dott. in onto de gombio = traduz. tecnica dal veneto “farsi il culo”.

Che è l’unica vera cosa che conta. Benché farselo presupponga il farselo intelligentemente cioè ad ampio spettro.
Ma veniamo alla risoluta risposta del Dott. 🙂

“Grazie per l’ottima domanda. Non è stata una scelta in verità se non un percorso in divenire. L’imprenditore è un’artista, alla fine, ma che sa usare bene i numeri. Ero un artista quando suonavo la batteria nei concerti, sono un artista oggi che contribuisco a far evolvere le persone. L’artista che ha in testa l’obiettivo margine, è un artista che ha più chances di mangiare rispetto a chi non ce l’ha. Semplice.
L’imprenditore usa la sua creatività per immettere nel mercato qualcosa a sua immagine e somiglianza. Non sempre è così ma mettiamo che siamo un po’ tutti delle antenne: riceviamo un segnale, lo elaboriamo, lo restituiamo al mondo.

Chi lo fa in maniera sistematica dandoci un senso anche economico, aggiungendo qualcosa di realmente percepibile come di valore, è un imprenditore.

Il plus che se è bravo riesce a creare – il margine – serve a generare la ricchezza da reinvestire in ottica di diffusione del benessere in un meccanismo virtualmente senza fine.

Perché è necessario immettere qualcosa realmente di valore?

Perché se sei uguale a tutti gli altri non aggiungi nulla (di nuovo).
Sei un essere indifferenziato, in economia è come fossi un “prodotto” indifferenziato. Questo mondo vuole varietà, ricchezza, eterogeneità.
Nell’armonia globale se ti differenzi e ancor meglio “spicchi” – rischi che quasi quasi qualcuno ti voglia.

E sia disposto a pagarti, se ti vuole veramente molto. Come accade per gli iPhone.

Funziona con le cose ovvero i prodotti, funziona con le persone ovvero il mercato del lavoro.

L’imprenditore è sempre di prima generazione perché l’imprenditore crea e se è di seconda, terza, etc. re-inventa. Perché l’imprenditore è un creativo, è un’artista, quando e se ha iniziativa. Altrimenti non lo è per davvero, fa finta di esserlo anche se ha una partita IVA ed è presente nel registro delle imprese.

E chi ha iniziativa ha leadership perché guida con l’esempio quando altri sarebbero rimasti fermi.

Faccio parte di un gruppo di giovani imprenditori in Confindustria. È una sorta di scuola. Ormai a 38 anni puoi essere un imprenditore per finta o per davvero. Se hai 20 anni e immetti sul mercato un prodotto differenziante e questo funziona, sei un imprenditore vero di prima generazione, perché hai fatto la differenza. Sergey Brin di Google ha fatto questo. Marchetto Zuckerberg di Facebook ha fatto questo.

Non sei imprenditore perché sei figlio di un imprenditore. Puoi avere la scuola per l’imprenditoria ma l’imprenditore è chi aggiunge valore e le persone glielo comprano.

Così, benché io sia di seconda generazione e faccia libri per tutto il mondo con l’impresa di famiglia, ho la velleità imprenditoriale di far lanciare i manager dagli aerei e mi sono inventato un prodotto differenziante, come paracadutista sportivo: far assaporare loro cosa prova un vero paracadutista, senza esserlo.

E dandogli degli elementi consistenti che possano tornare utili una volta tornati in azienda.

Come imprenditore ho particolarmente a cuore lo sviluppo del potenziale delle persone.
Un artista scrive e crea, purché porti la sua utilità al mondo.
Se gli è riconosciuta, allora funziona”.

Da 7000 m come ti cambia il mondo


È una visione diversa, si può immaginare.
Di solito 4000 m bastano e avanzano. Sali e sale l’adrenalina. L’organismo ti prepara e ti fa domandare “perché..? Perché??” e tu gli dici “perché l’ho deciso io – fidati. Ascoltami tu per una volta”.
E la vocina interna si mette buona. Piccoli bei respiri, rilassati.
Ai 3000 m chiudi il caschetto, fai i controlli, saluti gli amici con te con i soliti rituali, dei saluti speciali, riservati solo a quel piccolo gruppo di 10 uomini che stanno per saltare da un aereo.
Solo che questo è avvenuto a 7000 m di quota l’altro giorno, con l’aria rarefatta e l’ossigeno indotto per cannuccia per evitare malori. Pronti al salto da 3000 m in più.
Quasi il doppio del solito.
Perché?
Il perché è semplice. Si tratta di alzare l’asticella.

Il salto è una metafora importante. Non è solo e sempre la solita manfrina dell’uscita dalla zona di comfort.
È semmai un salto psicologico. Un salto mentale. Un battesimo, una benedizione di chi sei con il controllo di te sul tuo io inconscio, quella vocina che non ti fa fare le cose e che è progettata per preservare al massimo le tue forze senza troppi sbattimenti.. ma che alla lunga ti fa rimanere sempre allo stesso livello. Che per molti, purtroppo, corrisponde tristemente alla mediocrità. Non sto dicendo che se non salti sei un mediocre, non scherziamo. Sto dicendo che la vocina, fosse per lei, non ti farebbe fare nulla.
La negoziazione con l’inconscio e il salto uniti possono fare grandi, grandissime cose.
Non siamo malati di adrenalina, noi paracadutisti. Personalmente sono un padre di famiglia, con due bambini e sono un imprenditore in editoria. Ho molte responsabilità.
Saltare per me è ogni volta alzare l’asticella, è acquisire nuove competenze in aria, è diventare più me stesso, grazie al supporto del mio io inconscio. E i risultati, direttamente o indirettamente, in azienda si vedono.
E se non fosse una disciplina dove la sicurezza e l’ordine sono FERREE, non la praticherei per nulla al mondo, mettendo a repentaglio la sicurezza e la stabilità per i miei figli e per la mia azienda.
Ma non sono l’unico a pensarla così. Ti invito a guardare questo breve video di un personaggio direi più che noto che spiega cosa significhi affrontare le paure e mettere a tacere la “vocina”.


Se hai guardato questo meraviglioso video dove con estrema energia Will Smith racconta cosa significhi per lui saltare da un aereo e ti abbiamo convinto, per favore, contattami o scrivici un messaggio tramite il modulo sottostante – credo fermamente potrò farti avere quanto da lui stesso espresso.

Ho progettato e ideato con un team di paracadutisti esperti e alcuni psicologi fortemente innovatori una soluzione unica al mondo e attraverso l’uso di alcune pratiche molto specifiche (e non solo tecniche, finalmente) otteniamo con effetto duraturo un risultato concreto a livello profondo sull’abilità di conduzione di sé stessi e degli altri.

Cieli blu!
PS: se vuoi vedere il video integrale del mio salto da 7000 m lo trovi qui – (e ti invito a guardarlo fino in fondo perché essendosi spostata la telecamera sul caschetto puoi vedere tutte le manovre di pilotaggio della vela in soggettiva.. sembra sia proprio tu ad avere il paracadute sopra di te 🙂

Lettera postuma di Keanu Reeves a Patrick Swayze sul lancio SENZA paracadute in Point Break

Il salto.

Come differenziarsi: cose da fare e cose da NON fare

Nel momento in cui lo dici a tutti e tutti lo fanno, tutti si commoditizzano. Eh?? In parole più semplici. Avrai notato sempre più persone abbiano iniziato a fare dirette Facebook e a pubblicare video come non ci fosse una domani tramite cui spiegano dal loro punto di vista la tal cosa e il dato argomento. Stupendo.
Viviamo nell’epoca non dell’informatizzazione e basta ma dell’informazione allargata e algoritmizzata. Significa che se l’algoritmo – in base ai gusti, ai click, al tempo di permanenza, etc. – decide che il tuo post è interessante, lo agevola, altrimenti, pufff: dimenticatoio.
Prima l’onere dell’informare era in mano ai soli giornalisti e l’informazione era tacitamente autorevole quanto l’onere dello scrivere libri fosse competenza dei soli scrittori. Ora tutti informano, tutti dispensano video e tutti insegnano. E ci sta, dato che ognuno – ritengo fermamente – può avere potenzialmente una specializzazione da veicolare, dei contenuti di valore da trasmettere, degli approfondimenti da trasferire.
Ma li devi avere e devono essere tosti. Perché devono fare solo una cosa: SERVIRE A QUALCUNO.
E soprattutto devono essere corredati da risultati ed esperienza consolidata, altrimenti sei un fuffaro come tanti che si improvvisano guru della tal cosa. Altro termine dei nostri giorni. Guru. E anche fuffaro.
Lo dico e lo ripeto: è come fossimo antenne collegate: riceviamo un segnale, lo elaboriamo, lo restituiamo.
Chi è in frequenza lo riceve, lo elabora, lo invia e chi è in frequenza lo riceve e via dicendo.
La questione è questa, a mio avviso. Ognuno prova a giocarsi le proprie carte nella corsa alla competizione più agguerrita di sempre: per emergere – e tra le masse una precisa percentuale di elementi che vogliono emergere c’è sempre ma non sempre c’è quella che ce la fa – devi differenziarti.
Marco Montemagno, che cito spesso, suggerisce di fare video video video, perché il video è la modalità di comunicazione del momento. Ed è vero, per carità.
20170210_114717
Prima a fare i video erano in pochi e li guardavi. Poi i video hanno iniziato a farli in tanti e hai iniziato a guardarne di più. Poi i video hai pensato di farli anche tu e intanto che tutti si mettono a fare video ci sono talmente tanti video di persone che ti spiegano le cose che anche fare e comunicare tramite video è diventato una commodity e ci si è commoditizzati, inesorabilmente, inevitabilmente.
Che fare?

Quale sarà il prossimo step della comunicazione delle proprie competenze?

Cosa succederà quando tutti saranno emersi dal loro torpore e saranno diventati tutti comunicatori fantastici?
Provo ancora a darMI una risposta, dato che la domanda mi intriga (e intriga anche le persone alle quali l’ho rivolta 150.000 volte ultimamente).
The answer is: Differenziarsi attraverso barriere all’entrata ALTE.

Differenziarsi = Fare qualcosa che gli altri non sono in grado di fare che altrimenti farebbero o avrebbero già fatto prima di te.

Vivere nella disparità è la maggiore democratizzazione possibile 🙂

Gli altri sanno perfettamente in cosa sei sostituibile e lo dico da imprenditore che di mestiere fa libri, figuriamoci. Ma sanno anche perfettamente in cosa non lo sei.
COSA è commodity, ad esempio fare libri. COME li fai fa tutta la differenza nel mondo.

Come lo fai ti da tutta l’unicità, la specializzazione che serve per arrivare ad essere percepito come unico. In pratica, se non lo fai in maniera abbastanza diversa è come lo facessi come tutti gli altri.

img_20170217_165728_047
Fare libri è una commodity. COME farli è il fattore unico e l’essere primo nella mente del cliente è esattamente la conseguenza del modo che hai di farli. Possibilmente in maniera eccellente. E comunicare l’eccellenza no, non lo fanno tutti.
Quando sei sostituibile, sei una commodity ed è un problema. Ma fortunatamente è un problema che può essere risolto e va risolto. Il modo c’è.
Emergere dal mucchio si può.

“Dream without fear, love without limits, and let your life sing its song.” – Dilip Bathija

schermata-2017-02-18-alle-15-14-07
Lo spiegavo nell’articolo Sergey Brin, l’adrenalina e la competitività – come saltare da un aereo senza essere presi per pazzi, anzi in cui prendevo spunto da Mr Brin, uno dei fondatori di Google, presunto malato di adrenalina trovando man forte nella sua attitudine a mantenere alto il suo livello di eccellenza praticando sport estremi. Essendo un paracadutista mi sono esaltato tantissimo 🙂
Quando situazioni, imprese e persone sono commoditizzate e non hanno alternativa se non competere sul prezzo devono fare una cosa sola e una soltanto: de-commoditizzarsi.

Per farlo, il lavoro da fare è sul proprio brand. Se lo fai a livello personale lo devi fare a livello di Personal Branding.

Avere una grande visione e differenziarsi rispetto al resto del mondo è un qualcosa che sembra avere a che fare con teorie astratte ed invece ha un impatto estremamente pratico perché passa tutto a livello base, a livello della persona.

Comunicare la propria personalità de-commoditizza.

Quando inizi a comunicare lo sviluppo della personalità della tua squadra formata da:
1. elementi con a loro volta personalità e da
2. un’organizzazione con personalità e inizi a trasmettere il valore unico di cui sopra, a prescindere se da video o tramite qualunque altro medium, inizi a distinguerti e le persone -> clienti, fornitori, partners, organizzazioni a loro volta, se ne accorgono.
Si accorgono di qualcosa di unico.
Se quel qualcosa di unico lo fanno tutti, allora non è unico. Allora utilizza le alte barriere all’entrata.

Se è facile, allora lo fanno tutti e il livello è basso. Se è difficile allora sono in pochi a farlo e saranno attratti.

Ho personalmente sviluppato un modo moooolto competitivo per de-commoditizzarsi.

Faccio lanciare le persone dagli aerei.

12919857_606837159481410_2856625880511434494_n
Lo farai anche tu? Se ti viene una strizza a livello di pancia significa solo due cose: sì, se la strizza ti provoca solletico. No, se la strizza ti manda in panico. In quel caso lascia perdere: lanciarti da un aereo non fa per te e nessuno ti costringerà comunque mai.
Ma se il solletico alla bocca dello stomaco ti piace, il corso di formazione UNICO al mondo in cui sviluppi la tua leadership personale saltando da un aereo fa per te.
L’ho studiato e sviluppato per le aziende: l’ho perfezionato per gli imprenditori e i loro collaboratori. L’ho strutturato a livello profondo tramite l’intervento di ben quattro tra i migliori formatori in assoluto in Italia, di cui due psicoterapeuti e scrittori, di cui uno esperto in negoziazione con il subconscio.
Costruiremo le basi solide su cui si fonderà la tua nuova squadra imprenditoriale attraverso due Team Building dal carattere fortemente unico ed innovativo per strutturare la personalità della tua squadra e della tua organizzazione.
Se il tuo 2017 ti sta già chiedendo molto e tu vuoi dare di più ed ottenere di più, ora è il momento.
Sono aperte le iscrizioni per i Team Building Outdoor e TBO Deluxe. Chiedi informazioni qui.

Affrettati perché a marzo la stagione inizia e noi ci stiamo già imbragando, pronti per il prossimo decollo.

Costruisci la tua influenza sul mercato in un modo completamento diverso da tutto il resto.
Rafforza il tuo brand personale ed eleva il tuo profilo aziendale dando gas alla tua SQUADRA.
Paracadutismo per la Leadership.
PS: abbiamo deciso di includere un valore aggiunto davvero incredibile. Scopri qui quale.
schermata-2017-01-25-alle-15-12-49

Come la perseveranza schiaccia senza pietà talento, genio e istruzione

Probabilmente gli unici due pazzi che sono andati al cinema a vedere The Founder due volte di fila siamo io e il mio amico Alessandro. Alessandro è membro onorario del nostro CdA. Il nostro è un CdA atipico però. Al momento siamo in tre, siamo tutti e tre membri onorari, siamo tutti e tre presidenti, siamo tutti e tre amministratori delegati.
La nostra azienda si chiama Gruppo dei Pari. E ci stiamo espandendo. Da SRL diverremo presto una SPA e non di quelle dove si sta ammollo ore. Abbiamo in mente di quotarci. Nella nostra azienda cresciamo ogni giorno perché ci sosteniamo e gli sviluppi di ognuno sono gli sviluppi di tutti. E non sempre accade ma il mercato paga. Alla lunga sì. Perseverando sì.
I nostri obiettivi sono supportati dal CdA e ci rendiamo conto l’un l’altro, nel senso che ci riferiamo. Ci utilizziamo come riferimento reciproco.
Non che non abbiamo proprio un ca..o da fare ma forse una cosa l’abbiamo capita. Andando a vedere The Founder abbiamo acquisito circa due ore x2 di formazione di alto livello a soli 9 euro x2. Conviene.
Alto livello?
..McDonald’s?
Su Ray Kroc, la considerazione prima e spontanea – anche alla seconda visione – è stata che è stato: un discreto figlio di androcchia.
Eppure a me Mac faceva una gran tenerezza, forse impersonato da un attore dalla figura bonaria e innocua. E Kroc era tutto fuorché un gran tenerone.
La tenerezza è nemica del business.
Tuttavia, la morale ti rende invincibile, quando il business lo sai fare bene e le idee in testa sono chiare. Anche grazie ad un’attitudine alla perseveranza davvero fuori dal comune.
Uno dei passaggi chiave all’inizio del film è il momento in cui Ray inizia ad ascoltare il disco The Power of the Positive che trova in una delle migliaia di camere di motel in cui era solito dormire nei viaggi di lavoro commerciale percorrendo in lungo e in largo il Paese.

Persistence.

“Perseveranza:
Niente al mondo può sostituire la perseveranza.
Né il talento: che c’è di più comune degli uomini di talento che non hanno successo?
Né il genio: il genio non ricompensato è di fatto un luogo comune.
E neanche l’istruzione: il mondo è pieno di cretini istruiti.
Soltanto la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti.
Dimostra che niente mai ti potrà sconfiggere e puoi raggiungere la serenità, una salute migliore e un incessante flusso di energia.
Se ti prefiggerai ogni singolo giorno il raggiungimento di questi obiettivi, i risultati non tarderanno a manifestarsi in maniera evidente.
E anche se può sembrarti una formula magica è dentro di te che costruisci il tuo futuro.
La più grande scoperta della mia generazione è che gli esseri umani possono cambiare la loro vita cambiando il loro atteggiamento mentale.
Oppure, come sosteneva Ralph Waldo Emerson: un uomo è sempre ciò che pensa tutto il giorno”.
20170124_084204
Sa di manfrina motivazionale ma in questo passaggio credo stia tutto il significato del film, delle reali motivazioni di Ray, dello sviluppo della catena dei McDonald’s. E, forse, della reale motivazione che muove le persone nel mondo.
Qualcosa, prima di essere qualcosa – e qualcuno prima di essere qualcuno – è solo un’idea. E di idee ce ne sono di una varietà infinita. Volendo si può anche affermare che l’idea non conta in sé, quanto conta la sua esecuzione.
E se ti dicessi che non sei tu a scegliere le idee?
Che non sei tu ad averle?
Questo è il pensiero/riflessione con cui mi sono progressivamente svegliato alle 7.15 stamattina in piena fase theta, quindi leggi con attenzione perché una mente senza filtri le pensa strane:
Le idee sono nell’aria. Come fossero una stratificazione di nubi.
Sono le idee a scegliere te.
Non sei tu a scegliere loro. Loro si fanno prendere solo da chi è capace di realizzarle e per esserne certe aspettano che nel frattempo tu ti rafforzi e diventi capace di concretizzarle, di eseguirle.
Tu sei sotto che salti per prenderne una ma non sai qual’è. Cerchi di prenderla a caso.
Invece accade che a volte lo sai. Ma la maggior parte no, la maggior parte delle persone non lo sa.
Quando lo sai e all’idea tu vai bene, quando è il momento – e lei lo sa quando è – si lascia prendere.
Perché non vuole essere sprecata. Ci tiene ad essere realizzata. Eseguita.
Quando è lei a scegliere te, ti lascia saltare per anni, anche per decenni. Magari 30 anni.
Ma quando capisce che fai sul serio e tu là sotto continui a saltare per prenderla e vede che ti stai rafforzando e diventando grande, anche lei cresce e diventa sempre più grande. Perseveranza.
Tra l’intera popolazione mondiale nel 1954, l’idea del McDonald’s in leva ha scelto Ray Kroc dopo 30 anni che se ne stava sotto a saltare per prendere un’idea e poi un’altra e poi un’altra ancora e lei era già lì che lo aspettava.
Mentre lui saltava lei cresceva perché lui cresceva.
Finché, una volta diventato grande abbastanza, si è fatta prendere affinché assieme diventassero grandi, ancora più grandi e lo erano già nella testa di lui e nell’essenza di lei.
Oggi McDonald’s è uno dei primi proprietari immobiliari sul pianeta, impiega quasi 440.000 persone e da da mangiare ogni giorno all’1% della popolazione mondiale.
«Ho scoperto che riuscivo a influenzare i desideri della gente: venivano per un caffè, e se ne andavano con una coppa di gelato guarnita».

Persistence.

Persistence is the key.

Sul tachimetro non conta quanto vuoi correre, conta quanto stai correndo

L’energia comportamentale è l’unica energia che conta. Sono appena rientrato da una corsa, la terza in tre settimane (Runtastic mi computa un totale di 16,05 km – stimola bene questa cosa). Oggi cinque chilometri di cui quattro a bomba. Niente di che, sono tutto fuorché un maratoneta 🙂
Mentre corro sento le tossine che schizzano via. Utilizzo il momento della corsa per stare con me. Il dialogo interno parte da solo come una macchinetta e a voce alta mi viene anche e soprattutto da mandare a quel paese tutte quelle situazioni in cui mi sento e mi sono sentito a disagio.
20161224_172145
Beh, non capita anche a te di sentirti a disagio mai? E di mandare a quel paese qualcuno, nooo?
Per me è stato un super anno.
Ho portato il Sindaco di Verona Flavio Tosi in azienda, sono stato in Diesel, sto facendo affari per l’editoria con uno dei più noti formatori in Italia, ho prodotto libri di amici tra cui Andrea Cirelli che è in Radio Deejay con Fabio Volo ogni 3×2 per parlare del suo libro (Il tuo corpo ti dice come diventare felice), ho organizzato una Mostra con l’Università degli Studi di Verona (La magia dei Colori per Grafiche AZ), conosciuto Marco Montemagno di persona e incontrato il più grosso distributore indipendente in Italia, ho fatto un fuoricampo col paracadute e fatto il mio primo sgancio, sono stato da Alfio Bardolla per una coach personale, ho sviluppato Paracadutismo per la Leadership, sono stato a Los Angeles, Chicago, Francoforte, Londra, etc. Bla bla.
C’è chi fa molto di più. C’è chi fa meno e rende molto di più.
Tante belle cose, infatti. Ah, ho anche quasi raddoppiato il mio apporto commerciale nell’azienda di famiglia.
Mi dicono, anzi, fanno capire, che è tutto normale. Praticamente dovuto. Lo devi fare e basta.
Infatti, c’è quel tarlo, quel tarlo che mi dice “Leonardo, non stai facendo ancora abbastanza. No, non ci siamo ancora.. Mi dispiace”. E uso il mio blog per dirlo, per urlarlo al mondo intero. La tossina regina che schizza fuori.
Un po’ come quel professore di Lettere al liceo che non mi ha dato una sola soddisfazione per una sufficienza scannata per tutto il triennio. Ci mettevo l’anima nei temi e se era sei era meno meno. Uno non bastava, meglio due. Si avvicinava di più al cinque mezzo ma era meglio. Fanculo 🙂
Alla maturità, però, la soddisfazione è arrivata. Non ricordo bene ma mi sembra la commissione esterna avesse ritenuto idoneo alla maturità il mio tema con un punteggio di otto e mezzo.
Allora non ero io un asino, era il tarlo.
Già. Non mi basta mai.
So che se dovessi incontrare il Papa e il Dalai Lama assieme in udienza privata a casa mia per me non sarebbe ancora abbastanza. Forse perché sono ambizioso – bada bene, non ho detto troppo ambizioso.
O forse perché so che si può sempre fare meglio.
Perché conta una cosa soltanto.
I risultati? Sì, i risultati, paradossalmente, contano come primo step.
Io i risultati li raggiungo anche. Sempre o quasi sempre, umanamente parlando. I risultati non sono lo step definitivo.
Ti sto per dire una cosa pazzesca, lo so, che ho capito nella mia corsa di prima mentre sputavo fuori l’ennesima tossina. La tossina natalizia del 2016.
Conta l’energia comportamentale.
Conta quel tarlo che ti dice fai ancora qualcosa in più. Arriva fino a Casa Pozza e invece la superi. Arrivi all’80,5% di fatturato in più per pensare che non è abbastanza perché sarà l’800% che ti farà fare il salto.
img_20161026_231455
L’energia comportamentale è quella cosa che ti fa arrivare dove vuoi ma quando ci arrivi ti dice:

OK, bravo, ora non credere di essere arrivato perché sei ben lontano da dove dovresti già essere.

Sul tachimetro c’è una lancetta che indica la velocità con cui stai viaggiando. Non conta che tu dica voglio andare veloce. Conta solo il numero indicato dalla lancetta.
Se non sei soddisfatto, è normale. Se vuoi correre più forte ricordati che in questo momento c’è chi lo sta già facendo. Mentre c’è chi sta correndo veloce la sua maratona e la vince, c’è chi ha vinto il Triatlon. E chi ha vinto il Triatlon tre volte. E via dicendo. A questi non basta mai.
13307249_10153623391920905_7564338008450405075_n