LE MIMOSE SANNO DI PRIMAVERA

Le mimose sanno di primavera.

Le mimose hanno un profumo meraviglioso, sanno di primavera.

Poi per me l’8 marzo è una bella data perché è stata la prima volta che mi sono lanciato da un aereo (22 anni fa).

Poi, fossi nato donna, forse direi che festeggiare il fatto di esserlo è un pensiero simpatico e carino, nulla di più.

Un’attenzione. E in quanto tale meravigliosa di suo.

Ma sono nato uomo e lo dico da uomo.

Celebrare la festa dell’essere è a prescindere dal genere.

Basta, davvero BASTA, con queste cazzate che la donna è questo e quell’altro (inferiore, superiore, sesso debole, sesso forte, zoccola, mamma, amante, moglie, etc.).

A me, ogni volta che devo compilare un form dovendo inserire i miei dati, alla voce SESSO M o F, viene sempre da rispondere Sì (e grazie anche)

Perché anche l’uomo è questo e quell’altro (nerd, pelato, palestrato, senza muscoli, con l’alito fresco / di mxxda, con la bella macchina / col cassonetto con le ruote, etc.).

Tutto ciò è a-n-a-c-r-o-n-i-s-t-i-c-o.

Siamo, semplicemente:

– Sfigati UGUALE. 
– Meravigliosi uguale.

Facciamo invece che siamo entrambi (sfigati e meravigliosi ma anche uomo e donna) allo stesso tempo ma in differenti contesti?

1. Con paranoie mentali uguali (distinti solamente dall’impronta ormonale e attitudinale).

2. Con la stessa paura di rimanere soli, con le stesse fisime, con le stesse inefficienze e predisposizione a combinare cazzate, con la stessa esigenza di andare alla toilette (ebbene sì, ci vanno anche le donne, anche belen – non ci credevo neanch’io, eppure..).

3. Con gli stessi sensi di colpa, la stessa vergogna, le stesse paure e arrabbiature solo connotate dai diversi contesti.

Noi uomini sbagliamo a idealizzare la donna perché viviamo nel bisogno della #passerottacapricciosa (tralascio i vezzi dei passerotti, che vanno bene uguale).

Le donne sbagliano a sentirsi inferiori: MAI! 
Rispetto a nessuno, non agli uomini.

Noi dobbiamo “espellere”, le donne “accogliere”:

sembra che l’uomo debba dominare ma il vero problema dell’uomo è fare l’uomo, NON dominare.

Il vero problema della donna è che faccia la donna, non l’uomo o non farsi dominare.

Oggi assistiamo a uomini che fanno le donne..

(non mi si fraintenda, per me il tema omosessualità è acqua fresca, l’argomento non mi tange, in più uno dei miei miti assoluti è Freddie Mercury dai tempi delle medie tanto quanto Jim Morrison)

..mentre gli uomini che fanno gli uomini per paura di sembrare troppo donne sono col testosterone a mille perché, se no, non sono uomini abbastanza.

Assistiamo a donne “manager” spigliate come non mai che alcuni uomini se le sognano.

Va bene c-o-s-ì. 
NON è questione di donna manager o uomo coxxxone.

È questione che siamo anime vestite con un paltò bello pesantino (con il solo scopo di alleggerirlo/ci):

il corpo fatto di carne e sangue.

Con, in più, uno spirito dentro e tutte le sue attitudini che forse si porta dietro da mo’.

Tutto il resto sono sovrastrutture inutili, peraltro, spesso e volentieri.

Come “doversi” ricordare di “voler” festeggiare.

Facciamo che ci festeggiamo entrambi tutti i giorni con la gentilezza?

Con il reciproco supporto e interesse verso l’altro?

Percorrendo un pezzo di strada assieme nella ben disposizione e nella benevolenza?

Facciamo che facciamo l’amore con passione e non meccanicamente perché la donna se ha avuto tanti uomini è zoccola e l’uomo è un grande (e se ne ha avute poche ovviamente è uno sfigato e lei pochi una suora – quindi il numero giusto qual è)?

Facciamo che se dobbiamo indossare questa “veste” è perché così impariamo qualcosa di più su di noi, sulla nostra natura e sessualità, sui nostri comportamenti nel segno della crescita reciproca?

Nel segno della cura e dell’amore.

A prescindere si sia Donna o Uomo.
Tanto, siamo esseri umani uguale.

#sonosostenitoredelliberoessere – nel vero senso della parola.

Leonardo Aldegheri
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Il bello sta accadendo proprio ora

Ne sono assolutamente convinto. Capire dove siamo calati ci fa rendere conto che ciò che conta è la visione del mondo che abbiamo. La nostra visione ci restituisce la felicità o l’infelicità delle nostre giornate.
Se per esempio pensi che “sta la crisi” e che il mondo sia brutto e cattivo, continuerai a trovare conferme di ciò attorno a te. Basta farci caso.
Se pensi invece che viviamo nell’epoca più prospera di sempre, inizierai mano a mano a notare delle piccole differenze come nelle figure della settimana enigmistica.

Trova le differenze (foto un po’ datata).

La realtà oggettiva è la stessa mentre sei tu l’arbitro che nota ciò che desidera notare. Vuoi vedere i pregi di una persona? Vedi i pregi. Vuoi vederne solo i difetti? Vedi solo quelli. Perché tu hai deciso cosa vuoi vedere di quella data persona.
Così è per le cose.
Le persone vedono le cose non per come sono. Vedono le cose per come sono loro.
L’essere umano è un animale – ebbene, sì – che si è distinto tra tutte le altre specie per avere una mostruosa, efficacissima e velocissima capacità di adattamento e allo stesso tempo per essere decisivo nell’abilità di plasmare la realtà attorno a sé. Proprio in virtù di una visione.

La capacità di certi uomini di vedere le cose prima che esistano è ciò che ha fatto fare salti all’umanità intera, è ciò che ha spinto in avanti la veloce evoluzione dell’uomo, concentrata in particolar modo negli ultimissimi secoli.

Considerato che il trend è moltiplicativo, ci troviamo oggi in una fase di accelerazione di questo fenomeno.
E se per contro l’umanità cessasse di esistere dall’oggi al domani, il pianeta terra si riapproprierebbe del verde totale in meno di dieci anni. La natura crescerebbe rigogliosa ovunque. L’intero pianeta tornerebbe a respirare aria pura pressoché istantaneamente e si depurerebbe nel corso di qualche secolo, nella sua lenta corsa verso la fine di tutto, fra 5 MLD di anni quando il Sole diventerà una gigante rossa e ingloberà parte del nostro sistema solare, inghiottendo la Terra. Sì, tutto questo un giorno finirà.
Dicevamo, l’uomo plasma la realtà intorno a sé – finché ne ha tempo – in virtù di una visione.

Quella che era solo una lingua di deserto negli anni ’90 testimoniata dalla foto datata 1990-2008 di cui un po’ più su – solo immaginata nella mente di qualcuno – oggi è una metropoli pazzesca che muove milioni di persone e miete primati uno dietro l’altro. Questa città è Dubai.
Un isolotto lussureggiante e selvaggio comprato per una pipa di tabacco – 20 $ mi pare – popolato da laghi e attraversato da fiumi e fiumiciattoli, oggi è New York e l’isola è Manhattan con l’incredibile quantità di grattacieli che conosciamo. Il tutto in poco più di un paio di secoli, nulla nell’andamento temporale del nostro contesto.

Una cosa è sempre prima un’idea nella mente di qualcuno. Basta immaginarsela. Poi “basta” proiettarla adoperandosi per creare le condizioni per manifestarla.
..poi basta farla.
Ricapitolando:
1. Immaginare
2. Creare le condizioni
3. Fare
L’antica Roma è stata una visione di Romolo prima di diventare la metropoli che ha dominato il mondo dell’epoca per un buon migliaio di anni.
Ma nei milioni di anni attraversati prima di conoscere l’uomo come creatura adattiva nel suo upgrade moderno, in un contesto che ha all’incirca 4.8 MLD di anni (l’età del meraviglioso pianeta che ci ospita), abbiamo iniziato a svilupparci non certo quando la vita è apparsa 3.8 MLD di anni fa ma solo negli ultimi circa 200.000 (la matematica non è mai stata il mio forte ma se non erro è lo 0,004%).
Non è successo niente fino a circa 10.000 anni fa, fino almeno alle prime civiltà note, come ci è dato sapere. Quelle che ci insegnano ancora alle elementari che elenco per sommi capi: Mesopotamia, Cina, India per arrivare a Babilonia, Antico Egitto, Antica Grecia, Alessandro Magno, Impero Romano.

  1. Nell’anno ZERO eravamo 170 MLN.
  2. Nel 1800 eravamo 1 MLD.
  3. Oggi siamo quasi 8 MLD.

Questi dati – e datemi il beneficio d’inventario – ci restituiscono un’idea: che la curva è ESPONENZIALE.
Noi ci troviamo ora nel picco più in alto.

  • Viviamo nell’epoca più pacifica di sempre.
  • Viviamo nell’epoca più in salute di sempre.
  • Viviamo nell’epoca in cui il benessere è nella sua fase più estesa di sempre (sì, la disparità è ancora amplissima ma si è ridotta anche solo fino a 20 anni fa).
  • Viviamo nell’epoca dell’accesso immediato alla conoscenza: significa oggi che se si è ignoranti è perché lo si vuole. Non esistono più scuse, ognuno ha la possibilità di documentarsi, formarsi, fare esperienze di ogni tipo.
  • Viviamo nell’epoca dell’arbitro dove l’arbitro è ognuno di noi.
  • Ah, viviamo anche nell’epoca, da poco più di un solo secolo in tutto questo – un soffio! – in cui possiamo salire su un aereo e in una manciata di ore (grazie a una manciata di euro, non decine di migliaia com’è stato fino a epoche recenti) e trovarci ovunque sul pianeta.
  • Poi, sono di parte, viviamo nell’epoca in cui possiamo salire su un aereo e uscirci mentre questo sta volando e volare noi a nostra volta. Ma questo è un altro discorso.
  • Viviamo nell’epoca in cui parliamo non più a qualche decina di persone in una vita intera che si e no fino a qualche anno fa i nostri nonni conoscevano nel corso di tutta la loro esistenza.. siamo nell’epoca in cui persone comuni possono raggiungere centinaia, migliaia, milioni di persone esprimendo il loro pensiero in una forma più che mai libera e meno che mai censurata.
  • Viviamo in un’epoca che diamo per scontata, ma non è così. Basta togliersi le fettine di prosciutto dagli occhi, aprirli per lo stupore e uscire di casa. Sì, il mondo è in casa in un computer, è persino in tasca in uno smartphone.

Ma il mondo vero è là fuori e basta solo andare a prenderselo.
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Non leggerai questo articolo perché è troppo lungo. Anche se parla di Trump, denaro, ricchezza, libri e futuro del lavoro – hai 10 minuti?

Abbiamo relazioni.
L’uomo è noto per essere un animale sociale. L’Homo Oeconomicus è quella strana evoluzione della nostra bizzarra specie che occupa frazioni degli ultimi due secondi solo nella ventiquattresima ora del 31 dicembre del calendario cosmico.
Eh?
Il calendario cosmico raggruppa tutto quello che è accaduto nell’ultima dozzina di miliardi di anni dal Big Ben a oggi come fosse un anno normale dei nostri, fatto più o meno di 365 giorni perché:

  • è dato da un giro del nostro pianeta su sé stesso in più o meno 24 ore;
  • mentre vaga attorno ad un astro chiamato sole in un moto perpetuo;
  • come fosse una trottola lanciata da un giocoso bambino giusto qualche tempo fa.

Una prima domanda: chi sarebbe il giocoso bambino? Tralasciando considerazioni religiose di sorta, lo possiamo chiamare Dio, l’Intelligenza che Tutto creò, Energia, lo Spirito Unico che tutto permea.
Giordano Bruno per avere espresso simili considerazioni, solo quattro secoli fa, fu arso vivo nella pubblica piazza per non aver abiurato dopo molti anni di prigionia e testi preziosissimi bruciati, anch’essi.
Beneficiamo di un’incredibile saccenza per 500 anni di scienza ove siamo convinti di aver racchiuso lo scibile umano. Il mondo è molto di più, da molto più tempo e ha molto poco a che vedere con la presenza e la partecipazione della breve comparsa dell’uomo su questo pianeta.
Se consideriamo che negli ultimi cinque anni è accaduto quanto è accaduto negli ultimi cinquanta, iniziamo via via a cambiare prospettiva. 
Centriamoci: l’uomo – come ho più volte ribadito in questo blog – è un fenomeno piuttosto recente e non è il padrone della Terra.
L’uomo, così come lo conosciamo, ha una manciata di migliaia di anni. L’uomo è l’essere vivente con la più elevata capacità di adattamento mai esistito. L’uomo è solo molto abile ad evolvere velocemente. 
La Terra è una piccola sfera collocata in una regione piuttosto remota della Galassia – la nostra casa: la Via Lattea – assieme al resto dei pianeti del nostro Sistema Solare che è solo uno dei probabilmente più di 200 miliardi degli altri presenti con almeno un pianeta attorno a ciascun “Sole”. E ciò solamente nella nostra Galassia.
Le Galassie sono, almeno quelle ipotizzate finora, centinaia di miliardi. Nel nostro Universo. E oltre al nostro Universo, esistono altri universi? In quel caso si parla di Multiverso.

Dal Big Bang occupiamo si e no gli ultimi due secondi.


Chi siamo noi quindi per permetterci l’arroganza di pensarci al centro di tutto questo? O di pensarci perlomeno al centro dei nostri enormi problemi?
Ecco una rivelazione incredibile: sta tutto nella nostra testa. Sta tutto nella nostra mente. Sta tutto nella nostra psicologia. La nostra mente ingigantisce enorme-mente. La nostra mente rimpicciolisce paradossalmente, cioè ci porta ai paradossi: porta alla nostra portata qualcosa di incomprensibile come il concepire più Universi nel nostro mondo e ingigantisce piccole cose come maneggiare pochi spiccioli di euro. Ché, in tutto questo – se ci pensiamo bene – sono gran poca cosa.
Ma cos’è il denaro? Il denaro innanzitutto è un’invenzione umana, non esiste in natura ed è una convenzione, anche in questo caso molto recente. Anticamente l’uomo viveva di auto sostentamento perlopiù agricolo e di caccia; storicamente barattava. Poi l’introduzione di un elemento terzo atto alla semplificazione delle transazioni commerciali ha permesso, a chi lo sapeva padroneggiare, di diventare anche molto ricco. Ricco rispetto a qualcun altro che non possedeva evidentemente le stesse abilità.
Abbiamo vissuto per millenni in una società dove i ricchi erano una infinitesima percentuale della popolazione – spesso per “divinazione” – tramandavano la ricchezza ed erano mostruosamente più ricchi di come concepiamo noi la ricchezza moderna cioè di come ci rapportiamo alla ricchezza correlata ai nostri tempi.
Ora, dopo qualche secolo di borghesizzazione ove fette più elevate delle popolazioni potevano accedere al benessere e a quella parte di serenità economica non più riservata ai soli pochi e rari, sta avvenendo un ritorno del fenomeno:

  • la fascia cosiddetta media subisce uno schiacciamento a favore dei due poli opposti;
  • gran parte di questa fetta va fatta ricadere nel polo povero;
  • mentre solo una ristretta percentuale va nel polo ricco.

Si ritiene che i ricchi del pianeta oggi siano il 3% dell’intera popolazione mondiale. Chi detiene le armi dell’amministrazione finanziaria – ovvero maneggia e padroneggia quelle competenze necessarie alla serenità economica di cui sopra – può pensare al futuro con una minore dose di incertezza rispetto alla maggior parte della popolazione rimasta analfabeta da un punto di vista di intelligenza finanziaria.

Prevedere i trend del futuro e sapersi regolare anche relativamente alle predizioni che prevedono la sparizione dell’80% dei lavori attuali entro una decade, massimo quindici anni da oggi, diventa assolutamente necessario.

Intelligenza Artificiale, BOT, Algoritmi, Blockchain, Criptovalute: questi mostri stanno avanzando ad una velocità mai vista, come quella del NULLA della Storia Infinita che uccide la fantasia degli esseri umani. Ma qui non è affatto la fantasia ad essere uccisa dato che quanto sta avvenendo ai nostri giorni supera ogni più fervida immaginazione.
Semmai è la risposta alla domanda “che fine farà l’homo oeconomicus?”
C’è chi parla di reddito di cittadinanza, chi sostiene che ci si debba necessariamente dotare di competenze approfondite e specializzate al massimo senza ancora tenere conto dello spaventoso aumento demografico e dell’avanzata senza pietà dei popoli storicamente “sottomessi” dall’occidente che stanno risvegliandosi, non da ultimo il fenomeno della Primavera Araba trainato dal web quale nemico dell’analfabetismo e prezioso alleato della presa di coscienza dei popoli.
L’essere umano è un animale bellicoso e imprevedibile. Anzi, forse un po’ prevedibile lo sarebbe anche. Sono le variabili umane e il loro intrecciarsi economico a non esserlo.
Ma se canalizziamo l’energia del sapere e del dotarsi di strumenti, non ci agevoliamo forse un po’ di più nell’affrontare le incertezze del nostro futuro economico?

Che salto dall’Universo al mondo in cui siamo calati, dalla sussistenza al baratto, dal denaro all’essere persino ricchi, eh?

Ma cos’è allora la ricchezza? Anche qui, per convenzione, si considera ricco un soggetto che disponga di una liquidità immediatamente usufruibile (non allocata in beni patrimoniali come gi immobili, ad esempio) pari ad almeno 1 milione di euro. La ricchezza in verità ha molte definizioni ma quella che oggi giorno va per la maggiore è relativa alla libertà di fare le cose, ovvero a quella capacità di disporre del proprio tempo e del proprio spazio serenamente e senza dover rendere conto a qualcuno.
Pensi di essere libero ma non lo sei, per esempio, se rendi conto al tuo datore di lavoro. Beh, lì lo dice la parola stessa: sei dipendente. Già, da qualcuno che non sei tu.
Nei quattro quadranti di Kiyosaki chi sta nella parte sinistra rende conto, chi sta nella parte destra, sostanzialmente, non rende conto (con le 50 sfumature grigie del caso).
Tuttavia ciò è rispettabile salvo non incorrere in lamentele continue. Chissà perché le persone tendono a lamentarsi senza mai veramente voler cambiare le cose.. Se vuoi cambiare le cose e arrivare ad essere libero occorrerebbe perlomeno lavorare sulla propria psicologia.
Prossimamente produrrò una innovativa risposta alle due precedenti domande. Di libri sulla ricchezza e sul denaro ne esistono a valanghe, tutti o quasi presentano ricette, soluzioni, indicazioni più o meno aderenti alla realtà. Bene, tutto lecito almeno finché non provi a mettere in pratica qualcuna di quelle informazioni e rimanere ferocemente deluso, ancora una volta.
Ma se c’è chi ti dice come fare e tu fai quello che ti dice e ancora non ci riesci, cosa ancora ti manca? Cosa ti impedisce di realizzare ciò che vuoi fare? Intanto, sai già almeno quello che vuoi?
L’ignoranza è una scelta.

La perseveranza è un valore, è il turbo per la propria attitudine. Fallire fa parte del gioco. Capire, anche. Capire deriva dalla sensibilità di ciò che si è imparato a padroneggiare.
Non esiste pasto gratis, dicono gli anglosassoni. L’impegno è, probabilmente, la chiave, senza tuttavia avere comunque mai la certezza di riuscita. E oggigiorno non ci si può in alcun modo permettere di essere ignoranti. La nuova moneta di scambio è la conoscenza. Il profitto è la competenza, cioè la conoscenza diventata azione compiuta che produce risultati.
L’Autore del libro che andrà in produzione a breve è un giovane e compiuto CFO di una multinazionale quotata e sa bene il fatto suo. Oggigiorno più che mai contano le competenze che determinano i risultati e persone che sanno il fatto loro.
Quale tipo di risultati? Quelli aderenti al tuo stile di vita, cioè quello che volontariamente o non, ti scegli.
Accade sempre ciò che scegli. E anche una non-scelta è una scelta.
Ma contano anche i risultati a livello trasversale. Chiunque oggi sappia veramente qualcosa, può trasferirlo a un pubblico di riferimento specifico più o meno grande. Il tema è, semmai, raggiungere quel pubblico.
E purché, tale trasferimento, possa raggiungere quel pubblico deve disporre di una caratteristica fondamentale: che sia portatore di utilità immediatamente praticabile. Chiunque può, se vuole, esercitarsi ed iniziare ad ottenere. Alla condizione di impegno e perseveranza.
Questo è un libro diverso da tutti gli altri sull’argomento perché viene dal basso, è volutamente “terra-terra” perché non parla di fenomeni, non millanta ricette, non parla dall’alto verso il basso, non discrimina, anzi, incoraggia pur senza false promesse e senza essere necessariamente e senza inutili fraintendimenti un Entry Level.
No, non è un entry level, anzi, è di più: è l’ulteriore evoluzione dopo le ricette, dopo le promesse, dopo i fallimenti.
Questo libro è il ritorno totale sulla psicologia, perché parte proprio da lì: è il livello successivo dell’Autore che ha iniziato a produrre risultati da persona “normale”, da uomo della strada che vive i problemi della nostra epoca, come tu che stai leggendo questo blog, come me in qualità di quello che sta scrivendo su questi argomenti ora:

  • studio anch’io da anni i mille modi per godere di quella libertà di cui sopra pur tuttavia con tanti muri sui denti. Tantissimi. L’Autore è una rivelazione a riguardo.
  • scrivere non solo è terapeutico: è fantastico! E da accanito lettore quale sono, apprezzo maggiormente l’opportunità di parlare di argomenti che amo e soprattutto che perseguo.
  • non solo ho l’opportunità di integrare l’opera con una prefazione: contribuisco, a mio modo, alla diffusione della conoscenza con la produzione del manufatto che ti troverai fra le mani. La confezione, le carte, il design, l’odore dell’inchiostro sono frutto del magnifico lavoro – di produttore di libri per il mondo – che faccio.

Mi trovo a Francoforte nel momento in cui scrivo (di notte) come espositore alla fiera del libro: la fiera delle avanguardie, come mi capita spesso di chiamare questo incredibile e frequentatissimo evento editoriale.

E da qui dichiaro apertamente che il libro è vivo più che mai, è uno strumento caldo e l’uomo è un essere caldo, usa i sensi ed è per questo che questo straordinario oggetto con una manciata di euro permette al pensiero dell’Autore di arrivare ad enuclearsi con il tuo pensiero dandoti degli elementi utili da mettere in pratica fin da subito. 
Un consiglio: parti dalla consapevolezza. Ogni volta che affronti qualcosa di nuovo, abbandona ogni pregiudizio e lascia andare, fai fluire i nuovi elementi caldi che entrano nella tua mente e lascia che alimentino le cellule affinché creino nuove sinapsi serenamente, senza resistere.
Non avere fretta.. e soprattutto chiediti come puoi rendere utile quanto appreso da te, per te e per gli altri.
Viviamo in un’epoca straordinaria, la più prospera di sempre. Questa nuova era è quella in cui non siamo al centro, non siamo i padroni, non siamo nemmeno completamente liberi. Ma possiamo essere utili agli altri con ciò che abbiamo imparato affinché non debbano partire da zero e sbattere denti e testa contro infiniti muri.
Non è necessario essere guru per trasferire, l’epoca dei guru è finita. Viva è più che mai l’opportunità che oggi ci è data di trasferire. E recepire.
Certo, c’è anche tanta, tantissima fuffa in giro. La consapevolezza però ti permette anche di selezionare l’enorme quantità di materiale reperibile con più o meno facilità. Vai sul sicuro, vai da chi non promette mari e monti ma da chi propone solamente in base al vissuto con lo spirito di aiutare per fare meglio.
May the wind always be at your back and the sun upon your face.
PS: sai chi sono (stati) i veri padroni della Terra? I dinosauri. Sì, proprio loro, quegli esseri giganteschi che hanno presidiato Madre Terra fino a 64 milioni di anni fa.
L’auspicio è che possiamo noi – come esseri umani – arrivare a padroneggiare il nostro habitat per 100 milioni di anni come loro. Forse è più facile arrivare a padroneggiare il nostro denaro 🙂 – non trovi?
PS2: e Trump cosa c’entra?
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E anche oggi la terra ruota su se stessa nel suo moto perpetuo e ci regala un altro giorno

Questo solo per dire che questo pianeta girando su se stesso ci regala un altro giorno, cosa non affatto scontata.
Lanciato come una trottola nell’universo senza che ce ne rendiamo poi così conto. E sopra a questa trottola in costante, calma rotazione, ci siamo noi con i nostri enormi problemi.
Che non significa siano cazzate.
Ma,
che siano noi a crearceli.
Più sei piccolo, più i problemi ti sembrano grandi.
Più guardi dall’alto i problemi più ti appaiono piccoli.
Più diventi grande tu, più diventano piccoli i problemi.
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E se è il pianeta che ce li crea, crediamo che la natura sia cattiva, senza pensare, infantilmente, quanto noi non siamo molto buoni con lei.
Lo penso ogni volta che vedo una bottiglia di plastica in un torrente, una cartaccia o un pacchetto di sigarette vuoto a un metro da un cestino, una spiaggia con gli avanzi di qualcuno che non si è sprecato di raccogliere le proprie porcherie, pensando che ci debba pensare qualcun altro o.. ci penserà lei, la natura, anzi chi se ne frega.
I tuoi bambini vivranno nel mondo che gli lasci tu, idiota. Poi non dire che li ami, idiota.
Lei, la NATURA.
Quella cosa che si impossessa degli spazi incustoditi e che rigogliosa diventa selvaggia, verde e ospitale (di animali, vegetazione varia, insetti, essere vari che magicamente iniziano a popolarla dopo che il repellente se ne è andato).
Poi arriva l’uomo di nuovo e fa pulizia. Poi quando l’uomo se ne va via, lei ricomincia da nulla, come il caso non fosse stato suo. Lei ricomincia.
L’erba cresce, le piante crescono, gli animali nidificano, etc.
Pensando che questa sia casa nostra, quando siamo solo ospiti a casa di qualcuno altro (il pianeta), noi, il regno animale, quello vegetale, a pari merito, ci abitiamo. Che corrisponde a dire, ci viviamo.
Dove vivi? A Verona. Sbagliato: sul pianeta Terra.
E ricominciamo da nulla, cresciamo, nidifichiamo.
Se l’umanità venisse spazzata via domani, lei – la natura – dopo un minuto indifferente ricomincerebbe da nulla, crescendo, nidificando. Dell’uomo, alla natura, non gliene frega una gran mazza di sta cippa.

Republican presidential candidate Donald Trump speaks at an event, Saturday, Oct. 3, 2015, in Franklin, Tenn. (AP Photo/Mark Zaleski)

Republican presidential candidate Donald Trump speaks at an event, Saturday, Oct. 3, 2015, in Franklin, Tenn. (AP Photo/Mark Zaleski)


E in tutto questo viviamo nelle dimensioni delle nostre piccole grandi cose, da come arrivare a fine mese alle grandi elezioni americane dove un imprenditore billionario immobiliare – Donald Trump, del quale ho letto diversi libri (ad es. PENSA IN GRANDE E MANDA TUTTI AL DIAVOLO) – può diventare Presidente degli Stati Uniti d’America.
Allora capisci che veramente tutto è possibile.
Questo pianeta è il luogo delle possibilità.
Mica per tutti, esistono predatori e prede in natura.
Esistono vincitori e vinti, in natura.
Esiste chi si offre e chi si prende.
Esiste anche chi non prende e non da. Chi prende e basta. Chi offre senza voler nulla in cambio.
Il Karma – si dice – ti ricompenserà, nell’equilibrio delle cose.
Questo è il pianeta di chi ricomincia da nulla, cresce, nidifica.
Allora il mio messaggio è, ancora una volta, che la manciata di anni in cui sei qua, fai in modo di fare qualcosa di buono per qualcuno.
Magari sarai ricordato, magari no. Magari intanto hai fatto solo la cosa giusta.