SI VINCE SEMPRE

SI VINCE SEMPRE

#209

Dillo a George Floyd.

La più grande balla di sempre. O la più vera verità di sempre? Quella che ci induce a prevaricare? Quella che insegna fin da piccoli a prevalere sull’altro, non importa che sia un amico, un fratello o un uomo di un altro colore?

Ma dobbiamo prima domandarci cosa significhi VINCERE.

Perché se vincere significa vincere su qualcuno, no, non si vince sempre. Anzi, nella competizione perdono tutti e due.

Se significa dammi il soldino perché ti faccio vincere, significa che tu mi dai una cosa in cambio di un’altra, allora è uno scambio. Non una vittoria. A meno che non la s’intenda tipo io vinco perché ottengo da te quello che voglio, il soldino; e tu vinci perché ottieni l’illusione di aver vinto ma sono io che ti ho fatto vincere.

È presente comunque un gioco di illusione.

Oppure, la vittoria, è quella ogni giorno su se stessi. Non ci sono competitor qui ma solo il vincere sull’ego, sull’autocompiacimento, sul “ho ragione io” a favore .. a favore di cosa?

Di una maggiore connessione, di una maggiore contemplazione, a favore di una maggiore appartenenza.

Questi muri crollano di fronte al “è mio, soltanto mio, perché mi spetta e mi spetta pure di diritto” ovvero senza merito.

Quindi.. a favore dell’ACCETTAZIONE. Non della rassegnazione, non l’accettazione supina ma l’accoglimento consapevole dell’atto che “io sì, d’accordo, lascio che sia“, senza forzare.

Se hai voglia di sparare qualche colpo perché è divertente è OK farlo al Luna Park, quel SI VINCE SEMPRE è rivolto ai bambini.. ma non perché si vince sempre. È il soldino l’obiettivo, non la tua vittoria.

Quelli che sparano qualche colpo ai leoni uccidendone decine di migliaia non vincono niente. Perdono nella loro fottutissima, micragnosa EX-dignità.

Lo sapevate che da 450.000 leoni ora in Africa ne vivono soltanto 20.000 per il turismo di caccia?• Prova il piacere di uccidere un vero leone, si vince sempre!

L’inganno non del secolo ma dell’intera storia dell’umanità, fingere la vittoria, simularla, in cambio di qualcosa.

Quel tipo di vittoria, è SCONFITTA. È una sconfitta colossale e miserabile travestita da vittoria.

Ogni volta che siamo portati a credere di dover vincere qualche battaglia, per favore, pensiamoci a cosa significhi veramente VINCERE. Spesso fa dei morti.

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Leonardo Aldegheri
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• MIA E IL LEONE BIANCO: “alla fine del film si ricorda che la terrificante ‘canned hunting’, pseudocaccia a beneficio di ricchi turisti con l’animale da uccidere confinato in un’area limitata senza possibilità di scappare, è perfettamente legale in Sudafrica (è un business da 36 milioni di dollari), dove i leoni d’allevamento sono circa 8000 contro i 3000 allo stato brado.
Inoltre secondo i dati della fondazione Kevin Richardson in 80 anni, la popolazione dei leoni selvaggi è passata da 450 mila a circa 15-20 mila e proseguendo a questi ritmi tra 20 anni la specie sarà estinta. (ANSA).

UNA CERTA DIFFERENZA LA FA L’ATTITUDINE. LO SLANCIO, LA PROPENSIONE

UNA CERTA DIFFERENZA LA FA L’ATTITUDINE. LO SLANCIO, LA PROPENSIONE

#207

Nel titolo c’è già tutto quello che c’è da sapere.

La propulsione iniziale è quella che fa alzare il razzo da terra e farlo giungere nello spazio interstellare.

Com’è possibile che la maggiore fatica sia quella di uscire dall’atmosfera? È semplice, perché la Terra attraverso la sua possente, potentissima attrazione gravitazionale, attrae a sé tutto, atmosfera compresa.

L’aria è un fluido. Noi stessi, se non fosse per la gravitazione terrestre, saremmo frammentati in milioni / miliardi di particelle disgregate. È la “forza” che ci tiene uniti. E per rimanere uniti, serve una certa forza. Anche nelle relazioni, se ci pensiamo bene, per tenerle unite, serve una certa forza.

In pratica, siamo tenuti insieme nei nostri elementi e nei nostri tessuti grazie alla Terra e alla sua gravitazione. Anche i pensieri lo sono, tutte le energie sono sottoposte a questa forza.

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LA CONOSCENZA DIVENTA COSCIENZA TRAMITE L’ESPERIENZA

LA CONOSCENZA DIVENTA COSCIENZA TRAMITE L’ESPERIENZA

#206

Da una pagina molto bella che tratta degli ESSENI (Wikipedia):

“Gli Esseni furono un gruppo ebraico di incerta origine, nato forse attorno alla metà del II secolo a.C. e organizzato in comunità monastiche. Erano comunità isolate e conducevano una vita eremitica o cenobitica”.

È interessante conoscere chi fossero perché si dice avessero formato Yeshua, Gesù, dando i natali o generando le base di quella che poi è diventata la religione monoteistica del Cristianesimo. Gurdjieff, ne “I racconti di Belzebù a suo nipote“, ritiene invece che gli Esseni fossero seguaci di Gesù.

“Se so che il fuoco scotta, posso evitare di metterci il dito.
Ma se so che il fuoco scotta e, con molta precauzione metto un dito sulla fiamma di una candela per pochi istanti, quella conoscenza sarà diventata coscienza attraverso l’esperienza.

E sarà una verità che ho letteralmente vissuto sulla mia pelle, non sarà un credo che ripeto..

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NELLA GRIGLIA DI REALTÀ

NELLA GRIGLIA DI REALTÀ

#205

Attenzione perché ti voglio sbalordire. Veramente.

Sono talmente ispirato nello scrivere questo che sono stupito io stesso!

E quanto mi diverto ad esserlo..! Solo che a me interessa che lo sia soprattutto TU.

Oggi ti parlo della GRIGLIA DI REALTÀ.

Quella in cui siamo collocati. Un magnifico gioco ad incastro tra eventi ed energia che muove le cose sotto forma di persone e situazioni nel nostro mondo.

Non vuoi crederci? Liberissimo. È questo il bello, si chiama libero arbitrio:

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I TRE SETACCI

I TRE SETACCI

#203

Ci sono a volte quelle sensazioni per cui si capisce che ci si trova in un buon momento. Arriva qualcosa e te ne rendi conto. Lo sai. Non è che te lo spieghi razionalmente.

RAZIONALITÀ

Mi sono fatto un’idea sulla razionalità e su quanto questa a volte venga spacciata come l’unica vera verità mentre gli altri che non sono (sarebbero) razionali, allora sono (sarebbero) poco concreti.

Sempre ovviamente con una buona dose di giudizio e denigrazione mirata all’identità della persona.

Allora, svelo una verità vera (mi si conceda l’ironia): si può anche avere una diversa gradazione di razionalità ed essere concreti lo stesso, toh guarda!

Non sempre la razionalità è bene.

La razionalità, usata in maniera inappropriata, è l’arma della non consapevolezza per far vedere che le cose vengono fatte nella maniera giusta in mancanza di altro.

In pratica: ti manca totalmente la bussola e non sai dove andare?

Quindi usi il raziocinio perché mancando di sensibilità non sapresti che pesci pigliare.

Non ci sarebbe nulla di male in questo SE non si facessero passare le persone (strumentalmente) per poco preparate, soltanto perché “nel giusto” tu in quanto solo tu razionale.

Razionalità e consapevolezza, ad ogni modo, non sono agli antipodi. Stavo per scrivere:

  • preferisco essere consapevole che razionale.
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LA COMPETIZIONE

LA COMPETIZIONE

LA COMPETIZIONE

#201

Non sono i fatti che forgiano la mia vita e che determinano le mie sensazioni e le mie azioni ma piuttosto è il modo in cui interpreto e valuto le mie esperienze di vita.

Il senso che attribuisco a ogni fatto determinerà le decisioni che prenderò e le azioni che compirò, e quindi il mio destino finale”.

Questo passaggio di Anthony Robbins – contenuto in uno straordinario libro edito da Ekis Edizioni: PENSIERI STRAORDINARI (Alessandro Mora e Roberta Liguori) – racchiude l’essenza, il principio attivo, l’antidoto ai nostri problemi.

Non al fatto di non averne. Ma al fatto di non farcene sopraffare. Amici, la verità è che TUTTI ma proprio tutti, abbiamo dei problemi.

Che scoperta! Aspetta aspetta.

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IL DUECENTESIMO!

IL DUECENTESIMO!

#200

Dall’agosto del 2016, da quando cioè ho iniziato “di buzzo buono” – come mi ha insegnato mio padre – a scrivere qualche articolo, sono successe un sacco di cose interessanti.

Il blog ha cambiato faccia più volte, ho cambiato anch’io modo di scrivere, adattandomi il meglio che ho potuto alle esigenze di chi dall’altra parte legge:

  • da articoli lunghissimi a lunghi per poi arrivare ad argomentare nello spazio di un “post”.

Anche l’attività sui canali si è moltiplicata perché da mansioni commerciali, internamente al mio lavoro, sono passato al comunicare l’azienda come digital PR o digital strategist che dir si voglia, occupandomi in senso molto più allargato di marketing online e offline, istituzionale, etc. etc.

Ciò si è intensificato ulteriormente causa COVID-19 e ora dico perché. Pur rimanendo saldo al curare le relazioni anche da un punto di vista commerciale, comunicare in maniera autentica, oggi a maggior ragione, è davvero di vitale importanza per tutti noi. Seguimi.

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GERMOGLIARE

GERMOGLIARE

Avevo fatto parecchio tempo fa questa foto e mi è capitata in mano nel momento giusto.

Questo fiore è semplicemente meraviglioso.

Vivo.
Rosso.

In un contrasto perfetto con il verde retrostante.

Cos’è un fiore se non un immagine pura e delicata che il solo guardarlo è un alimento rasserenante per la nostra mente?

Insegno ai miei figli di non cogliere i fiori dal prato. Non lasciarli lì – per quanto innocente possa essere un gesto di dono del fiore alla mamma – equivale a farli morire.

Nel germogliare, un fiore esprime il massimo della sua vita.
Germogliare.

Una parola potente. Che ha a che fare parecchio anche con gli umani.

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RENDERSI CONTO DI AVERE LE ALI

RENDERSI CONTO DI AVERE LE ALI

Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al Maestro di Falconeria perché li addestrasse.

Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.

“E l’altro?” chiese il re.

“Mi dispiace, sire, ma l’altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare.

Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli cibo”.

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CI VOGLIONO

CI VOGLIONO

“Ci vogliono..

ci vogliono morti. Vogliono vedere morire le imprese, vogliono vedere la gente affamata.

Sento continuamente frasi e considerazioni di questo tipo.

La manipolazione per funzionare ha bisogno di due elementi

✅ il manipolatore;

❌ il manipolato.

Se togliamo quest’ultimo, la manipolazione semplicemente non avviene.

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