LA COMPETIZIONE

LA COMPETIZIONE

LA COMPETIZIONE

#201

Non sono i fatti che forgiano la mia vita e che determinano le mie sensazioni e le mie azioni ma piuttosto è il modo in cui interpreto e valuto le mie esperienze di vita.

Il senso che attribuisco a ogni fatto determinerà le decisioni che prenderò e le azioni che compirò, e quindi il mio destino finale”.

Questo passaggio di Anthony Robbins – contenuto in uno straordinario libro edito da Ekis Edizioni: PENSIERI STRAORDINARI (Alessandro Mora e Roberta Liguori) – racchiude l’essenza, il principio attivo, l’antidoto ai nostri problemi.

Non al fatto di non averne. Ma al fatto di non farcene sopraffare. Amici, la verità è che TUTTI ma proprio tutti, abbiamo dei problemi.

Che scoperta! Aspetta aspetta.

Spesso ci capita persino di pensare di essere i soli ad averne mentre gli altri no.. gli altri stanno bene. Stanno già bene! Non c’è BALLA più bugiarda. Magari possono essere bravi a non manifestarli. Magari, invece, non lo sono affatto, trattandoti come cestino della loro immondizia. Lo fanno e non lo fanno per cattiveria.

Lo fanno perché devono trovare un modo per alleggerire il loro malessere, il loro carico emozionale e quindi senza volerlo al primo che capita vomitano addosso un po’ di cose, un po’ di lamentele, per così dire, e già il pieno di energia vitale scema di qualche tacca.

Entri in una stanza dove c’è uno di questi ed esci sgonfiato, capita mai? A volte basta persino uno sguardo, un’espressione facciale e capisci quanto la sua sofferenza dreni lui e chi – che ha sensibilità e non è “schermato” – gli sta attorno.

C’è chi li chiama vampiri energetici da cui stare alla larga. Ci parli assieme, si fa per dire perché parlano solo loro e a un certo punto quando accenni ad andartene perché non ce la fai più incalzano agganciandoti con un altro periodo, rimarcando lo stesso argomento già ripetuto dieci volte intrappolandoti.

Solo dopo essere giunti alla disidratazione, per sopravvivenza e dignità personale, ci si dà alla fuga.

A volte ci vuole anche del tempo per riprendersi. Be aware! Direbbero gli anglosassoni. Stai attento.

O meglio “SII CONSAPEVOLE”

Ma lo siamo anche noi per altri. Mai successo? Da su, ammettiamolo. Anche a noi è capitato di essere stati vampiri energetici e di esserci attaccati al collo di qualcuno per scaricarci.

Attenzione che si tratta di un’azione inconsapevole. Il vampiro non lo sa che sta vampirizzando. È lui stesso intrappolato da questa sua esigenza profonda di energia. È fame, la sua. Deriva da carenza di affetto, da disagi non superati, da traumi infantili, persino, c’è chi dice, da vite passate.

La verità è che siamo umani e siamo soggetti alle stesse identiche dinamiche (energetiche). Solo che c’è qualcuno che ci riesce meno e qualcuno che ci riesce di più, a superarle.

Come superarle? Non ho certo la ricetta ma una cosa la sto apprendendo, forse: lasciando andare.

Fosse anche di mettere in pratica e persino mettere al servizio della vita propria e di quella degli altri un principio come quello sopra descritto:

il modo in cui interpreto e valuto le mie esperienze determinano le mie sensazioni e azioni.

In questa frase c’è tutto.

Sta a me interpretare. Sta a me valutare. Nel come interpreto e valuto risiede il mio centro, il mio benessere, il mio stato fisico e mentale. Il mio cibo, le mie frequentazioni, il mio lavoro, il mio tran tran, la mia routine e persino la voglia di scattare fuori dal letto la mattina.

ATTRIBUZIONE DI SIGNIFICATO

In psicologia si chiama così il principio enunciato da Robbins e ripreso in PENSIERI STRAORDINARI:

Il senso che attribuisco a ogni fatto determinerà le decisioni che prenderò e le azioni che compirò.

Alda Merini, magica, anima meravigliosa, diceva:

la vita non ha senso. La vita ci dà senso.

Alda Merini

Che significa? Che possiamo attribuire il senso che vogliamo noi a qualsiasi cosa ci capiti o facciamo capitare:

e quindi il mio destino finale”.

La verità, amici – che non è la verità perché lo dico io ma perché è un modo di dire – è che il nostro mondo è intrappolato da una parola:

COMPETIZIONE

Ma non è reale.

Ci insegnano fin da bambini ad essere competitivi: THE BEST!

Ma chi se ne frega di essere the best. Non conta essere i migliori, davvero NO, BASTA!

Conta ESSERE IL MEGLIO DI QUELLO CHE POSSIAMO ESSERE.

La competizione intrappola, deride, vampirizza, critica, denigra, è gelosa del bene dell’altro. Ma anche stimola, incita, motiva. Per carità.

Ma non è la via.

In un libro magnifico che ho letto nove anni fa: LA SCIENZA DEL DIVENTARE RICCHI di Wallace D. Wattles – il libro che ha dato il via e ispirato il filone di THE SECRET di Rhonda Byrne, è spiegato molto bene il concetto di Competizione VS Creatività.

L’antidoto alla competizione è la creatività.

Il mondo è creativo. Ama la creatività. E ama che ognuno contribuisca a creare.

Perché ognuno non è che crei lui, è che diventa semplicemente un braccio esecutivo “della fonte” tale da diventare utile per la sua evoluzione e per l’evoluzione stessa del mondo.

PENSIERI STRAORDINARI di Alessandro Mora e Roberta Liguori – Ekis Edizioni

Così che quando si fa bene una cosa si prova quel senso di completezza e appagamento che è data dal senso di contribuzione. Si è fatto qualcosa per il miglioramento dell’environment, dell’ambiente, del sistema (inteso come sistema che regola la vita).

Fare esperienza della realtà in modo competitivo restituisce una realtà competitiva.

Fare esperienza della realtà in modo creativo cioè contribuendo grazie al proprio apporto personale al miglioramento del mondo pensando al mondo e non soltanto a se stessi, beh, cambia completamente l’approccio alla vita stessa.

E questo non avrà risolto tutti i problemi che siamo portati ad affrontare in questa esistenza ma di certo ci potrà aiutare a stare meglio, fosse anche perché abbiamo aiutato anche una sola persona a stare meglio con se stessa.

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