COME UN CAPOLAVORO ROCK DEGLI ANNI ’90 SIA ATTUALE E ABBIA ANCHE QUALCOSA DA INSEGNARCI

COME UN CAPOLAVORO ROCK DEGLI ANNI ’90 SIA ATTUALE E ABBIA ANCHE QUALCOSA DA INSEGNARCI

No, non sto parlando degli struggenti violini di The show must go on che ho ascoltato fino a consumare la cassetta benché abbia ben capito solo poi nel corso della vita che il suo significato è vero, ovvero che qualsiasi cosa accada lo show continui, imperterrito, nel suo intercedere.

Perché è nell’ordine delle cose.

Perché tutto si muove e quando qualcuno si ostina a volerle tenere ferme perché ha paura la sua resistenza è, semplicemente, vana.

Parlo di un pezzo nel disco dei Queen che da il nome all’album omonimo, l’ultimo con Mercury – Farouk Bulsara: INNUENDO.

Ho adorato i Queen quando facevo le medie ed è una band che apprezzo molto di più oggi, in età matura, per il significato dei testi che i nostri eroi hanno divulgato e continuano a divulgare.

INNUENDO. Va letto ed interpretato. Va capito.

[Premessa. Mi piace capire il senso che c’è dietro alle cose. Anche dietro alle canzoni, perché mi piace capire e applicare, anche nel mio contesto attuale e quotidiano. Non solo per vedere se qualcosa è utile ma per poi trasferirlo, se lo è].

Nello special del pezzo Mercury dice you can be anything you want to be. Ascoltalo, è magia pura. Anche mentre leggi l’articolo, il video è qui sotto.

Dice una cosa pazzesca, nel 1991. Dice che noi possiamo essere qualsiasi cosa vogliamo. Interpretando la frase in chiave moderna, lo dice quasi come fosse un life coach.

Lo dice come dovesse motivarci senza essere un motivatore di professione (beh, in un certo senso eccome se lo era, eccome).

NB: non si tratta di fare una pallosissima parafrasi come a scuola ma di estrapolare quanto ci serve di concreto.

..”Till the mountains crumble into the plain

Oh yes, we’ll keep on trying
Tread that fine line
Oh, we’ll keep on trying“.

Fino a quando le montagne piomberanno nel mare, noi continueremo a provarci, superando la sottile linea di confine, continueremo a provarci.

Our lives dictated by tradition, superstition, false religion.
Through the eons and on and on, oh yes, we’ll keep on trying. Till the end of time.

Through the sorrow all through our splendor
Don’t take offence at my innuendo

E all’intonare della chitarra flamenco di May, ecco la nostra frase:

You can be anything you want to be

Just turn yourself into anything you think that you could ever be
Be free with your tempo, be free, be free
Surrender your ego be free, be free to yourself

Puoi essere qualsiasi cosa tu voglia.
Semplicemente trasformati in qualcosa che ritieni potresti essere.
Sii libero del tuo tempo, sii libero.
Rinuncia all’ego per essere libero, libero di essere te stesso.

“And whatever will be will be, we’ll just keep on trying. Till the end of time”

Sarà quel che sarà, noi continueremo a provarci fino alla fine dei tempi.

Ci leggo un valore che oggi sta tornando alla ribalta. La perseveranza.

Innuendo è un elemento di significato che attribuisce un senso al suo riferimento ma senza riferirsi ad esso direttamente.

In una parola, significa allusione.

INNUENDO = ALLUSIONE

Allusione, sostantivo femminile:

Riferimento velato che fa appello alla fantasia o alla memoria dell’interlocutore o lettore: fare allusione a qualcuno o a qualcosa. 

  • PARTICOLARMENTE –> Indicazione o rivelazione del mondo spirituale di un artista tramite il potere evocativo emanato da un linguaggio simbolico o apparentemente astratto.

Boom! Esatto, centrato il punto. L’artista è un tramite perché libera il proprio essere mediante l’espressione di se stesso. Ma non serve essere solo artisti per farlo. Ognuno può farlo.

Ognuno deve farlo. Siamo chiamati a farlo.

Siamo dei tramite.

Innuendo non è un’allusione. Non è nemmeno un’illusione.

Significa intercedere.

INDULGERE.

Cosa vedi in quest’immagine? Un’illusione? O è il tuo cervello che “interpreta“?

“Don’t take offence at my innuendo” significa non disturbare il mio cammino, non essere un fastidio nel mio indulgere.

Nel mio incedere.

Attraverso il dolore e godendo del nostro splendore. E qualche tempo fa su Facebook ho fatto questa connessione, mentre pensavo all’articolo che stai leggendo che ho in pancia da almeno un paio di mesi:

O SI CAMBIA O TUTTO SI RIPETE

Perché è nell’ordine delle cose. Come ho scritto sopra e più e più volte nei miei articoli. Il film si riproporrà sempre.

Il simbolo di seguito mi ricorda l’Auryn de La Storia Infinita.

https://it.wikipedia.org/wiki/Auryn – interessante il suo significato “fa ciò che vuoi” interpretabile come “fai ciò che vuoi in armonia con chi sei”, cioè “esprimi te stesso“.

INDULGI.

Viviamo in un posto dove è richiesto ci esprimiamo. Ed è un delitto capitale non farlo per paura. Per paura di cosa? Degli altri? Delle religioni? Da “Our lives dictated by tradition, superstition, false religion”?

Quando si cambia si evolve e nell’evoluzione ci si esprime. Se non lo fai, la vita continua a riproporsi finché non impari.

E continui a provarci fino alla fine dei tempi.

Leonardo Aldegheri
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INNO al primo maggio


Uno dei miei mantra è: quando gli altri cazzeggiano, io lavoro di più. Non perché io sia un’instancabile lavoratore ma più perché io sia un instancabile perseguitore (esiste il termine?) di obiettivi. Spietato. Non mollo mai. Non mi stanco e non mi fermo.
E devo dire che quando il telefono non squilla e le e-mail non pressano, la qualità del lavoro si alza drasticamente, la mia mente diventa libera, l’ansia da prestazione scende e il mio cervello inizia a volare.
Quando gli altri cazzeggiano è il momento della strategia.

Se passi le tue giornate alla ricerca di risolvere i problemi nel costante loro inseguimento, bene, in giorni come il primo maggio hai la soluzione alla portata perché la mente libera ti consente un ragionamento più leggero e veloce perché meno condizionato. Il riposo è d’oro.. ma è un palliativo. Domani ricominci come prima, forse con più affanno di prima.
Se hai in mente di realizzare delle cose, in giorni come il primo maggio prendi carta e penna e inizia a disegnare cosa vorresti migliorare e come intendi farlo.
Vuoi riuscire nei tuoi progetti?
Ricordati che servono:
1. Dedizione
2. Attenzione
3. Concentrazione
4. Costanza
5. Perseveranza
6. PERSONE GIUSTE ATTORNO
Per prima cosa ti ci devi dedicare, devi porgli attenzione, devi essere concentrato solo su quella cosa per non disperdere energia (focus), devi essere costante (non mollare), devi perseverare (quando ancora non ci sei arrivato, è il momento di accelerare e insistere).
Vuoi un boost? Vuoi il turbo che ti attacca al sedile della Porsche? (Vuoi una Porsche..?)

Attorniati di persone che ti sostengano

Se attorno hai gli “ostacolatori” farai una gran fatica. Elimina le teste di caxxo che non credono in te e se anche dicono che ci credono ma i fatti non lo confermano, ebbene, fuori dalle palle.
Avere le persone giuste attorno è come avere dei fan che ti incitano. Puoi essere lo stoico n.1 del pianeta e dire “ce la faccio lo stesso”, per carità. Levati dai piedi chi non ti sostiene senza pietà.
Rischierai di rimanere solo? Si chiama scrematura.
Nel cammino la raccolta è il target. Significa che mano a mano che vai avanti chi ti segue è perché è allineato.
La cosiddetta CRISI non è se non una scrematura. Prima nel pentolone c’era qualsiasi cosa, in una economia chiamata di SCALA. Dopo il 2007-2008, l’economia, diventata di SCOPO, non accettava più cani e porci nel pentolone.
Se volevi entrarci, dovevi avere uno scopo ben preciso e servire a qualcuno mentre le alte barriere all’ingresso decidevano, scremando senza pietà, se il tuo prodotto o servizio potevano godere del beneficio di accedervi.
Ma una volta dentro, non eri al sicuro.
Dovevi alzare il livello di competitività altrimenti gli altri ti facevano schizzare fuori. E ti scremavano senza pietà.
Scremare chi non ti sostiene è alla base del riuscire.
Quando gli altri cazzeggiano, pensa al pentolone.
Se ti va e vuoi approfondire questi concetti con me, contattami. Senza problemi. Io il primo maggio ci sono.
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Le persone che hai attorno fanno la differenza. Tu fai la differenza. Ma se attorno non hai le persone giuste non la fai neanche se speri e preghi

Sbattiti e insisti. Dedizione. Perseveranza. Motivazione. Fai corsi. Allenati. Spacca tutto. Provaci. Non ce la fai. Insisti. Rivedi i tuoi piani. Ci riprovi. Non demordi.
Ogni tanto cadi inevitabilmente nello sconforto. Dura un po’. Fa male. Malissimo. Parli. Ti confronti. Trovi delle persone che ti ascoltano. Ti aiutano e ti danno una mano. E capisci. Ti rialzi. Sì, non contano le volte che cadi ma le volte che ti rialzi, sempre una in più.
Vai avanti. Ricominci. Ripianifichi. Fai un corso nuovo. Ti carichi. Sai che puoi emergere. Sai che questa volta ce la farai. Hai letto un altro libro. E costruito un nuovo tassello. Sai che tu con le tue forze sei una bomba, una forza della natura. Hai le persone che ti apprezzano, che sanno quanto vali. Che sanno chi sei.
Il tempo è dalla tua. Non hai iniziato ieri. Hai mangiato quintali di merda nel frattempo, da anni. Il tempo è dalla tua perché un tempo eri impaziente, poi hai visto che il tempo passava e hai imparato ad averla, questa cazzo di pazienza, perché hai parecchio tempo alle spalle.
Arriverà anche il mio momento“, ti dici. Sei speranzoso ma tu hai la scorza e della speranza te ne fotti. Perché tu vai avanti. Sei una testa dura, “sei testardo” – ti dicono e nel frattempo compi cose straordinarie, normalmente straordinarie cioè che pensi siano talmente normali per te che lo sai che altri non sono in grado ma sei tu che non sei in grado di darti il riconoscimento perché sei in vocazione di attesa di quello che ti aspetta, qualcosa di eclatante. Il riconoscimento, quello vero.
Che sia – Eclatante.
Che non arriva.
Allora inizi a chiederti: perché?
Inizi a pensare di essere solo. Che le persone che ti aiutano, ti supportano ma non fanno abbastanza per te perché loro ti stimano ma non sei in diretto contatto con loro per quello che vuoi realizzare e ti rendi conto che quelle che lo sono non vogliono che pisci fuori dal vaso. Sono per lo status quo. E tu sei una mina vagante e rompi le palle. Rompi le palle a loro.

Questa coach mi ha colpito.

Perché è tristemente allargata a macchia d’olio. Ne sento spesso di così.
E gli dico. Battiti ancora perché è quando stai per mollare che è il momento di accelerare, di dare gas, di flettere i muscoli, di dare il colpo di reni, di lanciarti dall’aereo, di vincere la paura e la sfida. Perché arriva il tuo momento. Non arriva se rimani chi sei, perché se rimani chi sei, rimani inevitabilmente dove sei.

Ma è così vera, questa frase? O è il solito alibi per cui pensi di non fare mai abbastanza?

E se l’abbastanza lo fai e attorno hai quattro stronzi, sei sicuro che l’abbastanza non sia molto più basilare e si tratti di avere attorno delle persone che agevolino anziché ostacolare?
Di fare naturalmente, le cose?

Se attorno hai degli ostacolatori fuggi. Fuggi via. Fuggi più lontano che puoi. Vai a fare la differenza da qualche altra parte. Fai la differenza senza chi non te la fa fare.

“Ma allora addossi a terzi la responsabilità se non sei riuscito a farla nonostante loro?” Fai la differenza ogni giorno, anche se non lo sai. Per il solo fatto di continuare a lavorare su te stesso e portando risultati nonostante. Il fatto è che i risultati che hai dimostrato di produrre, sei consapevole altrove potrebbero essere moltiplicativi. Ti è andata male perché ti sono capitate attorno le persone sbagliate. O sei capitato tu dentro al loro recinto, come fossi caduto nel pollaio come la storia dell’uovo dell’aquila e dell’aquilotto che pensava di essere come un pollo, raspando come i polli, a terra, abituandosi nel tempo alla puzza del pollaio. Solo che tu non ignori le alte sfere del cielo e la sua aria pulita che sa di libertà. Sai già che quello è il tuo posto.
Sì, perdio sì. Avere la squadra giusta fa la porca differenza di questo mondo. Non è che Cristiano Ronaldo nel paesello di provincia faccia ciò che può fare nella squadra in cui può dare il meglio e generare i risultati che genera e per cui è noto e per cui è pagato (non so nulla di calcio, penso si sia capito).
Qualcuno gli ha dato la possibilità di giocarsi le sue carte e lui se le è giocate, e bene anche.
Play your game, then.
Attorniati di persone che ti aiutino a fare la differenza. Stai tranquillo che sarai tu che farai fare la differenza a loro. 

 

Come la perseveranza schiaccia senza pietà talento, genio e istruzione

Probabilmente gli unici due pazzi che sono andati al cinema a vedere The Founder due volte di fila siamo io e il mio amico Alessandro. Alessandro è membro onorario del nostro CdA. Il nostro è un CdA atipico però. Al momento siamo in tre, siamo tutti e tre membri onorari, siamo tutti e tre presidenti, siamo tutti e tre amministratori delegati.
La nostra azienda si chiama Gruppo dei Pari. E ci stiamo espandendo. Da SRL diverremo presto una SPA e non di quelle dove si sta ammollo ore. Abbiamo in mente di quotarci. Nella nostra azienda cresciamo ogni giorno perché ci sosteniamo e gli sviluppi di ognuno sono gli sviluppi di tutti. E non sempre accade ma il mercato paga. Alla lunga sì. Perseverando sì.
I nostri obiettivi sono supportati dal CdA e ci rendiamo conto l’un l’altro, nel senso che ci riferiamo. Ci utilizziamo come riferimento reciproco.
Non che non abbiamo proprio un ca..o da fare ma forse una cosa l’abbiamo capita. Andando a vedere The Founder abbiamo acquisito circa due ore x2 di formazione di alto livello a soli 9 euro x2. Conviene.
Alto livello?
..McDonald’s?
Su Ray Kroc, la considerazione prima e spontanea – anche alla seconda visione – è stata che è stato: un discreto figlio di androcchia.
Eppure a me Mac faceva una gran tenerezza, forse impersonato da un attore dalla figura bonaria e innocua. E Kroc era tutto fuorché un gran tenerone.
La tenerezza è nemica del business.
Tuttavia, la morale ti rende invincibile, quando il business lo sai fare bene e le idee in testa sono chiare. Anche grazie ad un’attitudine alla perseveranza davvero fuori dal comune.
Uno dei passaggi chiave all’inizio del film è il momento in cui Ray inizia ad ascoltare il disco The Power of the Positive che trova in una delle migliaia di camere di motel in cui era solito dormire nei viaggi di lavoro commerciale percorrendo in lungo e in largo il Paese.

Persistence.

“Perseveranza:
Niente al mondo può sostituire la perseveranza.
Né il talento: che c’è di più comune degli uomini di talento che non hanno successo?
Né il genio: il genio non ricompensato è di fatto un luogo comune.
E neanche l’istruzione: il mondo è pieno di cretini istruiti.
Soltanto la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti.
Dimostra che niente mai ti potrà sconfiggere e puoi raggiungere la serenità, una salute migliore e un incessante flusso di energia.
Se ti prefiggerai ogni singolo giorno il raggiungimento di questi obiettivi, i risultati non tarderanno a manifestarsi in maniera evidente.
E anche se può sembrarti una formula magica è dentro di te che costruisci il tuo futuro.
La più grande scoperta della mia generazione è che gli esseri umani possono cambiare la loro vita cambiando il loro atteggiamento mentale.
Oppure, come sosteneva Ralph Waldo Emerson: un uomo è sempre ciò che pensa tutto il giorno”.
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Sa di manfrina motivazionale ma in questo passaggio credo stia tutto il significato del film, delle reali motivazioni di Ray, dello sviluppo della catena dei McDonald’s. E, forse, della reale motivazione che muove le persone nel mondo.
Qualcosa, prima di essere qualcosa – e qualcuno prima di essere qualcuno – è solo un’idea. E di idee ce ne sono di una varietà infinita. Volendo si può anche affermare che l’idea non conta in sé, quanto conta la sua esecuzione.
E se ti dicessi che non sei tu a scegliere le idee?
Che non sei tu ad averle?
Questo è il pensiero/riflessione con cui mi sono progressivamente svegliato alle 7.15 stamattina in piena fase theta, quindi leggi con attenzione perché una mente senza filtri le pensa strane:
Le idee sono nell’aria. Come fossero una stratificazione di nubi.
Sono le idee a scegliere te.
Non sei tu a scegliere loro. Loro si fanno prendere solo da chi è capace di realizzarle e per esserne certe aspettano che nel frattempo tu ti rafforzi e diventi capace di concretizzarle, di eseguirle.
Tu sei sotto che salti per prenderne una ma non sai qual’è. Cerchi di prenderla a caso.
Invece accade che a volte lo sai. Ma la maggior parte no, la maggior parte delle persone non lo sa.
Quando lo sai e all’idea tu vai bene, quando è il momento – e lei lo sa quando è – si lascia prendere.
Perché non vuole essere sprecata. Ci tiene ad essere realizzata. Eseguita.
Quando è lei a scegliere te, ti lascia saltare per anni, anche per decenni. Magari 30 anni.
Ma quando capisce che fai sul serio e tu là sotto continui a saltare per prenderla e vede che ti stai rafforzando e diventando grande, anche lei cresce e diventa sempre più grande. Perseveranza.
Tra l’intera popolazione mondiale nel 1954, l’idea del McDonald’s in leva ha scelto Ray Kroc dopo 30 anni che se ne stava sotto a saltare per prendere un’idea e poi un’altra e poi un’altra ancora e lei era già lì che lo aspettava.
Mentre lui saltava lei cresceva perché lui cresceva.
Finché, una volta diventato grande abbastanza, si è fatta prendere affinché assieme diventassero grandi, ancora più grandi e lo erano già nella testa di lui e nell’essenza di lei.
Oggi McDonald’s è uno dei primi proprietari immobiliari sul pianeta, impiega quasi 440.000 persone e da da mangiare ogni giorno all’1% della popolazione mondiale.
«Ho scoperto che riuscivo a influenzare i desideri della gente: venivano per un caffè, e se ne andavano con una coppa di gelato guarnita».

Persistence.

Persistence is the key.