Lettera postuma di Keanu Reeves a Patrick Swayze sul lancio SENZA paracadute in Point Break

Il salto.

Sergey Brin, l'adrenalina e la competitività – come saltare da un aereo senza essere presi per pazzi, anzi.

Ogni volta che penso a quello che faccio in stagione il venerdì alla pausa pranzo a me sembra normale. Poi lo racconto e mi danno del pazzo. A me non pare proprio. Poi vedo questa foto e mi consolo tantissimo. Ma proprio tanto. Se uno degli imprenditori più ricchi del pianeta, uno degli uomini che ha contribuito maggiormente ad entrare ogni giorno nella vita di tutti noi con la sua aziendina – Google e lui è Sergey Brin che salta da un elicottero – e leggo più volte essere un malato di adrenalina come me, beh.. mi sento immensamente consolato 🙂
Sergey, grazie che ci sei. Non tanto per aver fondato e sviluppato Google. Ma perché sei una che salta dall’alto.
Sergey Brin is an adrenaline junkie. E che vorrà mai dire?

Andiamo al punto e cioè: cosa fa saltare una persona da un aereo senza che questa venga tacciata come pazza o irresponsabile o malata di emozioni forti?

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Il venerdì in stagione, ti stavo dicendo, al posto di andare a mangiare come tutte le persone normali, mi reco in aeroporto, mi imbrago – cioè indosso il mio paracadute sulla schiena, aggancio il pettorale, stringo i cosciali, faccio tutti i controlli del caso e mi dirigo con i miei compagni verso il velivolo per uno o due decolli e poi torno in ufficio a lavorare.
Se sei preoccupato per il mio pranzo, tranquillo, mangio qualcosa in auto ma non è importante quanto lo è la sensazione di volare, l’immensa liberazione di essere in aria e la bellezza del volo, del salto, del lancio che inizia nell’hangar e termina con la compilazione del logbook dei lanci.
Meraviglia delle meraviglie!
Ma cosa avviene a livello psicologico? A livello inconscio?
Tutto bello quello che avviene fuori ma scendere a livello psicologico a vedere cosa avviene, aiuta a conoscerci meglio; e conoscere cosa avviene in profondità ci aiuta a lavorare meglio. Con noi stessi e con gli altri.
Ce lo dice il dott. Andrea Cirelli, Psicologo, Psicoterapeuta specializzato in Ipnositerapia e Psicoterapia Breve Strategica, autore del libro IL TUO CORPO TI DICE COME DIVENTARE FELICE (alla seconda ristampa in tre mesi – vedi video di seguito 🙂 ) e spesso intervistato da Fabio Volo al Volo del Mattino su Radio Deejay:
“L’energia emotiva, offerta volontariamente con i lanci, fa si che una parte arcaica di noi (l’inconscio, l’istinto) ci gratifichi. In altri termini, il lancio è una fornitura di energia emotiva positiva che va o a sostituirsi a quella negativa e uno la vive, oppure va a potenziare il rapporto con il proprio inconscio a cui poter chiedere di più. Amplificherei con spiegazione analogica e con quella di altre teorie la spiegazione psicologica del perché con i lanci si migliora”.

Insomma, se lo fa uno come Sergey Brin fondatore di Google, allora lo possono fare tutti gli altri, non è questione di essere malati di adrenalina e il fatto di lanciarsi, di saltare da un aereo ha di fatto qualcosa che ha a che fare con qualcosa di molto più profondo.
Ed è una questione estremamente naturale legata alla più naturale delle leggi della natura: non sopravvive il più forte ma chi si sa adattare meglio. E noi esseri umani abbiamo – tra gli altri – tre strumenti, tre prerogative che ci differenziano dalle altre specie:

1. la possibilità e la forza psicologica di non demordere grazie ad una psicologia robusta (che il paracadutismo e i lanci inevitabilmente sanno dare)
2. la speranza (demandata perlopiù ad agenti esterni)
3. l’opportunità di studiare ed acquisire competenze (gli animali procedono nell’evoluzione esclusivamente per prove ed errori salvo non disporre dei primi due punti. Anche noi procediamo per prove ed errori ma possiamo accelerare il tutto con lo studio, la formazione e l’esperienza)

Il sistema che tiene vivo e attivo tutto ciò e che conduce in definitiva alla nostra felicità e alla realizzazione che tanto alimenta la psiche umana è soggetto a sforzo, logorio e “sfiancamento” e se non sei abbastanza robusto e flessibile, ti perdi per strada. E questo accade alla maggior parte delle persone compresi gli imprenditori.

Non è affatto un caso che Sergey Brin pratichi attività sportive di alto livello.
E ci si può dotare degli strumenti utili, efficaci e necessari affinché non si smetta di provare a creare le condizioni per ottenere il risultato e non si smetta mai di trovare nuove soluzioni ai problemi di sé stessi, delle proprie aziende e delle persone continuando a motivarle e alimentarle di nuova energia e nuova e sana voglia di fare.

Senza questa attitudine, senza questo ancestrale slancio che permea l’agire e l’umano essere, in pratica, nulla sarebbe stato. L’uomo probabilmente camminerebbe ancora a quattro zampe e considero che mettere a disposizione strumenti tanto risolutivi possa supportare bene, molto bene, il processo evolutivo che poi per la nostra epoca si esplica in termini di competitività.
Ma cosa c’entra il paracadutismo con gli imprenditori e la competitività?
Cosa c’entra la leadership con il paracadutismo?
Ora iniziamo a parlare veramente di salti.
Ho fin da subito concepito il paracadutismo come il corso di formazione per eccellenza, il corso regale, il corso dei corsi, il corso numero uno per potenza di acquisizione di consapevolezza, di abilità in una condizione estrema, di governo delle emozioni, di vincere sistematicamente la paura.
E mi sono sempre detto che quando sei un uomo capace di affrontare tutto questo a 4000 metri di altezza, bene, a terra, al livello del mare, sei necessariamente un uomo migliore.
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Sei più competitivo perché il paracadutismo è uno strumento:

  • inevitabilmente,
  • indiscutibilmente,
  • assolutamente,
  • totalmente competitivo.

Ed è il sinonimo diretto di spiccare –> che è emergere.
Come differenziarti in un mondo sempre più ad elevata competitività?
Come emergere e smetterla una volta per tutte di essere recepito come una COMMODITY cioé di essere facilmente sostituibile?
Un momento, cos’è una commodity?
Una commodity è qualsiasi cosa sia facilmente reperita come alternativa: lo sei nel mercato del lavoro, lo sei nel business, lo sei come persona, come azienda, come collaboratore. Sei l’alternativa di qualcun altro più commodity di te e qualcun altro sarà la tua alternativa. Esattamente come andare a fare benzina alla Esso o alla Shell perché conta lo zero virgola finale.
È tristissimo, lo so, e credimi, lo dicono in tanti esperti, Marco Montemagno ma anche Alfio Bardolla, professori di Harvard e imprenditori della Silicon Valley (guarda caso anche Sergey Brin): si sta andando sempre più verso quella direzione. Guardati il video di Montemagno sulla progressiva algoritmizzazione delle procedure che andranno a sostituire sempre più l’intervento umano. L’automazione spazzerà via milioni di posti di lavoro e non sarà fra molto: c’è che dice tra 10 e c’è chi dice entro 5 anni.
Emergere, saltare, spiccare ha molto, MOLTO a che fare (non dico col risolvere ma..) col guardare il progresso da un punto di vista diverso e non da subirlo ma da cavalcarlo perché la tua psicologia cambia. CAMBIA eccome.
Se non sai dire la tua differenza tra un elemento A e un altro elemento B – ebbene, sei una commodity. Fai qualcosa per non esserlo MAI più.
Non sono certo io a dare le soluzioni ai problemi del mondo ma forse, saltando da qualche anno, un’intuizione mi è venuta anche considerando gli enormi progressi tatuati sulla mia pellaccia:

  • aspirare al salto di qualità AIUTA.

Pensa all’utilità per la tua azienda. Ma di questo te ne parlo nel report che sto finendo di preparare per la nuova stagione 2017 🙂
Se vuoi avere – ovviamente gratis – il catalogo dei corsi 2017 con i TBO (Team Building Outdoor) e i TBO Deluxe puoi contattarmi qui oppure fissiamo una chiamata conoscitiva senza ovviamente impegno qui e sono felice di darti tutti i dettagli del caso.
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Come differenziarsi: cose da fare e cose da NON fare

Nel momento in cui lo dici a tutti e tutti lo fanno, tutti si commoditizzano. Eh?? In parole più semplici. Avrai notato sempre più persone abbiano iniziato a fare dirette Facebook e a pubblicare video come non ci fosse una domani tramite cui spiegano dal loro punto di vista la tal cosa e il dato argomento. Stupendo.
Viviamo nell’epoca non dell’informatizzazione e basta ma dell’informazione allargata e algoritmizzata. Significa che se l’algoritmo – in base ai gusti, ai click, al tempo di permanenza, etc. – decide che il tuo post è interessante, lo agevola, altrimenti, pufff: dimenticatoio.
Prima l’onere dell’informare era in mano ai soli giornalisti e l’informazione era tacitamente autorevole quanto l’onere dello scrivere libri fosse competenza dei soli scrittori. Ora tutti informano, tutti dispensano video e tutti insegnano. E ci sta, dato che ognuno – ritengo fermamente – può avere potenzialmente una specializzazione da veicolare, dei contenuti di valore da trasmettere, degli approfondimenti da trasferire.
Ma li devi avere e devono essere tosti. Perché devono fare solo una cosa: SERVIRE A QUALCUNO.
E soprattutto devono essere corredati da risultati ed esperienza consolidata, altrimenti sei un fuffaro come tanti che si improvvisano guru della tal cosa. Altro termine dei nostri giorni. Guru. E anche fuffaro.
Lo dico e lo ripeto: è come fossimo antenne collegate: riceviamo un segnale, lo elaboriamo, lo restituiamo.
Chi è in frequenza lo riceve, lo elabora, lo invia e chi è in frequenza lo riceve e via dicendo.
La questione è questa, a mio avviso. Ognuno prova a giocarsi le proprie carte nella corsa alla competizione più agguerrita di sempre: per emergere – e tra le masse una precisa percentuale di elementi che vogliono emergere c’è sempre ma non sempre c’è quella che ce la fa – devi differenziarti.
Marco Montemagno, che cito spesso, suggerisce di fare video video video, perché il video è la modalità di comunicazione del momento. Ed è vero, per carità.
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Prima a fare i video erano in pochi e li guardavi. Poi i video hanno iniziato a farli in tanti e hai iniziato a guardarne di più. Poi i video hai pensato di farli anche tu e intanto che tutti si mettono a fare video ci sono talmente tanti video di persone che ti spiegano le cose che anche fare e comunicare tramite video è diventato una commodity e ci si è commoditizzati, inesorabilmente, inevitabilmente.
Che fare?

Quale sarà il prossimo step della comunicazione delle proprie competenze?

Cosa succederà quando tutti saranno emersi dal loro torpore e saranno diventati tutti comunicatori fantastici?
Provo ancora a darMI una risposta, dato che la domanda mi intriga (e intriga anche le persone alle quali l’ho rivolta 150.000 volte ultimamente).
The answer is: Differenziarsi attraverso barriere all’entrata ALTE.

Differenziarsi = Fare qualcosa che gli altri non sono in grado di fare che altrimenti farebbero o avrebbero già fatto prima di te.

Vivere nella disparità è la maggiore democratizzazione possibile 🙂

Gli altri sanno perfettamente in cosa sei sostituibile e lo dico da imprenditore che di mestiere fa libri, figuriamoci. Ma sanno anche perfettamente in cosa non lo sei.
COSA è commodity, ad esempio fare libri. COME li fai fa tutta la differenza nel mondo.

Come lo fai ti da tutta l’unicità, la specializzazione che serve per arrivare ad essere percepito come unico. In pratica, se non lo fai in maniera abbastanza diversa è come lo facessi come tutti gli altri.

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Fare libri è una commodity. COME farli è il fattore unico e l’essere primo nella mente del cliente è esattamente la conseguenza del modo che hai di farli. Possibilmente in maniera eccellente. E comunicare l’eccellenza no, non lo fanno tutti.
Quando sei sostituibile, sei una commodity ed è un problema. Ma fortunatamente è un problema che può essere risolto e va risolto. Il modo c’è.
Emergere dal mucchio si può.

“Dream without fear, love without limits, and let your life sing its song.” – Dilip Bathija

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Lo spiegavo nell’articolo Sergey Brin, l’adrenalina e la competitività – come saltare da un aereo senza essere presi per pazzi, anzi in cui prendevo spunto da Mr Brin, uno dei fondatori di Google, presunto malato di adrenalina trovando man forte nella sua attitudine a mantenere alto il suo livello di eccellenza praticando sport estremi. Essendo un paracadutista mi sono esaltato tantissimo 🙂
Quando situazioni, imprese e persone sono commoditizzate e non hanno alternativa se non competere sul prezzo devono fare una cosa sola e una soltanto: de-commoditizzarsi.

Per farlo, il lavoro da fare è sul proprio brand. Se lo fai a livello personale lo devi fare a livello di Personal Branding.

Avere una grande visione e differenziarsi rispetto al resto del mondo è un qualcosa che sembra avere a che fare con teorie astratte ed invece ha un impatto estremamente pratico perché passa tutto a livello base, a livello della persona.

Comunicare la propria personalità de-commoditizza.

Quando inizi a comunicare lo sviluppo della personalità della tua squadra formata da:
1. elementi con a loro volta personalità e da
2. un’organizzazione con personalità e inizi a trasmettere il valore unico di cui sopra, a prescindere se da video o tramite qualunque altro medium, inizi a distinguerti e le persone -> clienti, fornitori, partners, organizzazioni a loro volta, se ne accorgono.
Si accorgono di qualcosa di unico.
Se quel qualcosa di unico lo fanno tutti, allora non è unico. Allora utilizza le alte barriere all’entrata.

Se è facile, allora lo fanno tutti e il livello è basso. Se è difficile allora sono in pochi a farlo e saranno attratti.

Ho personalmente sviluppato un modo moooolto competitivo per de-commoditizzarsi.

Faccio lanciare le persone dagli aerei.

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Lo farai anche tu? Se ti viene una strizza a livello di pancia significa solo due cose: sì, se la strizza ti provoca solletico. No, se la strizza ti manda in panico. In quel caso lascia perdere: lanciarti da un aereo non fa per te e nessuno ti costringerà comunque mai.
Ma se il solletico alla bocca dello stomaco ti piace, il corso di formazione UNICO al mondo in cui sviluppi la tua leadership personale saltando da un aereo fa per te.
L’ho studiato e sviluppato per le aziende: l’ho perfezionato per gli imprenditori e i loro collaboratori. L’ho strutturato a livello profondo tramite l’intervento di ben quattro tra i migliori formatori in assoluto in Italia, di cui due psicoterapeuti e scrittori, di cui uno esperto in negoziazione con il subconscio.
Costruiremo le basi solide su cui si fonderà la tua nuova squadra imprenditoriale attraverso due Team Building dal carattere fortemente unico ed innovativo per strutturare la personalità della tua squadra e della tua organizzazione.
Se il tuo 2017 ti sta già chiedendo molto e tu vuoi dare di più ed ottenere di più, ora è il momento.
Sono aperte le iscrizioni per i Team Building Outdoor e TBO Deluxe. Chiedi informazioni qui.

Affrettati perché a marzo la stagione inizia e noi ci stiamo già imbragando, pronti per il prossimo decollo.

Costruisci la tua influenza sul mercato in un modo completamento diverso da tutto il resto.
Rafforza il tuo brand personale ed eleva il tuo profilo aziendale dando gas alla tua SQUADRA.
Paracadutismo per la Leadership.
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5 motivi a caso per cui la curiosità ci salverà dalla nebbia senza essere ingenui sognatori dalle falsissime speranze

La curiosità è ciò che ci permette di andare oltre ciò che siamo per crescere e per diventare migliori.
E perché dovremmo diventare migliori? Dove sta scritto che bisogna crescere per forza? Non si può rimanere dove si è e farsi bastare quello che si ha?
Ho una teoria a riguardo: fai quello che vuoi, la felicità è quella cosa a prescindere da quello che fai. Perché è un’attitudine e non un risultato.
Ma andiamo per gradi.
Io come promotore della crescita e dello sviluppo personale, del business e delle altre persone mi sono fermato a pensare: oggi sono tutti formatori, sono tutti motivatori, sono tutti coach e sono tutti esperti di questo e di quell’altro, etc. etc.
(NOTA DI SERVIZIO: me compreso, per carità, non sono un formatore e non ho la presunzione di farmi chiamare tale ma amando la formazione e avendo frequentato una quantità innumerevole di corsi negli ultimi anni, ne ho creato uno dove abbino il mio sport, il paracadutismo, e la leadership ovvero l’abilità acquisibile di condurre – perché ho visto che serve condurre prima se stessi che gli altri vincendo le proprie paure – in cui intervengono formatori veri come Sebastiano Zanolli e Andrea Bordin e psicologi e psicoterapeuti come Andrea Sales e una new entry strepitosa per la quale ho prodotto di recente un libro super: IL TUO CORPO TI DICE COME DIVENTARE FELICE -> ascolta il podcast di Fabio Volo su Radio Deejay mentre intervista l’amico Andrea Cirelli qui).
Ma a bomba..

Perché mai ci deve essere qualcuno che mi deve insegnare a stare al mondo se poi vedo che le persone in genere sono insoddisfatte e sono praticamente tutti alla perenne ricerca di qualcosa?

Mi sbaglierò ma.. ho un po’ l’impressione che il fenomeno dilagante (non quello dei professionisti) che vedo su Facebook sulla formazione e motivazione sia una caccia al soldo quando è palese che le persone sono spesso e volentieri frustrate per qualcosa.
Chi è felice e soddisfatto della propria vita senza raccontare balle alzi la mano 🙂
Perché non ho ancora conosciuto una persona che non stia cercando qualcosa di meglio per sé o per le persone che ha attorno. Ed è proprio per questo che in tanti ti motivano, fermo restando il mio profondo rispetto per tutte le figure professionali che, ribadisco, frequento assiduamente.
Accade che questa persona:

  1. O non ha abbastanza soldi.
  2. O ha soldi e vuole figli ma non riesce ad averne.
  3. O ha i figli e vorrebbe andare via ma è costretto a rimanere.
  4. O non ha figli e vorrebbe cambiare vita facendola cambiare a chi ce li ha.
  5. O ha un lavoro ma ne vorrebbe un altro.
  6. O non lo vorrebbe più.
  7. O non ce l’ha e lo vorrebbe perché ha dei figli da sfamare ma non si adopera per affilare le proprie competenze.
  8. O si sbatte per affilare le proprie competenze e avere di meglio ma il riconoscimento non arriva mai.
  9. O vive in un bel posto come l’Italia ma non lo apprezza perché la nebbia fa tristezza e vorrebbe andare al caldo.
  10. O è single e vorrebbe una famiglia.
  11. O vuole avere molte donne/uomini e non riesce perché non piace perché crede di non piacere ed è solo.
  12. Etc.

Andiamo avanti.
Questi “O” sono semplicemente infiniti. Quasi per chiunque eccetto probabilmente per il Dalai Lama, penso.

In pratica chiunque può dirti di essere alla perenne ricerca di qualche cosa perché QUELLO CHE HA in qualche modo non gli basta mai.

Ecco perché adesso è pieno di formatori e motivatori. Una volta ci si faceva quasi sempre bastare le cose. Oggi non più. E quando non ci riesci (eccoti serviti i 5 punti a caso)..
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..provi con la gratitudine ed inizi ad essere grato anche dell’aria che respiri (sì, bisognerebbe), ad alzarti la mattina e dire grazie cuore che stai battendo, grazie nebbia perché ti assaporo mentre l’umidità mi penetra le narici, grazie caffè che mi svegli per bene e via dicendo.

  • Sembro ironico ma in verità l’aria che respiri qui è migliore di quella di una qualsiasi città ad alta densità di popolazione.
  • Sembro ironico anche nel dirti che il cuore che batte non è così scontato. Ho letto di recente un meraviglioso libro intitolato L’ULTIMA LEZIONE di Randy Pausch e se vai su youtube trovi mille contributi. Randy dal detto al fatto e sotto i 50 se ne è andato in meno di 2 anni per un feroce tumore.

Lo so, ti stai toccando e anch’io. Ma capisci che poi non è così scontato.
Gustati questo estratto (ha già qualche anno, 9 per l’esattezza e probabilmente l’hai già visto) e investi, se ti va, una decina di euro per leggerti un libro veramente interessante per l’insegnamento che trasferisce su come si fa a stare al mondo, espresso da un uomo prossimo alla morte, giovane, di successo, sposato e con tre bambini, molto centrato e senza necessariamente cercare qualcosa d’altro rispetto all’esistente.
L’ultima lezione di Randy Pausch: realizzare veramente i sogni dell’infanzia

  • Sembro ironico anche parlando di nebbia perché alla fine, benché io ami il caldo e il sole, alla fine appartengo a questa terra veneta e la nebbia fa parte di casa mia e delle mie origini. Sì, preferirei emigrare a Dubai dove ora fai il bagno (infatti ci stavo anche andando qualche giorno fa se non fossi stato centrato in pieno mentre mi dirigevo in aeroporto. Pazienza. Gli incidenti capitano. E il mio cuore batte).

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E.. Tutto sommato la mia città in inverno è strepitosa al vedere le luci arancioni della sera con attorno questo alone di umidità. Embé?

  • Del caffè lasciamo perdere, non lo bevo da sei mesi e sto molto meglio. Grazie che non bevo più caffè ah ah..

La morale della favola è questa: se hai trovato quello che cercavi, per favore dimmelo.
Non vado matto per gli U2 ma il titolo di questo pezzo è esattamente ciò che voglio passarti:
I STILL HAVEN’T FOUND WHAT I’M LOOKING FOR

Correggimi se sbaglio ma.. è un problema comune o no?
Ah, il quinto punto é:

  • grazie per avere letto fin qui 🙂

Perché è proprio la curiosità che ci permette di andare oltre ciò che siamo. Senza necessariamente dover diventare migliori e crescere – se questo non ti basta mai. Perché non è scritto da nessuna parte. La felicità è un’attitudine, non un risultato.

Perché la vita è un essere vivente ed è il tuo socio di maggioranza

Per una volta il socio di maggioranza non è lo stato ma la vita (se vogliamo, di cui lo stato fa anche parte). Ma oggi non parliamo di imprenditoria e di soci in affari. Parliamo della vita, delle cose della vita e che la vita non è una cosa astratta che anima gli essere viventi ma la tua socia di maggioranza.
Ti sei mai chiesto se la vita sia lei stessa un essere vivente? Un’Entità a sé stante?
Le cose che ti illustro di seguito le ho imparate da Livio Sgarbi, uno dei miei mentori più fidati (nel senso di cui mi fido di più, assieme a Sebastiano Zanolli e ad altre persone di fantastica caratura, persone speciali che amano quello che fanno, che amano diffondere e amano aiutare le persone).
Ecco la storia. Qualche giorno fa mi sono sentito con un amico di vecchia data con cui non parlavo da anni. Mi scriveva per chiarire alcuni aspetti di uno degli articoli di questo blog, mi manifestava di non stare bene e di non essere molto bravo a dimenticare.
Non che avessi avuto un rapporto idilliaco con questa persona ma mi sono sentito in dovere (benché in maniera totalmente spontanea) di tramutare l’esperienza personale per trasmettergli la mia elaborazione.
Di solito funziona così, almeno da quanto ho capito io, della vita.

Succede una cosa, tu sei il filtro che la elabora, la restituisci.

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In sintesi:

  1. la vita ti manda una sfida a prescindere dalla larghezza delle tue spalle
  2. tu ne sei investito e di solito o soccombi o reagisci
  3. ti restituisci al mondo uguale (no..), cambiato (sì..), peggiorato o migliorato (dipende)

Personalmente ho passato e superato più sfide di questo tipo – chiamali shock emotivi o come ti pare – negli ultimi nove anni e ti assicuro che ti rinforzano. Servono per farti crescere. O cresci o muori. Ecco, questa frase l’ho imparata da Livio.
Mi si è impressa sul lobo frontale, tatuata sulla fronte, di modo che tutti la possano vedere.
Io non conosco la natura dello shock emotivo degli altri e devo dirti la verità, non mi interessa.. perché non è rilevante quanto lo è la molla per farti fare il passaggio successivo.

O ne rimani invischiato o ne trai giovamento.

Ricorda che Aldous Huxley (citazione dell’amico Andrea Cirelli assieme a pranzo qualche giorno fa venuto a trovarmi in azienda per assistere alla stampa del suo libro IL CORPO TI DICE COME ESSERE FELICE) diceva che non importa la negatività dell’evento quanto COME reagisci alle sfide della vita.
E se non le superi la vita continua a schiaffeggiarti finché non ti svegli.
Non esiste una scorciatoia per nessuno. È la vita che ti fa imparare a stare al mondo, volente o nolente. C’è chi continua a lamentarsi ma non fa mai niente per cambiare le cose. Io mi sono trasformato altrimenti soccombevo. Il mio augurio è che anche altri lo facciano.
Attraverso l’osservazione, l’esperienza e l’acquisizione di informazioni elabori.
Ti faccio un esempio spiritual-informatico-algoritmico 🙂
A 17 anni hai poco database, poco vissuto interiorizzato.
Magari sei dotato di un ottimo processore ma hai poco materiale sull’hard disk.
Puoi anche avere un’ottima capacità di calcolo ma hai pochi elementi su cui lavorare.
Come un Facebook degli inizi con ottime potenzialità ma poco mercato e pochissima o nulla profilazione degli utenti a cui mandare solo poi pubblicità mirata e in ogni caso attinente con gli interessi della persona che da te può trarre benefici.
La vita è quella cosa che ti riempie l’hard disk e tu sei quella cosa che processa le informazioni. La vita è il tuo cliente che ti manda le cose, ma è il cliente che ha interessi con te, è un socio ed è un socio che vuole i dividendi altrimenti ti presenta il conto.

TI PRESENTA IL CONTO.

Cos’è la vita, CHI è la vita?
Qual è il ruolo della massima autorità in fatto di rendere conto, anzi colei che presenta il conto e non è né buona ne cattiva?
È colei che:

  • Insegna esclusivamente con i fatti
  • Mette in equilibrio le cose

Con la natura.
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Col fatto che esistono predatori e prede e i predatori non è che siano cattivi, è nella loro natura predare e mettono in equilibrio la vita sul pianeta. Le prede si offrono per perpetuare il moto di vita.
Anche tra gli esseri umani esistono predatori e prede.
La vita lo prevede attraverso una delle sue espressioni che è la natura sua figlia e creatura possente ed essere vivente che collabora con madre terra che ospita noi e le altre forme viventi.
Se da un lato la fisica quantistica sta cercando di spiegare tutto questo in un ottica diversa, in 500 anni di scienza tutto sommato è stato scoperto molto ma molto poco ancora riguardo alla natura della vita: 500 anni sono niente per conoscere lo scibile dell’universo e l’uomo è un fenomeno ancora troppo recente per arrogarsi il diritto ed avere la presunzione di spiegare cose troppo più grandi di lui.
Io so che se voglio cambiare, come diceva Marco Montemagno qualche video fa, devo:

  • Associare dolore alla situazione che voglio cambiare.
  • Associare piacere alla situazione in cui voglio essere.

Se considero la vita la mia socia di maggioranza, so che devo elaborare quanto lei mi presenta, possibilmente senza obiettare, lavorare sodo per filtrare traendo giovamento per me e per gli altri e distribuire utili.
Facile? Dipende.
Fattibile.. sì.
Buona vita e buoni utili a tutti.
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