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CHIAMAVO DAVID “PAUL”

CHIAMAVO DAVID “PAUL”

#283

Uno dei miei albi illustrati preferiti di sempre è Not now, Bernard, in una prima edizione italiana Non rompere Giovanni.

Not now, Bernard

È un libro veramente sottile, parla del rapporto tra i genitori e un figlio ignorato. Un altro è Tusk Tusk. Attualissimo. Più che mai. E il primo è TUCANO IL TUCANO (del 1964).

Tucano il Tucano in produzione presso la nostra legatoria Legapress a Verona.

Poi, ovviamente, c’è Elmer, the Patchwork Elephant.

Questi libri sono scritti e illustratati da David McKee, uno degli illustratori più grandi di sempre.

David era molto spesso a casa dei miei genitori in passato e posso dire che molto di ciò che sono oggi è anche grazie a lui, al lavoro di mio padre e alle sue amicizie internazionali.

Chiamavo David “Paul” per la sua (vaga) somiglianza con Paul McCartney e da bambino ridere e scherzare con Paul, non era da tutti!

Chiacchieravo dell’accaduto con una nota (e bravissima!) agente letteraria e le ho detto:

*** *** ***

ci sono nato e cresciuto.. era spesso a casa mia. Klaus Flugge oltre che cliente, era amico intimo di mio padre. Sono cresciuti insieme fin dagli anni ’70. Sono stati migliori amici per quarant’anni.

E David era di casa. Anche Tony Ross. Con Klaus siamo in rapporti stretti. Joelle, sua moglie, quando sono stato per un certo periodo a Londra mi ha accudito come un figlio. Sono cose della vita. Le racconto perché altrimenti si perdono. Il mondo va avanti, è normale. Ma queste cose se non si fissano.. svaniscono.

E io voglio che questa bella memoria, sana, rimanga.. è una memoria fatta della costruzione di un mondo composto da albi colorati, fiere che erano feste, cene a Bologna alle quali mio padre mi portava anche se ero “solo” un bambino (lungimirante perché oggi queste occasioni germogliano in me!).

E dove persone come Klaus, David e anche Stephan Zavrel e tanti altri erano “di casa”. Era proprio così. Beh. Quelle persone siamo noi oggi! 

*** *** ***

Not now, Bernard – Andersen Press

Più mi guardo indietro e più vedo germogliare quel passato che seminava e seminava e io non me ne rendevo nemmeno conto. Quante cene, quante occasioni magnifiche fin da piccolo, con questi personaggi epici, grazie a mio padre.

Qualche mattina fa ho saputo che David McKee è venuto a mancare e ho sentito una fitta al cuore, come se un pezzo di me se ne fosse andato.

Ma non è così perché questo non vale per me soltanto, ci mancherebbe, ma per tutte quelle persone che sono state intercettate da questi tocchi di magia lanciati lì da persone magiche, proprio come David.

Elmer è nelle case di un incredibile numero di bambini.

Quali illustratori non hanno imparato qualcosa da David McKee?

Dal suo humour e dalle sue storie?

Fai buon viaggio David, tra gli elefantini colorati.

Elmer, l’elefante variopinto.

PACE SIA IN TUTTO IL PIANETA

Sia facilitazione per tutti.

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Leonardo Aldegheri
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