SONO SODDISFAZIONI

SONO SODDISFAZIONI

Ogni volta che vedo una libreria mi attivo. Ho proprio sete. Mi verrebbe da comprare tutto. Ho una voglia pazzesca di imparare e leggere e scrivere e produrre.

Ci sono persone in alcune librerie in cui appena mi vedono entrare, hanno gli occhi che iniziano a luccicare e non perché compro tanti libri ma perché amo i libri ed è come se dessi soddisfazione al loro lavoro.

Beh, il loro lavoro non è altro che il mio lavoro in un continuum ove ai lati opposti ci sono chi ha avuto l’idea e chi la sta acquisendo.

Siamo tutti coinvolti nella stessa cosa, fondamentalmente, solo che essa assume gradazioni diverse:

  • Dall’autore che scrive;
  • All’illustratore che disegna;
  • Al grafico che prende testi e le immagini e impagina in bassa risoluzione;
  • All’editore che accoglie l’idea e decide di pubblicarla;
  • Al fotolitista che prende le tavole e fa la separazione del colore;
  • Alla redazione del file definitivo pronto per la stampa;
  • Alle prove colore, alla cianografica, alle lastre;
  • Alla stampa vera e propria, alla confezione;
  • Alla spedizione delle palette con sopra migliaia di copie;
  • Alla distribuzione, agli accordi presi nel frattempo tra editore e distributore; tra autore ed editore sulle royalties, sui diritti, le prenotazioni, le tirature..
  • Fino a te lettore, giunto in libreria.

Fino a me che quando vedo un libro fatto da noi, sono soddisfazioni.

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Leonardo Aldegheri
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CORREVA L’ANNO.. SENZA NOSTALGIA

CORREVA L’ANNO.. SENZA NOSTALGIA

“Correva l’anno” 1997, un annata per me mitica, foriera di grandi traguardi che sarebbero arrivati di lì a breve con uno dei miei migliori anni vissuti poi molto, molto intensamente: il 1998.

Per lungo tempo ho avuto nostalgia di come ero, qui il soggetto in basso a destra nella foto di quinta Liceo Linguistico.

Con quegli occhiali argentati della Diesel andavo in giro con una Vespa Arcobaleno 125 color panna e una mitica Y10 bianca, ereditata da mio fratello.

Non mancavano i pantaloni di pelle. Scrivevo fiumi di poesie che magari un giorno prima o poi pubblicherò.

Suonavo rock con la mia rossa batteria Tama Starclassic giapponese e mi preparavo alla maturità. Avevo 18 anni.

Era tutto da scoprire, volevo iscrivermi a filosofia, forse insegnare, sicuramente suonare e poi.. ho fatto davvero tutt’altro.

Prima a Londra a studiare Business English e a conoscere persone straordinarie, poi all’Università studiando le RP professionali allo IULM, poi riproiettato alla realtà in Legapress in reparto a far scatole e a incassare libri con un passaggio in mezzo a vendere strumenti musicali in un noto shop di Verona come commesso.

Chissà come sarebbe stato fare l’animatore turistico (ho fatto diverse application per quello!) invece che imparare la vendita, gli aspetti commerciali, quelli produttivi e anche tecnici per padroneggiare il mio lavoro. Anni e anni di gavetta che tuttora vive.

Nel frattempo sono diventato padre.

Poi ho perso il padre.

Poi sono diventato padre ancora.

Nel frattempo ho perso tante cose.

Poi ho risalito la china riguadagnandone altre.

Poi, poi, poi. Un giorno dopo l’altro.

Riconnetto i puntini, per dirla alla Jobs.
Vedo i vecchi amici del cuore come il buon Scipio Lucio Scipione.

Vedo Roberta, vedo Silvia Benny e Silvia Vantini.
Vedo le mie compagne che nel frattempo hanno fatto carriera e sono diventate mamme.

Vedo un sacco di sogni.. che all’epoca manco avevo! M’interessava suonare e vivere, vivere e vivere al meglio, al massimo, sempre.

Oggi sogno le imprese, faccio libri, scrivo manoscritti e racconto cose.

Sicuramente TANTO meno spaccone di un tempo.
Ma SOGNO davvero molto di più.

Formarmi mi ha no aperto, spalancato gli occhi. Viaggiare mi ha allargato la mente.

Coltivare relazioni e leggere un’infinità di libri mi ha trasmesso il pensiero intimo dei loro autori.

E ho, forse, compreso una cosa (conto 5 punti in verità):

1. Il sogno è ogni giorno. La realizzazione è il giorno dopo o dopo qualche giorno. In pratica, devi sapere cosa VUOI fare per farla.

2. Se non sogni, navighi senza bussola e solo a vista in mezzo al mare.

3. Magari va a cxxo e impari anche a orientarti con le stelle, cosa che gli Antichi da cui proveniamo sapevano fare molto bene.

4. Boh, non sono nessuno per dire che cosa bisogna fare.. sicuramente se hai in mente cosa vuoi realizzare è meglio che non aver nulla da inventare ma magari va bene anche non aver nulla, punto e stop.

5. La chiave della felicità (da quel che ho capito) è rendersi conto che non la devi raggiungere, ce l’hai già sotto gli occhi. La devi solo vedere.

Buona musica. Buoni libri. Buona vita.
Amare e fare del proprio meglio. Dal punto A) al punto B).

Sono sostenitore del libero essere.

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LETTERA IDEALE A UN EDITORE IDEALE CHE SPIEGA UNA MISSION REALE (E ANCHE UN PO’ DEL MIO LAVORO)

LETTERA IDEALE A UN EDITORE IDEALE CHE SPIEGA UNA MISSION REALE (E ANCHE UN PO’ DEL MIO LAVORO)

Buongiorno,

sono Leonardo Aldegheri e ho letto e riletto il libro “X” di “YZ”, da voi pubblicato. In verità sono appassionato di Y e di letture di questo tipo. Mi muove l’attitudine allo sviluppo personale, delle cose e delle situazioni in ottica evolutiva. Ho guardato bene le vostre pagine sui canali social e ho pensato di contattarvi anche per ragioni di lavoro.

Mi ero ripromesso prima o poi l’avrei fatto, ed eccomi qua – in particolare dopo aver visto su Facebook che fate editoria con lo scopo di far germogliare le persone tramite la lettura e l’acquisizione di conoscenze, anzi con la mission della “meravigliosa rinascita dell’essere umano attraverso la corretta alimentazione mentale”.

Vorrei potervi incontrare, se possibile. Sono sinceramente entusiasta del lavoro che fate e di come lo svolgete.

Vorrei la possibilità di farmi conoscere e darvi prova che non sono e non siamo i “soliti” fornitori che si propongono nella sola accezione di business. Anzi.

Sono, personalmente, prima di tutto un forte, acceso sostenitore della formazione. E, credetemi, per me fare libri è una responsabilità. Abbiamo coniato un hashtag a riguardo: #farelibrièunaresponsabilità.

Lavoriamo con le case editrici da molti anni (suppergiù quasi 50) e ho appreso che lavorare con voi editori, assieme, al giorno d’oggi, è (nel modo in cui è fattibile intendere il fare impresa nel mondo editoriale), una questione di valori e di filosofia alla base di tutto e della relazione in primis con l’editore, con la persona che “pubblica”.

Il mio intento è divulgare la lettura e non essere considerato “solamente come stampatore”.. presi questa decisione anni fa allorché compresi che tale figura era un po’ “scaduta” / inflazionata, ahimè. Erano anni duri, molto duri.
Oggi, invece, desidero ardentemente essere anch’io, per la mia parte, contributore.

Contributore della diffusione della conoscenza. Sì, tramite il mio lavoro.

Un giorno di tanti anni fa avevo espresso l’obiettivo di ri-cominciare a leggere perché dopo l’università i libri letti li contavo forse su una mano. Oggi ne leggo almeno 2 contemporaneamente e intanto scrivo.

Quando ne ho appreso il beneficio molto tempo fa, beh, ho capito il senso del mio lavoro.

E probabilmente una delle possibili chiavi per comprendere il mondo è proprio dargli un senso, dare senso alle cose. Così alle professioni e quello che possono implicare.

E oggi promuoviamo la lettura come cibo per la mente. Ove stampare è sicuramente la felice implicazione. Nel mentre, quindi, facciamo impresa in ottica di una unica, grande squadra.

Facendo impresa anche nell’ottica della responsabilità sociale dell’imprenditore.

Non solo della responsabilità sociale d’impresa ma proprio dell’imprenditore.

L’imprenditore oggi è imprescindibilmente un “influencer” – mi si passi il termine “moderno” – che ha un impatto su altre persone e il suo compito è quello di creare valore per le persone e il mondo tramite ciò in cui è bravo e tramite l’attività che promuove.

Ove soprattutto essere in empatia sul fatto che il mondo abbia bisogno di anime evolute, consenta la possibilità di dare una risposta allineata il più possibile a questa “richiesta”.

Potete verificare di persona quello che pubblichiamo sulla pagina dell’azienda: 

https://www.facebook.com/graficheaz/

e sulla mia personale/professionale ove divulgo il contenuto di cui vi ho fatto accenno ora:

https://www.facebook.com/leonardo.aldegheri/

Così potete avere intanto un’idea di quello che facciamo qui, con tanto amore e da tanto tempo.

Sì, vorrei lavorare con voi. Lavorare nell’accezione più bella e completamente appagante che si possa intendere: quella di creare valore dando il proprio contributo, ognuno per le proprie specialità di cui è testimone e attore. Attore nel senso di chi agisce, non che recita ma che mette in atto.

Nell’auspicio di manifestare la possibilità di darci una chance e constatare se potremo fare faville assieme.. vi prego di pensarci.
Attendo vostre con grande piacere.

Grazie mille.
Un splendida giornata.

Leonardo Aldegheri

www.graficheaz.it 

Click “I Like” on Facebook! www.facebook.com/graficheaz

and LinkedIn https://it.linkedin.com/company/grafiche-az

—————————————————-

Società Editoriale Grafiche AZ srl

Printing & Binding 

Cod. Fisc. e P. IVA 01777450238

viale del Lavoro, 8

I-37036 San Martino Buon Albergo – Verona

t. +39 045 99 44 33

f. +39 045 99 50 16

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LA MATRICE DEI SOGNI

LA MATRICE DEI SOGNI

Mi piace molto l’approccio di Maurizio Parro.

La prima volta che ci siamo visti in Società Editoriale Grafiche AZ per discutere de

La passerotta capricciosa 

il libro da fare era TOTALMENTE da fare e nulla era scontato in quella fase, neanche la relazione cliente+produttore.

E avevamo ben presto capito che il sentiment, il feeling era quello che in qualche modo collega le persone dal loro modo di vedere la realtà.

E io che faccio una testa tanta di Transurfing, quando leggo che ciò che muove Maurizio si chiama La Matrice dei Sogni, impazzisco letteralmente di assonanze.

Il libro che ne è scaturito poi, è sognante, folle, idilliaco allo stato puro. Con dentro delle illustrazioni da capogiro, da “mal di testa” dall’intensità.

La Passerotta Capricciosa

Ora, a me piace parlare bene anche di libri altrimenti me ne sto zitto.

È il mio lavoro farli ma quando trovo le parole sgorganti di pregio per quell’oggetto è perché ci vedo dentro delle cose che scaturiscono dall’aver osato essere andati OLTRE quella matrice, esserci andati DENTRO, averci nuotato con la testa fuori e aver unito in assonanza i puntini e le cose che sono diventate.. cose.

Cosificare, un termine fantastico.

Prima probabilmente c’era un’idea, poi un desiderio, poi la REALTÀ, l’inesorabile realtà.

Quella che ti si forma attorno in ogni momento tutti i giorni, costantemente.

Quella che benché si sia inconsapevoli o maestosamente coscienti, dilaga nel vero senso della parola, trasborda, diventa fiume e lago e mare e oceano e o ti travolge.. o ci surfi sopra.

Tanti baci a tutti.

Per chi vuole acquistare la Passerotta, la trova in Italiano (e anche in francese perché per non farsi mancare nulla Maurizio ha prodotto il libro subito in due lingue, BAM!) anche su Amazon volendo qui.

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101 PROGETTI DI LIBERTÀ

101 PROGETTI DI LIBERTÀ

Ci sono dietro dal Gennaio di quest’anno, prima non conoscevo la tecnica.

Ho visto e rivisto il famoso video di Igor su YouTube, anche con mia moglie.

Ho iniziato il mio personale percorso di scoperta.

Ho sentito di incanalarmi verso un nuovo livello più alto di consapevolezza.

Ho iniziato a vedere che i puntini cominciavano un po’ alla volta ad unirsi.

Avevo appunti sparsi ovunque, tra il telefono, vari quaderni, sui libri che leggo. Nel frattempo sono arrivati “loro”, i luoghi che avrebbero ospitato i 150 della brutta e i 101 della bella.

Nei vari viaggi ho iniziato a convogliare, a casa ad alzarmi prima la mattina per capire, a studiare, a metterci il mio acume, il mio ingegno, la mia concentrazione, la mia energia.

Ho appreso mano a mano che la tecnica ha lo scopo di trasformare te mentre lo fai. E io ho iniziato a sentirmi trasformare. Ho iniziato ad avere “cura” di loro nel mentre in cui iniziavo ad avere cura di me, delle mie sensazioni, dei miei pensieri, dei miei stessi desideri.

E i desideri hanno iniziato ad essere oltre i 150, ben oltre. Anche dopo aver concluso la brutta ho proseguito. Perché i 101 desideri sono anche disobbedienza sana, è la scoperta dell’universo dentro noi stessi.

Li ho messi a prendere l’energia del sole calmo, del mare e l’energia del cielo e del vento. Salvo poi accorgermi che li ho lasciati anche a prendere la notte, l’energia delle stelle persino la sera dell’eclissi solo qualche giorno fa.

Me ne sono reso conto la mattina seguente all’evento e all’evento della conclusione della bella.

In volo per New York

Ora, l’ingrediente fondamentale, sempre in base a quanto sto capendone, è la fiducia.

L’esercizio mnemonico che si fa ogni giorno nella produzione e nella lettura attiva “l’attrattore strano” e tante altre belle cose.

Se non ci credi, non avverrà. 

La scoperta è anche questa: “apprendere di essere parte di” con in più il libero arbitrio. Non ti fa sentire solo. E ti fa sentire “potente” cioè che puoi fare le cose.

Non ti fa agire in nome dell’individualismo fine a se stesso.

Fa tralasciare l’ego pressoché in automatico perché si inizia a concepire il mondo davvero con noi come parte INTEGRANTE cioè strumenti attivi, non passivi, di un tutto che non aspetta altro che ci diamo da fare per farlo “allargare” anche tramite piccolissimi gesti.

E i desideri sono una leva magnifica in tal senso.

Perché è vero, sono bellissime le borse e le auto sportive, i desideri “materiali” vanno benissimo; è anche vero che quando desideriamo “io voglio costruire/io voglio fare/io voglio realizzare la tal cosa” è come se ci manifestassimo come il braccio e la mano dell’universo che fa e produce quella data cosa per il bene dell’evoluzione con noi come “mano” del mondo. 

Almeno, secondo quanto ho avuto modo di apprendere finora.. che è certamente una micro micro micro micro parte di questo tutto.

Nell’interscambio la propria piccola parte, se ha una buona intenzione e un’utilità per le altre persone, “allarga”.

L’universo è dentro di noi e fuori di noi, è noi. Noi siamo lui.

I desideri sono dentro di noi e fuori di noi. Noi siamo loro.

La realizzazione è dentro di noi e fuori di noi. Noi siamo la realizzazione.

È solo che prima lo siamo in potenza..

Poi lo siamo in essenza.

E siamo magicamente realizzazione prima e anche dopo.

Il mondo dei Desideri: 101 progetti di libertà

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ESSERE RISORSA E DARE VALORE

ESSERE RISORSA E DARE VALORE

È il messaggio di Ekis.

Quale stupendo progetto per una società di formazione che si fa casa editrice per portare la cultura dello sviluppo personale anche su carta! Nero su bianco.

Con un lavoro dietro davvero importante.

È la progettualità a fare la differenza.

Il sapere COSA fare e perseguirlo. I COME arrivano.

Creare una casa editrice non è proprio facile. Lavoro con editori di tutto il mondo in maniera intensiva tutti i giorni e ho iniziato a muovere i primi passi in reparto, in legatoria, quando ero solo quindicenne.

Fare libri è un gran lavoro dove impegno, preparazione, costanza ed essere sempre sul pezzo sono elementi imprescindibili.

Essere editori oggi è una vera e propria responsabilità:

  • siamo in una economia di scopo, non più di scala.

E quello che si propone deve avere uno scopo ben preciso, altrimenti il cliente passa allo scopo successivo senza tanti complimenti.

È per questo motivo che la qualità, l’immaginazione, la visione, la mission devono essere sempre alte e devono dare tanto valore.

La responsabilità sociale dell’imprenditore di cui mi faccio portatore con intensità è ESSERE GENEROSO. Darsi senza risparmiarsi.

È sicuramente un modo diverso di intendere l’impresa e il fare impresa.

Questo è ciò che vedo in questo magnifico video di presentazione della casa editrice Ekis Edizioni.

Se TUTTE le persone di questo pianeta si sapessero dare e si concentrassero per essere risorsa, generando valore e trasformandosi in opportunità – generosamente e senza risparmio – per se stesse e per gli altri, beh, questo mondo sarebbe il paradiso che è già ma con più consapevolezza.

E c’è un modo davvero molto semplice per accrescere la propria consapevolezza: LEGGERE.

Leggere è uno strumento potentissimo.

Leggere apre mondi.

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COME COMBATTERE L’IGNORANZA E VIVERE FELICI

COME COMBATTERE L’IGNORANZA E VIVERE FELICI

Il fatto che attraverso i canali social molte persone diano aria alla bocca quando potrebbero – e farebbero meglio a – stare zitti è, di fatto, inevitabile.

È la democratizzazione della rete. Una volta c’era la censura, oggi c’è la libertà di opinione.

Due elementi che all’opposto uno dall’altro aprono mondi.

Come regolarizzare i mondi nel continuum?

Grazie a un unico, solo, preziosissimo asset: l’intelligenza.

Oggi tanto si sente parlare di analfabetismo funzionale, termine introdotto in Italia da Frank Merenda nel 2015, uno dei massimi esperti di marketing e vendita che ci siano.

Qui si tratta di incapienza intellettuale. È quella che in veneto si chiama “no rivarghe“.

Oggi, non è possibile rimanere ignoranti o meglio, è possibile ma se lo si rimane è perché lo si vuole, non perché non sia possibile imparare.

Abbiamo una tale ricchezza a disposizione, peraltro anche gratuita, che non informarsi, non documentarsi, non dotarsi degli strumenti utili a discernere non solo è un delitto ma è una scelta vera e propria.

Inconsapevole o no, scegliere l’ignoranza è una decisione.

Grazie a Facebook, LinkedIn, Twitter, Instagram, etc. tutti – tutti – siamo editori.

Tutti hanno la loro linea editoriale, il loro filone, il loro pubblico più o meno targettizzato e pubblicano. Poi ci sono gli editori guardoni ma questa è un’altra storia.

Non se ne rendono conto ma è quello che fanno.

Come per gli editori, la scelta dei contenuti è fondamentale e oggi più che mai chi ha da dire qualcosa lo può fare alla stessa stregua di chi non ha da dire niente ma lo dice lo stesso.

Il problema è sempre quello:

il discernimento ovvero la capacità di usare l’intelligenza che il buon Dio ci ha donato al fine di trasmettere ad altri l’elaborato del proprio vissuto per farne trarre beneficio.

C’è il chitarrista divino che fa ciò attraverso il suo gusto e orecchio musicale unitamente alla manualità e all’uso delle dita, così fa il chirurgo, così fa lo scrittore, il filosofo, in teoria il politico a beneficio del popolo.

Ma cos’è l’intelligenza?

È quello che fai con quello che sai. Ma anche quello che fai con quello NON sai.

(O quello che ti permetti di fare pur non sapendo neanche di non sapere).

Poi c’è l’ignorante che non capisce una beneamata. E parla.

Poi c’è l’altro ignorante che commenta e via dicendo in un loop di alimentazione della favella quando essa dovrebbe lasciare spazio al silenzio cosmico. Anche quello che fai con quello non sai.

Ma apprendo una cosa: se la natura prevede l’ignoranza è anche perché essa serve.

L’ignoranza si oppone alla sapienza, al discernimento e fa riflettere come sta facendo riflettere me ora.

Io sbaglio a giudicare l’ignorante perché è l’ignorante che giudica.

L’ignorante:

  • critica
  • colpevolizza
  • oltre a giudicare.
  • E quando può, condanna.

O mio Dio, ecco dove sta il mio sbaglio: sto dando importanza all’opinione dell’ignorante, giudicando a mia volta e trasformandomi in ignorante (quando non lo fossi già) a mia volta.

Orrore.

È così che qualche notte fa un ragionamento mi è arrivato fresco e cristallino. Non è mio, io l’ho solamente colto, nel mio filosofeggiare notturno:

“Tu non sei i tuoi pensieri.
Tu non sei nemmeno la tua mente.

Tu sei tu.

La mente è il software. I pensieri sono i programmi.
Fai conto che la mente sia il sistema operativo con sopra le applicazioni, i pensieri.

Ma tu non sei il computer.

Tu sei anche il computer. Sei l’anima nel computer e il tuo spirito è te e in te, intriso di te che intride te.

Le applicazioni possono risolverti la vita o anche incasinarla come le volte in cui vai in blocco.

Ma Tu sei Tu.
Sei oltre il computer.

Tu sei l’elettricità che lo alimenta.

L’elettricità è a prescindere dal computer e dalle applicazioni”.

Si dice che l’ignorante viva felice. È che la felicità cui ognuno di noi aspira non è questione di ignoranza, è semmai più una questione di apprezzamento dell’attimo, di quello che Igor Sibaldi definisce combing.

QUINDI?

L’ignoranza non va affatto combattuta. Se la si combatte non si fa altro che alimentarla con la propria, dandole attenzione, quindi importanza e quindi energia.

L’ignoranza.. va ignorata.

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COME FARE UN LIBRO

COME FARE UN LIBRO

COME SI FA UN LIBRO?

In Grafiche AZ ci siamo inventati – forse per la prima volta nella storia della produzione editoriale – di dirlo tramite un mini corso in tre puntate che ha avuto un successo inaspettato.

Si chiama MAKING YOUR BOOK ed è via e-mail.

Si tratta, in pratica, di pillole sulla stampa editoriale di pregio con focus sul preparare al meglio i file, su come lavorare sulla resa cromatica, sul relazionarsi al meglio con chi produce ovvero lo stampatore, una figura antica, nobilissima che può fare e fa davvero la differenza nel fare il tuo libro (da qui MAKING YOUR BOOK).

Iscriversi è assolutamente e totalmente gratuito.

Puoi farlo direttamente da qui.

Non arriveranno newsletter promozionali e i dati non saranno MAI ceduti a terzi.

Se vuoi sapere come si fa un libro, è certamente un ottimo modo.

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LE INTELLIGENZE MULTIPLE E L’EDITORIA

LE INTELLIGENZE MULTIPLE E L’EDITORIA

Da sempre ho avuto a cuore un impegno. Quello di compiere al meglio qualsiasi cosa in cui mi applichi.

Ovviamente, ciò vale anche per il lavoro. Capirai, è questione di professionalità. Certo. Ma ci mancherebbe altro.

Partendo dal presupposto che parrebbe non esista un modo univoco per concepire una data cosa in senso assoluto, ne consegue che una cosa fatta bene per te può essere diversa da come la vedo io o Giovanni o Gabriele o Giuditta.

C’è una mente più matematica e analitica, una più linguistica, un’altra più artistica.

Anzi, imporre ad una mente artistica compiti di natura analitica o tecnica, significa probabilmente condurla all’infelicità.

Secondo la Teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, sono annoverabili ben sette intelligenze distinte, il ché spiega davvero tante cose:

  • Intelligenza logico-matematica
  • Intelligenza linguistica
  • Intelligenza spaziale
  • Intelligenza musicale
  • Intelligenza cinestetica o procedurale
  • Intelligenza interpersonale
  • Intelligenza intra-personale

Per non parlare di quella finanziaria che, oggi giorno, stabilisce lo spartiacque in una economia iper competitiva tra persone che stanno bene e che stanno meno bene, da un punto di vista di libertà di movimento e di gestione del proprio tempo.

Così valutare – quando non giudicare – uno studente o un professionista per IL PROPRIO MODO DI VEDERE LE COSE avendo la presunzione di credere che il proprio sia l’unico modo possibile, non fa che generare persone infelici attorno a sé.

Persone che, data la condizione, producono insoddisfazione quando non demotivazione per se stesse e per quelle vicine.

Fare al meglio il proprio lavoro spesso coincide con il vedere le opportunità dove spesso esse si nascondono.

Se si è per gli altri il sole e li si illumina senza tornaconto, non si avranno problemi di spegnere in loro il loro talento e le loro attitudini e le persone saranno grate per questo.

Si tratta, in pratica, di uno degli aspetti fondamentali, a mio modo di vedere, del mestiere dell’imprenditore.

E fare impresa nel mondo dei libri può anche significare offrire l’opportunità di capire meglio come funziona questo mondo ove pubblicare sembra essere difficilissimo, se non impossibile, ove paradossalmente sono immesse nel mercato editoriale diverse decine di titoli ogni giorno.

Ho la fortuna di essere nato e cresciuto in un ambiente davvero “cosmopolita“.

Fin da piccolo, grazie a mio padre, giravano per casa editori ed illustratori esteri: inglesi, tedeschi, giapponesi, francesi, svizzeri, indiani, austriaci, cecoslovacchi.

E sentivo parlare inglese dai tedeschi, francese dagli italiani, italiano dagli esteri. Insomma, un meraviglioso potpurri fatto di lingue disegni coloratissimi, di libri e di pubblicazioni, di serate estive stupende all’insegna dell’esercizio multiculturale, dove avevo di fatto la possibilità di parlare un po’ di inglese fin dalle elementari e disegnare le farfalle come mi aveva insegnato Stephan Zavrel.

Insomma, una fortuna sfacciata. Che riconosco ogni giorno nell’attività di stampa e produzione di albi meravigliosi.

Poi il tempo passa, i bambini diventano adulti, le cose cambiano.

Cambia l’editoria, arriva internet, alcuni di quei vecchi protagonisti se ne vanno, altri ne arrivano.. cambiano gli usi, i costumi, i gusti, le modalità di pubblicazione, le modalità di produzione.

Cambiano anche le modalità di promozione, naturalmente.

Cambiano le cose perché è cambiato il mondo. Internet ha seriamente minacciato il libro nel 2010.

Arriva il tablet, il kindle, arriva l’iPad e arrivano le app.

Ma nel 2019, incredibilmente, il libro è rimasto quello.

La grande quercia – Gerda Muller, Laura Tenorini (traduttrice) – Natura e Cultura Editore

E la cosa davvero bella è che oggi più che mai nel passato, grazie al libro e alla crescente presa di consapevolezza delle persone (che leggono, si documentano e si informano), è possibile capire la natura di ciascun essere umano, apprezzandone l’individualità non nella standardizzazione ma nella valorizzazione dei talenti.

E ciò senza per forza doverli spegnere come è norma in una mentalità antica (quando non retrograda) – ma apprendendo semplicemente che le intelligenze – e le attitudini – sono diverse, spesso sfumate.

In pratica, multiple.

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PURCHÉ SI LEGGA (E SI ALIMENTI LA MENTE)

PURCHÉ SI LEGGA (E SI ALIMENTI LA MENTE)

Sarà perché Società Editoriale Grafiche AZ è del territorio e produce libri di pregio da molti, molti anni, sarà perché Valmirtilla è davvero una splendida libreria nella quale vale la pena spendere ore e ore a sfogliare albi stupendi nella pace e nella competenza di Cecilia Marcon, la sua proprietaria.

Vedo nel help-sviluppoideeaffari.com mentre i libri stupendi che produciamo per tutto il mondo sono su carta..).

E comunque, sempre, fare libri è una responsabilità.

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Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

Desidero un’impresa che sia strumento per migliorare le persone e il MONDO.

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Leonardo Aldegheri
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