BITCH. YOU’RE A FAN

Bitch. You’re a fan.

[molto SERENAMENTE – uno spunto di riflessione domenicale]

Mi domando:

1. perché taluni si ostinano a voler speculare sul conto altrui?

2. non hanno proprio altro da fare che intercedere sulle vicissitudini della vita di “alcune” persone, scelte con sapiente (si fa per dire, è puramente istintiva) mira?

3. facendo (che li sgami lontano chilometri) peraltro finta di farlo per il bene.. di chi? Il loro?

4. cosa li muove?

  • Rancore, invidia, rivalsa, rimuginamenti vari ed eventuali?
  • Non essere mai cresciuti?
  • Io bambino che prevale sull’io adulto?
  • Drammi irrisolti?
  • Freni psicologici dovuti a traumi infantili?
  • Un brutto rapporto col padre con alcuni sospesi?
  • Gelosia edipica?
  • Incapacità di autocontrollo?
  • Volontà di prevaricazione?
  • Incapienza psicologica?
  • Ignoranza?
  • Mancanza di una reale motivazione / scopo nella vita?
  • Balbuzie emotiva?

5. dulcis in fundo, non hanno una vita loro?

Le risposte a queste interessanti domande possono essere molteplici, ma pensiamo all’ultima, giusto per non andare lunghi.

Magari una vita loro anche ce l’hanno, solo che hanno deciso di combattere, devono remare contro.

Eh, è la loro natura.

La verità è che remano contro sé stessi: il fatto di farlo contro chi hanno preso di mira è un’illusione.

La vera battaglia è dentro di loro.

Certo, a qualcuno viene in mente siano, in pratica, dei bulli. Sì, certo: sono dei BULLI.

E in quanto tali vigliacchi, agiscono vigliaccamente e se la prendono con chi “sembra” non sia in grado di difendersi, come avviene classicamente. Ma lo pensano loro.

Gli spiriti liberi, invece – ahimè, non li controlli. Mai stato.

Sbordano sempre, anche qui, è la loro natura. Solo che loro pensano al loro, mai al conto altrui, perché non sono interessati, semplicemente.

Pensano già abbastanza a migliorarsi costantemente. Il loro focus è lì. Per quello sembra che si facciano gli affari loro.

Focus!
Focus sul tuo.
Fai bene il tuo.
Pensa al tuo.

Io penso a fare bene il mio.
Non ti va bene, continui a voler speculare?

Vai per la tua strada.
Io vado per la mia.
Facciamo in modo di non incrociarle, su.
Il mondo è grande. C’è spazio per tutti. Ohmmmmm.

🙏👁️🤫🤭🧐😈😇

Leonardo Aldegheri
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INNO al primo maggio


Uno dei miei mantra è: quando gli altri cazzeggiano, io lavoro di più. Non perché io sia un’instancabile lavoratore ma più perché io sia un instancabile perseguitore (esiste il termine?) di obiettivi. Spietato. Non mollo mai. Non mi stanco e non mi fermo.
E devo dire che quando il telefono non squilla e le e-mail non pressano, la qualità del lavoro si alza drasticamente, la mia mente diventa libera, l’ansia da prestazione scende e il mio cervello inizia a volare.
Quando gli altri cazzeggiano è il momento della strategia.

Se passi le tue giornate alla ricerca di risolvere i problemi nel costante loro inseguimento, bene, in giorni come il primo maggio hai la soluzione alla portata perché la mente libera ti consente un ragionamento più leggero e veloce perché meno condizionato. Il riposo è d’oro.. ma è un palliativo. Domani ricominci come prima, forse con più affanno di prima.
Se hai in mente di realizzare delle cose, in giorni come il primo maggio prendi carta e penna e inizia a disegnare cosa vorresti migliorare e come intendi farlo.
Vuoi riuscire nei tuoi progetti?
Ricordati che servono:
1. Dedizione
2. Attenzione
3. Concentrazione
4. Costanza
5. Perseveranza
6. PERSONE GIUSTE ATTORNO
Per prima cosa ti ci devi dedicare, devi porgli attenzione, devi essere concentrato solo su quella cosa per non disperdere energia (focus), devi essere costante (non mollare), devi perseverare (quando ancora non ci sei arrivato, è il momento di accelerare e insistere).
Vuoi un boost? Vuoi il turbo che ti attacca al sedile della Porsche? (Vuoi una Porsche..?)

Attorniati di persone che ti sostengano

Se attorno hai gli “ostacolatori” farai una gran fatica. Elimina le teste di caxxo che non credono in te e se anche dicono che ci credono ma i fatti non lo confermano, ebbene, fuori dalle palle.
Avere le persone giuste attorno è come avere dei fan che ti incitano. Puoi essere lo stoico n.1 del pianeta e dire “ce la faccio lo stesso”, per carità. Levati dai piedi chi non ti sostiene senza pietà.
Rischierai di rimanere solo? Si chiama scrematura.
Nel cammino la raccolta è il target. Significa che mano a mano che vai avanti chi ti segue è perché è allineato.
La cosiddetta CRISI non è se non una scrematura. Prima nel pentolone c’era qualsiasi cosa, in una economia chiamata di SCALA. Dopo il 2007-2008, l’economia, diventata di SCOPO, non accettava più cani e porci nel pentolone.
Se volevi entrarci, dovevi avere uno scopo ben preciso e servire a qualcuno mentre le alte barriere all’ingresso decidevano, scremando senza pietà, se il tuo prodotto o servizio potevano godere del beneficio di accedervi.
Ma una volta dentro, non eri al sicuro.
Dovevi alzare il livello di competitività altrimenti gli altri ti facevano schizzare fuori. E ti scremavano senza pietà.
Scremare chi non ti sostiene è alla base del riuscire.
Quando gli altri cazzeggiano, pensa al pentolone.
Se ti va e vuoi approfondire questi concetti con me, contattami. Senza problemi. Io il primo maggio ci sono.
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​Differenza tra cose importanti e urgenti

Focus, focus, focus. Il focus è la potenza dell’energia canalizzata verso un unico super concentrato obiettivo, senza dispersioni, senza altro. Se pensi solo a quella cosa e tralasci tutto il resto, il focus è il tuo bazooka e l’obiettivo è la tua inerme vittima mentre tu sei lo spietato predatore che le prende il collo e la straccia senza pietà.
Obiettivo centrato e sventrato.
Il focus è la lente che incanala i raggi solari e concentra la luce in quel millimetro quadrato e permette alla foglia secca di fare dapprima il fumo per poi farsi forare.
Senza quel focus non ottieni. Perché l’energia c’è lo stesso eh, è nell’aria, è presente nel sole, è irradiata nell’etere, è ovunque, è nella materia e nell’aria e nelle cose e in noi. Ma mica ti fa ottenere le cose.
È tramite lo strumento che fori la foglia, è tramite il focus che ottieni le cose.

È tramite la decisa ed energica applicazione focalizzata che..
..o-t-t-i-e-n-i.

Mi viene in mente la separazione dei colori (per fare libri la separazione dei colori è una necessità di preparazione del file per andare in stampa) del mitico prisma disegnato da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis, la leggenda che ha curato la grafica dei dischi dei Pink Floyd per decenni e di innumerevoli artisti nel mondo e che incredibilmente ho avuto l’onore di conoscere a Londra qualche anno prima che mancasse.
Nel celeberrimo prisma di Dark Side of The Moon la luce non focalizza, disperde, si divide nel fascio luminoso che viene scomposto.

Quello dell’antifocus è il tema che genera una forma di varietà e di eterogeneità.. ma il gran varietà e i cabaret non fanno bucare la foglia.
La differenza tra le cose importanti e le cose urgenti sta qui:

l’operatività è il prisma che fa perdere di vista le cose importanti ma se smetti di seguire le cose urgenti perde d’importanza anche la tua utilità.

Abilmente per rendersi indispensabili basta oberarsi di operatività, e ciò senza fare il bene dell’azienda.
Il paradosso è che più l’imprenditore è inutile all’azienda, più l’azienda ha l’opportunità di crescere, di rendere responsabili le persone sull’esclusiva valutazione dei KPI (Key Performance Indicators) sui risultati attesi – numeri alla mano – e più l’azienda è misurabile e più è appetibile sul mercato.
Un’azienda in cui la Key Person è l’elemento fondamentale vale ZERO, perché una volta tolto l’uomo, crolla tutto il palco.
E questo è un tema non irrilevante nelle PMI, ma tuttavia molto frequente.
La lente è ciò che porta a compiere le grandi opere nel lungo periodo tralasciando tutto il resto.  È con sapiente pazienza e precisione di un laser che il sole buca la foglia attraverso la lente.

Il tema è la differenza:

  1. tra strategia e tattica
  2. tra cose importanti e cose urgenti
  3. tra la pianificazione/attuazione e il rincorrere i problemi continuamente senza far crescere l’attività imprenditoriale perché pensi a risolvere nell’immediato ma non hai mai tempo per guardare in là, in avanti.

Ti ci sei mai trovato?
Noi paracadutisti ci faremmo del male ogni volta se guardassimo solo in giù mentre stiamo per atterrare.

Dobbiamo avere la visione a lungo raggio guardando l’orizzonte: è lì che sappiamo dove stiamo andando.

Il bilanciamento tra i tre elementi qui sopra consente di progredire e di evolvere. Il prisma scompone le cose nella loro eterogenea forma per sapere di cosa sono fatte. La lente te le fa realizzare.

Il fatto è che ci alimentiamo di energia emotiva. Per l’inconscio va bene anche quella negativa, a lui non importa – non fa distinzione tra negativa e positiva.
Lui ha solo fame di emozioni.
Se noi gli diamo da mangiare, saziamo il suo appetito. Gli stress della quotidianità sono il suo cibo. Così come la pace che andiamo cercando, per contro, per fuggire alla quotidianità ogni volta che sogniamo di aprirci un chiosco in una spiaggia caraibica salvo poi voler ritornare alla frenesia di cui ci nutriamo, volente o nolente. Alla fine abbiamo bisogno solo di una vacanza, non di un trasferimento all’estero.

Alimentare il nostro io bambino con energia emotiva positiva fa sì che il nostro io più profondo ci aiuti ad arrivare a ciò che desideriamo, senza che ci remi contro.

E se lo educhiamo alla conduzione di sé stesso – considerando sempre che è un bambino piccolo e va guidato! Può fare i capricci ma può essere coccolato – lui si farà in quattro per darci il meglio di sé stesso che alla fine è il meglio.. di noi stessi. Non lo dico io, lo dice il Dr. Andrea Cirelli, psicoterapeuta, formatore del TBO Team Building di Paracadutismo per la Leadership, ospite di Fabio Volo su Radio Deejay, autore del libro Il tuo corpo ti dice come diventare felice.
Con la negoziazione con l’inconscio in aggiunta ad una forte emozione – energia emotiva positiva, come quella del salto – possiamo sbloccarci e sprigionare la capacità di realizzare le cose che desideriamo e abbiamo pianificato.
Come fossi a poco da un esame che ti aspetta. Qui il salto da 7000 m che ho realizzato di recente, un’esperienza unica che ha centrato l’obiettivo per me di alzare l’asticella:

Ora è IL MOMENTO. È arrivato. È adesso.
Quando salto e provo paura, penso sia questione di pochi minuti e sono lì comunque perché l’ho voluto io. Quando tu sarai lì è perché l’hai voluto tu. Ti rimane solo da dire che le poche ore davanti sono solo un contenitore. Dentro a questo contenitore devi mettere il meglio che puoi dare in poco tempo. Ecco, questo è l’unico momento per farlo. Togli tutto il resto dalla testa. Riempilo.. del meglio di te. Di quello che sei.
MAI, mai, mai avere paura di fallire. È come dicessi al tuo inconscio di non avere fiducia in lui e lui ti accontenterà. SEMPRE, sempre avere fiducia nelle proprie capacità. Si gioca per vincere, non per partecipare.
Per partecipare lo dicono i perdenti perché mettono in conto la sconfitta perché in qualche modo sanno di non potercela fare.
I vincenti sanno di potercela fare. La paura ci sta, è giusta, è sana. Tiene alta l’attenzione. Se noi paracadutisti non l’avessimo saremmo fritti.
La paura è utile e va governata. Se non lo fai diventa panico e gli eventi esterni hanno il controllo. Quanto la governi tu, gestisci tu dall’interno e hai il controllo.
Dal film Affrontando i Giganti: “Sei il giocatore più potente della squadra e se non hai fiducia tu come possono averla loro..?” e mangiati queste poche ore davanti. Mangiati qualsiasi prova, mangiati chi ti misura. Gustati l’esperienza. La ricorderai con un magnifico ricordo. Ricorda che se sei piccolo i problemi sono sempre più grandi. Ma se sei grande.. i problemi sono sempre più piccoli.
E te li puoi mangiare.
Dacci dentro.
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