Categoria rispetto per la vita

ANNI E ANNI

ANNI E ANNI

Anni e anni di manualità con i Lego Technic nella prima fase della vita, fino circa ai 13 e da batterista poi, fino ai 28 anni. Poi manualità ciao!

Ciaone proprio 👋

In tempi non recenti a far lavoretti in casa persino una volta, per appendere uno specchio nel bagnetto, avevo forato un tubo lavandomi la faccia, mio malgrado.

Un’altra volta per appendere una mensola, Dio ha voluto che la porta scorrevole fosse chiusa che se fosse stata aperta – ovvero incastonata nel suo pertugio nel muro – avrei forato pure lei.

Poi ho capito che per migliorare me stesso e accedere a determinati step sarei dovuto passare attraverso la manualità per ottenere determinate cose che avevo in mente.

Forse eh, mica detto. Però ci ho provato.

Così passando da casa riparando una volta le tapparelle (con i classici sudorini sulla fronte, non pochi), il tetto della casetta fuori e apportando alcune migliorie in giardino, curando le piante.. Persino arrivando a riparare l’aria condizionata della macchina!

..sono così arrivato a cimentarmi in un’opera di estremo ingegno con la riparazione di un mobiletto precedentemente rovinato dal calore.

Ed ecco che prima non sapevo minimamente da che parte incominciare.

Passato qualche tempo, la soluzione è arrivata.. da sola.

Da sola! Assi, taglio, lavoro, minuziosità nel togliere ogni singolo chiodo e vite dal precedente pezzo, al ricostruire mano a mano quello nuovo, dandogli il tocco finale.

Il colore.

Ogni cosa in cui ci si applica “rischia” di riuscire in maniera eccellente perché diventa un esercizio di presenza.

Se ci si applica mettendoci presenza, quasi qualsiasi cosa in cui ci si cimenta diventa un esercizio di eccellenza.

E per eccellenza non parlo assolutamente di superiorità, di competitività, di ego, di ti dimostro che IO sono più bravo di te umiliandoti. BASTA, davvero basta questo.

Significa: ho rovinato per errore questa cosa, mi impegno per ripristinarla, magari diventa più bella di prima.

Oppure, si è rotta l’aria condizionata e mi hanno chiesto 600 euro? Aspetta che provo a capire se riesco ad imparare qualcosa di nuovo, magari ci riesco.

Non sono certo un falegname, eppure, nell’essermi cimentato in questa cosa ho inteso ci fosse un principio da trarne. Lo scrivo qui al solo scopo di condividerlo. Fosse utile anche solo ad un’altra persona, sarebbe.. eccellente!

Ogni giorno ci si presentano occasioni di questo tipo e in automatico diciamo NO per partito preso, senza considerare che queste occasioni sono opportunità di miglioramento PER NOI.

E, a suon di una alla volta, arriviamo a combinare qualcosa.

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Leonardo Aldegheri
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Il mobiletto da esterno che mi ricorda mio papà, in “ristrutturazione” che per me significa..
ri-valorizzazione (esiste come termine? Non importa.. Ce lo inventiamo).

SONO QUI E SONO QUI PER TE: GODIMI

SONO QUI E SONO QUI PER TE: GODIMI

Non ho applicato filtri, giuro!

A parte il fatto che non c’è alcun bisogno di giurare, ieri sera appena andato a prendere mio figlio mi sono incantato, guidando, alla vista di tali colori.

Ho quindi fermato la macchina per osservare, ammirare, gratificare.

Assaporare.

Sì, ho fatto qualche scatto per appropriarmi di ciò! E per condividere ovvero rendere disponibile anche per gli altri, anche per coloro che non hanno visto o non si sono accorti.

Perché la meraviglia del mondo è nell’essere “presenti”.

Ponte pedonale di Castelvecchio nella bella Verona, ore 20 ca del giorno 4 del mese di settembre Anno Domini 2020, anno “reale” ca 4.8 mld

Ciò che vedi è l’accesso, è solo l’accesso.

L’informazione arriva e viene i-n-t-e-r-p-r-e-t-a-t-a, per quello non è mai unica!

E allora io voglio informazioni da interpretare che siano meravigliose come questi colori, come questo tramonto dalla nitidezza ancestrale che mi fa pensare che stiamo viaggiando a velocità pazzesche sparati nel cosmo!

E intanto miliardi di formichine microscopiche si adoperano per fare le loro cose, portare avanti le loro battaglie, risolvere i loro problemi, raggiungere i propri obiettivi..

No, non c’è nessun problema da risolvere. Siamo qua. E questo è già tantissimo.

È qui che ci dice: “GODIMI. Sono qui presente e sono qui per TE.
Possibile che non riesca a capirlo?

Fermati un istante, interrompi quel turbinio e guardami: risplendo di vita e offro meraviglie.

Soffermati su quelle, non esiste davvero altro”.

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Ho visto un oggetto in cielo a 384.403 km che viene chiamato Luna. Mi sono domandato cosa fosse: “Ruoto ogni giorno attorno a una palla che ruota assieme ad altre palle (non è ironico..) attorno a un’altra palla che ruota attorno a una spirale che ruota assieme a miliardi di altre spirali. Ognuna di loro è viva e offre mondi. Questo non è l’unico. Tutto è piccolo e tutto è grande. Come i problemi e gli obiettivi che vi date. Vivete ruotando. Intanto io ruoto. Ciao”.

VASCO, LA POLITICA E IL SURF

VASCO, LA POLITICA E IL SURF

Qualche giorno fa mi sono soffermato a sentire un pezzo di Vasco alla radio. Più che a sentire, ad

A-S-C-O-L-T-A-R-E.

Molto attentamente.

Premetto di non essere mai stato un suo particolare fan benché quello di Vasco fosse stato uno dei miei primi concerti allo stadio in assoluto nel ’93, giusto qualche anno fa.

Il primo fu quello degli.. Stadio 🙂 – e lì mi innamorai della batteria ma vabbè, è un altro discorso 😅

Ad ogni modo, il pezzo diceva:

  • Come stai
  • Ti distingui dal luogo comune
  • Ti piace vivere come sei
  • E rispondere solo a te

Ovviamente per come lo vedo io in base al mio modello del mondo..

c’è un domandarsi, un preoccuparsi dell’altro e c’è una fondamentale constatazione:

👉 Il fatto di distinguersi perché fai quello che piace a te e non fai quello che gli altri vogliono che tu faccia.

E questo è IL PUNTO fondamentale.

Se vogliamo, in un certo senso, per gli amanti di Vadim Zeland, questo è Transurfing puro.

PS: dati gli aggiornamenti degli ultimi giorni, se Vasco solo pensasse di mettersi in politica – cosa che si guarda bene dal fare – diventerebbe capo del governo in tempo ZERO per la capacità che ha di parlare alle persone, anche a quelle a cui non piace e dire loro cose di grande profondità.

Ma surfando alla grande, non lo farà mai 😄🏄‍♂️ – W la musica!

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L’EDUCATORE

L’EDUCATORE

“I veri educatori sono testimoni:

quando educano non fanno qualcosa, danno la vita.

Questi educatori vengono dallo spirito di Dio.

A lui dobbiamo chiedere se ci sta a cuore il futuro”.

L’origine del termine educare deriva dal latino “educĕre” che sta per ‘trar fuori, allevare’.

Mi piace molto pensare che educare non sia insegnare, non sia impartire, stabilire, riempire di informazioni e nozionismi.

Trarre fuori risuona più come l’idea di una scultura tratta da un blocco di marmo ove dentro essa è già presente, esiste già.

Va solo tratta, formata, sgrezzata, valorizzata.

Noi non siamo delle tabule rase ove buttar dentro ogni cosa che ci passi per la testa, sia giudizio, indottrinamento, nozionismo becero.

L’educazione è stata per troppo tempo usata come strumento manipolatorio ovvero indottrinante: “visto che non sai niente, ci penso io a dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato. Così mi è più facile farti fare quello che voglio io“.

Serve molto coraggio e molta integrità per insegnare, a tutti i livelli, quello dei genitori in primis: la fiducia che viene data, deve essere corrisposta.

Asiago – 2011

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SIAMO QUA PER VIVERE, NON PER SOPRAVVIVERE

SIAMO QUA PER VIVERE, NON PER SOPRAVVIVERE

La domenica è un ottimo momento per il relax.

Relax non significa “non far niente” anche se questo ha tutta la sua utilità e dignità.

Rilassarsi significa:

  • rilassare i muscoli del viso
  • rilassare i muscoli del corpo
  • rilassare i nervi e le tensioni nervose

In una parola: “distendersi“.

Ovvero distendere le energie così che possano fluire, fluire nel corpo, lasciar andare via, permettere. Senza che il corpo sia un deterrente, un blocco, un attaccamento ma sia, praticamente, un TUBO.

Un buon concetto di relax.. E allora, che succede?

Che la riflessione nello specchio di acqua “calma” permette il distacco dagli stress della quotidianità e accogliere “la vita”.

E la vita non è vivere per se stessi, è piuttosto vivere CON noi stessi e con gli ALTRI.

Noi siamo parte anche degli altri e gli altri sono parte ANCHE di noi.
Nessun beneficio lo è per noi soltanto se non lo è contemporaneamente per gli altri.

Nello stress viviamo nell’egoico, la sensazione di emergenza costante equivale ad un’attitudine alla sopravvivenza.

Ma noi non siamo qua per sopravvivere. Siamo qua per vivere.

Dal web.

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I RACCONTI DEI SAGGI E LE SANE ABITUDINI

I RACCONTI DEI SAGGI E LE SANE ABITUDINI

Ho preso l’abitudine di leggere ai miei figli una storia di quelle contenute nei libri della serie I racconti dei saggi, quando siamo tranquilli, dopo pranzo, nel weekend.

Attenti e assorti si lasciano cullare dalla voce e dal racconto e viviamo insieme un momento magico, un rituale, che ricorderanno anche da grandi.

Qui è la storia di Un Samurai davvero Zen, corredata da una magnifica illustrazione in stile classico giapponese.

Chiaramente non posso pubblicare tutte le pagine ma posso sicuramente rimandare all’Editore L’ippocampo Edizioni – I Racconti dei Saggi – qui Buddhisti.

I RACCONTI DEI SAGGI BUDDHISTI

Questo libro è meraviglioso (e fortunatamente lo dico a suon di “ristampe”! 🙂 ): la copertina è “intagliata” con una stampa a caldo usando un cliché di ottone a un centinaio di gradi.

Il segnalibro arancione in “tinta” con la tematica del libro assieme ai capitelli e al dorso tondo ricorda a quale delle storie si è perché l’ordine di lettura può essere assolutamente libero.

Anzi, di solito apriamo una pagina a caso e iniziamo a leggere da lì.. così è più divertente.

Le illustrazioni sono davvero, davvero evocative.

E le storie.. beh, oggi a pranzo la prossima 🙂

I RACCONTI DEI SAGGI BUDDHISTI

Chi ha vinto se stesso è ben più grande del vincitore di migliaia di uomini” – [Buddha]

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LA COSA VERAMENTE BELLA DI QUANDO SI LAVORA

LA COSA VERAMENTE BELLA DI QUANDO SI LAVORA

La cosa bella, veramente bella, di quando si lavora è rendersi conto, essere consapevoli di quello che si sta facendo.

Beh, non solo quando si lavora, ora dico una frase “leggera”: 

  • quando si vive.

Ecco che “rendersi conto” magicamente è ciò che ci fa essere NELLA situazione ed entrare nella situazione equivale a g-u-s-t-a-r-l-a.

Nel mio lavoro ho l’opportunità di parlare con illustratori, editori, autori.. e di gustarmi il loro lavoro.

Qualche giorno fa è stata da noi Bimba Landmann assieme a Francesca Segato di Camelozampa per il visto di un nuovo, pazzesco libro:

Mappe delle mie emozioni.

Beh, per me è stato emozionante assistere a questo visto e dire che.. ne “vedo” tanti!

Perché “vedere” gli originali e vederne la trasposizione sul foglio, sulla carta stampata e assaporare il divenire di questa cosa, di questa magica idea sorta inizialmente nella mente del suo autore per poi “vederla” diventare Realtà..

Realtà!

..è assolutamente fantastico.

“Vedo” il materializzarsi di idee tutti i giorni 🙂

Le idee sono cose, i pensieri sono vivi, i desideri si realizzano. 
Serve fiducia, serve crederci, certo.

La fiducia è il MOTORE DEL FARE LE COSE.

E questo è spiegato molot bene anche nella prossima video intervista con Bimba e Francesca in arrivo.

Anche questo nuovo libro “folle e visionario” [cit. Francesca] sta per “materializzarsi” e presto, prestissimo, sarà nelle manine dei giovani lettori che avranno modo di.. “gustarsi” – a loro volta – tutto questo, “condensato” in un libro.

Un libro magnifico.

Che tante persone hanno l’onore di contribuire, ognuno per la propria parte, a.. materializzare.

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ERACLITO, LAVOISIER E L’AMAZZONIA

ERACLITO, LAVOISIER E L’AMAZZONIA

Eraclito, 2500 anni fa, coniò la celeberrima frase “PANTA REI” ovvero “tutto scorre”.

Niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma” è la massima che il chimico francese Lavoisir – vittima della ghigliottina rivoluzionaria a soli 51 anni dopo aver donato pazzeschi contributi all’umanità – postulò in termini scientifici.

In sostanza, niente è immutabile, tutto cambia.

Penso all’Amazzonia che brucia: l’incenerimento di vasti spazi non significherebbe la morte o la loro scomparsa ma una trasformazione. Anche se è dura crederci, pare che la verità sia un’altra – il che conferma semplicemente la norma: la stessa cosa, vista da punti vista diversi, risulta diversa.

Tanto che in fisica quantistica l’oggetto osservato esiste solo in quanto esiste l’osservatore.

Una fonte attendibile, la Nasa, ci dice che gli incendi di quest’anno nell’intero bacino amazzonico sono in linea con quelli degli ultimi 15 anni, ed il report della Fao sullo stato della forestazione del mondo ci spiega come questa sia una pratica antica” [cit. ilsussidiaiorio.net].

In ogni caso, la fisica classica rivisitò la scoperta di Lavoisier pronunciando la formula relativa alla “legge della conservazione della massa” enunciata prima dal chimico:

  • le cose, le situazioni, (l’energia) semplicemente, assumono nuove forme.

Così, per parallelismo, quando smettiamo di esistere come esseri umani continuiamo ad esistere come energia sotto forma di anima.

I filosofi pluralisti (tra cui Parmenide) sostenevamo già la pluri-reincarnazione come “strumento” delle anime atto alla loro evoluzione.

Alla fine: la fisica e la chimica ma anche la quantistica, la religione, la filosofia.. sono tutti “aspetti” che trattano gli stessi argomenti sotto forme diverse.

E capiamo anche quanto poco, davvero poco, sappiamo ancora di tutto questo.

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SAPERE INTRAVEDERE IL TALENTO DEGLI ALTRI

SAPERE INTRAVEDERE IL TALENTO DEGLI ALTRI

Quando vedi il talento di qualcuno, cosa fai? Lo incoraggi, lo riconosci o lo nascondi?

No, non è una domanda accusatoria la mia. Certo che no, ci mancherebbe.

Detesto da sempre chi punta il dito e si erge a giudicante quindi tanto meno mi ergo a puntare il dito e a giudicare a mia volta. Giammai.

Ma voglio portarti a fare un ragionamento.

È molto facile commuoversi guardando i Talent Show. Ci partecipano persone davvero talentuose alle volte. Capaci di fare spettacolo, abili a far sembrare in apparenza siano incapaci e incompetenti, prima..

..per aumentare il livello di suspence e di esplosione dell’emotività, dopo.

Più è ampio il divario, più sono aperti e increduli gli occhi e più sgorgano i lacrimoni in un tripudio di industrializzazione delle emozioni collocate in un capannone adibito a set dello spettacolo portato all’ennesima potenza e amplificate dall’occhio elettronico delle telecamere che vomitano addosso ogni cosa possibile sullo schermo piatto di una TV da 872xyz pollici.

No, non voglio riportarti sulla terra. Capita anche a me di commuovermi e constatare mediante schermo le abilità altrui. Di gente lontana.

Purché lontana. Beh, non per me. A me frega poco. Anzi, nulla.

Ma quando è il tuo vicino ad essere talentuoso?

Ti invito a fare la seguente riflessione: se il tuo sottoposto, il tuo collega, il compagno o qualcuno che abbia direttamente a che fare con te è davvero molto bravo..

..o è promettente e in potenza potrebbe benissimo farti le scarpe – pardon, superare il livello – se, in pratica, rappresenta un pericolo PER TE, come ti comporti?

  • Lo temi?
  • O lo assecondi?

Gli resisti o fai fluire il suo mondo?

Beh, il quesito è proprio all’ordine del giorno.

L’indole è padrona del controllo. O il controllo prende il sopravvento sulla tua indole e tu vai in panico, in tilt. E sei OUT.

Quando c’è di mezzo la competizione (essa sia tra fratelli, colleghi, amici, uomini per una donna, etc.), l’istinto nel senso più ancestrale del termine si anima e non ce n’è più per nessuno senza lasciar più spazio alla ragione e al discernimento.

  • DISCERNIMENTO è assolutamente la parola magica.

Se l’amico, il fratello, il collega rappresenta per te una minaccia per il fatto che possa in qualche modo mettere in ombra le tue abilità, rimane una cosa sola da fare. Banale, semplice, fluida, liscia.

Riconoscerla e anzi, far sì che funga da traino all’aumento di abilità e competenze. In pratica, essa crea ricchezza per tutti. Non sono le tue abilità a essere messe in discussione, NO. A essere messa in discussione è la relazione tra le rispettive abilità.

Ognuno ha le proprie da valorizzare.

Il classico fatto derivato dal dettol’allievo ha superato il maestro“, è, per il Maestro Intelligente, la sua più grande e meravigliosa soddisfazione.

Così per i figli che diventano più grandi dei padri.

Al contrario è come il padre geloso dell’altezza del figlio che lo supera di qualche cm, crescendo. Sì, è demente come cosa.

De-mente, senza mente, è causa di un’implicazione.. demenziale.

Ma capita, capita spesso. Gelosie tra parenti, irreprensione strumentale, invidie tra persone strette, amicizie che si perdono a causa della gelosia.

Sai una cosa?

Mi piacerebbe vedere nelle persone il saper intravedere il talento degli altri. Questo aspetto è fondamentale quando si fa impresa.

L’imprenditore davvero bravo è abile nello scegliere persone più brave di lui. Così le aziende crescono.

Non c’è bisogno di persone alle quali dire le cose che occorre fare.

C’è bisogno di persone che siano loro in grado di dire COSA occorrerebbe fare.

E MAI, MAI e poi MAI tarpare loro le ali. Non solo è un delitto ma se la prenderanno a morte con te. E hanno ragione.

Equivale ad essere gelosi di un figlio più alto. O più bravo.

La verità?

Non si dovrà mai emulare il capo ma portare valore all’organizzazione.

Il figlio non dovrà mai emulare il padre, non dovrà mai cercare di essere COME lui. Dovrà essere se stesso, né più né meno di essere se stesso al proprio meglio.

Nella creatività individuale risiede la ricchezza della collettività.

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PERCHÉ HELP PER LO SVILUPPO DI IDEE E AFFARI

PERCHÉ HELP PER LO SVILUPPO DI IDEE E AFFARI

Qualche giorno fa un utente ha commentato:

“Affari….odio questa parola. Tutto nel mondo di oggi è diventato un affare, tutto si deve sfruttare per fare soldi e nulla o quasi è gratis. La vita in questa società è una lotta senza esclusione di colpi, è stressante, stancante. Bisogna combattere come dei matti per avere un tetto sopra la testa e qualcosa da mangiare. Pazzesco e disumano. Dovremmo smettere di pensare a tutto in termini di soldi e di affari, questa cosa sta distruggendo la nostra umanità e il pianeta”.

Provo profondo rispetto per questa considerazione e intimamente la motivazione basilare della pagina è partita nel lontano febbraio 2016 da una osservazione similare del mondo – ad alta quando non altissima competitività – in cui viviamo oggi, con tutti i grandi, grandissimi problemi legati alla sostenibilità, all’ambiente e al futuro dei nostri figli nonché dell’umanità intera.

Colgo l’occasione per precisare che promuovo, in primis:

  • 1. la lettura;
  • 2. l’imprenditorialità.

ovvero la capacità di avere quell’iniziativa che ti fa fare le cose anziché aspettare che qualcuno le faccia per te.

Sì, promuovo il mio lavoro che è quello di fare libri.

Sì, promuovo l’azienda per cui lavoro, di proprietà familiare e che sto contribuendo nella mia parte e in tutti i modi grazie all’apporto di tante meravigliose persone a rendere bellissima – per quanto possibile e fattibile – e attrattiva producendo libri per l’editoria nazionale e internazionale.

Sì, promuovo letture, libri, editori.

Promuovo il concetto di coltivare relazioni e promuovo la magia del viaggio come percorso introspettivo e di maturazione di sé.

Tutte queste cose insieme formano la particolarità del blog e della pagina Facebook che sta FORTUNATAMENTE crescendo oltre le mie aspettative.

[Quindi grazie di ❤️ – tra l’altro].

L’auspicio è contenuto nella mia risposta al commento di cui sopra:

Cara Mxxa, condivido ciò che dici, benché in parte. Vorrei invitarti a rivedere l’assolutismo che esprimi “lotta senza esclusione..”, “tutto nel mondo di oggi..”, “dovremmo smettere di pensare a tutto”.. Etc.

Sono convinzioni fuorvianti di per sé. Fortunatamente non è proprio così.

Sì, è ANCHE così ma non proprio “tutto” così.

Proprio perché non è così mi spendo da tre anni a scrivere articoli che mirano a rincuorare, a incoraggiare, a riflettere.

Lo faccio gratis e nessuno mi ha mai pagato per questo 😊, lo faccio proprio per divulgare concetti di pro attività in un mondo del lavoro – ecco perché “affari” – iper competitivo partendo da una considerazione abbastanza simile alla tua, forse solo meno assolutistica.

A volte denuncio comportamenti umani psicotici e offro degli spunti di riflessione. Per questo “help“.

E in ogni caso tutto, qui sì, passa per uno sviluppo personale dentro e fuori le organizzazioni. Ecco perché “sviluppo“.

Mi hai dato lo spunto per riflettere a mia volta e ti ringrazio 🙏

Ecco anche perché sono sostenitore del libero essere:

perché esprimere noi stessi nella piena libertà della nostra consapevolezza ci offre l’ineluttabile opportunità di fare “a modo nostro” cioè con la nostra impronta UNICA SUL PIANETA, qualcosa come contributo concreto all’umanità e al mondo attraverso i valori come rispetto per la vita, rispetto per il pianeta, rispetto per le cose, rispetto per le situazioni, rispetto per le persone (l’ordine è equo per tutti questi elementi).

Viva la vita e viva la libertà.

La libertà di essere, di esprimersi al meglio, di sviluppare il nostro potenziale.

Di diventare qualcosa di più grande rispetto al grado evolutivo che avevamo quando siamo nati qualche anno fa.

Questo è il mio spirito qui. E fuori di qui.

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