A TUTTI COLORO CHE NON VIVONO LA LORO VITA E VOGLIONO VIVERE QUELLA DEGLI ALTRI

A TUTTI COLORO CHE NON VIVONO LA LORO VITA E VOGLIONO VIVERE QUELLA DEGLI ALTRI

#223

Dico a tutti quelli che non vivono la propria vita e vogliono vivere a ogni costo quella degli altri:

pretendere dagli altri è INSANO. Tossico.

Controllare, monitorare, salvare, mettere da parte che non si sa mai. È malsano per voi.

Parla di voi, non della persona che state osservando dal nascondiglio buio in cui peraltro vi si vede benissimo.

Lo è già nei rapporti di subordinazione.

Ma la subordinazione NON esiste se non quando regolata dai rapporti di lavoro, che è altra cosa. Tra esseri umani si è tutti uno.

Per cui quando vi trovate a parlare e trita e ritrita i discorsi sono sempre quelli significa soltanto una cosa: che vi nutrite di quello. E la vostra vita sarà emanazione di quello perché è il cibo tossico che vi alimenta.

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IL SERPENTE E LA LUCCIOLA

IL SERPENTE E LA LUCCIOLA

#222

Racconta la leggenda, che un serpente inseguiva una lucciola per divorarla.
Il piccolo insetto faceva l’impossibile per fuggire dal serpente.

Per giorni fu una persecuzione intensa. Dopo un po’ di tempo, la lucciola stanca ed esausta si fermò e disse al serpente.

Posso farti tre domande?

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L’IMPORTANZA DEL DONO

L’IMPORTANZA DEL DONO

#219

Tutto quello che arriva è dono.

Quello che faccio, se buono e utile e quando ciò è riconosciuto perché altri ne hanno potuto beneficiare e hanno avuto il nobile intento di farmelo PURE sapere, è MERITO.

Non è scontato, non è dovuto.

Se faccio qualcosa di sbagliato, è COLPA?

Non è colpa, l’errore è sempre esperienza.

La differenza tra “error” e “mistake” gli anglosassoni la conoscono bene (in Italia, i confini tra le due accezioni sono piuttosto confusi):

  • error quando non sapevi,
  • mistake quando sapevi ma non hai “performato” appropriatamente.

Da noi la presunzione d’ignoranza non è contemplata.

Occorrerebbe partire sapendo già le cose, quindi?

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A COSA SERVE LEGGERE SE POI CI SI DIMENTICA?

A COSA SERVE LEGGERE SE POI CI SI DIMENTICA?

#218

“Ho letto moltissimi libri, ma ho dimenticato la maggior parte di essi. Ma allora qual è lo scopo della lettura?”

Fu questa la domanda che un allievo una volta fece al suo Maestro. Il Maestro in quel momento non rispose.

Dopo qualche giorno, però, mentre lui e il giovane allievo se ne stavano seduti vicino ad un fiume, egli disse di avere sete e chiese al ragazzo di prendergli dell’acqua usando un vecchio setaccio tutto sporco che era lì in terra.

L’allievo trasalì, poiché sapeva che era una richiesta senza alcuna logica.

Tuttavia, non poteva contraddire il proprio Maestro e, preso il setaccio, iniziò a compiere questo assurdo compito.

Ogni volta che immergeva il setaccio nel fiume per tirarne su dell’acqua da portare al suo Maestro, non riusciva a fare nemmeno un passo verso di lui che già nel setaccio non ne rimaneva neanche una goccia.

Provò e riprovò decine di volte ma, per quanto cercasse di correre più veloce dalla riva fino al proprio Maestro, l’acqua continuava a passare in mezzo a tutti i fori del setaccio e si perdeva lungo il tragitto.

Stremato, si sedette accanto al Maestro e disse: “Non riesco a prendere l’acqua con quel setaccio. Perdonatemi Maestro, è impossibile e io ho fallito nel mio compito”.

“No – rispose il vecchio sorridendo – tu non hai fallito. Guarda il setaccio, adesso è come nuovo. L’acqua, filtrando dai suoi buchi lo ha ripulito”.

Quando leggi dei libri – continuò il vecchio Maestro – tu sei come il setaccio ed essi sono come l’acqua del fiume”.

“Non importa se non riesci a trattenere nella tua memoria tutta l’acqua che essi fanno scorrere in te, poiché i libri comunque, con le loro idee, le emozioni, i sentimenti, la conoscenza, la verità che vi troverai tra le pagine, puliranno la tua mente e il tuo spirito, e ti renderanno una persona migliore e rinnovata. Questo è lo scopo della lettura”.

Romanzi? Qualche volta. Saggistica: TANTA.

Grazie a Francesca Andreis per aver pubblicato su Facebook questo grandioso e interessante post (da Anna Rita Montinaro). Incredibilmente, il giorno prima di aver letto questo post, prima di riordinare la mia libreria e osservando un titolo in particolare, mi sono posto esattamente la stessa domanda.

QUAL È LO SCOPO DELLA LETTURA SE POI CI SI DIMENTICA?

Infatti, non ricordavo di aver letto quel libro e mi sono detto: “se manco mi ricordo di averlo letto, come posso pretendere di ricordare il suo contenuto?”.

Beh, la risposta a questa domanda è proprio qui sopra. Quando leggiamo operiamo un allargamento della nostra mente. Ci espandiamo. È fondamentalmente irrilevante ricordare i dettagli ma è fondamentale quello che rimane da quel viaggio.

Perché leggere un libro è un viaggio. E dai viaggi si torna sempre diversi rispetto a come eravamo al momento della partenza.

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Leonardo Aldegheri
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SVILUPPARE, PROGETTARE, COSTRUIRE, SOGNARE, REALIZZARE: I MIEI VERBI PREFERITI

SVILUPPARE, PROGETTARE, COSTRUIRE, SOGNARE, REALIZZARE: I MIEI VERBI PREFERITI

#217

Sembra veramente incredibile quanto possano essere varie le visioni delle persone.

La stessa cosa può essere vista davvero in mille modi differenti. È lì che nascono le incomprensioni. Ci sono persone che si fanno dei film incredibili, portate a pensare determinate cose che appaiono nella loro testa facendo in modo di credere che siano reali.

Infatti, per loro sono reali. E sono reali fintantoché si concede si possano materializzare nella realtà dei fatti oggettivi.

Poi si aggregano altre persone di simile estrazione attitudinale e i film vengono condivisi e arricchiti implementando la sceneggiatura, arricchendola, sviluppandola secondo un modo affine di vedere le cose.

Una sceneggiatura finale che crea emozioni tra coloro che ne fanno parte perché sono alimentati di questo. Si nutrono di questo.

VOGLIONO questo perché questo in qualche modo le nutre.

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NON PERMETTERE MAI A NESSUNO CHE NON SAI FARE QUALCOSA

NON PERMETTERE MAI A NESSUNO CHE NON SAI FARE QUALCOSA

#216

Non mi riferisco a nessuno in particolare e stamattina, in questa meravigliosa domenica di giugno in piedi dalle 6 e qualcosa (di domenica??), sono incappato in questo stupendo racconto che ho trovato su LinkedIn (grazie Gian Luca Bruno):

“Adesso mi suicido. Così gridai a mio papà. Non sapevo neanche bene cosa volesse dire, ero piccola. Ma lui mi sorprese: ‘E come fai?’.

Arrabbiata dissi: ‘Sai cosa faccio? Mi butto dal letto’. E lui: ‘Senti, se vuoi farlo, fallo bene e ti porto al secondo piano.’

Io lo guardai sconvolta. Poi mi disse: ‘Dai smettila, la vita è una figata’. Mi lasciò sul letto e se ne andò.

Cavoli, in quel momento mi si rivoltò il mondo: ero ancora viva, quindi meglio che iniziavo a godermela, la vita”

– Bebe Vio
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LA VITA NON SI SCROLLA

LA VITA NON SI SCROLLA

#215

Al di là di ogni ragionevole retorica del tipo “bisogna leggere!”.

“La gente” non ha c..zi di leggere, diciamocelo.

È così facile e piacevole subire i contenuti. Ecco che uno smartphone è perfetto: è studiato e congegnato per carpire l’attenzione.

Come funziona l’algoritmo di Facebook?

L’algoritmo è fatto per cui se un post attrae e crea engagement nei primi minuti allora la piattaforma lo mostra via via sempre di più. Altrimenti bye bye.

Su YouTube il video successivo parte pressoché all’istante perché è voluto che si permanga sulla piattaforma.

Su YouTube c’è una tale mole di quantità di minutaggio di video che non basterebbe l’intera vita dell’intera popolazione mondiale per vedere tutto.

Vuoi sapere perché?

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SIAMO IN MEZZO A.. LÀ

SIAMO IN MEZZO A.. LÀ

#214

Perché mi piace parlare dello spazio, del cosmo, della bolla del sistema solare?

Perché il solo fatto di pensare “” tutto questo è semplicemente illusorio. Noi siamo in mezzo a ““.

è in qualsiasi punto come essere “in mezzo”. Solo un secondo fa eravamo “” di 30 metri solo per il moto di rotazione.

Poi, viaggiamo anche a una velocità impressionante attorno al centro della via lattea. Il braccio si porta dietro Sole, Giove e tutti i pianeti, tra cui noi con tutti i nostri problemi e seghe mentali. Siamo trascinati da forze incommensurabili e manco ce ne accorgiamo.

Ci sembra tutto fermo.

“Eppur si muove”.

Galileo Galilei
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