CHI VOGLIO ESSERE DOPO IL COVID-19?

CHI VOGLIO ESSERE DOPO IL COVID-19?

Esiste una zona di paura, una zona di apprendimento e una zona di crescita.

Ora senza scadere in banalità, la paura c’è e non è così scontato per tutti “esorcizzarla” o persino USARLA a proprio vantaggio.

Non sappiamo quanto tutto questo durerà e non sappiamo il DOPO, come sarà.

A conti pratici: oggi per alcuni è avere i soldi per fare la spesa, non tanto pensare “ma andiamo al mare quest’estate?”

Tutte domande lecite, per carità, perché magari al mare ci si va coi propri bambini e il solo pensiero di privarli non è simpatico.

Per chi verrà messo in cassa integrazione, per chi sta lavorando, per chi già prima non faceva niente..

Tutto quello che sta accadendo sta facendo emergere aspetti che c’erano già ma non erano così chiari, così le nostre debolezze.

Dal web

Ci sono cose che al momento non possiamo fare ma ci sono cose che POSSIAMO FARE e alla grande anche.

Come passare dalla zona di paura alla zona di apprendimento, leggendo ad esempio.

Nutrendoci di cose sane, non necessariamente ammorbandoci di notizie tutto il giorno!

Appresa, basta una volta: NON SERVE INTOSSICARSI.

La paura fa sicuramente parte di ciò che non vogliamo. Spostare il focus su ciò che VOGLIAMO ha sicuramente un po’ più senso.

Così come mettere in pratica quanto appreso. Ecco la zona tre. Fin da oggi, fin da subito.

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Leonardo Aldegheri
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URBI ET ORBI. IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO

URBI ET ORBI. IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO

“Siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta.

Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato.

Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

Penso che Papa Francesco sia stato capace di sintetizzare e dare voce al pensiero di molti.

Spero che questa esperienza ci porti a ripartire quando sarà, in tutti gli ambiti, con uno sguardo diverso. È il momento di chiamare a raccolta le menti migliori e di fare emergere idee nuove.

NON si tratta di imporre una religione sull’altra. Basta con queste cazzate.

Si tratta di cogliere un’opportunità IMMENSA che tutti noi abbiamo sotto il naso, in questo momento, eccetto per chi si sta spendendo giorno e notte come i medici e i sanitari e come loro tanti, tantissimi altri.

Loro hanno l’opportunità di gettare il cuore oltre l’ostacolo e lo stanno facendo ora dopo ora, giorno dopo giorno. Silenziosamente. Ma anche gli altri possono farlo.

A LORO VA TUTTA LA GRATITUDINE DEL MONDO.

L’opportunità è anche non è annoiarsi sul divano.

L’opportunità È PENSARE.

Programmare, rivedere, riconsiderare, meditare, scrivere, leggere, migliorarsi, CREARE.

L’opportunità è fare chiarezza dentro di noi, cogliere il tempo che si è rivelato disponibile mentre prima era INDISPONIBILE. Non ho tempo! Quante volte abbiamo sentito questa orrenda frase?

Il tempo non si trova, si dedica.

E sono certo che in tanti di noi ci sia oggi ancora chi dice che non ha tempo.

Perché il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e necessariamente lo si destina alle attività – invece che alle passività ovvero quelle cose che subiamo rispetto a quelle che vogliamo fare, realizzare.

Allora si fa ordine, si pota, si sistema, si organizza, si elimina invece di annoiarsi sul divano a consumare la banda di Netflix.

Abbiamo sporcato, abbiamo inquinato, abbiamo sprecato, abbiamo corrotto.

Ma abbiamo fatto anche tanto del bene. Non vanno dimenticate tutte le persone dal grande cuore che si sono sempre spese e hanno cercato di costruire, nella normalità.

Non esiste una religione sull’altra, siamo tutti accomunati da un’esistenza su questo pianeta e sta a noi gioirne e trarne giovamento, grati del sole, della natura, del vento, delle montagne e del mare.

Grati del rispetto che dobbiamo portare, senza usare, senza abusare, senza sporcare, sfruttare e gettare.

Senza prevaricare, imporre, screditare, sminuire, manipolare.

Chiedendo il silenzio a mia figlia di cinque anni per ascoltare, ho colto l’occasione per spiegarle chi fosse quella persona vestita di bianco e cosa stesse facendo:

Sai amore, che senti parlare di questo Coronavirus? Beh, coinvolge talmente tanto tutto e tutti che il Papa, quel signore lì, ha pensato di fare una supplica. È simbolica amore ma sappi che la preghiera è lo strumento più potente che l’uomo abbia.

Che sia di una religione o un’altra, una riflessione, una meditazione.. Purché venga dal cuore e sia sincera.

Ecco, lui lo sta facendo per tutti gli uomini del mondo, anche per quelli che non ci credono o gli dicono su.

Si chiama indulgenza plenaria e sta chiedendo direttamente a Dio di fermare questo virus. Per tutto il mondo.

E a mio figlio, più grandicello, ho detto che..

Per farlo, il Papa ha voluto esporre un crocifisso del 1600 che si dice abbia miracolosamente fermato la peste di quattro secoli fa.

Mi piace essere preciso: questo preziosissimo Crocifisso risale a ben prima della data specificata sopra. In una nota storica, è risalente persino al 1370-1400 e gli sono attribuiti numerosi miracoli, compreso quello di salvare Roma dalla peste nel 1522.

Puoi crederci o non crederci ma queste sono le parole che ho detto a chi tengo di più.

IL DISCORSO

Questo è un discorso che qualsiasi bravo formatore avrebbe potuto fare ai suoi allievi.. Infatti, il principio non è diverso.

Quello che stiamo tutti vivendo è un grande Master Collettivo. Promosso dalla Scuola della Vita.

È costoso.. molto. Costa vite. E impone alti dazi economici. Chiamiamole Royalties.

Solo che invece di essere esclusivo.. è INCLUSIVO. E il suo conseguimento è quello della felicità.

E lungo, perché va in profondità. E allo stesso tempo è full time, perché alle sue lezioni si partecipa tutti i giorni.

“Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento.

Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.

Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza.

Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato.

Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino.

È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima.

È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate.

È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.

È avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. È avere il coraggio di dire “Mi dispiace“. È avere la sensibilità di dire “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire “Ti amo“. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità … che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza.

MI DISPIACE. TI PREGO, PERDONAMI. GRAZIE. TI AMO.

Ho’oponopono

E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza.

Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.

Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano.

Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile”.

Questa LA SUPPLICA DEL PAPA IN UNA PIAZZA DESERTA NEL CUORE DI ROMA, SOTTO LA PIOGGIA SCROSCIANTE.

Un momento veramente unico che auspico abbia toccato il cuore di molti, ANCHE se non di tutti.

Sono convinto che questa cosa finirà soltanto nel momento in cui sufficienti coscienze saranno trasformate.

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IL SOLE E I FIORI E LA PRIMAVERA NON LO SANNO

IL SOLE E I FIORI E LA PRIMAVERA NON LO SANNO

Avremmo intitolato il post FIDUCIA NEL FUTURO.

Abbiamo pensato e ripensato se pubblicare questa foto.

Mentre ci sono gli Italiani a casa.
Mentre ci sono gli Italiani che lottano negli ospedali.

Mentre ci sono gli operatori sanitari che si danno giorno e notte e danno il loro meglio, esposti.

Mentre le forze dell’ordine controllano il territorio e che gli Italiani rispettino le restrizioni a maglie sempre più strette del periodo durissimo che stiamo vivendo.


Alla fine abbiamo deciso che sì, bisognava pubblicarla.

Un giorno ci diremo: occorreva avere coraggio per lavorare.

Il codice Ateco di cui andiamo orgogliosi, il 18, è quello che risponde all’esigenza umana della cultura.

Il sapere, l’informazione, l’editoria, “la stampa su supporti registrati”, sono considerati dallo Stato un bene di prima necessità.

Almeno per il momento.

Potevamo stare tutti a casa e ve lo assicuriamo, siamo “in quattro gatti”. Non raccontiamo bugie, siamo al minimo e rispettiamo con maniacale dovizia quanto ci è stato prescritto.

L’emergenza è anche:

  • assicurare la sicurezza dei collaboratori e degli Editori,
  • dei fornitori e dei partner,
  • della produzione e della consegna dei libri,

affinché il sistema non crolli, anzi, rimanga in piedi e gli Editori abbiano la possibilità di avere disponibili i titoli programmati da tempo.

Vi preghiamo, LEGGETE.


Chi ha voglia, chi ha tempo, chi ha disponibilità.
È il momento perfetto per leggere, per chi può ovviamente!

Crediamo che medici e operatori sanitari, nonché chi si prodiga giorno dopo giorno a servire la comunità, starebbe volentieri a casa se potesse.

Diciamo GRAZIE alle commesse e ai commessi degli alimentari, i farmacisti, i corrieri, gli autotrasportatori.

Diciamo grazie mentre siamo vicini ai ristoratori e agli esercenti che pagherebbero per essere APERTI. E stanno pagando, di fatto, un dazio pesantissimo.

Lo diciamo a nome della filiera, delle librerie, degli editori, della distribuzione, degli illustratori quanto dei legatori, degli autori.

E lo diciamo a nome degli stampatori, cioè il nostro, che mettono nero su bianco – o meglio, colore su bianco come nel nostro caso – tante storie, fiabe e magnifici disegni.

Non siamo a tempo pieno, stiamo facendo sforzi immani per garantire ciò mettendo in campo iniziative a sostegno della filiera anche tramite smartworking, rispettando i colleghi che hanno deciso di tenere chiuso quanto parimenti aperto (come chi sta producendo “schermi filtranti” a favore della popolazione).

Ognuno lo fa in base alle proprie capacità e vocazione, in ottemperanza al decreto e alle indicazioni del Governo.

Avremmo potuto intitolare il post di oggi LA VITA NON SI FERMA.

La vita deve andare avanti! Siamo tutti chiamati a imparare da questa avventura che mette a dura prova l’umanità intera e in particolar modo l’Italia, LA NOSTRA ITALIA.

È il momento perfetto per prepararsi.
Per creare.

È un inno per tutti gli artisti nelle loro case che disegnano e inventano e illustrano, lontani dalla frenesia di quella quotidianità che fino a qualche settimana fa faceva tendere i nervi a chiunque, in una società caratterizzata da molte cose non necessarie.. ma che caratterizzavano la libertà individuale.

È il momento del fuoco, della fiamma dentro, di non farla morire, di tenerla accesa, viva, per il DOPO..
Una fiamma nel cuore.
La fiamma del cuore.

Verrà il momento di una passeggiata nel bosco, di prendere per mano i nostri figli e di portarli nei parchi, di nuovo aperti, nel sole splendente di una primavera che non sa nulla di tutto questo.

E immaginiamo.. con un desiderio cocente!
La gente fuori nelle strade ad abbracciarsi.

Perché sarà arrivato il momento.
E la natura sarà esplosa.

IL SOLE E I FIORI E LA PRIMAVERA NON LO SANNO.

Ecco, questo è il titolo di oggi.

IL SOLE E I FIORI E LA PRIMAVERA NON LO SANNO

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SIAMO NEL MOMENTO PERFETTO PER PREPARARCI.

SIAMO NEL MOMENTO PERFETTO PER PREPARARCI.

Se ci fosse un posto dove esistono già tutte le informazioni e l’unica cosa da fare fosse SOLO accedervi?

Esattamente come il web.

Dentro c’è già tutto, occorre solo “entrarci”. Come si fa? Ci si va.

Si pretende forse sia il web a venire da noi? O siamo noi ad “andarci”?

Quel posto è questo ed è adesso. È la Terra, oggi, ai tempi del Coronavirus.

Ci siamo andati noi. E abbiamo già tutte le informazioni.

SIAMO NEL MOMENTO PERFETTO PER PREPARARCI.

Prepararci semplifica, predispone, agevola. Com’è possibile pretendere le cose vengano a noi senza che noi ci muoviamo verso le cose?

Nella preparazione, vanno via l’affanno, l’ansia, la preoccupazione.

Nella preparazione sono vanificati l’essere in ritardo, l’essere di corsa.

Non c’è alcuna corsa da fare. Non per affannarsi avvicendandosi alle mille faccende, non per portare i bimbi a scuola di corsa. Non per stare in mezzo al traffico. La nostra vita è come se si fosse fermata.

È come se si fosse fermato IL TEMPO.

Ma il posto è questo.

La Pandemia sta avendo un effetto salutare in epoca moderna mai visto sul pianeta.

L’umanità si è praticamente fermata e le emissioni quasi annullate.
Non volano aerei, non circolano vetture per le strade.

In pratica, CI STIAMO PULENDO.

Ciò fa ripensare l’economia, ci deve far ripensare COME abbiamo gestito le cose fino adesso.

COME LE ABBIAMO GESTITE FINO A OGGI, NON VA PIÙ BENE.

Non andava più bene prima e già lo sapevamo.

Non ci saremmo mai fermati se non ci fosse stata una reale e “comprovata” necessità.

Ebbene, ECCOLA.

Ecco la “comprovata necessità“.

Non lasciamoci sopraffare dalla paura.
È il momento perfetto per riflettere, pensare e prepararsi.

Prepararsi a un mondo DIVERSO, PULITO, SOSTENIBILE A MISURA DI TERRA, non di uomo o solo di uomo.

Beneficiare oggi significa beneficiare del domani.

Le lancette dell’orologio è come si fossero fermate, un desiderio collettivo che chiunque avrebbe prima espresso, oggi è realtà.

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DENTRO C’È IL TALENTO

DENTRO C’È IL TALENTO

In questi giorni, miei cari, è come se ci fosse una sorta di richiamo collettivo. Un amorevole rimprovero, un avvertimento.

No, non è un qualche Dio che ci sta sgridando e richiamando all’ordine le pecorelle smarrite. Però anche un po’ sì, dipende da come la si guarda.

Una cosa va detta.

Siamo o non siamo sempre di corsa?

Ci si lamentava mica “prima” che non si riusciva mai a fare ciò che si VUOLE perché si fa solo quello che si DEVE?

Ora è il momento di guardarsi dentro.

DENTRO C’È IL TALENTO

Questo momento è pessimo, sì. Ma.. è formidabile sotto certi aspetti. Questo è innegabile.

Ci induce a pensare, perché CI FERMA.

Allora non perdiamo tempo nelle cretinate, nella psicosi.
C’è da stare a casa e da andare a lavorare in azienda.

Non c’è da andare al bar e al ristorante e in giro per motivi cosiddetti futili.

I ristoratori, gli albergatori, gli esercenti.. Stanno soffrendo da morire. Tutti noi. Chi più, chi meno.

C’è chi ci ha rimesso la pelle in questo. C’è chi manco può andare al funerale del suo caro mancato.

Ci rendiamo conto?

C’è chi tutto sommato sta rinunciando “soltanto alla socialità”.

Ciò libera una quantità indefinita di tempo ed energia da dedicare a se stessi.

Tutto ciò è una molla di incalcolabile potenza perché tutto questo prima o poi finirà.. perché finirà.

E quando sarà finito ci sarà una gran voglia di recuperare, una gran voglia di tirare fuori ciò che si è notato, riscontrato, scovato, scoperto dentro.

Ci sarà voglia di riscatto, energia prima contenuta che poi esploderà.

Ci sarà voglia di fare. Ma non nel forsennato modo di prima, una corsa all’impazzata perché bisognava correre.

Si tornerà anche lì e sarà un bene.

Ma sarà un ritornare alla corsa perché si avrà avuto la consapevolezza della fermata.

Quella che prima era preclusa perché.. bisognava correre..

..a ogni costo.

Ecco, questo è il costo. Paghiamolo oggi. Domani è un altro giorno.

Tralascio i dettagli scabrosi di quello che sta avvenendo. I telegiornali dicono cose da far accapponare la pelle.

Ieri la borsa italiana chiudeva la peggiore seduta della sua storia. IN QUESTO MOMENTO STA FACENDO IL +17,91% (oggi alle ore 13.45 ca).

Dove sta la verità?

Cambia in ogni istante! Ci sei tu, ci siamo noi. C’è ciò che abbiamo dentro, le nostre risorse, che nessuno ci può toccare, che nessuno ci porterà via.

SOLO NOI possiamo coltivarle e farle crescere, valorizzandole.

È ORA che è uscito il nuovo numero di 78pagine. Parla di talento. Parla di noi.

Alessandra Marconato è una donna sul pezzo che non smette mai di crederci. È davvero brava e mi sento di “sponsorizzarla”.

Si deve andare avanti. Abbiamo fiducia nel futuro.
E in noi stessi.

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