IL TEMPO E LE CIRCOSTANZE POSSONO CAMBIARE IN QUALSIASI MOMENTO

IL TEMPO E LE CIRCOSTANZE POSSONO CAMBIARE IN QUALSIASI MOMENTO

“Quando un uccello è vivo, mangia le formiche, ma quando l’uccello muore, sono le formiche che lo mangiano.

Il tempo e le circostanze possono cambiare in qualsiasi momento. Quindi non denigrare nulla intorno a te.

Oggi puoi avere potere, ma ricorda: il tempo è molto più potente di chiunque altro.

Sappi che un albero fa un milione di fiammiferi, ma un solo fiammifero è sufficiente per bruciare milioni di alberi. Quindi sii buono. Fai del bene.

Il tempo è come un fiume: non puoi mai toccare la stessa acqua due volte, perché l’acqua che è passata non passerà mai più.

Goditi ogni minuto della tua vita e ricorda:

Non cercare mai un bell’aspetto perché cambia nel tempo.

Non cercare persone perfette, perché non esistono. Cerca soprattutto una persona che conosce il suo vero valore.

Abbi quattro amori:

Dio; la vita; la famiglia; gli amici.

Dio perché è padrone della vita; la vita perché è breve; la famiglia perché è unica; gli amici perché sono rari”.

Dal web, affinché l’intenzione sia che tutte le persone abbiano via via maggiore consapevolezza sulla propria esistenza.

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Leonardo Aldegheri
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LO SAI CHE SEI SEDUTO SU UNA POTENZIALE MINIERA D’ORO?

Lo sai che sei seduto su una potenziale miniera d’oro?

Questo blog ha compiuto quest’anno tre anni. Il primo articolo risale all’agosto del 2016 ed è evoluto moltissimo nel frattempo. Forse perché sono evoluto io, perché leggendo mi alimento nel cuore e nello spirito oltre che nella mente e lo consiglio talmente tanto da essermelo posto quasi come missione.

Che ci scrivo? Riflessioni.

Di quale natura? Beh, personale. Un po’ filosofica, un po’ editoriale. Quello che mi viene. Parlo di libri, parlo del mio lavoro, faccio considerazioni.

Chi me lo fa fare? Nessuno, lo faccio perché mi piace. Perché amo scrivere.

Perché nell’era di internet anche condividere informazioni di qualsiasi natura, se possono essere utili anche a una sola persona, vale la pena farlo.

Mi ero prefisso di arrivare a 150 articoli pubblicati entro la fine di quest’anno.. e sono 163. Anzi, con questo 164. Spero un giorno di trarne un libro o che ne so, che qualcuno di famoso lo noti e gli faccia fare un salto divulgativo, se lo riterrà opportuno.

Anche una foto che mi fa riflettere sul fatto che quel raggio è un raggio cosmico che proviene da un astro situato a qualche milione di km di distanza e la luce di quel raggio è trasportata da particelle che si chiamano fotoni e tutto quello che vediamo, in sostanza, è trasportato da questi elementi stellari.

Lo faccio perché producendo libri ho l’onore, l’ardore e l’amore di parlarne perché se sono belli non ha alcun senso tenerlo per me. Preferisco condividerne lo spirito.

In passato mi hanno detto (in maniera un po’ accusatoria): parli di business, parli di affari.

Se leggi il blog vedi che alla fine, gli affari sono soltanto un’implicazione relazionale. Quando due o più persone trattano insieme qualcosa, stanno facendo un affare. Si tratta di un aspetto singolo di una realtà poliedrica.

Qui si parla più di help, di aiuto. E di sviluppo. Sì, di idee.

E gli affari quali sono? Quello che ne esce, eventualmente.

Ma un certo punto, vedi che quello che conta sono proprio le relazioni.

Il voler bene, l’arrivare ad accordi tra persone ovvero.. andare d’accordo. D’amore e d’accordo.

L’amore è una fonte di energia rinnovabile e muove il mondo. Fai quello che ami come io amo scrivere, no?

Parli di ciò che ami, no?

Stai con chi ami, no?

Cerchi di andare d’accordo con chi ami, con chi stai, con le relazioni che hai, facendo quello che fai, no?

ECCO.

Sintetizzato tutto. Tutto, in estrema sintesi, MA SOLO SE LO VUOI, è amore ed è rinnovabile. L’accordo è amore, se lo vuoi raggiungere. Un po’ come un’orgasmo.

Il culmine di un’esplosione di energia felice. Un’ondata di piacere condiviso, avvolgente e intenso che racchiude il mondo intero dentro di sé.

In autostrada, sulla Serenissima, c’erano i colori del mondo alla fine dell’anno. Un nebbiolina magica tratteneva il calore del sole al tramonto, trasformandosi in una meravigliosa coltre arancione e via via che lo sguardo si innalzava verso l’alto, le sfumature erano talmente tante da perdersi, arrivando dal rosa all’azzurro al blu e al nero del cielo infinito.

Non mi rimane che dirti, a ruota libera e per quello che mi viene in mente ora, PER AUGURARTI UN VENTIVENTI STELLARE, semplicemente questo:

  • abbraccia chi ami
  • digli che gli vuoi bene
  • abbandona il fottuto ego che è dannoso e pericoloso perché allontana da morire
  • fai quella telefonata
  • fa quel REGALO
  • scrivi quella lettera
  • medita in silenzio
  • contempla la natura
  • ringrazia
  • ammira gli altri e quello che fanno
  • riconosci che ognuno soffre, ha la propria storia e cerca la propria strada
  • riconosci che ognuno compie il proprio percorso
  • dì quello che pensi nel rispetto degli altri
  • non criticare, tienilo per te
  • stai in un certo equilibrio, niente facili entusiasmi ma nemmeno deprimersi
  • sii simpatico piuttosto che un dito in c…
  • non monopolizzare le conversazioni, stai al passo degli altri, non fare il fenomeno di turno – agli altri non frega una fava, dai spazio anche al prossimo
  • pensa a te stesso in ottica di rinnovamento e non per prevaricare
  • pensa agli altri in ottica di rispettoso e reciproco miglioramento
  • sii la persona che vorresti incontrare
  • sii opportunità!
  • e poi boh, ce ne sarebbero migliaia di regole ma chi se ne frega delle regole, basta avere solo buonsenso e quello non lo insegnano all’università, te lo devi fare tu
  • leggi e sii la pecora nera che pensa con la sua testa

Lo sai che sei seduto su una potenziale miniera d’oro?

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Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

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DEDICATO A TE, CHE SEI TRA LE PERSONE CHE MI HANNO INSEGNATO A VOLARE

Ti avviso subito. Non è un articolo allegro. Se non ne hai voglia mollalo pure senza tanti ripensamenti. Riguarda la perdita di un amico. Riguarda l’incredulità di quando ami fare quello che fai e di quando quello che fai si porta via qualcuno di caro.

Può succedere sciando, anche quando piloti auto velocissime. Può succedere persino pescando. Può succedere quando solchi l’aria. Come facciamo noi paracadutisti quando ci lanciamo da un aereo.

Siamo consapevoli di questo. Lo facciamo perché ci piace. Lo facciamo perché vogliamo. Lo facciamo perché VOLIAMO.

Michael Schumacher col mio “gemello” Frank Täsler a Dubai 🙂

Rendendomi conto di ciò, voglio godermi le persone a cui voglio bene.

Senza più perdere un solo secondo.

Sono i giorni del ponte di Genova. Delle persone “sorprese” in Calabria mentre semplicemente passeggiavano. Di un fulmine a ciel sereno come è avvenuto per il nostro amico.

Si tratta di un destino “predestinato”. Si tratta di libero arbitrio.

Non esiste o una o l’altra cosa. Non esiste l’esclusione.

Lo sforzo che l’uomo dovrebbe fare per carpire e forgiare la propria esistenza in questo mondo possibilmente plasmando la realtà è – credo – questo:

abbiamo la possibilità e la responsabilità di agire e scegliere continuamente. Ogni minuto che passa della nostra esistenza, stiamo compiendo volontariamente o involontariamente delle scelte come, ad esempio, essere felici o non esserlo, circondarci di persone che amiamo o che non amiamo, fare cose che ci piace fare o fare cose che non ci piacciono.

Quando si sta per decollare, a volte, si è un po’ felici….

Siamo qui per creare permettendoci di essere chi siamo e permettendo agli altri di esistere nel rispetto [oltre che, possibilmente, di noi stessi] del fatto di essere qui al pari di noi.

In caso accada qualcosa di improvviso e inaspettato non ha molto senso darsi troppe spiegazioni, bisogna continuare nel proprio percorso di crescita ed evoluzione e accettare che esista un disegno più grande che vive a prescindere da noi ove però il nostro contributo è reale e necessario. Anche se è difficilissimo.

Si tratta di predestinazione e di libero arbitrio? Dicevamo. O di pura e semplice casualità, come passare sopra a un ponte a una certa ora di un certo giorno.

Predestinazione, quindi?

O di una tragica fatalità, come accaduto a un professionista, uno esperto, uno bravo, uno ligio, uno organizzato, uno preciso, risoluto, oltre che buono, gentile.

Sorridente.

Uno dei più bravi e compiuti paracadutisti che io abbia mai conosciuto se ne è andato. Ci rimane il suo ricordo. Il suo esempio.

Non possiamo darci però alcuna risposta a riguardo.

Il richiamo dell’aria e la voglia che mi viene di saltarci fuori ogni volta che vedo un velivolo volare fa parte della natura di quegli spiriti che non smorzi, non li tieni fermi in un insieme di molecole di carne e materia solo per stare tranquilli perché così è meno pericoloso.

Il richiamo del cielo. Io ti auguro tu adesso stia volando felice.

La cosa più sensata che mi viene da dire è che siamo stati fortunati ad averti incontrato. Una stella meravigliosa, un’anima dolce e sorridente. La tua voce calma e rassicurante.

Lui ha dato un pezzetto di sé a tutti. Ed è stato molto più di quanto noi potessimo dare a lui. Un angelo vero nelle sembianze di un uomo.

OK.. e ora che facciamo? Quello che farebbe lui.

Daremmo sicurezza.
Parleremmo con calma e risolutezza.
Daremmo il cinque facendo sentire importante chi abbiamo di fronte e non temendo che questo qualcuno possa in qualche modo superarci.
Continueremmo a fare quello che stiamo facendo con dedizione, oculatezza, amore.

..sorrideremmo.

Sorridiamo alla vita. Sorridiamo alle cose. Sorridiamo agli eventi, alle persone.

Le persone che ami si preoccupano per te. E si fidano di te.

Io non so perché sia andata così ma non ho e non devo e non voglio avere la presunzione di capire. O di sapere. Ma ho la fede di CREDERE che siamo anime vestite da esseri umani. Senz’anima, siamo letteralmente inanimati. È tutto spirito quello che ci muove.

E che in qualche modo persino scegliamo di essere qui per fare quello che facciamo, per vivere quello che viviamo, per essere quello che siamo.

Ecco perché è così fondamentale permetterci di essere e permettere agli altri di essere.

Torneremo alla routine e lui sarà un esempio.

Siamo tutti esseri umani e lo siamo accomunati da questa cosa che ci lega che non è uno sport, non è una passione solamente. È una famiglia.

Presto l’amarezza, lo sgomento, la delusione, la sofferenza, il dispiacere, l’incredulità lasceranno spazio a qualcos’altro. Non so cosa. Ma questo sì, dipenderà da noi. Per chi riesce in qualche modo a guardarsi dentro. Chi riesce a guardarsi dentro spesso è chi soffre un po’ più degli altri. Ma è un po’ la nostra condizione di esseri umani, no?

Tutto ciò a cui diamo eccessiva importanza sembra che debba in qualche modo esserci tolto.
È incredibile.

Ma serve anche per trarre giovamento dall’esperienza. Benché sia difficile da accettare.

Siamo esseri umani, appunto.. di carne, deboli e forti allo stesso tempo.

Noi tutti siamo stati toccati ognuno a proprio modo da questo essere meraviglioso. Corrado. Non serve capire, basta sapere e credere che  prima o poi lo re-incontreremo. In un posto ancora poi bello che il cielo, che già è bello di suo.

Scoprire quale sia il nostro ruolo per noi e per gli altri. Il nostro compito anche tramite il nostro libero arbitrio. A prescindere da qualsiasi predestinazione di sorta. Forse quello è il nostro scopo qui.

Anche perché sapessimo già tutto.. sarebbe già tutto fatto. E invece non è affatto così. C’è un processo di mezzo.. è il gusto della scoperta.

Ne parlo qui, nel mio articolo:

COS’È IL SUCCESSO

Il prossimo lancio non solo sarà dedicato a te. Farò il mio lancio con ancora più gusto, grinta e voglia di CIELO, di aria e di LIBERTÀ.

Il tuo meraviglioso sorriso in uscita, al mio terzo lancio. Mi hai fatto innamorare di questo sport grazie anche a quanto fossi bravo a far sentire a tuo agio un allievo che sta per affrontare un salto da 4000 metri nelle sue prime volte

Dedicato a te, Corrado, che sei tra le persone che mi hanno insegnato a volare.

Cieli blu amico mio.

Leonardo Aldegheri

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PS: questo articolo è stato scritto in onore e in seguito alla prematura scomparsa di un istruttore di paracadutismo di Verona, con all’attivo oltre 5300 lanci. Un amico. E non solo era un esperto, Corrado: era una persona precisa, seria, meticolosa, ligia al dovere e al controllo di ogni rischio in ogni sua fase e procedura. Un pilota tandem di grande esperienza. Un istruttore AFF [Accelerated Free Fall – il corso che ti permette di diventare paracadutista in sette livelli] dalle grandi abilità. Ricordo qui la meraviglia che si prova nell’imparare e nell’acquisire competenze in aria. Che poi, in qualche modo, servono nella vita.

Ti abbraccio fratello caro. Fai buon viaggio.

DEDICATO A TUO PADRE

Padre, dedicato a tuo padre. Dedicato al tuo, al mio, al suo. Quando, da ribelle più che mai, guai a dargli soddisfazione.

Dedicato al padre di tutti. Quando le figlie si innamorano dell’uomo della loro vita perché sono innamorato della mia, di figlia. E del mio, di figlio. E della mia, di vita.

Dedicato al fatto di essere genitore, al fatto che non sia scontato, al fatto di volerlo diventare, ai fatti, sempre ai fatti. Contano i fatti. Basta. Conta vivere. BENE, possibilmente.

Dedicato a chi desidera diventare padre e non ci riesce, a chi desidera diventarlo e ci riesce. Anche e sempre a chi lo diventa senza averlo desiderato.

Dedicato a chi è diventato padre e si è goduto il fatto di esserlo stato ma per troppo poco perché se ne è dovuto andare, per troppo poco tempo cazzo, come il mio amico londi-veronese degli anni che furono. Cheers mate. Salute e onore a te, Riccardo.

Dedicato a Sebastiano, che col il suo articolo, la sua immagine e la sua pazzesca frase mi ha rimestato e mentre ero in moto e correvo pensavo pensavo pensavo.

Provavo provavo provavo.

Dal Blog di Sebastiano Zanolli

Pensavo a mio padre, a chi è padre, ai figli che diventano padri e ai padri che sono ancora tanto figli e al padre che non sa di esserlo, al padre perfetto. Al padre che sono io, che sicuramente sono tutto fuorché perfetto.

Dedicato a chi almeno ci prova, a fare il buon padre. Soprattutto, ad essere, un buon padre.

Dedicato ai bambini che chiamano “papà..!” con la loro vocina dolcissima perché vogliono giocare a palla, che ti stanno dicendo “ho bisogno di te” che tradotto significa ho bisogno di sentirmi importante, ho bisogno della tua attenzione, ho bisogno che TU mi faccia sentire importante.

Tutti bambini grandi, allora. Tutti cercano di sembrare importanti e si dannano, per quella maledettissima approvazione. Adulti-bambini sotto lo scacco del ricatto e del giudizio, giudizio che agogna quello altrui altrimenti non si è niente.

Giudizio che arriva fin da quando sei bambino perché ti insegnano ad essere giudicato, ogni ora, per tutte le ore di ogni giorno, per tutti i giorni, per nove mesi, per anni. Qual è  il tuo giudizio? Come mi giudichi?

Dedicato anche a tutti coloro che se ne fregano dell’attenzione e dell’approvazione perché sono i veri GRANDI, se ne fregano del giudizio e – soprattutto – danno prova di questo (a sé stessi, mica agli altri) fintantoché non avvertono il minimo bisogno di giustificare.

Sanno di essere nel giusto e seguono il percorso dinanzi a sé. Sono loro stessi ad averlo disegnato e sanno di essere sulla strada – giusta o sbagliata che sia – perché è la loro.

Se lo sanno permettere. Se lo consentono. Hanno coraggio di vivere, non di esistere. Hanno coraggio da vendere.

E difatti vendono perché non hanno maschere e non ne hanno bisogno.

Consentono agli altri la scelta perché non si pongono in contrapposizione noi contro loro. Non esiste guerra. Non esiste battaglia. Esiste fare. Fare bene. Insieme.

Da Instagram

Dedicato ai figli che non si contrappongono ai genitori perché il rispetto è reciproco. Ti permetto di essere mio padre. Permetto a te, figlio mio, di sbagliare. Perché io sono genitore. Sbaglio anch’io. Forse, soprattutto io.

Dedicato ai figli che si scelgono i genitori. Perché hanno il coraggio di sceglierli sempre poco perfetti e molto umani.

Il papà è un cerchio, dice Seba. Il papà è – anche – uno specchio. Ti riflette: ce l’hai davanti e ti dice fedelmente chi sei. A volte è distorsivo, ti dice esattamente chi sei. A volte ti rende anche più bello, ti dice autenticamente chi sei.

Il papà è un coach. Ti allena, ti irrobustisce, ti prepara alla vita. Il vero papà non ti nasconde la verità, non ti indora la pillola. Sarebbe un falso padre.

Il papà non deve proteggerti (solamente), deve esporti. Deve prepararti.

Il suo compito è fare in modo che una volta gettato nel mondo, quando lui non ci sarà più, saprai nuotare nelle acque torbide di chi proverà in tutti i modi ad approfittarsene.

E se è stato bravo, TU sarai in grado di andare a cercarti e nuotare nelle acque pulite, quelle più nitide, quelle trasparenti. Perché tu ci sei riuscito.. e perché LUI ti ha allenato appropriatamente.

Non conta quanto bene fai, non te lo riconoscono. Conta quanto adeguatamente ti adoperi. E NON per approvazione. Ma per gratificazione. La tua e quella delle persone con cui hai l’opportunità di misurarti per migliorarti.

Tenendo presente che relativamente alle persone che hai attorno, non puoi pretendere di averne solo di migliori, perché le peggiori sono in verità i migliori Maestri. E puoi essere lo stesso tu per loro.

Dedicato – infine – a tutti coloro i quali dedicano ogni giorno della loro vita al loro, di padre. Non solo a sé stessi. A chi può ancora godersi il padre. E a chi può solo ricordarselo.

Il papà è un cerchio intero.

Leonardo Aldegheri

PS: io non so ancora se sono un buon padre, so che faccio del mio meglio.

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