PAPÀ, PERCHÉ TI TAGLI LA BARBA?

Papà, perché ti tagli la barba?

“Papà, perché ti tagli la barba? Perché cresce, amore mio.. tutte le cose crescono, anche la barba del papà”.

Quando la mia meravigliosa piccola mi ha posto una domanda apparentemente semplice, ho avuto un’illuminazione.

Crescono le unghie, cresce la barba. Crescono continuamente. Noi dobbiamo tagliarle, come tagliamo i capelli.

Mentre fuori cresce l’erba nel prato, crescono le piante.

Mentre fuori il mondo gira, le cose crescono. A una velocità che non ce ne accorgiamo, salvo poi dover tagliare rami, potare i gelsomini, le unghie, i capelli, la barba.

E mentre tutto ci cresce sotto al naso, c’è chi si ostina a non volerlo fare. ..è nella natura delle cose. Ma non importa, si cresce.

Là fuori ci sono persone che crescono, altre che dovrebbero crescere e non lo fanno e altre che disturbano chi lo vuole fare. Ma non importa, si cresce.

Non è un problema, davvero.

E mentre alcune persone crescono e altre no, le cose comunque crescono, le aziende crescono, i capelli crescono, i bambini crescono, le piantine crescono, cresce anche la mia barba.

Ma non importa, si cresce.

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Leonardo Aldegheri
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COACHING ON THE ROAD: COME FARE DELLE COACHING CORRENDO (SENZA FIATONE)

Coaching on the road: come fare delle coaching correndo (senza fiatone)

Si trova spesso sul web un “tizio” che gira dei video mentre corre.

Ormai tutti oggi girano dei video. Chi gioca ai video game, chi suona la chitarra, chi si occupa di make up, chi balla, chi racconta la sua vita, chi insegna. Esistono infinite varietà di contenuti.

Con il web e il progressivo trasferimento di know-how tra le persone, i contenuti formativi sono determinanti e sono davvero tanti i formatori e i coach che si cimentano nella nobile arte delle video coaching.

Ce n’è uno in particolare che, quasi per caso, ha iniziato a produrre una vasta quantità di video dai contenuti qualitativi eccelsi, come fossero pillole formative. Anzi, in realtà, si tratta di vere e proprie riflessioni che – una volta condivise in questa originale maniera – “danno una mano”. Aiutano concretamente.

Ed è proprio Livio Sgarbi, coach e formatore con un’esperienza trentennale in coaching, ad inventarsi un particolarissimo modo di fornire gratuitamente le video pillole formative alle persone.

Queste video pillole sono Le sue Coaching on the road.

Essendo amante della corsa, perché non filmarsi nel mentre in cui le endorfine si mettono in moto e arriva l’ispirazione che libera le riflessioni più profonde e allo stesso tempo trasferiscono della formazione vera e propria? Come Livio facesse delle coaching personali alla singola persona?

Sono più di trecento, ad oggi, le video coaching di Livio.

A un certo punto, l’idea è stata..

“Sbobinare” tantissime (260) di queste Coaching on the road e metterle per iscritto.

A quale scopo?

Ma certo, quello di metterle su carta, una pagina dopo l’altra. Ed ecco che è nato, freschissimo, da qualche giorno e dopo mesi e mesi di gestazione, il meraviglioso libro COACHING ON THE ROAD.

Il libro di Livio Sgarbi Coaching on the road, edito da EKIS Edizioni, raccoglie 260 coaching di Livio su strada, fatte mentre la corsa libera il Livio-pensiero.

Da parte nostra, non ci vogliamo assolutamente sottrarre dal voler raccontare anche noi la nostra coaching on the road, perché guarda caso nei giorni in cui il libro stava per essere messo in stampa (con tutti i dogmi e i crismi del caso, comprese le tempistiche tecniche di produzione), da Livio in persona ci è arrivata una richiesta speciale: quella di poter far avere il libro alle 500 persone in aula per la prima edizione storica del corso UNA VOLTA PER TUTTE.

Avevamo poco tempo a disposizione e ci siamo attivati. Non è stato facile attendere l’asciugatura della colla nella fase di brossura con il corriere che non garantiva la consegna dopo essere ripassato più volte per il ritiro nel pomeriggio.

E la cosa più bella è stata vedere sei persone la sera che si impegnavano per finire quasi praticamente a mano le copie anticipate che avrebbero servito le persone il giorno dopo.

Il corriere, però, non avrebbe consegnato. Una grande delusione.

Le stavamo ancora producendo.

“Ma le porto io, queste prime copie”, ci giunge la voce da un ragazzo dei nostri.

Ed è così che vogliamo raccontare, lato produttore, come siamo riusciti in tempi strettissimi ad arrivare a portare i volumi pronti e ancora caldi, direttamente in aula, pronti per il firma copie, affinché le persone potessero avere l’opportunità di accedere al libro prima che esso fosse disponibile nei tradizionali canali distributivi e in libreria.

In sintesi, una possibilità davvero privilegiata per chi ha, di fatto, potuto avere il libro in anteprima assoluta.

Se hai piacere, puoi acquistare la tua copia di COACHING ON THE ROAD (Promozioni attive per questo prodotto).

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ALLE COSE, PER CAPIRLE, BASTA SOLO DARE UN NOME

ALLE COSE, PER CAPIRLE, BASTA SOLO DARE UN NOME

Alle cose, per capirle, spesso occorre dare loro un nome.

Non per identificarle o etichettarle ma per legittimarle, esplicitarle, renderle reali. Dare loro la loro dignità.

Le cose hanno bisogno di essere riconosciute.

Per essere capite.
Come avviene per le persone e per le situazioni.

Quando diamo un nome alle cose, non stiamo replicando il creato. Stiamo contribuendo a crearlo ex novo, minuto dopo minuto.

Noi, con la nostra immaginazione, siamo capaci di creare mondi
possibili e li realizziamo.

Tutto quello che accade – umanamente parlando – è dato da due
cose soltanto:

                               OSSERVAZIONE + IMMAGINAZIONE

Mentre tutti gli animali osservano e si adattano, l’uomo che si
limita a osservare soffre – a meno che non apprezzi.

L’uomo che osserva ma immagina qualcosa di diverso non dice “è così” o “si è sempre fatto così” ma vede ciò che può essere.

Ciò che ci contraddistingue è la visione del potenziale.

Al Philip Kotler Maketing Forum una cosa mi ha colpito tra molte
altre, una frase dell’intervento di Ivan Mazzoleni (Microsoft).

Ed è la differenza che ha fatto 70.000 anni fa quando sulla terra
esistevano 18 specie di homo tra cui solo una non si è estinta, e
anzi si è sviluppata a una velocità impressionante:

la nostra, ovviamente.

La differenza l’ha fatta, oltre all’osservazione, lo storytelling. Ed è il motivo per cui rimaniamo incollati alle storie, quando ce le raccontano. È il motivo per cui siamo sopravvissuti.

Le storie evocano, stimolano la fantasia, consentono di ricreare nella nostra mente, di immaginare.

E con l’immaginazione l’uomo ha fatto veri e propri miracoli. In una manciata di migliaia di anni è evoluto in maniera vorticosa.

Mentre gli altri animali sono rimasti pressoché tali e quali, noi, ad esempio, sappiamo volare e questo solo nell’ultimo paio di secoli (considerando l’invenzione dell’aerostato). E solo perché due fratelli l’hanno prima immaginato. 

Cosa sono 200 anni in –> 70.000 –> in 3.8 MLD di vita comparsa sul pianeta?

Sono un banale, brevissimo frangente. E noi ci siamo dentro con tutta la nostra complessità.

Chiunque abbia osservato e abbia immaginato qualcosa di diverso e soprattutto l’abbia compiuto, ha compiuto e fatto compiere passi immensi all’intera umanità. 

Ecco perché anche solo una persona può contribuire in minima o in larga parte, per tutti.

Oggi tutti noi guidiamo ma se non fosse stato per Ford?  [il quale peraltro se avesse chiesto alle persone cosa serviva loro avrebbe ricevuto in risposta “cavalli più veloci”].

Oggi tutti noi abbiamo un pc ma se non fosse stato per Gates? O per Jobs, dato che sto scrivendo con un Mac?

Oggi tutti noi leggiamo ma se non fosse stato per Gutenberg? Se non fosse stato per lui oggi io stesso non produrrei libri, pertanto un signore, poco più di 500 anni fa, ha immaginato un modo diverso di produrre l’editoria e l’implicazione è che oggi esso si sia sviluppato tanto da diffondere la cultura nel mondo e io ne faccio parte. 

Non è incredibile?

È TUTTO da inventare, siamo solo all’inizio. 

Dobbiamo solo stare un po’ attenti a non auto-distruggerci prima che il sole imploda e mancano “solo” 5 MLD di anni.

Ma fatto salvo ciò, siamo una specie davvero pazzesca.

Allorché si riconosce,  si “restituisce” e nel mentre di farlo, si fa sentire l’altro importante e degno.

Per vincere i dubbi.. basta dargli un nome. Li si fa venire fuori e li si vince, possibilmente col confronto.

Tutto ciò che resiste alla fine basta si rilassi. Gli si da il suo giusto riconoscimento. E se nulla resiste ancora.. si va avanti.

Leonardo Aldegheri
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