PERCHÉ HELP PER LO SVILUPPO DI IDEE E AFFARI

PERCHÉ HELP PER LO SVILUPPO DI IDEE E AFFARI

Qualche giorno fa un utente ha commentato:

“Affari….odio questa parola. Tutto nel mondo di oggi è diventato un affare, tutto si deve sfruttare per fare soldi e nulla o quasi è gratis. La vita in questa società è una lotta senza esclusione di colpi, è stressante, stancante. Bisogna combattere come dei matti per avere un tetto sopra la testa e qualcosa da mangiare. Pazzesco e disumano. Dovremmo smettere di pensare a tutto in termini di soldi e di affari, questa cosa sta distruggendo la nostra umanità e il pianeta”.

Provo profondo rispetto per questa considerazione e intimamente la motivazione basilare della pagina è partita nel lontano febbraio 2016 da una osservazione similare del mondo – ad alta quando non altissima competitività – in cui viviamo oggi, con tutti i grandi, grandissimi problemi legati alla sostenibilità, all’ambiente e al futuro dei nostri figli nonché dell’umanità intera.

Colgo l’occasione per precisare che promuovo, in primis:

  • 1. la lettura;
  • 2. l’imprenditorialità.

ovvero la capacità di avere quell’iniziativa che ti fa fare le cose anziché aspettare che qualcuno le faccia per te.

Sì, promuovo il mio lavoro che è quello di fare libri.

Sì, promuovo l’azienda per cui lavoro, di proprietà familiare e che sto contribuendo nella mia parte e in tutti i modi grazie all’apporto di tante meravigliose persone a rendere bellissima – per quanto possibile e fattibile – e attrattiva producendo libri per l’editoria nazionale e internazionale.

Sì, promuovo letture, libri, editori.

Promuovo il concetto di coltivare relazioni e promuovo la magia del viaggio come percorso introspettivo e di maturazione di sé.

Tutte queste cose insieme formano la particolarità del blog e della pagina Facebook che sta FORTUNATAMENTE crescendo oltre le mie aspettative.

[Quindi grazie di ❤️ – tra l’altro].

L’auspicio è contenuto nella mia risposta al commento di cui sopra:

Cara Mxxa, condivido ciò che dici, benché in parte. Vorrei invitarti a rivedere l’assolutismo che esprimi “lotta senza esclusione..”, “tutto nel mondo di oggi..”, “dovremmo smettere di pensare a tutto”.. Etc.

Sono convinzioni fuorvianti di per sé. Fortunatamente non è proprio così.

Sì, è ANCHE così ma non proprio “tutto” così.

Proprio perché non è così mi spendo da tre anni a scrivere articoli che mirano a rincuorare, a incoraggiare, a riflettere.

Lo faccio gratis e nessuno mi ha mai pagato per questo 😊, lo faccio proprio per divulgare concetti di pro attività in un mondo del lavoro – ecco perché “affari” – iper competitivo partendo da una considerazione abbastanza simile alla tua, forse solo meno assolutistica.

A volte denuncio comportamenti umani psicotici e offro degli spunti di riflessione. Per questo “help“.

E in ogni caso tutto, qui sì, passa per uno sviluppo personale dentro e fuori le organizzazioni. Ecco perché “sviluppo“.

Mi hai dato lo spunto per riflettere a mia volta e ti ringrazio 🙏

Ecco anche perché sono sostenitore del libero essere:

perché esprimere noi stessi nella piena libertà della nostra consapevolezza ci offre l’ineluttabile opportunità di fare “a modo nostro” cioè con la nostra impronta UNICA SUL PIANETA, qualcosa come contributo concreto all’umanità e al mondo attraverso i valori come rispetto per la vita, rispetto per il pianeta, rispetto per le cose, rispetto per le situazioni, rispetto per le persone (l’ordine è equo per tutti questi elementi).

Viva la vita e viva la libertà.

La libertà di essere, di esprimersi al meglio, di sviluppare il nostro potenziale.

Di diventare qualcosa di più grande rispetto al grado evolutivo che avevamo quando siamo nati qualche anno fa.

Questo è il mio spirito qui. E fuori di qui.

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Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

Desidero un’impresa che sia strumento per migliorare le persone e il MONDO.

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Leonardo Aldegheri
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SONO SODDISFAZIONI

SONO SODDISFAZIONI

Ogni volta che vedo una libreria mi attivo. Ho proprio sete. Mi verrebbe da comprare tutto. Ho una voglia pazzesca di imparare e leggere e scrivere e produrre.

Ci sono persone in alcune librerie in cui appena mi vedono entrare, hanno gli occhi che iniziano a luccicare e non perché compro tanti libri ma perché amo i libri ed è come se dessi soddisfazione al loro lavoro.

Beh, il loro lavoro non è altro che il mio lavoro in un continuum ove ai lati opposti ci sono chi ha avuto l’idea e chi la sta acquisendo.

Siamo tutti coinvolti nella stessa cosa, fondamentalmente, solo che essa assume gradazioni diverse:

  • Dall’autore che scrive;
  • All’illustratore che disegna;
  • Al grafico che prende testi e le immagini e impagina in bassa risoluzione;
  • All’editore che accoglie l’idea e decide di pubblicarla;
  • Al fotolitista che prende le tavole e fa la separazione del colore;
  • Alla redazione del file definitivo pronto per la stampa;
  • Alle prove colore, alla cianografica, alle lastre;
  • Alla stampa vera e propria, alla confezione;
  • Alla spedizione delle palette con sopra migliaia di copie;
  • Alla distribuzione, agli accordi presi nel frattempo tra editore e distributore; tra autore ed editore sulle royalties, sui diritti, le prenotazioni, le tirature..
  • Fino a te lettore, giunto in libreria.

Fino a me che quando vedo un libro fatto da noi, sono soddisfazioni.

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LETTERA IDEALE A UN EDITORE IDEALE CHE SPIEGA UNA MISSION REALE (E ANCHE UN PO’ DEL MIO LAVORO)

LETTERA IDEALE A UN EDITORE IDEALE CHE SPIEGA UNA MISSION REALE (E ANCHE UN PO’ DEL MIO LAVORO)

Buongiorno,

sono Leonardo Aldegheri e ho letto e riletto il libro “X” di “YZ”, da voi pubblicato. In verità sono appassionato di Y e di letture di questo tipo. Mi muove l’attitudine allo sviluppo personale, delle cose e delle situazioni in ottica evolutiva. Ho guardato bene le vostre pagine sui canali social e ho pensato di contattarvi anche per ragioni di lavoro.

Mi ero ripromesso prima o poi l’avrei fatto, ed eccomi qua – in particolare dopo aver visto su Facebook che fate editoria con lo scopo di far germogliare le persone tramite la lettura e l’acquisizione di conoscenze, anzi con la mission della “meravigliosa rinascita dell’essere umano attraverso la corretta alimentazione mentale”.

Vorrei potervi incontrare, se possibile. Sono sinceramente entusiasta del lavoro che fate e di come lo svolgete.

Vorrei la possibilità di farmi conoscere e darvi prova che non sono e non siamo i “soliti” fornitori che si propongono nella sola accezione di business. Anzi.

Sono, personalmente, prima di tutto un forte, acceso sostenitore della formazione. E, credetemi, per me fare libri è una responsabilità. Abbiamo coniato un hashtag a riguardo: #farelibrièunaresponsabilità.

Lavoriamo con le case editrici da molti anni (suppergiù quasi 50) e ho appreso che lavorare con voi editori, assieme, al giorno d’oggi, è (nel modo in cui è fattibile intendere il fare impresa nel mondo editoriale), una questione di valori e di filosofia alla base di tutto e della relazione in primis con l’editore, con la persona che “pubblica”.

Il mio intento è divulgare la lettura e non essere considerato “solamente come stampatore”.. presi questa decisione anni fa allorché compresi che tale figura era un po’ “scaduta” / inflazionata, ahimè. Erano anni duri, molto duri.
Oggi, invece, desidero ardentemente essere anch’io, per la mia parte, contributore.

Contributore della diffusione della conoscenza. Sì, tramite il mio lavoro.

Un giorno di tanti anni fa avevo espresso l’obiettivo di ri-cominciare a leggere perché dopo l’università i libri letti li contavo forse su una mano. Oggi ne leggo almeno 2 contemporaneamente e intanto scrivo.

Quando ne ho appreso il beneficio molto tempo fa, beh, ho capito il senso del mio lavoro.

E probabilmente una delle possibili chiavi per comprendere il mondo è proprio dargli un senso, dare senso alle cose. Così alle professioni e quello che possono implicare.

E oggi promuoviamo la lettura come cibo per la mente. Ove stampare è sicuramente la felice implicazione. Nel mentre, quindi, facciamo impresa in ottica di una unica, grande squadra.

Facendo impresa anche nell’ottica della responsabilità sociale dell’imprenditore.

Non solo della responsabilità sociale d’impresa ma proprio dell’imprenditore.

L’imprenditore oggi è imprescindibilmente un “influencer” – mi si passi il termine “moderno” – che ha un impatto su altre persone e il suo compito è quello di creare valore per le persone e il mondo tramite ciò in cui è bravo e tramite l’attività che promuove.

Ove soprattutto essere in empatia sul fatto che il mondo abbia bisogno di anime evolute, consenta la possibilità di dare una risposta allineata il più possibile a questa “richiesta”.

Potete verificare di persona quello che pubblichiamo sulla pagina dell’azienda: 

https://www.facebook.com/graficheaz/

e sulla mia personale/professionale ove divulgo il contenuto di cui vi ho fatto accenno ora:

https://www.facebook.com/leonardo.aldegheri/

Così potete avere intanto un’idea di quello che facciamo qui, con tanto amore e da tanto tempo.

Sì, vorrei lavorare con voi. Lavorare nell’accezione più bella e completamente appagante che si possa intendere: quella di creare valore dando il proprio contributo, ognuno per le proprie specialità di cui è testimone e attore. Attore nel senso di chi agisce, non che recita ma che mette in atto.

Nell’auspicio di manifestare la possibilità di darci una chance e constatare se potremo fare faville assieme.. vi prego di pensarci.
Attendo vostre con grande piacere.

Grazie mille.
Un splendida giornata.

Leonardo Aldegheri

www.graficheaz.it 

Click “I Like” on Facebook! www.facebook.com/graficheaz

and LinkedIn https://it.linkedin.com/company/grafiche-az

—————————————————-

Società Editoriale Grafiche AZ srl

Printing & Binding 

Cod. Fisc. e P. IVA 01777450238

viale del Lavoro, 8

I-37036 San Martino Buon Albergo – Verona

t. +39 045 99 44 33

f. +39 045 99 50 16

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LA MATRICE DEI SOGNI

LA MATRICE DEI SOGNI

Mi piace molto l’approccio di Maurizio Parro.

La prima volta che ci siamo visti in Società Editoriale Grafiche AZ per discutere de

La passerotta capricciosa 

il libro da fare era TOTALMENTE da fare e nulla era scontato in quella fase, neanche la relazione cliente+produttore.

E avevamo ben presto capito che il sentiment, il feeling era quello che in qualche modo collega le persone dal loro modo di vedere la realtà.

E io che faccio una testa tanta di Transurfing, quando leggo che ciò che muove Maurizio si chiama La Matrice dei Sogni, impazzisco letteralmente di assonanze.

Il libro che ne è scaturito poi, è sognante, folle, idilliaco allo stato puro. Con dentro delle illustrazioni da capogiro, da “mal di testa” dall’intensità.

La Passerotta Capricciosa

Ora, a me piace parlare bene anche di libri altrimenti me ne sto zitto.

È il mio lavoro farli ma quando trovo le parole sgorganti di pregio per quell’oggetto è perché ci vedo dentro delle cose che scaturiscono dall’aver osato essere andati OLTRE quella matrice, esserci andati DENTRO, averci nuotato con la testa fuori e aver unito in assonanza i puntini e le cose che sono diventate.. cose.

Cosificare, un termine fantastico.

Prima probabilmente c’era un’idea, poi un desiderio, poi la REALTÀ, l’inesorabile realtà.

Quella che ti si forma attorno in ogni momento tutti i giorni, costantemente.

Quella che benché si sia inconsapevoli o maestosamente coscienti, dilaga nel vero senso della parola, trasborda, diventa fiume e lago e mare e oceano e o ti travolge.. o ci surfi sopra.

Tanti baci a tutti.

Per chi vuole acquistare la Passerotta, la trova in Italiano (e anche in francese perché per non farsi mancare nulla Maurizio ha prodotto il libro subito in due lingue, BAM!) anche su Amazon volendo qui.

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ESSERE RISORSA E DARE VALORE

ESSERE RISORSA E DARE VALORE

È il messaggio di Ekis.

Quale stupendo progetto per una società di formazione che si fa casa editrice per portare la cultura dello sviluppo personale anche su carta! Nero su bianco.

Con un lavoro dietro davvero importante.

È la progettualità a fare la differenza.

Il sapere COSA fare e perseguirlo. I COME arrivano.

Creare una casa editrice non è proprio facile. Lavoro con editori di tutto il mondo in maniera intensiva tutti i giorni e ho iniziato a muovere i primi passi in reparto, in legatoria, quando ero solo quindicenne.

Fare libri è un gran lavoro dove impegno, preparazione, costanza ed essere sempre sul pezzo sono elementi imprescindibili.

Essere editori oggi è una vera e propria responsabilità:

  • siamo in una economia di scopo, non più di scala.

E quello che si propone deve avere uno scopo ben preciso, altrimenti il cliente passa allo scopo successivo senza tanti complimenti.

È per questo motivo che la qualità, l’immaginazione, la visione, la mission devono essere sempre alte e devono dare tanto valore.

La responsabilità sociale dell’imprenditore di cui mi faccio portatore con intensità è ESSERE GENEROSO. Darsi senza risparmiarsi.

È sicuramente un modo diverso di intendere l’impresa e il fare impresa.

Questo è ciò che vedo in questo magnifico video di presentazione della casa editrice Ekis Edizioni.

Se TUTTE le persone di questo pianeta si sapessero dare e si concentrassero per essere risorsa, generando valore e trasformandosi in opportunità – generosamente e senza risparmio – per se stesse e per gli altri, beh, questo mondo sarebbe il paradiso che è già ma con più consapevolezza.

E c’è un modo davvero molto semplice per accrescere la propria consapevolezza: LEGGERE.

Leggere è uno strumento potentissimo.

Leggere apre mondi.

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COME FARE UN LIBRO

COME FARE UN LIBRO

COME SI FA UN LIBRO?

In Grafiche AZ ci siamo inventati – forse per la prima volta nella storia della produzione editoriale – di dirlo tramite un mini corso in tre puntate che ha avuto un successo inaspettato.

Si chiama MAKING YOUR BOOK ed è via e-mail.

Si tratta, in pratica, di pillole sulla stampa editoriale di pregio con focus sul preparare al meglio i file, su come lavorare sulla resa cromatica, sul relazionarsi al meglio con chi produce ovvero lo stampatore, una figura antica, nobilissima che può fare e fa davvero la differenza nel fare il tuo libro (da qui MAKING YOUR BOOK).

Iscriversi è assolutamente e totalmente gratuito.

Puoi farlo direttamente da qui.

Non arriveranno newsletter promozionali e i dati non saranno MAI ceduti a terzi.

Se vuoi sapere come si fa un libro, è certamente un ottimo modo.

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LE INTELLIGENZE MULTIPLE E L’EDITORIA

LE INTELLIGENZE MULTIPLE E L’EDITORIA

Da sempre ho avuto a cuore un impegno. Quello di compiere al meglio qualsiasi cosa in cui mi applichi.

Ovviamente, ciò vale anche per il lavoro. Capirai, è questione di professionalità. Certo. Ma ci mancherebbe altro.

Partendo dal presupposto che parrebbe non esista un modo univoco per concepire una data cosa in senso assoluto, ne consegue che una cosa fatta bene per te può essere diversa da come la vedo io o Giovanni o Gabriele o Giuditta.

C’è una mente più matematica e analitica, una più linguistica, un’altra più artistica.

Anzi, imporre ad una mente artistica compiti di natura analitica o tecnica, significa probabilmente condurla all’infelicità.

Secondo la Teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, sono annoverabili ben sette intelligenze distinte, il ché spiega davvero tante cose:

  • Intelligenza logico-matematica
  • Intelligenza linguistica
  • Intelligenza spaziale
  • Intelligenza musicale
  • Intelligenza cinestetica o procedurale
  • Intelligenza interpersonale
  • Intelligenza intra-personale

Per non parlare di quella finanziaria che, oggi giorno, stabilisce lo spartiacque in una economia iper competitiva tra persone che stanno bene e che stanno meno bene, da un punto di vista di libertà di movimento e di gestione del proprio tempo.

Così valutare – quando non giudicare – uno studente o un professionista per IL PROPRIO MODO DI VEDERE LE COSE avendo la presunzione di credere che il proprio sia l’unico modo possibile, non fa che generare persone infelici attorno a sé.

Persone che, data la condizione, producono insoddisfazione quando non demotivazione per se stesse e per quelle vicine.

Fare al meglio il proprio lavoro spesso coincide con il vedere le opportunità dove spesso esse si nascondono.

Se si è per gli altri il sole e li si illumina senza tornaconto, non si avranno problemi di spegnere in loro il loro talento e le loro attitudini e le persone saranno grate per questo.

Si tratta, in pratica, di uno degli aspetti fondamentali, a mio modo di vedere, del mestiere dell’imprenditore.

E fare impresa nel mondo dei libri può anche significare offrire l’opportunità di capire meglio come funziona questo mondo ove pubblicare sembra essere difficilissimo, se non impossibile, ove paradossalmente sono immesse nel mercato editoriale diverse decine di titoli ogni giorno.

Ho la fortuna di essere nato e cresciuto in un ambiente davvero “cosmopolita“.

Fin da piccolo, grazie a mio padre, giravano per casa editori ed illustratori esteri: inglesi, tedeschi, giapponesi, francesi, svizzeri, indiani, austriaci, cecoslovacchi.

E sentivo parlare inglese dai tedeschi, francese dagli italiani, italiano dagli esteri. Insomma, un meraviglioso potpurri fatto di lingue disegni coloratissimi, di libri e di pubblicazioni, di serate estive stupende all’insegna dell’esercizio multiculturale, dove avevo di fatto la possibilità di parlare un po’ di inglese fin dalle elementari e disegnare le farfalle come mi aveva insegnato Stephan Zavrel.

Insomma, una fortuna sfacciata. Che riconosco ogni giorno nell’attività di stampa e produzione di albi meravigliosi.

Poi il tempo passa, i bambini diventano adulti, le cose cambiano.

Cambia l’editoria, arriva internet, alcuni di quei vecchi protagonisti se ne vanno, altri ne arrivano.. cambiano gli usi, i costumi, i gusti, le modalità di pubblicazione, le modalità di produzione.

Cambiano anche le modalità di promozione, naturalmente.

Cambiano le cose perché è cambiato il mondo. Internet ha seriamente minacciato il libro nel 2010.

Arriva il tablet, il kindle, arriva l’iPad e arrivano le app.

Ma nel 2019, incredibilmente, il libro è rimasto quello.

La grande quercia – Gerda Muller, Laura Tenorini (traduttrice) – Natura e Cultura Editore

E la cosa davvero bella è che oggi più che mai nel passato, grazie al libro e alla crescente presa di consapevolezza delle persone (che leggono, si documentano e si informano), è possibile capire la natura di ciascun essere umano, apprezzandone l’individualità non nella standardizzazione ma nella valorizzazione dei talenti.

E ciò senza per forza doverli spegnere come è norma in una mentalità antica (quando non retrograda) – ma apprendendo semplicemente che le intelligenze – e le attitudini – sono diverse, spesso sfumate.

In pratica, multiple.

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MONKEY SEE MONKEY DO

Monkey see – Monkey do.

I neuroni specchio – scoperti da uno scienziato italiano – sono quella classe di neuroni che consentono un’accelerazione significativa dell’apprendimento da parte dell’essere umano (e degli “altri” animali).

Spesso, i figli che leggono traggono l’esempio proprio dai genitori o dal mondo circostante ove vi sono lettori che mettono a disposizione facilmente i libri.

Ora, casa mia è letteralmente invasa dai libri dato il mio lavoro ma anche perché ne compro e ne leggo a tonnellate.

Mia moglie ne sa qualcosa.
Ma anche i miei figli.

Avere libri a disposizione praticamente ovunque è una chiave magica che apre porte che determineranno la qualità dell’apprendimento dei piccoli, e quindi, del loro futuro.

Viva la lettura, l’apprendimento e la divulgazione.

I vantaggi della lettura sono incredibili:

«La lettura potenzia le competenze emotive dei bambini, che vedono le proprie emozioni riflesse in quelle dei libri- spiega Pellai-.

Migliora le competenze espressive, i ragazzi sanno esprimersi meglio.

Migliora le competenze comprensive: sono in grado di capire di più. È un fortissimo preparatore delle competenze scolastiche”.

Non è che sia molto più facile prendere in mano un libro che ignorarne l’esistenza e tribolare il resto del tempo?

Ai posteri, l’ardua sentenza.. nel vero senso della parola.

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LA VISITA ALLA TIPOGRAFIA GRAFICHE AZ


COME SI FA UN LIBRO

COME SI FA UN LIBRO?

Il “reparto”, le macchine da stampa, l’odore di inchiostro, la carta. Se c’è una cosa che in Grafiche AZ si è sempre amato fare, è accogliere le scolaresche per la visita ai reparti per vedere come si fa un libro.

La visita non è tanto e solo per vedere e toccare con mano come si fa un libro. È una vera e propria immersione nello spirito che anima questa azienda che fa libri per bambini da tempo immemore.

Libri illustrati di pregio, qualcuno direbbe. E oggi libri di divulgazione, di saggistica, splendide brossure con la copertina morbida trattate con la medesima cura con cui la quadricromia viene posata sulle patinate o sulle carte uso mano per la massima resa dei colori, una resa speciale, sia dei cartonati sottili di pregio – quelli stupendi che si trovano in libreria, per capirsi – che sui libri in senso un po’ più ampio.

Libri nella loro accezione più nobile. Mai, per noi, essi sono una commodity. Per quanto.. “stupidi” (lo diciamo ironicamente, ovvio).

Si è appresa una cosa. I libri, illustrati e non, sono di pregio. È il libro ad essere pregiato in sé. È una tecnologia millenaria, analogica, che ha a che fare con la carne dell’essere umano e del suo “sentire”. Del suo spirito, per così dire. Ovvio, nella sua manifattura, deve esserci una certa cura. Non si può certo pretendere sia pregiato solo perché si chiama così: deve essere fatto in un certo modo. E noi ce la mettiamo tutta. Tutta anche nel coinvolgere.

#farelibrièunaresponsabilità

Il proposito è quello di nobilitare questo mestiere, quello di fare libri, con la ferma intenzione di essere parte attiva nella propagazione di questo strumento antico e moderno, nobile e attuale, sensuale e con una resa investimento-rendimento esageratamente elevata, se si pensa che con pochi euro si accede al pensiero intimo di un autore che sta dicendo a te, proprio a te, una cosa contenuta in più pagine e protetta da una copertina.

La copertina? Ha la doppia funzione di proteggere e vendere. Sì, perché dapprima attrae la tua attenzione. Poi, quando il libro è nelle tue mani e deve vivere tantissimo, va protetto. La copertina è la sua “mamma”.

[Cit.]

Nel frattempo arriviamo noi. Tra autore e lettore c’è il mondo di mezzo.

Noi siamo quelli che prendono quell'idea e la trasformano fisicamente in più copie, così più persone hanno l'opportunità di intercettarla e lasciarsi cullare in quel mondo.

Il mondo che esiste tra l’idea dell’autore – della connessione tra la sua mente e la scrittura, della trasposizione del suo frutto dell’intelletto alle parole, alle frasi contenute nei paragrafi contenuti nei capitoli, nelle pagine, sulla carta – e il lettore che prende in mano il manufatto fisico e lo sfoglia, è fatto di una serie di operatori, di professionisti di settore, di esperti che si prodigano ogni giorno per trasformare le idee in libri.

I libri sono un oggetto, uno strumento altamente tecnologico a basso costo che contiene opere dell’ingegno umano e ha consentito e consente l’evoluzione planetaria dell’umanità intera.

Come l’accelerazione degli ultimi 500 anni testimonia dall’avvento dei caratteri mobili inventati da Johannes Gensfleisch della corte di Gutenberg – un orafo e tipografo tedesco a cui si deve l’inizio della tecnica della stampa moderna in Europa.

Un orafo tipografo?

Iniziamo a capirci..

Le scolaresche, dicevamo: vengono da quelle delle elementari con bambini di otto anni, a quelle dei ragazzini delle medie, poi quelle dei ragazzi delle superiori e dei giovani adulti dell’università, come è stato qualche giorno fa.

A tutti, dai piccini ai grandi, vengono raccontate – o meglio narrate – le stesse meravigliose storie.

Come si traspone il colore sui fogli, a cosa servono gli elementi delle macchine offset (i cosiddetti gruppi stampa), a cosa serve la macchina da stampa grande e quella piccola; cosa sono le lastre, come si montano.

Cosa sono gli avviamenti e come si vede la stampa di un libro che prima non è altro che un foglio steso.. e via il giro sulla macchina con i rulli che girano tra il castello del ciano, del magenta, del giallo, del nero.. dalla bocca della macchina che mangia bancali di fogli bianchi all’uscita dove la magia della sovrapposizione del colore si è compiuta.

#lamagiadelvistosistampi

E poi c’è tutta la parte della Legapress dove arrivano i fogli stesi, dove essi vengono sezionati e preparati alla piega delle segnature, della raccolta e della cucitura, della messa in colla, delle copertine con il cartone rigido, dell’incassatura del blocco libro che accoglie la copertina appena uscita dalla copertinatrice e tutte le nobilitazioni con l’oro a caldo in testa come il mega cliché di ottone di un libro della Disney in macchina proprio in queste ore.

L’Istituto design Palladio è una Scuola di design e formazione post-diploma in ambito design e comunicazione visiva, fondato nel 1983 a Verona ed è ufficialmente accreditato come ente formatore dal 2003.

Il corso, Illustrazione&Comics, sviluppa un orario basato sulla formazione di illustratori digitali e fumettisti anche nell’ambito del character design e dell’arte computerizzata.

La classe prima di questo corso ha fatto visita alla Società Editoriale Grafiche AZ in collaborazione con il professore di Storia Dell’illustrazione Claudio Gallo.

La visita comprendeva un’introduzione al lavoro di tipografo ed editore e successivamente l’accompagnamento alla visione dei macchinari di stampa e di creazione di un libro cartaceo.

“Siamo rimasti piacevolmente colpiti dalle nozioni imparate e abbiamo potuto apprendere come le Grafiche AZ puntino alla qualità usando materie prime certificate nel rispetto dell’ambiente e danno unicità al loro lavoro con tecniche manuali e conoscenza del colore non comuni. Un’esperienza da rifare”.

L’oro a caldo stampato sulla copertina del meraviglioso C’ERA UNA VOLTA IN PERSIA edito dai Topipittori

www.graficheaz.it – www.graficheaz.eu – www.graficheaz.com – www.legapress.it

https://www.facebook.com/graficheaz/

Leonardo Aldegheri
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COSTRUIRE IL MONDO DI DOMANI A PARTIRE DA OGGI [DAL G20]

COSTRUIRE IL MONDO DI DOMANI A PARTIRE DA OGGI

Sostengo da tempo che a dispetto delle notizie morbose cui siamo sottoposti ogni giorno, ci troviamo a vivere nell’epoca più prospera di sempre.

Mi trovo al Summit del G20 dei Giovani Imprenditori – Young Entrepreneurs Alliance Summit – in Argentina, anno 2018.

I MOTIVI PER CUI SONO QUI OGGI – [1]

Non solo ha senso partecipare a queste cose per motivi ovvii, del tipo relazionali, di confronto, di reciproco supporto in termini imprenditoriali, di smalto per l’azienda [di fatto Grafiche AZ e Legapress, le aziende di cui faccio parte e che producono libri per l’editoria internazionale da quasi 50 anni, sono presenti al G20 da più edizioni del Summit e sono rappresentate nel mondo istituzionale delle imprese che partecipano alla stesura dei pillars che vengono poi sottoposti al G20 politico: è un’evoluzione senza precedenti essere presenti internazionalmente in una modalità che va oltre alle classiche fiere di settore] e anche commerciali – i contatti, i contratti e le nuove relazioni aziendali e istituzionali sono sempre benvenute e vanno costantemente alimentate perché contribuiscono a costruire il bacino di collegamenti che caratterizzano l’impresa durante la sua vita.

Ha senso anche perché si parla di FUTURO. Quello che tanti tendono a ignorare facendo finta di niente e posticipandolo a un domani che chissà quando arriverà.

I FOLLI POSITIVI E I FOLLI NEGATIVI

La verità è che il domani è adesso e quello che ci si propone davanti è talmente chiaro da essere solo dei folli a mettere la testa sotto la sabbia e fare finta di non vederlo.

E per folli intendo tutti coloro che negano l’evoluzione vorticosa delle cose, i folli sono i negazionisti di un futuro che è già oggi.

I MOTIVI PER CUI SONO QUI OGGI – [2]

Credo che chi fa impresa abbia la grande, enorme, giusta, doverosa responsabilità di guardare oltre il prodotto e capire non solo cosa faccia  (cioè il prodotto e/o servizio) ma perché lo stia facendo.

Noi facciamo libri. Se non mi fossi reso conto molto tempo fa che fare libri senza leggerli è come fare il cuoco senza mangiare, il bagnino senza nuotare, il calzolaio scalzo, etc. saremmo in pratica la commodity che ogni giorno i mercati internazionali ci spingerebbero ad essere, cioè produrre per essere valutati esclusivamente sul prezzo come unica voce di senso.

Fare libri è una cosa nobile, spinge avanti l’umanità perché diffondere la conoscenza consente alle persone di avere accesso alle informazioni che sono strumenti per fare le cose.

Senza informazioni non si discerne e senza discernimento non si pensa. Senza pensare non si progetta e senza progettare e pianificare non si agisce. E quindi non si fanno le cose.

LE AZIENDE NASCONO PER PROGETTARE, PIANIFICARE, PRODURRE E DELIVERARE

Se non investono non servono a niente. Le imprese sono strumenti privilegiati per fare le cose in maniera sistematica, ovvero tramite un sistema e gli imprenditori sono strumenti per servire al mercato, cioè al proprio mondo quando non proprio il mondo, ciò che serve, cioè può servire, ciò che determina benefici, ciò che produce gioia, ciò che rende felici le persone, ciò che rende migliori le persone.

Il libro in tutto questo si presenta come uno strumento di utilità e di piacere allo stesso tempo.

DOBBIAMO RIPENSARE E REINVENTARE IL SISTEMA EDUCATIVO

Tutto passa dal mondo in cui veniamo educati. A parità di condizioni possiamo vedere una cosa come una opportunità. O come un problema. Quando ho a che fare con persone che hanno un problema per ogni soluzione decido di essere drastico. Semplicemente non ci voglio avere a che fare.

Educare significa “tirare fuori” [da educere, lat.] ovvero è molto semplice: se non hai niente da tirare fuori, hai un problema. Ma è un problema risolvibile.

Basta mettere dentro qualcosa. Quella cosa è la formazione, cioè l’atto di formare. A me piace molto il termine FORGIARE, ha più a che fare con il dare forma a una sostanza.

Educhiamo i nostri bambini – ed educhiamo noi stessi per primi – ad avere una soluzione per ogni problema. E attenzione, i problemi non sono una brutta cosa. Sono opportunità per imparare qualcosa di nuovo.

SERVE VISIONE

La parola visione, ancora una volta ultra abusata, non ha a che fare con le favole da start up innovativa che cambierà il mondo – anche sì ovviamente ma sappiamo tutti che i casi di riuscita sono 1 su migliaia.

Ha a che fare con quello che SI VUOLE FARE con quello strumento chiamato IMPRESA (e l’impresa non si chiama così a caso), immaginando il futuro, portandolo qui ad oggi, progettandolo e decidendo COME andarci.

Come attualizzarlo.

Il sogno dei nostri avi una volta realizzato ci ha restituito il mondo di oggi. Noi dobbiamo immaginare di restituire a chi verrà dopo di noi il mondo di domani. E per fare ciò siamo chiamati ad agire oggi.

Oggi, cioè, in un contesto iper competitivo dove il fruitore – il cliente, non l’utente – è iper informato e il fornitore è iper commoditizzato.

SERVE GUARDARE AVANTI CON COGNIZIONE DI CAUSA

E scusate tanto ma per farlo bisogna, è necessario, occorre, è obbligatorio, è propedeutico METTERE IL NASO FUORI DALL’UFFICIO, uscire a capire il mondo.

Per calarlo nella propria realtà locale, nella propria impresa, che poi locale lo è poco perché è globale e tutto oggi sta permeando tutto di sé stesso.

La visione è ciò che vedi e che magari adesso non esiste. Ma esisterà.

La categoria degli imprenditori ha la responsabilità e il dovere di anticipare il mondo di domani a oggi. E lo deve fare con attenzione all’ambiente, rispetto per il pianeta che ci ospita, rispetto per le persone, allineamento tra le persone che guardano nella stessa direzione, cioè avanti e non chini guardandosi le punte dei piedi, formando a loro volte le persone perché persone formate e che imparano cose sono persone migliorate, upgradate necessariamente e oggi se non ti fai gli update al software rimani per forza indietro e chi non lo fa è perché ha la presunzione di sapere già quello che gli serve solo che non sa che domani potrebbe non essere sufficiente solo perché le condizioni ”ambientali” non sono più quelle di prima, stabili per decenni.

Poi (e non per minore importanza), rispetto per i nostri figli, rispetto per i nostri sogni. Che non sono altro che desideri da realizzare. Che vanno trasformati in obiettivi dandogli una pianificazione temporale.

Viaggiamo, cerchiamo di capire, espandiamo le relazioni, siamo curiosi, leggiamo, costruiamo, facciamolo col cuore e facciamolo per gli altri oltre che per noi stessi.

Leonardo Aldegheri
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