LA VITA NON SI SCROLLA

LA VITA NON SI SCROLLA

#215

Al di là di ogni ragionevole retorica del tipo “bisogna leggere!”.

“La gente” non ha c..zi di leggere, diciamocelo.

È così facile e piacevole subire i contenuti. Ecco che uno smartphone è perfetto: è studiato e congegnato per carpire l’attenzione.

Come funziona l’algoritmo di Facebook?

L’algoritmo è fatto per cui se un post attrae e crea engagement nei primi minuti allora la piattaforma lo mostra via via sempre di più. Altrimenti bye bye.

Su YouTube il video successivo parte pressoché all’istante perché è voluto che si permanga sulla piattaforma.

Su YouTube c’è una tale mole di quantità di minutaggio di video che non basterebbe l’intera vita dell’intera popolazione mondiale per vedere tutto.

Vuoi sapere perché?

Il “creato“, il generato, il prodotto è mostruosamente più grande rispetto al tempo che le persone avrebbero a disposizione se lo dedicassero interamente a guardare solo quello!

TUTTE. E cresce ogni giorno in termini esponenziali.

Viviamo nel mondo dell’attenzione carpita, non nel mondo del digitale. Siamo “bestiole” analogiche, ammaestrate e ammaestrabili da strumenti digitali.

E neanche ce ne accorgiamo!

Grazie ad Angela Mercaldo su Facebook

Tutto quanto detto sul Covid ne è soltanto l’ultima lampante prova. Quali esseri superiori?
Qualcuno direbbe “Capre! Capre!“. E sai che c’è?

È vero. È fottutamente vero, purtroppo.

Non basta dire “leggi”. Chi ha voglia di leggere? È troppa fatica.

Laggente” è troppo occupata a cedere attenzione e quindi a cedere energia gratuitamente senza nemmeno rendersene conto.

Viviamo nel mondo della velocità in cui anche i frame dei post sono studiati per lo “scrollo”: m’interessa? Mi soffermo. Semmai clicco. Semmai mollo già il lead. Boom.

Non m’interessa? Scrollo.

Hai mai visto scrollare le pagine di un libro? Ma neanche di un kindle!

Soltanto una piccola infinitesima percentuale di popolazione legge veramente, cioè si mette giù e si concentra per almeno una mezz’ora e si immerge nel “mondo” contenuto in quel mondo.

L’uso di uno smartphone è PASSIVO.

L’uso di un libro è ATTIVO.

La “gente” è molto più abituata a essere passiva. Ahimè, perché è la verità. Salvo poi lamentarsi, però, che quello che gli arriva non va bene..

Mica si può scrollare la VITA, no?

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Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

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Leonardo Aldegheri
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