PURCHÉ SI LEGGA (E SI ALIMENTI LA MENTE)

PURCHÉ SI LEGGA (E SI ALIMENTI LA MENTE)

Sarà perché Società Editoriale Grafiche AZ è del territorio e produce libri di pregio da molti, molti anni, sarà perché Valmirtilla è davvero una splendida libreria nella quale vale la pena spendere ore e ore a sfogliare albi stupendi nella pace e nella competenza di Cecilia Marcon, la sua proprietaria.

Vedo nel help-sviluppoideeaffari.com mentre i libri stupendi che produciamo per tutto il mondo sono su carta..).

E comunque, sempre, fare libri è una responsabilità.

<<<

Se l’articolo ti è piaciuto, CONDIVIDI e aiutami a divulgare.
Facciamo crescere QUESTO BLOG.

Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

Desidero un’impresa che sia strumento per migliorare le persone e il MONDO.

>>>

Leonardo Aldegheri
****
Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Leonardo Aldegheri  + Instagram leonardoaldegheri
www.leonardoaldegheri.com

Una risposta a due studentesse rivela..

Una risposta a due studentesse rivela..

Mi piace un sacco quando, in pratica, mi si chiede “chi te l’ha fatto fare?”.

Perché ci ragiono su, stacco lo sguardo dalla applicazione quotidiana dei pensieri ricorrenti e ragiono a più ampio spettro. Che poi è quello che ti fa vedere le cose per come stanno. E se ragioni bene ad ampio spettro, le cose stanno bene.

TESTO DOMANDA:

“Buongiorno Dott. Aldegheri, siamo due alunne del Liceo linguistico XYZ. Siamo curiose di sapere come mai lei abbia scelto di diventare imprenditore, e in quale modo sia riuscito a realizzarsi in questo ambito. Grazie, distinti saluti”.

È rarissimo mi si chiami Dott.! E alla fine è anche vero ma il fatto è che non mi è mai servito a nulla il Dott. – se non il dott. in onto de gombio = traduz. tecnica dal veneto “farsi il culo”.

Che è l’unica vera cosa che conta. Benché farselo presupponga il farselo intelligentemente cioè ad ampio spettro.
Ma veniamo alla risoluta risposta del Dott. 🙂

“Grazie per l’ottima domanda. Non è stata una scelta in verità se non un percorso in divenire. L’imprenditore è un’artista, alla fine, ma che sa usare bene i numeri. Ero un artista quando suonavo la batteria nei concerti, sono un artista oggi che contribuisco a far evolvere le persone. L’artista che ha in testa l’obiettivo margine, è un artista che ha più chances di mangiare rispetto a chi non ce l’ha. Semplice.
L’imprenditore usa la sua creatività per immettere nel mercato qualcosa a sua immagine e somiglianza. Non sempre è così ma mettiamo che siamo un po’ tutti delle antenne: riceviamo un segnale, lo elaboriamo, lo restituiamo al mondo.

Chi lo fa in maniera sistematica dandoci un senso anche economico, aggiungendo qualcosa di realmente percepibile come di valore, è un imprenditore.

Il plus che se è bravo riesce a creare – il margine – serve a generare la ricchezza da reinvestire in ottica di diffusione del benessere in un meccanismo virtualmente senza fine.

Perché è necessario immettere qualcosa realmente di valore?

Perché se sei uguale a tutti gli altri non aggiungi nulla (di nuovo).
Sei un essere indifferenziato, in economia è come fossi un “prodotto” indifferenziato. Questo mondo vuole varietà, ricchezza, eterogeneità.
Nell’armonia globale se ti differenzi e ancor meglio “spicchi” – rischi che quasi quasi qualcuno ti voglia.

E sia disposto a pagarti, se ti vuole veramente molto. Come accade per gli iPhone.

Funziona con le cose ovvero i prodotti, funziona con le persone ovvero il mercato del lavoro.

L’imprenditore è sempre di prima generazione perché l’imprenditore crea e se è di seconda, terza, etc. re-inventa. Perché l’imprenditore è un creativo, è un’artista, quando e se ha iniziativa. Altrimenti non lo è per davvero, fa finta di esserlo anche se ha una partita IVA ed è presente nel registro delle imprese.

E chi ha iniziativa ha leadership perché guida con l’esempio quando altri sarebbero rimasti fermi.

Faccio parte di un gruppo di giovani imprenditori in Confindustria. È una sorta di scuola. Ormai a 38 anni puoi essere un imprenditore per finta o per davvero. Se hai 20 anni e immetti sul mercato un prodotto differenziante e questo funziona, sei un imprenditore vero di prima generazione, perché hai fatto la differenza. Sergey Brin di Google ha fatto questo. Marchetto Zuckerberg di Facebook ha fatto questo.

Non sei imprenditore perché sei figlio di un imprenditore. Puoi avere la scuola per l’imprenditoria ma l’imprenditore è chi aggiunge valore e le persone glielo comprano.

Così, benché io sia di seconda generazione e faccia libri per tutto il mondo con l’impresa di famiglia, ho la velleità imprenditoriale di far lanciare i manager dagli aerei e mi sono inventato un prodotto differenziante, come paracadutista sportivo: far assaporare loro cosa prova un vero paracadutista, senza esserlo.

E dandogli degli elementi consistenti che possano tornare utili una volta tornati in azienda.

Come imprenditore ho particolarmente a cuore lo sviluppo del potenziale delle persone.
Un artista scrive e crea, purché porti la sua utilità al mondo.
Se gli è riconosciuta, allora funziona”.

Sergey Brin, l'adrenalina e la competitività – come saltare da un aereo senza essere presi per pazzi, anzi.

Ogni volta che penso a quello che faccio in stagione il venerdì alla pausa pranzo a me sembra normale. Poi lo racconto e mi danno del pazzo. A me non pare proprio. Poi vedo questa foto e mi consolo tantissimo. Ma proprio tanto. Se uno degli imprenditori più ricchi del pianeta, uno degli uomini che ha contribuito maggiormente ad entrare ogni giorno nella vita di tutti noi con la sua aziendina – Google e lui è Sergey Brin che salta da un elicottero – e leggo più volte essere un malato di adrenalina come me, beh.. mi sento immensamente consolato 🙂
Sergey, grazie che ci sei. Non tanto per aver fondato e sviluppato Google. Ma perché sei una che salta dall’alto.
Sergey Brin is an adrenaline junkie. E che vorrà mai dire?

Andiamo al punto e cioè: cosa fa saltare una persona da un aereo senza che questa venga tacciata come pazza o irresponsabile o malata di emozioni forti?

sergey-brin-is-an-adrenaline-junkie
Il venerdì in stagione, ti stavo dicendo, al posto di andare a mangiare come tutte le persone normali, mi reco in aeroporto, mi imbrago – cioè indosso il mio paracadute sulla schiena, aggancio il pettorale, stringo i cosciali, faccio tutti i controlli del caso e mi dirigo con i miei compagni verso il velivolo per uno o due decolli e poi torno in ufficio a lavorare.
Se sei preoccupato per il mio pranzo, tranquillo, mangio qualcosa in auto ma non è importante quanto lo è la sensazione di volare, l’immensa liberazione di essere in aria e la bellezza del volo, del salto, del lancio che inizia nell’hangar e termina con la compilazione del logbook dei lanci.
Meraviglia delle meraviglie!
Ma cosa avviene a livello psicologico? A livello inconscio?
Tutto bello quello che avviene fuori ma scendere a livello psicologico a vedere cosa avviene, aiuta a conoscerci meglio; e conoscere cosa avviene in profondità ci aiuta a lavorare meglio. Con noi stessi e con gli altri.
Ce lo dice il dott. Andrea Cirelli, Psicologo, Psicoterapeuta specializzato in Ipnositerapia e Psicoterapia Breve Strategica, autore del libro IL TUO CORPO TI DICE COME DIVENTARE FELICE (alla seconda ristampa in tre mesi – vedi video di seguito 🙂 ) e spesso intervistato da Fabio Volo al Volo del Mattino su Radio Deejay:
“L’energia emotiva, offerta volontariamente con i lanci, fa si che una parte arcaica di noi (l’inconscio, l’istinto) ci gratifichi. In altri termini, il lancio è una fornitura di energia emotiva positiva che va o a sostituirsi a quella negativa e uno la vive, oppure va a potenziare il rapporto con il proprio inconscio a cui poter chiedere di più. Amplificherei con spiegazione analogica e con quella di altre teorie la spiegazione psicologica del perché con i lanci si migliora”.

Insomma, se lo fa uno come Sergey Brin fondatore di Google, allora lo possono fare tutti gli altri, non è questione di essere malati di adrenalina e il fatto di lanciarsi, di saltare da un aereo ha di fatto qualcosa che ha a che fare con qualcosa di molto più profondo.
Ed è una questione estremamente naturale legata alla più naturale delle leggi della natura: non sopravvive il più forte ma chi si sa adattare meglio. E noi esseri umani abbiamo – tra gli altri – tre strumenti, tre prerogative che ci differenziano dalle altre specie:

1. la possibilità e la forza psicologica di non demordere grazie ad una psicologia robusta (che il paracadutismo e i lanci inevitabilmente sanno dare)
2. la speranza (demandata perlopiù ad agenti esterni)
3. l’opportunità di studiare ed acquisire competenze (gli animali procedono nell’evoluzione esclusivamente per prove ed errori salvo non disporre dei primi due punti. Anche noi procediamo per prove ed errori ma possiamo accelerare il tutto con lo studio, la formazione e l’esperienza)

Il sistema che tiene vivo e attivo tutto ciò e che conduce in definitiva alla nostra felicità e alla realizzazione che tanto alimenta la psiche umana è soggetto a sforzo, logorio e “sfiancamento” e se non sei abbastanza robusto e flessibile, ti perdi per strada. E questo accade alla maggior parte delle persone compresi gli imprenditori.

Non è affatto un caso che Sergey Brin pratichi attività sportive di alto livello.
E ci si può dotare degli strumenti utili, efficaci e necessari affinché non si smetta di provare a creare le condizioni per ottenere il risultato e non si smetta mai di trovare nuove soluzioni ai problemi di sé stessi, delle proprie aziende e delle persone continuando a motivarle e alimentarle di nuova energia e nuova e sana voglia di fare.

Senza questa attitudine, senza questo ancestrale slancio che permea l’agire e l’umano essere, in pratica, nulla sarebbe stato. L’uomo probabilmente camminerebbe ancora a quattro zampe e considero che mettere a disposizione strumenti tanto risolutivi possa supportare bene, molto bene, il processo evolutivo che poi per la nostra epoca si esplica in termini di competitività.
Ma cosa c’entra il paracadutismo con gli imprenditori e la competitività?
Cosa c’entra la leadership con il paracadutismo?
Ora iniziamo a parlare veramente di salti.
Ho fin da subito concepito il paracadutismo come il corso di formazione per eccellenza, il corso regale, il corso dei corsi, il corso numero uno per potenza di acquisizione di consapevolezza, di abilità in una condizione estrema, di governo delle emozioni, di vincere sistematicamente la paura.
E mi sono sempre detto che quando sei un uomo capace di affrontare tutto questo a 4000 metri di altezza, bene, a terra, al livello del mare, sei necessariamente un uomo migliore.
img_8478
Sei più competitivo perché il paracadutismo è uno strumento:

  • inevitabilmente,
  • indiscutibilmente,
  • assolutamente,
  • totalmente competitivo.

Ed è il sinonimo diretto di spiccare –> che è emergere.
Come differenziarti in un mondo sempre più ad elevata competitività?
Come emergere e smetterla una volta per tutte di essere recepito come una COMMODITY cioé di essere facilmente sostituibile?
Un momento, cos’è una commodity?
Una commodity è qualsiasi cosa sia facilmente reperita come alternativa: lo sei nel mercato del lavoro, lo sei nel business, lo sei come persona, come azienda, come collaboratore. Sei l’alternativa di qualcun altro più commodity di te e qualcun altro sarà la tua alternativa. Esattamente come andare a fare benzina alla Esso o alla Shell perché conta lo zero virgola finale.
È tristissimo, lo so, e credimi, lo dicono in tanti esperti, Marco Montemagno ma anche Alfio Bardolla, professori di Harvard e imprenditori della Silicon Valley (guarda caso anche Sergey Brin): si sta andando sempre più verso quella direzione. Guardati il video di Montemagno sulla progressiva algoritmizzazione delle procedure che andranno a sostituire sempre più l’intervento umano. L’automazione spazzerà via milioni di posti di lavoro e non sarà fra molto: c’è che dice tra 10 e c’è chi dice entro 5 anni.
Emergere, saltare, spiccare ha molto, MOLTO a che fare (non dico col risolvere ma..) col guardare il progresso da un punto di vista diverso e non da subirlo ma da cavalcarlo perché la tua psicologia cambia. CAMBIA eccome.
Se non sai dire la tua differenza tra un elemento A e un altro elemento B – ebbene, sei una commodity. Fai qualcosa per non esserlo MAI più.
Non sono certo io a dare le soluzioni ai problemi del mondo ma forse, saltando da qualche anno, un’intuizione mi è venuta anche considerando gli enormi progressi tatuati sulla mia pellaccia:

  • aspirare al salto di qualità AIUTA.

Pensa all’utilità per la tua azienda. Ma di questo te ne parlo nel report che sto finendo di preparare per la nuova stagione 2017 🙂
Se vuoi avere – ovviamente gratis – il catalogo dei corsi 2017 con i TBO (Team Building Outdoor) e i TBO Deluxe puoi contattarmi qui oppure fissiamo una chiamata conoscitiva senza ovviamente impegno qui e sono felice di darti tutti i dettagli del caso.
img-20170208-wa0015