CORREVA L’ANNO.. SENZA NOSTALGIA

CORREVA L’ANNO.. SENZA NOSTALGIA

“Correva l’anno” 1997, un annata per me mitica, foriera di grandi traguardi che sarebbero arrivati di lì a breve con uno dei miei migliori anni vissuti poi molto, molto intensamente: il 1998.

Per lungo tempo ho avuto nostalgia di come ero, qui il soggetto in basso a destra nella foto di quinta Liceo Linguistico.

Con quegli occhiali argentati della Diesel andavo in giro con una Vespa Arcobaleno 125 color panna e una mitica Y10 bianca, ereditata da mio fratello.

Non mancavano i pantaloni di pelle. Scrivevo fiumi di poesie che magari un giorno prima o poi pubblicherò.

Suonavo rock con la mia rossa batteria Tama Starclassic giapponese e mi preparavo alla maturità. Avevo 18 anni.

Era tutto da scoprire, volevo iscrivermi a filosofia, forse insegnare, sicuramente suonare e poi.. ho fatto davvero tutt’altro.

Prima a Londra a studiare Business English e a conoscere persone straordinarie, poi all’Università studiando le RP professionali allo IULM, poi riproiettato alla realtà in Legapress in reparto a far scatole e a incassare libri con un passaggio in mezzo a vendere strumenti musicali in un noto shop di Verona come commesso.

Chissà come sarebbe stato fare l’animatore turistico (ho fatto diverse application per quello!) invece che imparare la vendita, gli aspetti commerciali, quelli produttivi e anche tecnici per padroneggiare il mio lavoro. Anni e anni di gavetta che tuttora vive.

Nel frattempo sono diventato padre.

Poi ho perso il padre.

Poi sono diventato padre ancora.

Nel frattempo ho perso tante cose.

Poi ho risalito la china riguadagnandone altre.

Poi, poi, poi. Un giorno dopo l’altro.

Riconnetto i puntini, per dirla alla Jobs.
Vedo i vecchi amici del cuore come il buon Scipio Lucio Scipione.

Vedo Roberta, vedo Silvia Benny e Silvia Vantini.
Vedo le mie compagne che nel frattempo hanno fatto carriera e sono diventate mamme.

Vedo un sacco di sogni.. che all’epoca manco avevo! M’interessava suonare e vivere, vivere e vivere al meglio, al massimo, sempre.

Oggi sogno le imprese, faccio libri, scrivo manoscritti e racconto cose.

Sicuramente TANTO meno spaccone di un tempo.
Ma SOGNO davvero molto di più.

Formarmi mi ha no aperto, spalancato gli occhi. Viaggiare mi ha allargato la mente.

Coltivare relazioni e leggere un’infinità di libri mi ha trasmesso il pensiero intimo dei loro autori.

E ho, forse, compreso una cosa (conto 5 punti in verità):

1. Il sogno è ogni giorno. La realizzazione è il giorno dopo o dopo qualche giorno. In pratica, devi sapere cosa VUOI fare per farla.

2. Se non sogni, navighi senza bussola e solo a vista in mezzo al mare.

3. Magari va a cxxo e impari anche a orientarti con le stelle, cosa che gli Antichi da cui proveniamo sapevano fare molto bene.

4. Boh, non sono nessuno per dire che cosa bisogna fare.. sicuramente se hai in mente cosa vuoi realizzare è meglio che non aver nulla da inventare ma magari va bene anche non aver nulla, punto e stop.

5. La chiave della felicità (da quel che ho capito) è rendersi conto che non la devi raggiungere, ce l’hai già sotto gli occhi. La devi solo vedere.

Buona musica. Buoni libri. Buona vita.
Amare e fare del proprio meglio. Dal punto A) al punto B).

Sono sostenitore del libero essere.

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Leonardo Aldegheri
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