IL SIGNIFICATO DEL VIDEO “JUST” DEI RADIOHEAD

IL SIGNIFICATO DEL VIDEO “JUST” DEI RADIOHEAD

#264

Secondo voi cosa dice l’uomo steso sul marciapiede alla fine del video JUST dei Radiohead?

Quello di JUST dei Radiohead è un videoclip assolutamente criptico, fatto apposta per lasciarci in sospeso. Una regia sequenziata fotogramma dopo fotogramma in maniera perfetta, scena dopo scena, espressione dopo espressione. Dettaglio dopo..

dettaglio. Dettagli lasciati appositamente per creare suspence.

Eppure il significato “nascosto” è urlato più volte e non c’è nulla di così apparentemente criptico. Just.

Qualcosa che ha a che vedere col famoso claim JUST DO IT della NIKE – fallo e basta.

Just you and no one else
You do it to yourself

Anche qui è qualcosa di più profondo e più articolato di un FALLO E BASTA.

È più un “lo fai a te stesso“. O “lo fai per te stesso“.

E c’è il pezzo. Il suono pieno, liquido, carico, super distorto della Fender Telecaster di Greenwood vomita la sequenza delle note date dagli accordi pieni in ascesa, fino a terminare nella nota super alta, fatta continuare per secondi lunghissimi in larsen, prima di ricadere nel riff finale e nella rullata esplosiva che conduce alla conclusione di uno dei pezzi più significativi in assoluto dei Radiohead.

Parliamo di metà anni ’90. Thom Yorke aveva circa 27 anni (Greenwood, il chitarrista solista, soltanto 24) e la sua capacità di padroneggiare la scena è estatica. Il video è un’idea sua.

VEDERE LE COSE DA UN’ALTRA PROSPETTIVA

Il protagonista, presumibilmente un impiegato – un uomo solo che si ritrova una band a suonare in casa sua che gli funge da coscienza e lo richiama a ricentrarsi – inizia a comparire in un bagno. La vista della vasca ci proietta nell’abluzione mattutina, prima di affrontare il mondo. La band suona e gli urla:

Just you and no one else
You do it to yourself

Ma ci sono due scene parallele. Come i mondi che siamo abituati a vivere ogni giorno, ogni secondo, talmente sotto al naso che manco ce ne accorgiamo.

Perché ad ogni azione compare una conseguenza. E l’azione è in capo a noi. Noi agiamo, noi proiettiamo la conseguenza di quell’azione nel mondo.

“Non potete mai finire di esistere e non potete mai interrompere la vostra consapevolezza. E dalla consapevolezza nasce sempre una nuova richiesta e ogni richiesta produce immancabilmente una nuova risposta. La vostra natura eterna è l’espansione e quell’espansione racchiude il potenziale per un gioia indicibile”.

Ho letto queste parole meravigliose in un gruppo che seguo su Facebook, tratte dal libro 365 RISPOSTE. Grazie Romina. Càpitano perfette per questo articolo.

Andiamo avanti con ordine. Parliamo ora di gravità ovvero di come oggetti attraggono altri oggetti. E anche del motivo per cui il nostro uomo disteso attragga altri uomini e alla fine anche loro seguano il suo esempio.

Quanto è veloce la gravità? E cosa c’entra la gravità con gli eventi? Eppure..

Quanto è veloce la gravità? L’interazione gravitazionale si propaga alla velocità della luce. Che c’entra? Seguimi, è fisica ed è tutto correlato. Nulla vi è di separato.

Gli astrofisici dicono che l’universo sia isotropo ovvero uguale a sé stesso in ogni suo punto.

Esistono campi gravitazionali statici che non si propagano (ad esempio il Sole semplicemente c’è, è presente, e la sua attrazione è costantemente partecipe) e quelli che si propagano come quelli dovuti alle onde gravitazionali (quelle che si propagano quando si getta un sassolino in un laghetto).

TUTTO SI IMPRIME.

Un’azione, un pensiero. Accade in ogni momento e in ogni luogo e in ogni spazio.

Accade quando si prende una decisione.

Anche di stendersi.

Ci sono due scene parallele, dicevamo, come quando per andare verso il punto B dal punto A scegliamo una strada o un’altra. Incontreremo auto diverse, persone diverse, situazioni diverse.

È come avessimo transitato verso una dimensione diversa. Anche accavallare una gamba crea un campo diverso. Seguimi, ci siamo.

Una scena è quella della band che suona nell’appartamento. La VISIONE del gruppo. Vedi solo il gruppo che suona, i Radiohead gli sono in casa e gli parlano attraverso la sua coscienza. La coscienza dell’uomo. L’universo parla attraverso la coscienza dell’uomo.

L’altra scena è quella dell’uomo che esce dall’appartamento, affronta il mondo di mattina e improvvisamente ha l’illuminazione. È la VISIONE di uomo come tanti.

Just – Radiohead videoclip

L’uomo guarda i palazzi nei pressi di Liverpool Street Station attorno a sé e improvvisamente decide di stendersi sul pavimento.

La scelta, la decisione, l’azione. Come impatta sulla realtà? Che persone incontrerà ora che non avrebbe incontrato se non avesse deciso di stendersi e conseguentemente non lo avesse fatto?

Ecco che si crea una dimensione.

E iniziano a succedere delle cose.

Cose che altrimenti non sarebbero successe. Un po’ come a dire: se non ci fossero i Radiohead non starei scrivendo questo articolo.

O se i Radiohead non avessero realizzato questo video 27 anni fa oggi io non starei scrivendo questo articolo. O se non lo avessi visto qualche giorno fa.

O se lo avessi visto in passato.. ma non mi fosse venuta l’ispirazione di scriverlo.

Oggi è perfetto perché ho maturato la consapevolezza per trarne qualcosa. Prima no.

Appunto, oggi è perfetto. Questo momento è perfetto. Nello spazio non esiste il tempo. Quello serve a noi perché lo misuriamo, altrimenti non ne avremmo contezza, esattamente come i bambini. Il tempo è un concetto astratto e per l’universo non esiste.

Esiste soltanto – just – l’adesso.

Ecco la dimensione che si è creata adesso. L’uomo si è disteso.

Subito dopo un altro uomo inciampa su di lui. La nemesi ha inizio.

JUST – versione esterna narrativa con l’uomo che si stende e la folla che lo interroga

JUST

Can’t get the stink off
He’s been hanging round for days
Comes like a comet
Suckered you but not your friends
One day he’ll get to you
And teach you how to be a holy cow

You do it to yourself, you do
And that’s what really hurts
Is that you do it to yourself
Just you and no one else
You do it to yourself
You do it to yourself

Don’t get my sympathy
Hanging out the 15th floor
You’ve changed the locks three times
He still comes reeling through the door
One day I’ll get to you
And teach you how to get to purest hell

You do it to yourself, you do
And that’s what really hurts
Is that you do it to yourself
Just you, you and no one else
You do it to yourself
You do it to yourself

You do it to yourself, you do
And that’s what really hurts
Is that you do it to yourself
Just you, you and no one else
You do it to yourself
You do it to yourself.. yourself.. yourself..

JUST – performance video interna (interamente dentro l’appartamento)

– Jesù mi dispiace, non l’avevo vista là sdraiato. Sta bene?
– Sì.
– Che è successo? È caduto?
– No, sto bene. Per favore, mi lasci in pace.
– Ha bevuto?
– Non ho bevuto.
– Come mai se ne sta sdraiato nel mezzo del marciapiede? Potevo rompermi il collo! Mi ascolti, c’è qualcosa che non va? Lasci che la aiuti.
– No! Non mi tocchi!
– Cosa gli sarà accaduto? È cascato?
– No, non è cascato.
– Si è fatto male?
– No, vi prego, tutti voi, lasciatemi stare.
– Deve essere matto!
– Non sono matto. Lasciatemi stare e basta.
– Ma perché rimane sdraiato? Perché non mi dice qual è il problema?
– Mi ascolti, non glielo posso dire. Non sarebbe giusto.
– È pazzo! Guardate, un poliziotto! Agente!
– Tutto bene?
– Sto bene. La prego, per favore, mi lasci rimanere qui.
– Sono spiacente, signore, ma questo non glielo posso permettere (cercando di muoverlo).
– Non mi tocchi!
– Mi dica solamente perché se ne sta sdraiato lì. Me lo dica!
– Non vi piacerà saperlo, per favore, credetemi.
– È perché non ha nessun senso, vero? È che stiamo tutti per morire? È questo? È per questo che se ne sta disteso?
– No.
– Ce lo dica! Ce lo dica, per l’amor del Cielo!
– Volete sapere perché rimango sdraiato qui?
– Sì!
– Davvero lo volete sapere? Va bene, ve lo dirò. Vi dirò perché sto qui disteso. Ma che Dio mi perdoni perché non avete idea di cosa state chiedendo.
– Lo dica!

I RADIOHEAD SI AFFACCIANO ALLA FINESTRA. LA COSCIENZA OSSERVA.

– (rivelazione)

Tutti coloro che hanno udito la rivelazione si distendono sul marciapiede,

proprio come il primo uomo.

JUST – RADIOHEAD (official video)

“Si, ve lo dirò, vi dirò perché sono steso qui… ma Dio mi perdoni e ci aiuti tutti perché non sapete cosa mi avete chiesto!

E il passante: “Diccelo!”

Just you and no one else
You do it to yourself

SOLO TU E NESSUN ALTRO PUOI FARLO PER TE STESSO

Nel 1995 nessuno conosceva la LDA, la legge di attrazione.

Questa legge universale che via via sta diventando sempre più di dominio comune, dice che tutto ciò che sperimentiamo ci si è aderito addosso, ci è incollato perché noi lo stiamo attraendo istante dopo istante.

Cambiando essenza di ciò che pensiamo e che quindi agiamo, ci si aderiranno addosso altre “calamità” (nel senso di elementi calamitati, attratti come una calamita), altre evidenze, altre evenienze, altri eventi, altre situ-azioni ovvero azioni situate, collocate, soltanto – just – cambiando prospettiva.

Just.

Soltanto cambiando, in pratica, te stesso. Lo fai per te stesso.

QUANDO CAMBIAMO MODO DI VEDERE LE COSE, LE COSE CAMBIANO.

L’esperimento della doppia fenditura tratta sostanzialmente di questo argomento.

Just è un inno potentissimo alla consapevolezza, al proprio modo partecipe di vedere le cose.

JUST CHANGING YOUR PERSPECTIVE YOU CAN CHANGE YOUR WORLD.

Cambiando il tuo mondo cambi il mondo.

Era questa la frase?

Più banalmente l’uomo dice :

Just you, you and no one else
You do it to yourself

che è semplicemente un verso del ritornello.

Tell us!

Potrebbe anche dire:

JUST CHANGE YOURSELF

oppure

JUST CHANGE YOUR PERSPECTIVE.

Stendendosi sul pavimento e guardando tutto il mondo dal basso le cose cambiano, eccome.

Vedi tutto il mondo non dalla consueta prospettiva ma da una semplificata alla massima potenza, quella terra terra dal massimo potenziale. Dall’alto già incidi sulle cose.

Dal basso no, le osservi e basta. Dal pavimento vedi l’intero mondo sopra e nulla può farti andare più in basso di così.

E sicuramente un’altra cosa la si può fare, imprimere nella realtà un cambio di paradigma, un cambio di visione che porta a vedere le cose in maniera diversa e quindi ad agire in maniera diversa, come cambiando strada per andare dal punto A al punto B svolgendo un’altra traiettoria.

È la visione passiva del mondo dove le cose ci accadono o un visione attiva del mondo dove le cose le facciamo accadere noi. O perlomeno dove abbiamo un impatto partecipe e non passivo.

JUST DO IT.

Tra la versione passiva e quella attiva si attivano due dimensioni diverse.

In quella passiva vuoi ottenere il beneficio dagli altri e spesso accade che questo non arrivi, le aspettative sono più alte e rimangono puntualmente deluse.

Che ciò non significa abbassare le aspettative (chi si accontenta gode..) ma significa attivarsi opportunamente.

L’uomo spesso vuole avere senza dare. Dare e avere sono due dimensioni opposte e parrebbe viviamo in un mondo in cui per avere occorre prima dare, vero?

Nell’altra visione causi tu, tu sei la causa stessa del beneficio degli altri e proprio come una calamita attrai persone, cose e situazioni che ti si aderiranno addosso (per effetto della legge dell’attrazione) perché sei una fonte pulsante di beneficio per gli altri e le onde gravitazionali emesse dalla visione attiva raggiungeranno altre persone, cose e situazioni.

Per cosa credete che le celebrità siano tanto “attrattive”?

Hanno un effetto sul campo. Perché?

Perché danno beneficio.

Generano il più delle volte gioia nelle persone.

RADIOHEAD – JUST LIVE 1994

Dicono e fanno cose, hanno un atteggiamento per cui ciò che dicono e fanno ha un impatto potente e potenziale sulle persone che via via divengono masse per effetto della loro attrazione che via via si alimenta della medesima energia elargita e rilasciata dalle persone che muovono attenzione verso di loro.

Mai notato quanto l’urlo della folla abbia sempre la stessa intonazione nei concerti?

Per questo amiamo andare ai concerti e appena i nostri idoli appaiono sul palco urliamo all’unisono con la folla e per questo loro amano tanto ciò. È energia che si sprigiona e muove le masse. Onde gravitazionali che si propagano nel campo.

Dare beneficio, essere beneficio. Con calma nel weekend per rilassarmi sono andato ad analizzarmi pure come i Radiohead si muovono suonando lo stesso pezzo tra il ’94 e il ’97.

Versione 1994.

Versione 1997, con tre anni di successo in mezzo ad alimentarli. È pazzesco il carico che viene accumulato e rilasciato.

RADIOHEAD – JUST LIVE 1997

Muovere l’energia, dare beneficio.

Soltanto da una nuova prospettiva si può essere felici.

JUST CHANGE YOURSELF

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