SIAMO IN VIAGGIO SU UNA PALLA CHE GIRA SU SE STESSA

SIAMO IN VIAGGIO SU UNA PALLA CHE GIRA SU SE STESSA

Se penso che siamo in viaggio su una palla che gira su se stessa sparata a velocità cosmica nel mezzo del buio più assoluto e che grazie a una sfera infuocata che brucia se stessa in una reazione nucleare di elio e idrogeno da 5 mld di anni così manifestandoci come vita, non ci credo.

O meglio, ci credo per evidenza ☀️🌊

Ma come è straordinario questo, è pazzesco anche quanto sia meraviglioso nel suo stato di equilibrio.

E quanto sia possibile farci, sopra a questa palla che trottola nella galassia che trottola nell’universo.

Il paradiso in terra, come ho detto a mio figlio.
Il paradiso è ovunque poni lo sguardo e vuoi vederlo.

Noi umani abbiamo la grande libertà e responsabilità di usare questo enorme dono.

Non ne abbiamo il merito, almeno fino a quando non facciamo qualcosa – tramite la nostra capacità esecutiva di creare – di aggiungere qualcosa a tutto questo splendore.

Non con la presunzione di migliorare questo incanto, quanto nell’auspicio di evolvere come entità, come esseri, come umani.

Preservandolo. Valorizzandoci.

Il Sole, una delle nostre principali fonti di vita

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Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

Desidero un’impresa che sia strumento per migliorare le persone e il MONDO.

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Leonardo Aldegheri
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Gallura – Sardegna

1407 sguardi sul nuovo, sul mondo, sull'ignoto (se vuoi, contali pure)

Francoforte è alle porte, la fiera delle Avanguardie – intendo. Sempre più si sta facendo strada la consapevolezza che il libro sia uno strumento più attuale che mai:

  • come veicolo di narrazione – raccontare e ascoltare storie è sempre una delle cose più belle che attraggono l’attenzione;
  • come strumento di Personal Branding – sempre più persone mi chiedono di “fare” i loro libri per raccontare sé stesse, le loro esperienze e le loro competenze (che ricordo sempre essere le conoscenze messe in azione), non più per ego quanto per rendersi utili agli altri. Lo spostamento di focus è determinante, oggi, per comunicare.

Ma soprattutto come “elemento” che rimane nel mare magno dell’effimero.

Analogico e digitale si integrano, non si escludono e non devono escludersi a vicenda. Siamo – e rimarremo sempre – esseri analogici caratterizzati da debolezze, paure, “inconvenienti” dovuti alla nostra fisicità (dato che abbiamo un corpo fatto di carne, sangue, cellule vive) e sentimenti. Il freddo, di fronte a tutto questo, ha sempre perso sul caldo. Il razionale perde sull’intuitivo. Il razionale aiuta ma non è tutto, è – semmai – parte del tutto.

Soprattutto BIS, chi produce libri, come il sottoscritto, è costretto a non considerarsi più come semplice stampatore. Stampare e basta nell’ottica di riprodurre freddamente dei contenuti di pregio su un supporto di pregio – la carta anziché il pixel – non basta. No, siamo molto di più. Chi produce è un contributore. E nel caso specifico dei libri per bambini che facciamo, i nostri veri clienti sono loro, proprio i bambini.

Questo ci responsabilizza un casino.

Ricapitolando:
stiamo vivendo in un’epoca pazzesca, quella della transizione: viviamo in due contesti diversi, costantemente.

  • Dal lento al veloce;
  • Dal lungo periodo all’immediato;
  • Dal lontano al vicino;
  • Dall’analogico al digitale integrato;
  • Da un’aspettativa di vita corta a una lunga, presto lunghissima;
  • Dal morire di stenti all’ammalarsi per troppo benessere (cibo, grassi, zuccheri che comportano malattie cardiovascolari, diabete, obesità) ed eccessiva vita sedentaria;
  • Da un’evoluzione che ha contratto un’accelerazione unica nella storia (negli ultimi cinque anni sono successe più cose che negli ultimi cinquanta, le esperienze di un 40enne di oggi equivalgono a quelle di una vita soltanto dei nostri genitori) al non starci dietro per una larga fetta di popolazione che ragiona ancora secondo “vecchi” canoni, i cosiddetti analfabeti funzionali (la diffusione in Italia di questa espressione negli ultimi anni la si deve all’esperto di marketing e vendita Frank Merenda).

Dobbiamo lasciare ai bambini un mondo migliore di come l’abbiamo trovato noi.

Questo soltanto per dire che nella transizione c’è spesso tanta confusione e quando c’è confusione è almeno necessario avere le idee chiare su ciò che possiamo influenzare: noi stessi e il mondo immediatamente circostante.
Per sapere COME fare? Sapere prima COSA.
Per sapere COSA, istruirsi, leggere, documentarsi. E anche scrivere. Perché scrivere è terapeutico. Scrivere libera la mente intuitiva.
Spesso viviamo in contrasto tra il razionale e l’intuitivo. Allenare e sviluppare l’intuizione, nel mare magno dell’effimero, ti porta a fare le cose giuste. Un paio di giorni fa mi sono imbattuto in questa citazione di Einstein che Maria Cristina Caccia ha pubblicato su LinkedIn stimolando la mia riflessione.
Onora il DONO.
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