Categoria rispetto per la vita

QUALCHE LIBRO SERVE

QUALCHE LIBRO SERVE

Cosa spinge alcune persone di sabato sera a organizzare, a invogliare, a coinvolgere a presenziare, a parlare..

e cosa spinge alcune fortunatissime persone a riempire la meravigliosa #libreria di San Martino Buon Albergo che sta diventando un esempio e ad ascoltare con così tanta attenzione?

Abbiamo Cecilia Marcon, una ragazza appassionata che ha invitato Sara Saorin e Francesca Segato da Padova a parlare de LA PIETRA BLU.

Sara Saorin, Silvia Torchio, Luca Ganzerla nella stupenda Valmirtilla

Cecilia è la titolare di Valmirtilla.
Sara e Francesca sono le editrici di Camelozampa.

Ma non è finita qui.

Da #Torino è giunta la traduttrice e agente dell’autore.. che a sua volta è di Taiwan, 幾米 – Jimmy Liao (JimmySPA) – 几米 – ジミーさん (ジミー・リャオ) – lei è Silvia Torchio ed è la persona che ha portato in Italia Jimmy e TUTTA la sua ricchezza emotiva e narrativa.

E poi, abbiamo lui, l’inimitabile Luca Ganzerla che ha catalizzato l’ascolto non solo con la sua emozionante lettura del libro ma ci ha proprio i-n-c-a-n-t-a-t-i con la sua bravura nell’interpretazione dei sentimenti che Jimmy ha voluto trasmettere.

Con una sapienza e una capacità di “intrattenimento”, personalmente, mai provata. A leggere un libro! Una cosa semplice, apparentemente.. ma profondissima.

I suoi studenti sono fortunati.

Il percorso che porta gli umani alla liberazione spirituale, il SUTRA del diamante.

E la sorpresa finale con il cadeau di Cecilia e le sue pietre blu preparate da lei e sua figlia.. beh, un sabato sera perfetto.

PS: in sala anche la dolcissima Sofia che mi ha regalato un sacchetto per i libri pensandomi quando è stata nella “libreria ad alta quota” e un braccialetto con un campanellino. GRAZIE Clara Ferrari 🙂 – c’è tantissimo valore dietro all’umanità delle persone.

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Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

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Leonardo Aldegheri
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FORTUNA

FORTUNA

La coccinella 🐞, il cornetto rosso 🌶, il ferro di cavallo 🧲, l’🎱, il quadrifoglio 🍀, l’amanita 🍄, sono tutti simboli che rappresentano la fortuna.

La fortuna è quella forza in cui circostanze ed eventi si sono in qualche modo allineati determinando una condizione favorevole alla persona che ne sta beneficiando.

È un’energia💡, se vogliamo.

ON -> 🔛

Come dire, connetto due fili della corrente tramite un interruttore, la corrente passa e puf, tutto si allinea, la luce si accende, il motore parte, le cose accadono.

Dire “la fortuna non esiste”, negarla, è come negare la corrente elettrica.

Quest’ultima è sempre esistita, salvo essere stata scoperta solo di recente nella storia dell’umanità.

Vale la stessa cosa per il 🔥 in antichità.

Vale per TUTTO ciò che dobbiamo ancora scoprire che è MOOOOLTO di più di quello che pensiamo di sapere.

La fortuna esiste, esiste eccome ed è disponibile a chiunque.

Wikipedia cita una definizione folgorante:

Secondo l’editore e lessicografo statunitense Noah Webster, la fortuna è “una forza senza scopo, imprevedibile e incontrollabile che plasma gli eventi in maniera favorevole per un individuo, un gruppo o una causa”

Noah Webster

Certo, occorre predisporsi. Occorre pensare in termini “fortunati”, mi viene da dire. Già “fare le vittime” è un “atteggiamento” contrario alla fortuna.

Lasciarsi sopraffare dalla condizione attuale che fa sostare nella condizione stessa, constatandola, è un “comportamento” contrario alla fortuna.

Il contrario di questo contrario?

L’atteggiamento di leggerezza, di festa 🎊 allo scopo di cambiare la polarità della condizione iniziale che convince che il mondo sia così e che fa permanere in quella data condizione.

SENTITI FORTUNATO.

Ecco, pensare la fortuna, amare la fortuna, parlare di fortuna, condividere la fortuna, riconoscere la fortuna, seminare la fortuna, essere fortuna per altri (essere quindi “opportunità”), avere l’atteggiamento da Gastone.. possa già essere un veicolo favorevole affinché ci si senta fortunati.

SII FORTUNATO.

🧘‍♀️ Certo, essere una calamita di eventi favorevoli è anche questione di qualità del pensiero 😉

Quel solletichio che si sente a livello di pancia quando ci si sente fortunati è sinonimo di fortuna.

TANTA FORTUNA A TE.

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CREDI DI POTERCELA FARE?

CREDI DI POTERCELA FARE?

“Non misurare te stesso dalla testa al pavimento ma dalla testa al cielo”.

Ieri sera ho visto questo film veramente meraviglioso, Little Boy, del 2015 – regia di Alejandro Monteverde (qui la scheda del film).

  • Tema del bullismo.
  • Dei pregiudizi.
  • Del razzismo.
  • Della “guerra” intesa come non comprensione dell’altro.

Dei modi di vedere a seconda dei personaggi, dal prete con il suo “amico immaginario” al giapponese bersagliato perché “con la faccia del nemico”.

E dell’amicizia, della profonda amicizia che ci più essere tra persone apparentemente tanto diverse.

Della famiglia. E altri, ugualmente dignitosi.

C’è sempre un modo diverso di vedere le cose.

“MASAO KUME credeva che niente fosse più potente della volontà.

La volontà di affrontare le proprie paure. E di agire”.

Ne ho tratto un punto focale.

La sofferenza e il libero arbitrio.

La sofferenza e il libero arbitrio come agiscono insieme?

Il film dipinge le emozioni umane e il modo in cui sono “gestite”.

Il piccolo amabile Little Boy con il suo “atto psicomagico” – come lo chiamerebbe Jodorowsky – fa di tutto per portare a casa il suo amato padre (partito per la guerra al posto del fratello), che è anche il suo “socio”.

Quest’ultimo, quando giocavano assieme, gli chiedeva “credi di potercela fare?” Per questo motivo, Little Boy non si perde mai d’animo.

Pur soffrendo, probabilmente più di tutti. Ma la sofferenza non si misura..

Il fratello “stupidotto” – accecato dall’odio razziale senza nemmeno saperne il motivo reale – si umanizza. Come? Col libero arbitrio. A un certo punto decide di pensare con la sua testa, non con quella del volgo.

Nel Kybalion si parlerebbe di trasmutazione. Di cambio di polarità per trasformare una situazione negativa in positiva poiché entrambe le situazioni sono in verità parte dello stesso continuum e occorre solamente cambiarne la polarità.

Tutti soffrono. È la condizione umana, qui contestualizzata dalla guerra al Giappone. E “misurare” la sofferenza in “quote” ha ben poco senso.

Ed è questo ciò che ho appreso:

  • Se uno soffre e trasferisce la sua sofferenza agli altri, è uno strxxzo, non è una persona che soffre e che quindi va compatita.

Al che occorre riconoscere che la persona sta sì soffrendo ma sta anche non gestendo e trasferendo e va quindi messa nella condizione di non nuocere. Come nel caso del bullo, il figlio del dottore.

  • Oppure la persona che soffre usa la sofferenza come leva di crescita e ne fa beneficiare se e anche gli altri. Proprio come nel caso di Pepper, il nostro “piccolo” protagonista.

Entrambe le cose sono possibili: questo è il senso del libero arbitrio.

La persona che soffre può scegliere come gestire la sua parte di sofferenza.

La scelta spetta a noi.

Sempre.

Ripeto perché sia chiaro. Chi soffre e trasferisce la sua sofferenza agli altri, facendoli soffrire a loro volta, è uno strxxzo e basta, non va compatito perché soffre. Chiunque glielo permetta non è vittima, è complice.

Idem per chi vive nel disagio e trasferisce il suo disagio agli altri: sta facendo male agli altri e a se stesso.

Ma quando noi scegliamo di preservare gli altri dal nostro disagio e AGIAMO per cambiare polo a quella data situazione, beh, è lì che stiamo portando il nostro vero contributo al mondo.

Perché non c’è niente di meglio di chi ha conosciuto l’inferno e ne è risalito per portare la sua esperienza di crescita. Non per far pagare a chi non c’entra nulla il prezzo della sua sofferenza.

“La tua fede non funzionerà se nel tuo cuore esiste anche la minima parte di odio”.

CI VUOLE CORAGGIO PER CREDERE.

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ANNI E ANNI

ANNI E ANNI

Anni e anni di manualità con i Lego Technic nella prima fase della vita, fino circa ai 13 e da batterista poi, fino ai 28 anni. Poi manualità ciao!

Ciaone proprio 👋

In tempi non recenti a far lavoretti in casa persino una volta, per appendere uno specchio nel bagnetto, avevo forato un tubo lavandomi la faccia, mio malgrado.

Un’altra volta per appendere una mensola, Dio ha voluto che la porta scorrevole fosse chiusa che se fosse stata aperta – ovvero incastonata nel suo pertugio nel muro – avrei forato pure lei.

Poi ho capito che per migliorare me stesso e accedere a determinati step sarei dovuto passare attraverso la manualità per ottenere determinate cose che avevo in mente.

Forse eh, mica detto. Però ci ho provato.

Così passando da casa riparando una volta le tapparelle (con i classici sudorini sulla fronte, non pochi), il tetto della casetta fuori e apportando alcune migliorie in giardino, curando le piante.. Persino arrivando a riparare l’aria condizionata della macchina!

..sono così arrivato a cimentarmi in un’opera di estremo ingegno con la riparazione di un mobiletto precedentemente rovinato dal calore.

Ed ecco che prima non sapevo minimamente da che parte incominciare.

Passato qualche tempo, la soluzione è arrivata.. da sola.

Da sola! Assi, taglio, lavoro, minuziosità nel togliere ogni singolo chiodo e vite dal precedente pezzo, al ricostruire mano a mano quello nuovo, dandogli il tocco finale.

Il colore.

Ogni cosa in cui ci si applica “rischia” di riuscire in maniera eccellente perché diventa un esercizio di presenza.

Se ci si applica mettendoci presenza, quasi qualsiasi cosa in cui ci si cimenta diventa un esercizio di eccellenza.

E per eccellenza non parlo assolutamente di superiorità, di competitività, di ego, di ti dimostro che IO sono più bravo di te umiliandoti. BASTA, davvero basta questo.

Significa: ho rovinato per errore questa cosa, mi impegno per ripristinarla, magari diventa più bella di prima.

Oppure, si è rotta l’aria condizionata e mi hanno chiesto 600 euro? Aspetta che provo a capire se riesco ad imparare qualcosa di nuovo, magari ci riesco.

Non sono certo un falegname, eppure, nell’essermi cimentato in questa cosa ho inteso ci fosse un principio da trarne. Lo scrivo qui al solo scopo di condividerlo. Fosse utile anche solo ad un’altra persona, sarebbe.. eccellente!

Ogni giorno ci si presentano occasioni di questo tipo e in automatico diciamo NO per partito preso, senza considerare che queste occasioni sono opportunità di miglioramento PER NOI.

E, a suon di una alla volta, arriviamo a combinare qualcosa.

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Il mobiletto da esterno che mi ricorda mio papà, in “ristrutturazione” che per me significa..
ri-valorizzazione (esiste come termine? Non importa.. Ce lo inventiamo).

SONO QUI E SONO QUI PER TE: GODIMI

SONO QUI E SONO QUI PER TE: GODIMI

Non ho applicato filtri, giuro!

A parte il fatto che non c’è alcun bisogno di giurare, ieri sera appena andato a prendere mio figlio mi sono incantato, guidando, alla vista di tali colori.

Ho quindi fermato la macchina per osservare, ammirare, gratificare.

Assaporare.

Sì, ho fatto qualche scatto per appropriarmi di ciò! E per condividere ovvero rendere disponibile anche per gli altri, anche per coloro che non hanno visto o non si sono accorti.

Perché la meraviglia del mondo è nell’essere “presenti”.

Ponte pedonale di Castelvecchio nella bella Verona, ore 20 ca del giorno 4 del mese di settembre Anno Domini 2020, anno “reale” ca 4.8 mld

Ciò che vedi è l’accesso, è solo l’accesso.

L’informazione arriva e viene i-n-t-e-r-p-r-e-t-a-t-a, per quello non è mai unica!

E allora io voglio informazioni da interpretare che siano meravigliose come questi colori, come questo tramonto dalla nitidezza ancestrale che mi fa pensare che stiamo viaggiando a velocità pazzesche sparati nel cosmo!

E intanto miliardi di formichine microscopiche si adoperano per fare le loro cose, portare avanti le loro battaglie, risolvere i loro problemi, raggiungere i propri obiettivi..

No, non c’è nessun problema da risolvere. Siamo qua. E questo è già tantissimo.

È qui che ci dice: “GODIMI. Sono qui presente e sono qui per TE.
Possibile che non riesca a capirlo?

Fermati un istante, interrompi quel turbinio e guardami: risplendo di vita e offro meraviglie.

Soffermati su quelle, non esiste davvero altro”.

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Ho visto un oggetto in cielo a 384.403 km che viene chiamato Luna. Mi sono domandato cosa fosse: “Ruoto ogni giorno attorno a una palla che ruota assieme ad altre palle (non è ironico..) attorno a un’altra palla che ruota attorno a una spirale che ruota assieme a miliardi di altre spirali. Ognuna di loro è viva e offre mondi. Questo non è l’unico. Tutto è piccolo e tutto è grande. Come i problemi e gli obiettivi che vi date. Vivete ruotando. Intanto io ruoto. Ciao”.

VASCO, LA POLITICA E IL SURF

VASCO, LA POLITICA E IL SURF

Qualche giorno fa mi sono soffermato a sentire un pezzo di Vasco alla radio. Più che a sentire, ad

A-S-C-O-L-T-A-R-E.

Molto attentamente.

Premetto di non essere mai stato un suo particolare fan benché quello di Vasco fosse stato uno dei miei primi concerti allo stadio in assoluto nel ’93, giusto qualche anno fa.

Il primo fu quello degli.. Stadio 🙂 – e lì mi innamorai della batteria ma vabbè, è un altro discorso 😅

Ad ogni modo, il pezzo diceva:

  • Come stai
  • Ti distingui dal luogo comune
  • Ti piace vivere come sei
  • E rispondere solo a te

Ovviamente per come lo vedo io in base al mio modello del mondo..

c’è un domandarsi, un preoccuparsi dell’altro e c’è una fondamentale constatazione:

👉 Il fatto di distinguersi perché fai quello che piace a te e non fai quello che gli altri vogliono che tu faccia.

E questo è IL PUNTO fondamentale.

Se vogliamo, in un certo senso, per gli amanti di Vadim Zeland, questo è Transurfing puro.

PS: dati gli aggiornamenti degli ultimi giorni, se Vasco solo pensasse di mettersi in politica – cosa che si guarda bene dal fare – diventerebbe capo del governo in tempo ZERO per la capacità che ha di parlare alle persone, anche a quelle a cui non piace e dire loro cose di grande profondità.

Ma surfando alla grande, non lo farà mai 😄🏄‍♂️ – W la musica!

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L’EDUCATORE

L’EDUCATORE

“I veri educatori sono testimoni:

quando educano non fanno qualcosa, danno la vita.

Questi educatori vengono dallo spirito di Dio.

A lui dobbiamo chiedere se ci sta a cuore il futuro”.

L’origine del termine educare deriva dal latino “educĕre” che sta per ‘trar fuori, allevare’.

Mi piace molto pensare che educare non sia insegnare, non sia impartire, stabilire, riempire di informazioni e nozionismi.

Trarre fuori risuona più come l’idea di una scultura tratta da un blocco di marmo ove dentro essa è già presente, esiste già.

Va solo tratta, formata, sgrezzata, valorizzata.

Noi non siamo delle tabule rase ove buttar dentro ogni cosa che ci passi per la testa, sia giudizio, indottrinamento, nozionismo becero.

L’educazione è stata per troppo tempo usata come strumento manipolatorio ovvero indottrinante: “visto che non sai niente, ci penso io a dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato. Così mi è più facile farti fare quello che voglio io“.

Serve molto coraggio e molta integrità per insegnare, a tutti i livelli, quello dei genitori in primis: la fiducia che viene data, deve essere corrisposta.

Asiago – 2011

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SIAMO QUA PER VIVERE, NON PER SOPRAVVIVERE

SIAMO QUA PER VIVERE, NON PER SOPRAVVIVERE

La domenica è un ottimo momento per il relax.

Relax non significa “non far niente” anche se questo ha tutta la sua utilità e dignità.

Rilassarsi significa:

  • rilassare i muscoli del viso
  • rilassare i muscoli del corpo
  • rilassare i nervi e le tensioni nervose

In una parola: “distendersi“.

Ovvero distendere le energie così che possano fluire, fluire nel corpo, lasciar andare via, permettere. Senza che il corpo sia un deterrente, un blocco, un attaccamento ma sia, praticamente, un TUBO.

Un buon concetto di relax.. E allora, che succede?

Che la riflessione nello specchio di acqua “calma” permette il distacco dagli stress della quotidianità e accogliere “la vita”.

E la vita non è vivere per se stessi, è piuttosto vivere CON noi stessi e con gli ALTRI.

Noi siamo parte anche degli altri e gli altri sono parte ANCHE di noi.
Nessun beneficio lo è per noi soltanto se non lo è contemporaneamente per gli altri.

Nello stress viviamo nell’egoico, la sensazione di emergenza costante equivale ad un’attitudine alla sopravvivenza.

Ma noi non siamo qua per sopravvivere. Siamo qua per vivere.

Dal web.

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I RACCONTI DEI SAGGI E LE SANE ABITUDINI

I RACCONTI DEI SAGGI E LE SANE ABITUDINI

Ho preso l’abitudine di leggere ai miei figli una storia di quelle contenute nei libri della serie I racconti dei saggi, quando siamo tranquilli, dopo pranzo, nel weekend.

Attenti e assorti si lasciano cullare dalla voce e dal racconto e viviamo insieme un momento magico, un rituale, che ricorderanno anche da grandi.

Qui è la storia di Un Samurai davvero Zen, corredata da una magnifica illustrazione in stile classico giapponese.

Chiaramente non posso pubblicare tutte le pagine ma posso sicuramente rimandare all’Editore L’ippocampo Edizioni – I Racconti dei Saggi – qui Buddhisti.

I RACCONTI DEI SAGGI BUDDHISTI

Questo libro è meraviglioso (e fortunatamente lo dico a suon di “ristampe”! 🙂 ): la copertina è “intagliata” con una stampa a caldo usando un cliché di ottone a un centinaio di gradi.

Il segnalibro arancione in “tinta” con la tematica del libro assieme ai capitelli e al dorso tondo ricorda a quale delle storie si è perché l’ordine di lettura può essere assolutamente libero.

Anzi, di solito apriamo una pagina a caso e iniziamo a leggere da lì.. così è più divertente.

Le illustrazioni sono davvero, davvero evocative.

E le storie.. beh, oggi a pranzo la prossima 🙂

I RACCONTI DEI SAGGI BUDDHISTI

Chi ha vinto se stesso è ben più grande del vincitore di migliaia di uomini” – [Buddha]

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LA COSA VERAMENTE BELLA DI QUANDO SI LAVORA

LA COSA VERAMENTE BELLA DI QUANDO SI LAVORA

La cosa bella, veramente bella, di quando si lavora è rendersi conto, essere consapevoli di quello che si sta facendo.

Beh, non solo quando si lavora, ora dico una frase “leggera”: 

  • quando si vive.

Ecco che “rendersi conto” magicamente è ciò che ci fa essere NELLA situazione ed entrare nella situazione equivale a g-u-s-t-a-r-l-a.

Nel mio lavoro ho l’opportunità di parlare con illustratori, editori, autori.. e di gustarmi il loro lavoro.

Qualche giorno fa è stata da noi Bimba Landmann assieme a Francesca Segato di Camelozampa per il visto di un nuovo, pazzesco libro:

Mappe delle mie emozioni.

Beh, per me è stato emozionante assistere a questo visto e dire che.. ne “vedo” tanti!

Perché “vedere” gli originali e vederne la trasposizione sul foglio, sulla carta stampata e assaporare il divenire di questa cosa, di questa magica idea sorta inizialmente nella mente del suo autore per poi “vederla” diventare Realtà..

Realtà!

..è assolutamente fantastico.

“Vedo” il materializzarsi di idee tutti i giorni 🙂

Le idee sono cose, i pensieri sono vivi, i desideri si realizzano. 
Serve fiducia, serve crederci, certo.

La fiducia è il MOTORE DEL FARE LE COSE.

E questo è spiegato molot bene anche nella prossima video intervista con Bimba e Francesca in arrivo.

Anche questo nuovo libro “folle e visionario” [cit. Francesca] sta per “materializzarsi” e presto, prestissimo, sarà nelle manine dei giovani lettori che avranno modo di.. “gustarsi” – a loro volta – tutto questo, “condensato” in un libro.

Un libro magnifico.

Che tante persone hanno l’onore di contribuire, ognuno per la propria parte, a.. materializzare.

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