DENTRO DI NOI CI SONO ANCHE LE SUPERNOVE

DENTRO DI NOI CI SONO ANCHE LE SUPERNOVE

La Terra è un enorme organismo vivente. Allo stesso tempo è ANCHE un minuscolo organismo vivente.. ovviamente se comparato allo spazio più grande in cui è collocata: braccio periferico della Galassia, Gruppo Locale, Universo.

Esplosione di una Supernova

Nell’universo tutto è vivo, tutto è in movimento, tutto è intelligente.

In questo.. la Terra non è che un minuscolo frammento con i suoi equilibri all’interno di un sistema in espansione.

E noi?

Noi siamo espressioni di energia.

La nostra realtà è molto più stellare di quanto sembri!

Non voglio passare per quello che prova a fare filosofia spiccia ma le cose a mio avviso stanno più o meno così:

  • per capire un po’ di più il mondo e noi che ne facciamo parte, spostare il focus DAI problemi, le “povere” implicazioni dell’esistenza ALL’esistenza pura.

OK OK sono concetti astratti, riportiamoli alla materia. Ecco qual è il tema..

Siamo “materia”.

Tutte le nostre rogne, Covid19 compreso, gli sbalzi economici, le rotture, la plastica negli oceani, il surriscaldamento, quelli che ci appaiono capricci di chi ci sta vicino, il lavoro, l’economia, i problemi “materiali”..

Sono nient’altro che implicazioni della nostra esistenza collocata in questo pianeta dovute al modo in NOI concepiamo la vita.

Di fatto.. NON esistono se non nella nostra realtà.

Le abbiamo portate noi qua, creandole.

Non esisterebbero di per sé.

Perché?
Fanno parte del nostro sistema evolutivo.

In realtà noi siamo “espressione di movimenti cosmici” che detta così.. (L’Universo per chi ha poco spazio-tempo di Sandra Savagliouna delle più importanti scienziate ed astrofisiche del mondo ed è Italiana e nostro vanto! ..è un libro che cambia davvero, va assolutamente letto).

Il ferro del nucleo terrestre tanto quanto quello che scorre nelle nostre vene che rileviamo negli esami arriva da molto lontano, da molto prima che ci manifestassimo qui come “vita”.

Scorre persino dell’oro dentro di noi. Curioso no?

Siamo principalmente fatti di carbonio che è l’elemento base costitutivo della vita ma siamo anche ferro, argento e oro.

Come? Perché dentro di noi ci sono anche le esplosioni delle supernove.

So quanto questo possa sembrare assurdo ma è molto più “normale” e canonico di quanto sembri.

Siamo un’implicazione della vita che si manifesta su un pianeta di medie dimensioni in un sistema periferico di una stella media a metà della sua “vita” in un braccio periferico di una galassia gigante.

A new image from the NASA/ESA Hubble Space Telescope shows NGC 5806, a spiral galaxy in the constellation Virgo (the Virgin). It lies around 80 million light years from Earth. Also visible in this image is a supernova explosion called SN 2004dg.

C’è un ragazzo di più o meno vent’anni che porta il nome di Prestigio su YouTube. Qual è il vero nome di Prestigio?

Questo autore di geniali video sul Cosmo e sull’Universo si chiama Riccardo Frapiccini. Non c’è un suo video che io e mio figlio dodicenne ci perdiamo.

Per noi è un vero genio e merita milioni di visualizzazioni. Guardate i suoi video sul cosmo perché sono veramente STRAORDINARI.

Qui il suo canale video su Youtube e qui il suo canale Instagram.

BUONA VISIONE.

Le splendide immagini arrivano da 76+ Supernova Hd Wallpapers on WallpaperPlay.

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Leonardo Aldegheri
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IL NOSTRO COMPITO È REALIZZARE

Il nostro compito è realizzare.

Noi non dobbiamo cambiare le persone che abbiamo attorno ma possiamo fare una cosa molto più potente e intelligente: cambiare noi stessi.

Il focus va messo sul nostro cambiamento e non su quello degli altri. 

Gli altri hanno il loro percorso. Noi abbiamo il nostro. Ecco perché non vale assolutamente la pena “perdere tempo” guardando a cosa fanno gli altri.

Il nostro “compito” è quello di essere noi stessi, al meglio. Cioè “compierci“.

Realizzarci attraverso il nostro percorso, attraverso il nostro fare le cose.

Quindi il nostro compito è realizzare.

Ognuno di noi arriva con dei talenti, se ripartiamo senza averli usati, sfruttati, fatti sviluppare e maturare – esattamente come i frutti degli alberi – torniamo avendo sprecato un “giro”, una possibilità, una opportunità.

Ecco perché, cogliere le opportunità è appannaggio di chi le sa vedere.

È proprio una questione di visione, immaginazione, vedere cose che ancora non esistono ed essere il tramite per realizzarle.

“Pensavo, farò esattamente come mi pare […]. Per quanto mi riguarda, voglio solo vivere, divertirmi e stare bene più che posso”

Freddie Mercury
Queen – Days of our Lives, in una intervista di fine anni ’70. Benché Freddie Mercury morì a soli 45 anni (qui ne aveva meno di 30) non significa non avesse vissuto. Il senso è vivere appieno e sembra ci sia riuscito: Freddie ha saputo “vedere” lidi musicali (nell’epoca di Pink Floyd e Led Zeppelin) e donarli al mondo.

Ci ho messo anni per apprendere questo e in tal senso c’è un video su YouTube di Igor Sibaldi dove ironicamente illustra che quando si torna di là se hai sprecato l’esistenza a non combinare nulla, ti pigliano pure un po’ per i fondelli.

Tuo marito ti tratterà bene quando tu ti tratterai bene. Il tuo collega ti tratterà con rispetto e dignità quando tu ti tratterai con rispetto e dignità.

Il tenente Dan, in Forrest Gump (citazione presa da un video di uno Youtuber molto interessante che recensisce di solito libri o concetti complessi, Saverio Valenti) trova la pace e l’amore dopo essersi perdonato.

Perdonati, la dignità è la tua. Non devi pagare alcun prezzo solo perché esisti.

Perché si esiste, già si merita.

Se l’altro non capirà, occorre non giudicare ma nel momento in cui ci si profonde nella realizzazione attraverso il nostro percorso, le persone non in visione con questo usciranno e ne entreranno altre – quasi automaticamente.

E se non lo faranno (di uscire) è perché hanno ancora da “insegnarci” qualcosa.

I migliori Maestri sono quelli che combattiamo e apparentemente ce l’hanno con noi. Se non fosse per alcuni di coloro, forse non ci si adopererebbe adeguatamente.

Il senso di urgenza funziona – quando si ha l’acqua alla gola.

Occorre essere aperti all’imparare però.

Serve fiducia in tutto questo e pare il mondo se ne nutra. Infatti, quando si augura in bocca al lupo non significa affatto essere mangiati da esso ma essere accolti come quando il lupo prende in bocca i suoi cuccioli per proteggerli e trasportarli.

Un bel grazie, quindi, è la risposta giusta. Anche ai Maestri.

Leonardo Aldegheri
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L’EPOCA DEI DIRITTI E MAI DEI DOVERI

L’EPOCA DEI DIRITTI E MAI DEI DOVERI. Da qualche giorno girano video su Marchionne come se piovesse, io stesso ne ho pubblicato uno sulla mia pagina Facebook, scelto tra molti visti.

Vedere video nell’epoca in cui viviamo è molto istruttivo. Youtube, Facebook, LinkedIn e il web in genere sono una fonte inesauribile di elementi per il miglioramento. Se il miglioramento è ciò che ti prefiggi come scopo.

Ma attenzione, il miglioramento non è lo scopo. Lo scopo è arrivare a fare determinate cose che ci si prefigge e il miglioramento è solo lo slancio, l’attitudine, l’orientamento per arrivarci.

In pratica, il miglioramento è lo STRUMENTO.

Perché mai come oggi abbiamo – tutti – la possibilità di poter diventare delle persone che aspiriamo ad essere.

Marchionne è un manager che sta insegnando tutt’ora parecchio (anche se non c’è più) e le cui battute come “in ferie da cosa?” ci fanno sorridere. Almeno fanno sorridere me.

Una delle rare foto di Marchionne con la “cicca” in bocca

Quello che NON mi fa sorridere è la totale mancanza di voglia di mettersi in discussione.

Si è sempre fatto così – e quindi GUAI A CAMBIARE – è la frase che più di ogni altra preclude ogni forma di cambiamento. E quindi di miglioramento.

Nel giugno del 2004, FIAT – eh sì, esisteva un tempo in cui si chiamava così (del resto le cose cambiano) – perdeva 5 milioni di euro al giorno e il giorno della sua morte Marchionne è riuscito a chiudere il cerchio AZZERANDO il debito.

Ma cosa è successo nel frattempo?

I cambiamenti non avvengono overnight, come dicono gli anglosassoni.

Sono il frutto del lavoro quotidiano. Sono la risultante dell’insieme di forze rivolte in una stessa direzione condivisa dove tutti a tutti i livelli avranno l’opportunità di trarre beneficio, dentro e fuori l’organizzazione.

Ma nel frattempo si attuano strategie ben consapevoli per fronteggiare un mercato spietato, di una competitività senza pari, dove ogni confronto col passato è solo perdente. Dove le modalità del passato sono perdenti perché fuori contesto.

Quelle modalità vanno prese, valorizzate, ri-attualizzate in un ottica di management in linea con i tempi, ove le informazioni sono condivise e dove le persone parlano, si confrontano, sono aperte e si rivolgono l’un l’altra con disponibilità e attitudine alla reciprocità.

Per fare ciò, serve visione. Determinazione. Competenze. Mentalità. Studio, dedizione.

Serve uscire dalle quattro mura che ti circondano ogni giorno e andare là fuori a scoprire com’è fatto quel cavolo di mondo.

Serve aggiungere relazioni stimolanti alla propria esperienza, serve viaggiare, serve leggere, serve studiare, incontrare, conoscere. Serve essere curiosi e aperti.

E mica per inchiappettare nessuno. È per fare bene in un contesto che si muove come un vortice all’unisono con l’espandersi della natura delle cose, delle situazioni, degli eventi, delle nuove modalità d’uso.

Il mondo è da 4.8 miliardi di anni CHE SI EVOLVE!

Mica si ferma adesso. La questione è: in dieci anni, cos’hai imparato di nuovo? Se per dieci anni fai solo una cosa, sei competente per quella cosa in dieci anni. Magari molto competente. MA ne sai fare una. Se ogni anno per dieci anni ti sei dedicato a dieci cose diverse hai avuto il tempo per acquisire conoscenze, maturarle e trasformarle in competenze. Solo che alla fine dei dieci anni ne sai fare dieci di cose.

Magari non benissimo, perfette, minuziose, alacremente cesellate. Ma va bene, non è che se non sono così allora sei solo un cialtronazzo pressapochista. NO! Basta, non è così. Quelle competenze, quelle ultra specializzate, si comprano sul mercato.

Esistono diritti, esistono doveri. Soprattutto esiste fare. Fare bene, fare meglio, magari per fare la differenza.

Sono due approcci relativi alla stessa cosa: se parliamo di diritti ci precludiamo una serie di altre cose. Se parliamo di doveri, di altre.

Se invece parliamo del PIACERE di fare le cose, il diritto e il dovere magicamente scompaiono.

Io creo e mi ricreo.

WOW. Allora diventa un piacere alzare il culo e non un dovere. Allora diventa un piacere lavorare e non un diritto.

Dipende da dove desideri porre il TUO focus.

Dipende da cosa pensi e porre il focus è conseguenza.

E ciò che pensi è dettato dalle convinzioni che sono dettate dagli ambienti che frequenti e che hai frequentato, dagli insegnamenti ricevuti e sopratutto da ciò che ne hai tratto, dai comportamenti, dalle esperienze.

Fortunatamente esiste il libero arbitrio. Le persone scelgono sempre. Anche se non lo sanno. Anche se credono di non saperlo.

Leonardo Aldegheri

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