IL SABATO SERA AL CONCERTO CON MIO FIGLIO [CON DON AIREY DEI DEEP PURPLE E TOLO MARTON]

Il sabato sera al concerto con mio figlio a sentire il grande Tolo Marton assieme a Don Airey dei Deep Purple e una super band.

Sono sempre stato appassionato di musica. Ho anche suonato la batteria per lungo tempo in passato.

Ora, grazie agli studi che sto compiendo (per capire meglio le cose) e soprattutto che mi appassionano, inizio a comprendere perché la musica faccia così bene alle persone e ciò a prescindere dal genere e dai gusti.

La musica è vibrazione pura.

Lo si può leggere nel meraviglioso libro di Luca Donini Siamo Suono e Luce

Se sei “triste” o scazzato, “accendi” la musica e questa ti trasforma, letteralmente.

Una batteria ha la sua frequenza. La chitarra elettrica, WOW, che potenza! – ha la sua frequenza. 

E ieri sera ho sentito per la prima volta anche le note dell’organo elettrico di Don Airey assieme a Tolo Marton con le loro frequenze incredibili.

Ci sono frequenze che ci fanno stare bene. Frequenze che ci fanno stare meno bene. 

Anche le parole hanno le loro frequenze. Come sono dette, come vengono “parlate“. Così il cibo, che è la nostra fonte di energia primaria.

E così la nostra fisiologia e via dicendo. La natura ha la sua frequenza ed è quella più in equilibrio in assoluto (tutto in natura tende all’equilibrio, la natura non ama sprechi): 

  • una passeggiata nei boschi, ad esempio o a contatto con la terra, la sabbia (spiaggia, mare, montagnacampagna) ha un enorme potereriequilibrante su di noi e su come viviamo le cose, le esperienze, le persone, le situazioni.

Alla fine tutto per dire che è stato il mio primo concerto assieme a mio figlio (ci avevo provato coi Guns n’ Roses in passato ma non è andata 😆) e leggevo la gratitudine nei suoi occhi per aver fatto questa cosa assieme.

Dopo aver appreso ciò che è successo in questi giorni (parlo della scomparsa di un compagno delle elementari di mio figlio) sto comprendendo un’altra cosa. 

Passando per il filo cui siamo appesi e per cui tanto ci lamentiamo di problemi che sono congetture presenti soltanto nelle nostre menti: i problemi sono solo altri.

Noi li facciamo entrare o li possiamo tenere fuori. 

Dobbiamo essere grati di quello che abbiamo, di quello che siamo, di quello che viviamo. E dobbiamo cercare di fare tesoro il più possibile della nostra dimensione fatta di “carne” e di “cose” perché è la nostra vera natura. 

Spirituale e carnale allo stesso tempo. 

Anche quando facciamo l’amore, siamo spirito e carne allo stesso tempo e siamo in estasi, non è così?

Un po’ come lo slanciato simbolo di donna della Rolls Royce che impera sul cofano di queste meravigliose auto: The Spirit of Ecstasy. 

Abbiamo a disposizione un guizzo nell’eternità, forse più di uno, una manciata di anni per fare il meglio che possiamo con quello che abbiamo e con le persone che siamo, sempre sapendo che possiamo:

  • imparare
  • migliorare
  • fare del bene
  • contribuire
  • dire una parola buona
  • dire un grazie
  • fare una gentilezza
  • fare bene il proprio mestiere e tutto ciò senza lamentarsi continuamente e dare la colpa sempre agli altri.

Sermone della domenica finito, promesso. Amen.

Che la musica – che è una meravigliosa invenzione dell’uomo pur presente in natura con il canto degli uccelli e il fragore delle onde degli oceani, il vento e tutto il resto – e le frequenze delle parole siano di aiuto, di supporto affinché possiamo stringere le persone che amiamo senza vergogna, senza sensi di colpa, senza recriminazioni e rancori, senza personalismi, senza ego e soprattutto, senza paura.

Leonardo Aldegheri
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I Pearl Jam e l’energia

Chi è stato al concerto dei Pearl Jam ieri sera a Padova ha assistito a un’onda di energia senza precedenti, per 2 ore e tre quarti.

Perché la musica e i concerti hanno tanto effetto sulle persone?

Perché i cantanti, le band, i gruppi “famosi”, da sempre – almeno da che esiste il rock’n’roll – impattano a tal punto da determinare uno spostamento di masse che si concentrano in un luogo specifico per un certo tempo a muoversi in sintonia allo scadere di note sincroniche tra vari strumenti in ordine organizzato, contemporaneo e consequenziale?

Ho fatto questa domanda a un amico, stamattina. Mi ha detto letteralmente:

“Vedder ha cantato a cannone. È stata un’inondazione di energia”

Capisci che queste parole non sono messe lì a caso. Sono constatazioni.

Affermano che queste persone – i cantanti, i musicisti, i gruppi – sono lì proprio perché sono loro così.

Cioè, essendo così, spostano decine di migliaia, milioni di fan dentro ai palazzetti, agli stadi, ai campi da calcio, ai circuiti non perché prendano DAI fan qualcosa ma perché danno ai fan qualcosa.

Qualcosa talmente grande e talmente potente che le moltitudini, ognuna, pro-capite, sono disposte e disponibili ad esborsare del denaro – e sappiamo perfettamente quanto sia difficile far aprire il portafoglio anche a una sola persona – per essere coinvolte emotivamente.

Perché Eddie Vedder e la sua voce sono disarmanti.

Perché Liam Gallagher ha la voce affilata come la lama di un rasoio, leggevo qualche giorno fa in riferimento del suo concerto milanese.

Queste persone hanno il potere di muovere il fluido in cui viviamo.

Muovono il fluido in cui siamo calati.

È come fossimo in un acquario e quando passa il pesce grosso, questo smuove le acque.

È per questo che è importante smuovere le acque. L’energia che ristagna, marcifica.

L’energia dirompente, smuove le coscienze. 

I pesci piccolini non possono che esserne travolti beneficiando di questa energia di spostamento, di questa onda d’urto di vita.

E tutti noi siamo chiamati a smuovere le acque.

Ognuno a proprio modo, a proprio piacimento, scegliendo di fare quello che fa, facendolo bene, facendolo al meglio di quello che il suo potenziale gli illustra.

E tutto è in proporzione. Oggi questo è misurabile, lo vedi in termini di numero di like e di interazioni. Lo è nel lato virtuale della cosa.

Ma lo è nel lato relazionale analogico, quando le persone apprezzano chi sei, riconoscono quello che fai, ti chiamano, ti cercano, ci mangi la pizza assieme, LIVE.

In altre parole, l’impatto relazionale di ognuno di noi oggi ha solo un’integrazione ulteriore con l’on-line quando vediamo i risultati in termini numerici delle nostre interazioni mentre nella vita quotidiana, quella che ci vuole sulla strada a macinare polvere e cemento, questo impatto lo abbiamo con la qualità dei rapporti che abbiamo tra le persone.

Vedendosi faccia a faccia, chiamandosi, cercandosi, amandosi. Interagendo.

E più energia dai e muovi più sei il pescione che smuove l’acqua dell’acquario.

PS: Alice in Chains tra qualche dias e sempre very Grunge sia.

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