SIAMO IN VIAGGIO SU UNA PALLA CHE GIRA SU SE STESSA

SIAMO IN VIAGGIO SU UNA PALLA CHE GIRA SU SE STESSA

Se penso che siamo in viaggio su una palla che gira su se stessa sparata a velocità cosmica nel mezzo del buio più assoluto e che grazie a una sfera infuocata che brucia se stessa in una reazione nucleare di elio e idrogeno da 5 mld di anni così manifestandoci come vita, non ci credo.

O meglio, ci credo per evidenza ☀️🌊

Ma come è straordinario questo, è pazzesco anche quanto sia meraviglioso nel suo stato di equilibrio.

E quanto sia possibile farci, sopra a questa palla che trottola nella galassia che trottola nell’universo.

Il paradiso in terra, come ho detto a mio figlio.
Il paradiso è ovunque poni lo sguardo e vuoi vederlo.

Noi umani abbiamo la grande libertà e responsabilità di usare questo enorme dono.

Non ne abbiamo il merito, almeno fino a quando non facciamo qualcosa – tramite la nostra capacità esecutiva di creare – di aggiungere qualcosa a tutto questo splendore.

Non con la presunzione di migliorare questo incanto, quanto nell’auspicio di evolvere come entità, come esseri, come umani.

Preservandolo. Valorizzandoci.

Il Sole, una delle nostre principali fonti di vita

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Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

Desidero un’impresa che sia strumento per migliorare le persone e il MONDO.

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Leonardo Aldegheri
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Gallura – Sardegna

ALLE COSE, PER CAPIRLE, BASTA SOLO DARE UN NOME

ALLE COSE, PER CAPIRLE, BASTA SOLO DARE UN NOME

Alle cose, per capirle, spesso occorre dare loro un nome.

Non per identificarle o etichettarle ma per legittimarle, esplicitarle, renderle reali. Dare loro la loro dignità.

Le cose hanno bisogno di essere riconosciute.

Per essere capite.
Come avviene per le persone e per le situazioni.

Quando diamo un nome alle cose, non stiamo replicando il creato. Stiamo contribuendo a crearlo ex novo, minuto dopo minuto.

Noi, con la nostra immaginazione, siamo capaci di creare mondi
possibili e li realizziamo.

Tutto quello che accade – umanamente parlando – è dato da due
cose soltanto:

                               OSSERVAZIONE + IMMAGINAZIONE

Mentre tutti gli animali osservano e si adattano, l’uomo che si
limita a osservare soffre – a meno che non apprezzi.

L’uomo che osserva ma immagina qualcosa di diverso non dice “è così” o “si è sempre fatto così” ma vede ciò che può essere.

Ciò che ci contraddistingue è la visione del potenziale.

Al Philip Kotler Maketing Forum una cosa mi ha colpito tra molte
altre, una frase dell’intervento di Ivan Mazzoleni (Microsoft).

Ed è la differenza che ha fatto 70.000 anni fa quando sulla terra
esistevano 18 specie di homo tra cui solo una non si è estinta, e
anzi si è sviluppata a una velocità impressionante:

la nostra, ovviamente.

La differenza l’ha fatta, oltre all’osservazione, lo storytelling. Ed è il motivo per cui rimaniamo incollati alle storie, quando ce le raccontano. È il motivo per cui siamo sopravvissuti.

Le storie evocano, stimolano la fantasia, consentono di ricreare nella nostra mente, di immaginare.

E con l’immaginazione l’uomo ha fatto veri e propri miracoli. In una manciata di migliaia di anni è evoluto in maniera vorticosa.

Mentre gli altri animali sono rimasti pressoché tali e quali, noi, ad esempio, sappiamo volare e questo solo nell’ultimo paio di secoli (considerando l’invenzione dell’aerostato). E solo perché due fratelli l’hanno prima immaginato. 

Cosa sono 200 anni in –> 70.000 –> in 3.8 MLD di vita comparsa sul pianeta?

Sono un banale, brevissimo frangente. E noi ci siamo dentro con tutta la nostra complessità.

Chiunque abbia osservato e abbia immaginato qualcosa di diverso e soprattutto l’abbia compiuto, ha compiuto e fatto compiere passi immensi all’intera umanità. 

Ecco perché anche solo una persona può contribuire in minima o in larga parte, per tutti.

Oggi tutti noi guidiamo ma se non fosse stato per Ford?  [il quale peraltro se avesse chiesto alle persone cosa serviva loro avrebbe ricevuto in risposta “cavalli più veloci”].

Oggi tutti noi abbiamo un pc ma se non fosse stato per Gates? O per Jobs, dato che sto scrivendo con un Mac?

Oggi tutti noi leggiamo ma se non fosse stato per Gutenberg? Se non fosse stato per lui oggi io stesso non produrrei libri, pertanto un signore, poco più di 500 anni fa, ha immaginato un modo diverso di produrre l’editoria e l’implicazione è che oggi esso si sia sviluppato tanto da diffondere la cultura nel mondo e io ne faccio parte. 

Non è incredibile?

È TUTTO da inventare, siamo solo all’inizio. 

Dobbiamo solo stare un po’ attenti a non auto-distruggerci prima che il sole imploda e mancano “solo” 5 MLD di anni.

Ma fatto salvo ciò, siamo una specie davvero pazzesca.

Allorché si riconosce,  si “restituisce” e nel mentre di farlo, si fa sentire l’altro importante e degno.

Per vincere i dubbi.. basta dargli un nome. Li si fa venire fuori e li si vince, possibilmente col confronto.

Tutto ciò che resiste alla fine basta si rilassi. Gli si da il suo giusto riconoscimento. E se nulla resiste ancora.. si va avanti.

Leonardo Aldegheri
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Il bello sta accadendo proprio ora

Ne sono assolutamente convinto. Capire dove siamo calati ci fa rendere conto che ciò che conta è la visione del mondo che abbiamo. La nostra visione ci restituisce la felicità o l’infelicità delle nostre giornate.
Se per esempio pensi che “sta la crisi” e che il mondo sia brutto e cattivo, continuerai a trovare conferme di ciò attorno a te. Basta farci caso.
Se pensi invece che viviamo nell’epoca più prospera di sempre, inizierai mano a mano a notare delle piccole differenze come nelle figure della settimana enigmistica.

Trova le differenze (foto un po’ datata).

La realtà oggettiva è la stessa mentre sei tu l’arbitro che nota ciò che desidera notare. Vuoi vedere i pregi di una persona? Vedi i pregi. Vuoi vederne solo i difetti? Vedi solo quelli. Perché tu hai deciso cosa vuoi vedere di quella data persona.
Così è per le cose.
Le persone vedono le cose non per come sono. Vedono le cose per come sono loro.
L’essere umano è un animale – ebbene, sì – che si è distinto tra tutte le altre specie per avere una mostruosa, efficacissima e velocissima capacità di adattamento e allo stesso tempo per essere decisivo nell’abilità di plasmare la realtà attorno a sé. Proprio in virtù di una visione.

La capacità di certi uomini di vedere le cose prima che esistano è ciò che ha fatto fare salti all’umanità intera, è ciò che ha spinto in avanti la veloce evoluzione dell’uomo, concentrata in particolar modo negli ultimissimi secoli.

Considerato che il trend è moltiplicativo, ci troviamo oggi in una fase di accelerazione di questo fenomeno.
E se per contro l’umanità cessasse di esistere dall’oggi al domani, il pianeta terra si riapproprierebbe del verde totale in meno di dieci anni. La natura crescerebbe rigogliosa ovunque. L’intero pianeta tornerebbe a respirare aria pura pressoché istantaneamente e si depurerebbe nel corso di qualche secolo, nella sua lenta corsa verso la fine di tutto, fra 5 MLD di anni quando il Sole diventerà una gigante rossa e ingloberà parte del nostro sistema solare, inghiottendo la Terra. Sì, tutto questo un giorno finirà.
Dicevamo, l’uomo plasma la realtà intorno a sé – finché ne ha tempo – in virtù di una visione.

Quella che era solo una lingua di deserto negli anni ’90 testimoniata dalla foto datata 1990-2008 di cui un po’ più su – solo immaginata nella mente di qualcuno – oggi è una metropoli pazzesca che muove milioni di persone e miete primati uno dietro l’altro. Questa città è Dubai.
Un isolotto lussureggiante e selvaggio comprato per una pipa di tabacco – 20 $ mi pare – popolato da laghi e attraversato da fiumi e fiumiciattoli, oggi è New York e l’isola è Manhattan con l’incredibile quantità di grattacieli che conosciamo. Il tutto in poco più di un paio di secoli, nulla nell’andamento temporale del nostro contesto.

Una cosa è sempre prima un’idea nella mente di qualcuno. Basta immaginarsela. Poi “basta” proiettarla adoperandosi per creare le condizioni per manifestarla.
..poi basta farla.
Ricapitolando:
1. Immaginare
2. Creare le condizioni
3. Fare
L’antica Roma è stata una visione di Romolo prima di diventare la metropoli che ha dominato il mondo dell’epoca per un buon migliaio di anni.
Ma nei milioni di anni attraversati prima di conoscere l’uomo come creatura adattiva nel suo upgrade moderno, in un contesto che ha all’incirca 4.8 MLD di anni (l’età del meraviglioso pianeta che ci ospita), abbiamo iniziato a svilupparci non certo quando la vita è apparsa 3.8 MLD di anni fa ma solo negli ultimi circa 200.000 (la matematica non è mai stata il mio forte ma se non erro è lo 0,004%).
Non è successo niente fino a circa 10.000 anni fa, fino almeno alle prime civiltà note, come ci è dato sapere. Quelle che ci insegnano ancora alle elementari che elenco per sommi capi: Mesopotamia, Cina, India per arrivare a Babilonia, Antico Egitto, Antica Grecia, Alessandro Magno, Impero Romano.

  1. Nell’anno ZERO eravamo 170 MLN.
  2. Nel 1800 eravamo 1 MLD.
  3. Oggi siamo quasi 8 MLD.

Questi dati – e datemi il beneficio d’inventario – ci restituiscono un’idea: che la curva è ESPONENZIALE.
Noi ci troviamo ora nel picco più in alto.

  • Viviamo nell’epoca più pacifica di sempre.
  • Viviamo nell’epoca più in salute di sempre.
  • Viviamo nell’epoca in cui il benessere è nella sua fase più estesa di sempre (sì, la disparità è ancora amplissima ma si è ridotta anche solo fino a 20 anni fa).
  • Viviamo nell’epoca dell’accesso immediato alla conoscenza: significa oggi che se si è ignoranti è perché lo si vuole. Non esistono più scuse, ognuno ha la possibilità di documentarsi, formarsi, fare esperienze di ogni tipo.
  • Viviamo nell’epoca dell’arbitro dove l’arbitro è ognuno di noi.
  • Ah, viviamo anche nell’epoca, da poco più di un solo secolo in tutto questo – un soffio! – in cui possiamo salire su un aereo e in una manciata di ore (grazie a una manciata di euro, non decine di migliaia com’è stato fino a epoche recenti) e trovarci ovunque sul pianeta.
  • Poi, sono di parte, viviamo nell’epoca in cui possiamo salire su un aereo e uscirci mentre questo sta volando e volare noi a nostra volta. Ma questo è un altro discorso.
  • Viviamo nell’epoca in cui parliamo non più a qualche decina di persone in una vita intera che si e no fino a qualche anno fa i nostri nonni conoscevano nel corso di tutta la loro esistenza.. siamo nell’epoca in cui persone comuni possono raggiungere centinaia, migliaia, milioni di persone esprimendo il loro pensiero in una forma più che mai libera e meno che mai censurata.
  • Viviamo in un’epoca che diamo per scontata, ma non è così. Basta togliersi le fettine di prosciutto dagli occhi, aprirli per lo stupore e uscire di casa. Sì, il mondo è in casa in un computer, è persino in tasca in uno smartphone.

Ma il mondo vero è là fuori e basta solo andare a prenderselo.
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Non leggerai questo articolo perché è troppo lungo. Anche se parla di Trump, denaro, ricchezza, libri e futuro del lavoro – hai 10 minuti?

Abbiamo relazioni.
L’uomo è noto per essere un animale sociale. L’Homo Oeconomicus è quella strana evoluzione della nostra bizzarra specie che occupa frazioni degli ultimi due secondi solo nella ventiquattresima ora del 31 dicembre del calendario cosmico.
Eh?
Il calendario cosmico raggruppa tutto quello che è accaduto nell’ultima dozzina di miliardi di anni dal Big Ben a oggi come fosse un anno normale dei nostri, fatto più o meno di 365 giorni perché:

  • è dato da un giro del nostro pianeta su sé stesso in più o meno 24 ore;
  • mentre vaga attorno ad un astro chiamato sole in un moto perpetuo;
  • come fosse una trottola lanciata da un giocoso bambino giusto qualche tempo fa.

Una prima domanda: chi sarebbe il giocoso bambino? Tralasciando considerazioni religiose di sorta, lo possiamo chiamare Dio, l’Intelligenza che Tutto creò, Energia, lo Spirito Unico che tutto permea.
Giordano Bruno per avere espresso simili considerazioni, solo quattro secoli fa, fu arso vivo nella pubblica piazza per non aver abiurato dopo molti anni di prigionia e testi preziosissimi bruciati, anch’essi.
Beneficiamo di un’incredibile saccenza per 500 anni di scienza ove siamo convinti di aver racchiuso lo scibile umano. Il mondo è molto di più, da molto più tempo e ha molto poco a che vedere con la presenza e la partecipazione della breve comparsa dell’uomo su questo pianeta.
Se consideriamo che negli ultimi cinque anni è accaduto quanto è accaduto negli ultimi cinquanta, iniziamo via via a cambiare prospettiva. 
Centriamoci: l’uomo – come ho più volte ribadito in questo blog – è un fenomeno piuttosto recente e non è il padrone della Terra.
L’uomo, così come lo conosciamo, ha una manciata di migliaia di anni. L’uomo è l’essere vivente con la più elevata capacità di adattamento mai esistito. L’uomo è solo molto abile ad evolvere velocemente. 
La Terra è una piccola sfera collocata in una regione piuttosto remota della Galassia – la nostra casa: la Via Lattea – assieme al resto dei pianeti del nostro Sistema Solare che è solo uno dei probabilmente più di 200 miliardi degli altri presenti con almeno un pianeta attorno a ciascun “Sole”. E ciò solamente nella nostra Galassia.
Le Galassie sono, almeno quelle ipotizzate finora, centinaia di miliardi. Nel nostro Universo. E oltre al nostro Universo, esistono altri universi? In quel caso si parla di Multiverso.

Dal Big Bang occupiamo si e no gli ultimi due secondi.


Chi siamo noi quindi per permetterci l’arroganza di pensarci al centro di tutto questo? O di pensarci perlomeno al centro dei nostri enormi problemi?
Ecco una rivelazione incredibile: sta tutto nella nostra testa. Sta tutto nella nostra mente. Sta tutto nella nostra psicologia. La nostra mente ingigantisce enorme-mente. La nostra mente rimpicciolisce paradossalmente, cioè ci porta ai paradossi: porta alla nostra portata qualcosa di incomprensibile come il concepire più Universi nel nostro mondo e ingigantisce piccole cose come maneggiare pochi spiccioli di euro. Ché, in tutto questo – se ci pensiamo bene – sono gran poca cosa.
Ma cos’è il denaro? Il denaro innanzitutto è un’invenzione umana, non esiste in natura ed è una convenzione, anche in questo caso molto recente. Anticamente l’uomo viveva di auto sostentamento perlopiù agricolo e di caccia; storicamente barattava. Poi l’introduzione di un elemento terzo atto alla semplificazione delle transazioni commerciali ha permesso, a chi lo sapeva padroneggiare, di diventare anche molto ricco. Ricco rispetto a qualcun altro che non possedeva evidentemente le stesse abilità.
Abbiamo vissuto per millenni in una società dove i ricchi erano una infinitesima percentuale della popolazione – spesso per “divinazione” – tramandavano la ricchezza ed erano mostruosamente più ricchi di come concepiamo noi la ricchezza moderna cioè di come ci rapportiamo alla ricchezza correlata ai nostri tempi.
Ora, dopo qualche secolo di borghesizzazione ove fette più elevate delle popolazioni potevano accedere al benessere e a quella parte di serenità economica non più riservata ai soli pochi e rari, sta avvenendo un ritorno del fenomeno:

  • la fascia cosiddetta media subisce uno schiacciamento a favore dei due poli opposti;
  • gran parte di questa fetta va fatta ricadere nel polo povero;
  • mentre solo una ristretta percentuale va nel polo ricco.

Si ritiene che i ricchi del pianeta oggi siano il 3% dell’intera popolazione mondiale. Chi detiene le armi dell’amministrazione finanziaria – ovvero maneggia e padroneggia quelle competenze necessarie alla serenità economica di cui sopra – può pensare al futuro con una minore dose di incertezza rispetto alla maggior parte della popolazione rimasta analfabeta da un punto di vista di intelligenza finanziaria.

Prevedere i trend del futuro e sapersi regolare anche relativamente alle predizioni che prevedono la sparizione dell’80% dei lavori attuali entro una decade, massimo quindici anni da oggi, diventa assolutamente necessario.

Intelligenza Artificiale, BOT, Algoritmi, Blockchain, Criptovalute: questi mostri stanno avanzando ad una velocità mai vista, come quella del NULLA della Storia Infinita che uccide la fantasia degli esseri umani. Ma qui non è affatto la fantasia ad essere uccisa dato che quanto sta avvenendo ai nostri giorni supera ogni più fervida immaginazione.
Semmai è la risposta alla domanda “che fine farà l’homo oeconomicus?”
C’è chi parla di reddito di cittadinanza, chi sostiene che ci si debba necessariamente dotare di competenze approfondite e specializzate al massimo senza ancora tenere conto dello spaventoso aumento demografico e dell’avanzata senza pietà dei popoli storicamente “sottomessi” dall’occidente che stanno risvegliandosi, non da ultimo il fenomeno della Primavera Araba trainato dal web quale nemico dell’analfabetismo e prezioso alleato della presa di coscienza dei popoli.
L’essere umano è un animale bellicoso e imprevedibile. Anzi, forse un po’ prevedibile lo sarebbe anche. Sono le variabili umane e il loro intrecciarsi economico a non esserlo.
Ma se canalizziamo l’energia del sapere e del dotarsi di strumenti, non ci agevoliamo forse un po’ di più nell’affrontare le incertezze del nostro futuro economico?

Che salto dall’Universo al mondo in cui siamo calati, dalla sussistenza al baratto, dal denaro all’essere persino ricchi, eh?

Ma cos’è allora la ricchezza? Anche qui, per convenzione, si considera ricco un soggetto che disponga di una liquidità immediatamente usufruibile (non allocata in beni patrimoniali come gi immobili, ad esempio) pari ad almeno 1 milione di euro. La ricchezza in verità ha molte definizioni ma quella che oggi giorno va per la maggiore è relativa alla libertà di fare le cose, ovvero a quella capacità di disporre del proprio tempo e del proprio spazio serenamente e senza dover rendere conto a qualcuno.
Pensi di essere libero ma non lo sei, per esempio, se rendi conto al tuo datore di lavoro. Beh, lì lo dice la parola stessa: sei dipendente. Già, da qualcuno che non sei tu.
Nei quattro quadranti di Kiyosaki chi sta nella parte sinistra rende conto, chi sta nella parte destra, sostanzialmente, non rende conto (con le 50 sfumature grigie del caso).
Tuttavia ciò è rispettabile salvo non incorrere in lamentele continue. Chissà perché le persone tendono a lamentarsi senza mai veramente voler cambiare le cose.. Se vuoi cambiare le cose e arrivare ad essere libero occorrerebbe perlomeno lavorare sulla propria psicologia.
Prossimamente produrrò una innovativa risposta alle due precedenti domande. Di libri sulla ricchezza e sul denaro ne esistono a valanghe, tutti o quasi presentano ricette, soluzioni, indicazioni più o meno aderenti alla realtà. Bene, tutto lecito almeno finché non provi a mettere in pratica qualcuna di quelle informazioni e rimanere ferocemente deluso, ancora una volta.
Ma se c’è chi ti dice come fare e tu fai quello che ti dice e ancora non ci riesci, cosa ancora ti manca? Cosa ti impedisce di realizzare ciò che vuoi fare? Intanto, sai già almeno quello che vuoi?
L’ignoranza è una scelta.

La perseveranza è un valore, è il turbo per la propria attitudine. Fallire fa parte del gioco. Capire, anche. Capire deriva dalla sensibilità di ciò che si è imparato a padroneggiare.
Non esiste pasto gratis, dicono gli anglosassoni. L’impegno è, probabilmente, la chiave, senza tuttavia avere comunque mai la certezza di riuscita. E oggigiorno non ci si può in alcun modo permettere di essere ignoranti. La nuova moneta di scambio è la conoscenza. Il profitto è la competenza, cioè la conoscenza diventata azione compiuta che produce risultati.
L’Autore del libro che andrà in produzione a breve è un giovane e compiuto CFO di una multinazionale quotata e sa bene il fatto suo. Oggigiorno più che mai contano le competenze che determinano i risultati e persone che sanno il fatto loro.
Quale tipo di risultati? Quelli aderenti al tuo stile di vita, cioè quello che volontariamente o non, ti scegli.
Accade sempre ciò che scegli. E anche una non-scelta è una scelta.
Ma contano anche i risultati a livello trasversale. Chiunque oggi sappia veramente qualcosa, può trasferirlo a un pubblico di riferimento specifico più o meno grande. Il tema è, semmai, raggiungere quel pubblico.
E purché, tale trasferimento, possa raggiungere quel pubblico deve disporre di una caratteristica fondamentale: che sia portatore di utilità immediatamente praticabile. Chiunque può, se vuole, esercitarsi ed iniziare ad ottenere. Alla condizione di impegno e perseveranza.
Questo è un libro diverso da tutti gli altri sull’argomento perché viene dal basso, è volutamente “terra-terra” perché non parla di fenomeni, non millanta ricette, non parla dall’alto verso il basso, non discrimina, anzi, incoraggia pur senza false promesse e senza essere necessariamente e senza inutili fraintendimenti un Entry Level.
No, non è un entry level, anzi, è di più: è l’ulteriore evoluzione dopo le ricette, dopo le promesse, dopo i fallimenti.
Questo libro è il ritorno totale sulla psicologia, perché parte proprio da lì: è il livello successivo dell’Autore che ha iniziato a produrre risultati da persona “normale”, da uomo della strada che vive i problemi della nostra epoca, come tu che stai leggendo questo blog, come me in qualità di quello che sta scrivendo su questi argomenti ora:

  • studio anch’io da anni i mille modi per godere di quella libertà di cui sopra pur tuttavia con tanti muri sui denti. Tantissimi. L’Autore è una rivelazione a riguardo.
  • scrivere non solo è terapeutico: è fantastico! E da accanito lettore quale sono, apprezzo maggiormente l’opportunità di parlare di argomenti che amo e soprattutto che perseguo.
  • non solo ho l’opportunità di integrare l’opera con una prefazione: contribuisco, a mio modo, alla diffusione della conoscenza con la produzione del manufatto che ti troverai fra le mani. La confezione, le carte, il design, l’odore dell’inchiostro sono frutto del magnifico lavoro – di produttore di libri per il mondo – che faccio.

Mi trovo a Francoforte nel momento in cui scrivo (di notte) come espositore alla fiera del libro: la fiera delle avanguardie, come mi capita spesso di chiamare questo incredibile e frequentatissimo evento editoriale.

E da qui dichiaro apertamente che il libro è vivo più che mai, è uno strumento caldo e l’uomo è un essere caldo, usa i sensi ed è per questo che questo straordinario oggetto con una manciata di euro permette al pensiero dell’Autore di arrivare ad enuclearsi con il tuo pensiero dandoti degli elementi utili da mettere in pratica fin da subito. 
Un consiglio: parti dalla consapevolezza. Ogni volta che affronti qualcosa di nuovo, abbandona ogni pregiudizio e lascia andare, fai fluire i nuovi elementi caldi che entrano nella tua mente e lascia che alimentino le cellule affinché creino nuove sinapsi serenamente, senza resistere.
Non avere fretta.. e soprattutto chiediti come puoi rendere utile quanto appreso da te, per te e per gli altri.
Viviamo in un’epoca straordinaria, la più prospera di sempre. Questa nuova era è quella in cui non siamo al centro, non siamo i padroni, non siamo nemmeno completamente liberi. Ma possiamo essere utili agli altri con ciò che abbiamo imparato affinché non debbano partire da zero e sbattere denti e testa contro infiniti muri.
Non è necessario essere guru per trasferire, l’epoca dei guru è finita. Viva è più che mai l’opportunità che oggi ci è data di trasferire. E recepire.
Certo, c’è anche tanta, tantissima fuffa in giro. La consapevolezza però ti permette anche di selezionare l’enorme quantità di materiale reperibile con più o meno facilità. Vai sul sicuro, vai da chi non promette mari e monti ma da chi propone solamente in base al vissuto con lo spirito di aiutare per fare meglio.
May the wind always be at your back and the sun upon your face.
PS: sai chi sono (stati) i veri padroni della Terra? I dinosauri. Sì, proprio loro, quegli esseri giganteschi che hanno presidiato Madre Terra fino a 64 milioni di anni fa.
L’auspicio è che possiamo noi – come esseri umani – arrivare a padroneggiare il nostro habitat per 100 milioni di anni come loro. Forse è più facile arrivare a padroneggiare il nostro denaro 🙂 – non trovi?
PS2: e Trump cosa c’entra?
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