URBI ET ORBI. IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO

URBI ET ORBI. IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO

“Siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta.

Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato.

Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

Penso che Papa Francesco sia stato capace di sintetizzare e dare voce al pensiero di molti.

Spero che questa esperienza ci porti a ripartire quando sarà, in tutti gli ambiti, con uno sguardo diverso. È il momento di chiamare a raccolta le menti migliori e di fare emergere idee nuove.

NON si tratta di imporre una religione sull’altra. Basta con queste cazzate.

Si tratta di cogliere un’opportunità IMMENSA che tutti noi abbiamo sotto il naso, in questo momento, eccetto per chi si sta spendendo giorno e notte come i medici e i sanitari e come loro tanti, tantissimi altri.

Loro hanno l’opportunità di gettare il cuore oltre l’ostacolo e lo stanno facendo ora dopo ora, giorno dopo giorno. Silenziosamente. Ma anche gli altri possono farlo.

A LORO VA TUTTA LA GRATITUDINE DEL MONDO.

L’opportunità è anche non è annoiarsi sul divano.

L’opportunità È PENSARE.

Programmare, rivedere, riconsiderare, meditare, scrivere, leggere, migliorarsi, CREARE.

L’opportunità è fare chiarezza dentro di noi, cogliere il tempo che si è rivelato disponibile mentre prima era INDISPONIBILE. Non ho tempo! Quante volte abbiamo sentito questa orrenda frase?

Il tempo non si trova, si dedica.

E sono certo che in tanti di noi ci sia oggi ancora chi dice che non ha tempo.

Perché il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e necessariamente lo si destina alle attività – invece che alle passività ovvero quelle cose che subiamo rispetto a quelle che vogliamo fare, realizzare.

Allora si fa ordine, si pota, si sistema, si organizza, si elimina invece di annoiarsi sul divano a consumare la banda di Netflix.

Abbiamo sporcato, abbiamo inquinato, abbiamo sprecato, abbiamo corrotto.

Ma abbiamo fatto anche tanto del bene. Non vanno dimenticate tutte le persone dal grande cuore che si sono sempre spese e hanno cercato di costruire, nella normalità.

Non esiste una religione sull’altra, siamo tutti accomunati da un’esistenza su questo pianeta e sta a noi gioirne e trarne giovamento, grati del sole, della natura, del vento, delle montagne e del mare.

Grati del rispetto che dobbiamo portare, senza usare, senza abusare, senza sporcare, sfruttare e gettare.

Senza prevaricare, imporre, screditare, sminuire, manipolare.

Chiedendo il silenzio a mia figlia di cinque anni per ascoltare, ho colto l’occasione per spiegarle chi fosse quella persona vestita di bianco e cosa stesse facendo:

Sai amore, che senti parlare di questo Coronavirus? Beh, coinvolge talmente tanto tutto e tutti che il Papa, quel signore lì, ha pensato di fare una supplica. È simbolica amore ma sappi che la preghiera è lo strumento più potente che l’uomo abbia.

Che sia di una religione o un’altra, una riflessione, una meditazione.. Purché venga dal cuore e sia sincera.

Ecco, lui lo sta facendo per tutti gli uomini del mondo, anche per quelli che non ci credono o gli dicono su.

Si chiama indulgenza plenaria e sta chiedendo direttamente a Dio di fermare questo virus. Per tutto il mondo.

E a mio figlio, più grandicello, ho detto che..

Per farlo, il Papa ha voluto esporre un crocifisso del 1600 che si dice abbia miracolosamente fermato la peste di quattro secoli fa.

Mi piace essere preciso: questo preziosissimo Crocifisso risale a ben prima della data specificata sopra. In una nota storica, è risalente persino al 1370-1400 e gli sono attribuiti numerosi miracoli, compreso quello di salvare Roma dalla peste nel 1522.

Puoi crederci o non crederci ma queste sono le parole che ho detto a chi tengo di più.

IL DISCORSO

Questo è un discorso che qualsiasi bravo formatore avrebbe potuto fare ai suoi allievi.. Infatti, il principio non è diverso.

Quello che stiamo tutti vivendo è un grande Master Collettivo. Promosso dalla Scuola della Vita.

È costoso.. molto. Costa vite. E impone alti dazi economici. Chiamiamole Royalties.

Solo che invece di essere esclusivo.. è INCLUSIVO. E il suo conseguimento è quello della felicità.

E lungo, perché va in profondità. E allo stesso tempo è full time, perché alle sue lezioni si partecipa tutti i giorni.

“Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento.

Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.

Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza.

Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato.

Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino.

È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima.

È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate.

È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.

È avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. È avere il coraggio di dire “Mi dispiace“. È avere la sensibilità di dire “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire “Ti amo“. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità … che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza.

MI DISPIACE. TI PREGO, PERDONAMI. GRAZIE. TI AMO.

Ho’oponopono

E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza.

Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.

Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano.

Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile”.

Questa LA SUPPLICA DEL PAPA IN UNA PIAZZA DESERTA NEL CUORE DI ROMA, SOTTO LA PIOGGIA SCROSCIANTE.

Un momento veramente unico che auspico abbia toccato il cuore di molti, ANCHE se non di tutti.

Sono convinto che questa cosa finirà soltanto nel momento in cui sufficienti coscienze saranno trasformate.

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Leonardo Aldegheri
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