FUNZIONA TUTTO A ONDE

FUNZIONA TUTTO A ONDE

#231

Ogni volta che mi metto lì a scrivere qualcosa, lo faccio col preciso intento di tirare fuori qualcosa in più dalla riflessione precedente.

Non lo faccio perché mi piace. Lo faccio perché mi piace E perché possa essere utile a me e a chi legge. Possibilmente.

Altrimenti la cosa rimarrebbe fine a se stessa e avrebbe davvero poco senso.

Ogni cosa che mi muove ha il preciso intento di essere un processo verso una finalizzazione che porti a qualcos’altro.

Ecco la dovuta premessa rispetto all’argomento di stamattina.. perché – credo – questa sia una BOMBA.

È il massimo di quello che sono venuto ad apprendere nel percorso di ricerca che ho svolto sinora e mi vede coinvolto da tempo. Ciò che sto per dirvi è la mia scoperta più avanzata. Più preziosa. Più nuova in assoluto.

Pronti?

Ecco, la sintesi, la formula basica, l’elemento della tavola periodica, l’assioma che per alcuni è la scoperta dell’acqua calda e per altri sgrana gli occhi:

Sono tutte onde, esattamente come quelle del mare.

Sopra alle onde, una barca segue la corrente e se non ha propulsione è sballottata dalle onde.

Segue il vento.

Segue le onde. E va. Ma dov’è che va?

Va un po’ in tutte le direzioni.

È vero, qui è stato detto che AMBIRE significa andare intorno che significa andare in tutte le direzioni che significa.. ESPANDERSI. O Meglio:

ANDARE IN ESPANSIONE

Che è quello che l’anima richiederebbe: la felicità.

Diciamocelo: è quello che l’anima richiede proprio.

L’anima vuole essere felice.

L’anima desidera cantare di gioia. È la sua natura.

Spesso ci si ritrova in circostanze per cui l’anima non canta di gioia.

Andando un po’ in giro, “la barca” comunque prima o poi da qualche parte approda.

Non lo sa.

E se le va bene così, è OK. È felice comunque.

Se ha propulsione (consapevolezza), se ha un motore potente va dal punto A al punto B in un periodo di tempo anche abbastanza preciso..

Può anche decidere di spegnere il motore per un certo tempo e, anche qui, se è ciò che vuole, è felice.

Il problema è consumare troppo carburante se ha il vento contro e quindi incomincia a metterci un po’ troppo tempo a raggiungere ciò che si è prefissa.

LA PROPULSIONE È CONSAPEVOLEZZA

In più, se il mare è in tempesta, rischia anche molto. A volte.. Molto meglio starsene in porto, ad aspettare.

Ma il mare può anche essere completamente piatto, in altri momenti. Liscio come l’olio.

Come quando “accetto. E mi faccio la mia vita“. Come mi è stato saggiamente detto da una persona che non riusciva a liberarsi da una relazione che portava a continui conflitti, salvo poi, con l’accettazione e la presa di coscienza, riuscirci.

Preso atto di ciò (consapevolezza), il mare in tempesta si è trasformato in un’onda piatta.

E le cose cominciano ad andare.. a funzionare, ad andare bene.

Il vento (le energie attorno) è a favore. Il mare è liscio.

E persino c’è giusto quella bava di vento favorevole, che aiuta leggermente. Che fa sì che le cose si compiano.. praticamente da sole. Come l’arrivo di un aiuto (e anche di un auto), come l’arrivo di un libro.

Occorre anche sapere aspettare, a volte.

Occorre lasciar fare.

Occorre lasciar accadere.

Non imporsi con le proprie vibrazioni rispetto a vibrazioni più stabili, non tese, non serrate, non trattenute.

E come si fa a saperlo?

LO VEDI, QUANDO LE COSE VANNO e funzionano da sole.

Occorre saper osservare.

OSSERVARE

Lo vedete quando siete al timone e le cose vanno via lisce o non vanno. Ovviamente, hanno i loro step di sviluppo, c’è l’impegno da profondere, certo non è tutto automatico ma ciò che voglio dire è che se ci si fa caso, si capisce ben presto quando qualcosa è fonte di accanimento o va via per la sua strada in maniera naturale.

Ecco, accanirsi corrompe, drena, sfinisce.

Troppe forze contro, troppo vento, troppo mare mosso, quando non in tempesta.

Vanno giù, immesse in un pozzo a fondo perduto e a un certo punto si apprende che l’energia personale profusa aveva la finalizzazione di essere altro: una palestra, per rafforzare la muscolatura. Lo scopo era altro.

Va bene anche tornare in porto.

E ripartire poi, aspettando il momento.

Il meteo non lo controlli ma lo puoi osservare.

Funziona tutto a onde.

Occorre controllare quando sono in burrasca o sono calme.

Controllare significa monitorare, osservare, non esercitare controllo nell’accezione che deve essere come dico io altrimenti l’opzione non è valida.

Tutto pulsa, tutto emette frequenze. Posso controllarle nel senso di osservarle.

Appena la pulsazione parte crea l’onda e una pulsazione dopo l’altra crea la frequenza. Le onde hanno i loro picchi e sappiamo quando sono sconnesse o sono regolari.

Anche la pietra al quarzo pulsa, con una precisione disarmante. Per quello è usata negli orologi automatici.. “al quarzo”. Una pietra. Pulsa. Molto semplice.

Tutto è vivo, tutto pulsa, tutto ondeggia.

La chiave sta nel saper leggere le onde.

Saper navigare. saper anche surfare, a volte, divertendosi. Come Alice fa quando volta l’ombrello e si mette a navigare nel mare in tempesta, scoprendo che.. ci si può anche divertire a farlo. Molto semplice.

ASTRAENDOSI. Sapendo vedersi da fuori, separando l’ego dall’IO, con la consapevolezza del timoniere.

È LA CHIAVE DI LETTURA, SAPER INTERPRETARE.

Sapendo che tutto si muove e pulsa e se si è fuori sincronia basta sapere aspettare per interrompere il flusso sconnesso e salire con la tavola (o l’ombrello!) sulla prossima onda, sul flusso regolare.

Tutto si muove ed è sincronizzato: se siete fuori sintonia, fuori onda, fermatevi.

E sappiate aspettare.

E sappiate ripartire: quando è il momento lo sentite.

Siamo esseri colorati, la vita è colorata. Viviamo in un mondo di colore.

A volte occorre saper provocare l’onda e generare il movimento quando l’acqua è da troppo tempo ferma, stantia, in una calma che sa di status quo. Quando le cose appaiono grigie.

LE ONDE CALME DELLA MENTE

Muoviamo le cose.

Conviene ragionare con la mente in tempesta? O con la mente calma e fresca come il mare al mattino?

La risposta viene naturale ma non ci si pensa quando si è coinvolti, investiti dalle onde, per così dire.. quando si è ingaggiati nella battaglia. Si possono anche deporre le armi. Accettare. E fare la propria vita.

È la stessa cosa:

  1. Interpretate tutto come fossero “ONDE”.
  2. Imparate a “NAVIGARE”.

Ho appena appreso questo: siamo colore e possiamo dare colore agli altri.

Quando noi capiamo che nella legge del dare e avere, di causa ed effetto che alla fine dei conti governa praticamente tutto, beh, più colore e vivacità diamo agli altri, più solari siamo, più generosi di vita sana siamo, gli altri sono disposti a riconoscerlo e a distinguere da chi è grigio, immusonito, attaccabrighe, problematico..

Oggi che è sabato, non penso a “lunedì”. Rimango QUI, ORA. Con te e con me.

Molto semplice.

Semplice come un mare piatto, no?

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