La mia vita in movimento. La vita è.. movimento

Sto scrivendo ora in questo punto della mia vita a Malibu, piedi nella sabbia, il suono, la musica dell’oceano nelle orecchie, il suo profumo nelle mie narici. Grato. Leggo. Ho quattro libri con me. Oltre al mio taccuino dove trascrivo cosa mi passa per la testa con lo scopo di fissare, di ricordare, di portare con me la sensazione che questo luogo mi da.

Sto scrivendo in questo punto della mia vita a Santa Monica, i piedi nell’oceano. Prima di un appuntamento con un editore di qui, l’ultimo di questi giorni prima di salire su un aereo viola della WOW e finire in Islanda. Mi dicono che questa compagnia abbia qualcosa di strepitoso, che sia particolare e io sono curioso di sapere cosa faccia per distinguersi.



Pensavo a quando ho fatto il mio primo lancio col paracadute a 18 anni. Pensavo a come sono diventato paracadutista a 34 anni. Pensavo a.. perché proprio in quel momento.
Pensavo alla logica dietro all’accadimento delle cose.
Le cose accadono nel movimento. Succedono una dietro l’altra – succedono, appunto – come un flusso. E i flussi in natura tendono a seguire sempre il percorso più agevole. L’acqua scorre nei condotti, in natura scorre sul letto dei fiumi, dei torrenti, corre giù dalle montagne seguendo la sua via.
Pensavo al mio primo libro mai pubblicato – o meglio, non ancora pubblicato.. – dal titolo Fantasiafollia, avevo 17 anni quando l’ho scritto.
Lì vi era un episodio in cui per raggiungere il Dean (andavo matto per Kerouac e a quell’età significava qualcosa come raggiungere il Nirvana ma come fosse la normalità) io e Leroy facevamo una gita fuori porta da un giorno per andare a suonare Sulla Strada per poi tornare indietro, solo per l’esperienza. Quella gita era a Los Angeles, naturalmente.
E ora che sono più di 10 anni che non suono più sono qui per una manciata di ore per lavoro.
In qualche modo quella visione si è realizzata. Io non lo sapevo, voglio dire, l’ho realizzato solo oggi mentre sullo shuttle venivo al Tom Bradley.
Pensavo al lavoro di fare libri, di essere in editoria, di valorizzare il mestiere di chi stampa e renderlo il più possibile nobile di quanto non lo sia già.
Un giorno o l’altro si valorizzerà l’accadimento di una pensata avuta chissà quando e che nel movimento delle cose, semplicemente, si manifesta.
La sabbia di Santa Monica scotta veramente tanto sotto i miei piedi. Scappo all’appuntamento.

A Venice vedo un signore che sta per accoccolarsi per leggere un libro.
“Have a good reading :)! – “Oh Thank You”.

Le persone sorridono mentre cammino per la Ocean Front Walk. Un atteggiamento positivo, sorridente alla vita. Ne sono entusiasta, sorrido di rimando. La vita è uno specchio. Mano a mano l’immagine riflessa prende la forma di quello che pensi.
Guardo le case.



Sono una più pazza dell’altra. C’è gente davvero pazza che pensa cose pazze. Come queste case. Le trovo adorabili, incredibili.
Case dalle forme più disparate. Case da milioni di dollari sul Front Walk a qualche centinaio di metri dal Pacifico.
Per aver fatto cose fuori dal comune, i grandi pensatori hanno pensato a cose fuori dal comune. Mi riferisco ad Einstein, a Ford, a Edison. A tutti colori i quali non hanno temuto di pensare qualcosa di diverso e di fatto hanno spinto l’umanità in avanti.
La vita se si ferma non è più vita. La natura stessa della vita è che si muova. Che scorra.
Stanno chiamando il mio volo violetto per Reykjavik. Mi aspetta una nuova avventura.
Penserò a produrre Fantasiafollia. L’ho ricordato qui. Quindi, è un’ispirazione.
Penserò a queste palme.

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Quando pensi di essere tu – e di rimanerci – in realtà ti stai sabotando

Quando pensi di essere così e non vuoi cambiare.. ti stai sabotando.
Quando affermi “eh, sono fatto così, questo è il mio carattere“.. ti stai sabotando.
Quando pensi di essere così e che le persone non cambino e anzi ti dicano “come sei cambiato” con un certo fare accusatorio e tu ci credi.. ti stai sabotando.
Quando sei come chi è convinto di essere nella ragione del mondo senza guardare a sé stesso come veicolo di aiuto per gli altri.. ti stai sabotando.
Quando sei convinto, invece di avere fiducia in te stesso, di essere sul piedistallo e che siano sistematicamente gli altri a sbagliare ed essere causa dei tuoi insuccessi.. ti stai sabotando.
Quando i tuoi insuccessi sono continuativi e tu insisti nella convinzione che sempre qualcosa ti sia dovuto.. ti stai sabotando.
Quando sei arrogante anziché sicuro di te, quando sei presuntuoso anziché efficace (cioè parli tu e non lasci parlare i fatti), quando sei superbo anziché grato dei tuoi talenti.. ti stai sabotando.
Sei continua espansione. Sei in continuo movimento.
Il mondo è in espansione e in movimento, continuamente.
Se resisti al cambiamento.. ti stai sabotando.
Se trattieni quello che vuoi essere e non fai nulla per muoverti nella direzione di quello che vuoi fare perché ormai, tanto, è tardi.. Oppure, al contrario, è troppo presto. E, in pratica, NON è mai il momento giusto.. ti stai sabotando.
Se non ottieni le cose perché è sempre colpa degli altri e non una tua responsabilità perché non te la assumi e soprattutto non fai mai niente per cambiare le cose.. ti stai sabotando.
Se credi che le cose siano immobili e nulla si possa fare per cambiarle.. ti stai sabotando.
Il tuo cervello ha il dono della neuro plasticità.
Cioè, cambia. Sì, è malleabile come il pongo.
Il tuo cervello come quello di tutti gli altri. Significa che continua a creare nuove relazioni tra i neuroni. Sì, è in continuo e costante cambiamento. Proprio la cosa fantastica che sta dentro la tua scatola cranica, continua a cambiare.
E non puoi cambiare tu?
Allora, ti stai sabotando. Da solo però. Non sono gli altri a farlo.. sei tu.
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