NON PERMETTERE MAI A NESSUNO CHE NON SAI FARE QUALCOSA

NON PERMETTERE MAI A NESSUNO CHE NON SAI FARE QUALCOSA

#216

Non mi riferisco a nessuno in particolare e stamattina, in questa meravigliosa domenica di giugno in piedi dalle 6 e qualcosa (di domenica??), sono incappato in questo stupendo racconto che ho trovato su LinkedIn (grazie Gian Luca Bruno):

“Adesso mi suicido. Così gridai a mio papà. Non sapevo neanche bene cosa volesse dire, ero piccola. Ma lui mi sorprese: ‘E come fai?’.

Arrabbiata dissi: ‘Sai cosa faccio? Mi butto dal letto’. E lui: ‘Senti, se vuoi farlo, fallo bene e ti porto al secondo piano.’

Io lo guardai sconvolta. Poi mi disse: ‘Dai smettila, la vita è una figata’. Mi lasciò sul letto e se ne andò.

Cavoli, in quel momento mi si rivoltò il mondo: ero ancora viva, quindi meglio che iniziavo a godermela, la vita”

– Bebe Vio
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LA VITA NON SI SCROLLA

LA VITA NON SI SCROLLA

#215

Al di là di ogni ragionevole retorica del tipo “bisogna leggere!”.

“La gente” non ha c..zi di leggere, diciamocelo.

È così facile e piacevole subire i contenuti. Ecco che uno smartphone è perfetto: è studiato e congegnato per carpire l’attenzione.

Come funziona l’algoritmo di Facebook?

L’algoritmo è fatto per cui se un post attrae e crea engagement nei primi minuti allora la piattaforma lo mostra via via sempre di più. Altrimenti bye bye.

Su YouTube il video successivo parte pressoché all’istante perché è voluto che si permanga sulla piattaforma.

Su YouTube c’è una tale mole di quantità di minutaggio di video che non basterebbe l’intera vita dell’intera popolazione mondiale per vedere tutto.

Vuoi sapere perché?

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SIAMO IN MEZZO A.. LÀ

SIAMO IN MEZZO A.. LÀ

#214

Perché mi piace parlare dello spazio, del cosmo, della bolla del sistema solare?

Perché il solo fatto di pensare “” tutto questo è semplicemente illusorio. Noi siamo in mezzo a ““.

è in qualsiasi punto come essere “in mezzo”. Solo un secondo fa eravamo “” di 30 metri solo per il moto di rotazione.

Poi, viaggiamo anche a una velocità impressionante attorno al centro della via lattea. Il braccio si porta dietro Sole, Giove e tutti i pianeti, tra cui noi con tutti i nostri problemi e seghe mentali. Siamo trascinati da forze incommensurabili e manco ce ne accorgiamo.

Ci sembra tutto fermo.

“Eppur si muove”.

Galileo Galilei
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COME SI AFFRONTA IL DOLORE

COME SI AFFRONTA IL DOLORE

#213

– Nonna, come si affronta il dolore?

– Con le mani, tesoro. Se lo fai con la mente il dolore, invece di ammorbidirsi, s’indurisce ancora di più.

– Con le mani nonna?

– Sì. Le nostre mani sono le antenne della nostra anima. Se le fai muovere cucendo, cucinando, dipingendo, suonando o sprofondandole nella terra invii segnali di cura alla parte più profonda di te. E la tua anima si rasserena perché le stai dando attenzione. Così non ha più bisogno di inviarti dolore per farsi notare.

– Davvero le mani sono così importanti?

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AL SEMINARIO PER MATRIMONI

AL SEMINARIO PER MATRIMONI

#212

Durante un seminario per matrimoni, hanno chiesto a una donna:

– “Ti rende felice il tuo marito? Veramente ti rende felice?”

In quel momento il marito ha alzato leggermente il collo in segno di sicurezza: sapeva che sua moglie avrebbe detto di sì, perché lei non si è mai lamentata durante il suo matrimonio.

Tuttavia la moglie rispose con un sonoro:

– “no… Non mi rende felice”.

Il marito la guardò con stupore, mentre la donna continuò il proprio discorso:

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NELLA TESTA DI ALICE

NELLA TESTA DI ALICE

#211

Queste sono le cianografiche del mio libro.

Nella testa di Alice – La Margherita Edizioni

Sì, non lo sapevate? Ho scritto un libro.

Non un saggio, non un libro qualsiasi.

Ho scritto un libro per bambini!

Un ALBO ILLUSTRATO.

Uno classico, di quelli che faccio normalmente per gli editori e come si chiama? Come s’intitola?

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NIENTE È COME SEMBRA. EPPURE TUTTO È PROPRIO COME SEMBRA

NIENTE È COME SEMBRA. EPPURE TUTTO È PROPRIO COME SEMBRA

#210

Forse sorriderai nel vedere che oltre agli aspetti tossici ci sono anche quelli sani; che oltre alle nubi c’è l’espansione del cielo; che lo stesso fumo che vedi gettato sugli occhi è per sviare dalle credenze reali. Nulla è come sembra. Lo è soltanto nella misura in cui è deciso che ciò che sembra, è.

NIENTE È COME SEMBRA EPPURE TUTTO È COME SEMBRA.

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Leonardo Aldegheri
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SI VINCE SEMPRE

SI VINCE SEMPRE

#209

Dillo a George Floyd.

La più grande balla di sempre. O la più vera verità di sempre? Quella che ci induce a prevaricare? Quella che insegna fin da piccoli a prevalere sull’altro, non importa che sia un amico, un fratello o un uomo di un altro colore?

Ma dobbiamo prima domandarci cosa significhi VINCERE.

Perché se vincere significa vincere su qualcuno, no, non si vince sempre. Anzi, nella competizione perdono tutti e due.

Se significa dammi il soldino perché ti faccio vincere, significa che tu mi dai una cosa in cambio di un’altra, allora è uno scambio. Non una vittoria. A meno che non la s’intenda tipo io vinco perché ottengo da te quello che voglio, il soldino; e tu vinci perché ottieni l’illusione di aver vinto ma sono io che ti ho fatto vincere.

È presente comunque un gioco di illusione.

Oppure, la vittoria, è quella ogni giorno su se stessi. Non ci sono competitor qui ma solo il vincere sull’ego, sull’autocompiacimento, sul “ho ragione io” a favore .. a favore di cosa?

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ERA UN SABATO POMERIGGIO, IL 23 MAGGIO DI QUELL’ANNO

ERA UN SABATO POMERIGGIO, IL 23 MAGGIO DI QUELL’ANNO

#208

Era proprio un sabato pomeriggio, il 23 maggio di quell’anno.

Ero da poco tornato dalla partita di campionato. Facevo i regionali all’epoca: avanti nello sviluppo, a 13 anni giocavo con quelli più grandi perché “precoce” e veloce nella corsa.

Rinfrancato, me lo ricordo bene, mi trovavo in sala nella casa dei miei.

Fermi tutti, edizione straordinaria alla TV.

Non ci capivo molto ma mi rendevo conto che qualcosa di grosso fosse successo. Di molto grosso.

La “mafia” aveva fatto saltare in aria un pezzo di autostrada in Sicilia e con il tratto alcune auto e dentro a quelle auto, chiaramente c’erano delle persone. Con una precisione chirurgica. Non avevo mai sentito parlare di Giovanni Falcone prima.

Da quel giorno ho sempre portato rispetto a questa figura austera, che tanto somigliava con quei baffi a mio papà, peraltro pressoché coetaneo. Il mio aveva soltanto due anni di più.Ero terrorizzato mio padre dovesse morire.

Non si sa bene perché, ma i ragazzini hanno a volte queste paure e vedevo mio padre, con la sua presenza, un po’ come quel Giovanni.

Il giudizio è l’impulso più facile. Capire il perché di un fenomeno, è la cosa interessante

Per fortuna, ciò, benché comunque avvenuto, è successo molto tempo dopo.

Erano uomini d’altri tempi, davano senso di protezione e sicurezza e in quei momenti, pur con la mafia che si palesava con eventi plateali, il mondo era “normale”, paradossalmente.

Adesso quelle palesazioni sono molto più sottili, molto più digitali, tecnologiche, sibilline. Gli stessi media usano il linguaggio in modo molto più mirato, smaliziato, oserei dire.

E il senso di giustizia e servizio di certi uomini, sì certo, c’è ancora.

Ma per far fronte a tutto questo, parte della consapevolezza in ognuno di noi è chiamata in causa a pensare e a comportarsi con discernimento, con intelligenza. Non pretendo di dire come Falcone, per l’amor del cielo, ma perlomeno con una certa dignità. Presenza. Consapevolezza a partire dalle piccole cose. Dal lasciare, ad esempio, una piazza più pulita dopo una serata di “assembramenti”, neanche avessero aperto le gabbie dello zoo.

Dov’è lo “spirito di servizio”, dov’è?

Chissà cosa penserebbe uno come Falcone, dei tempi del Covid-19.

Se giudicare è la cosa più facile, prevedere, gestire e all’occorrenza punire severamente è la cosa giusta da fare. Lo spirito di servizio insegnatoci dal magistrato Falcone, se applicato da tutti, non comporterebbe neanche la necessità di farsi giudicare.

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UNA CERTA DIFFERENZA LA FA L’ATTITUDINE. LO SLANCIO, LA PROPENSIONE

UNA CERTA DIFFERENZA LA FA L’ATTITUDINE. LO SLANCIO, LA PROPENSIONE

#207

Nel titolo c’è già tutto quello che c’è da sapere.

La propulsione iniziale è quella che fa alzare il razzo da terra e farlo giungere nello spazio interstellare.

Com’è possibile che la maggiore fatica sia quella di uscire dall’atmosfera? È semplice, perché la Terra attraverso la sua possente, potentissima attrazione gravitazionale, attrae a sé tutto, atmosfera compresa.

L’aria è un fluido. Noi stessi, se non fosse per la gravitazione terrestre, saremmo frammentati in milioni / miliardi di particelle disgregate. È la “forza” che ci tiene uniti. E per rimanere uniti, serve una certa forza. Anche nelle relazioni, se ci pensiamo bene, per tenerle unite, serve una certa forza.

In pratica, siamo tenuti insieme nei nostri elementi e nei nostri tessuti grazie alla Terra e alla sua gravitazione. Anche i pensieri lo sono, tutte le energie sono sottoposte a questa forza.

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