I nostri occhi non sono telecamere, sono dei proiettori

Cambia tutto. Cambia la percezione del mondo. I nostri occhi non sono solo telecamere, sono proiettori del senso che diamo al mondo circostante e soprattutto al mondo immaginario.
Come se le cose che si palesano nella nostra testa vengano proiettate fuori sul telo bianco che noi dipingiamo con il film della nostra vita, istante per istante, fotogramma dopo fotogramma.
Dato che il telo è bianco e siamo noi a proiettare il film, ciò significa tre cose:

  • siamo gli addetti alla proiezione del nastro (quelli che stanno lassù in piccionaia come il vecchietto in Last Action Hero)
  • siamo i registi
  • siamo entrambi

Se sei come il vecchietto del mitico film degli anni ’90 con Arnold Schwarznegger,  peraltro ricchissimo di citazioni, passi una vita a pensare che avresti potuto fare le cose, salvo poi renderti conto – guardandoti indietro – che la vita che hai proiettato sul telo rimane asetticamente priva delle cose non fatte per la paura dell’ignoto.
Cosa sarebbe successo se..?
Screenshot_20160906-081504.jpg
Personalmente il mio terrore è rendermi conto da vecchio di non aver fatto quello che avrei potuto da giovane. Sono note le interviste agli anziani i quali durante le loro ultime confessioni ammettono di non aver fatto quello che desideravano per fare quello che altri desideravano loro facessero.
Se sei un macchinista ti limiti a esistere perché credi di proiettare tu il film ma.. di fatto proietti il film di qualcun altro. E questo è, semplicemente, terribile e terribilmente frequente.
Vale la pena essere il regista e usare gli occhi come telecamere per vivere il presente e ricordare i momenti migliori. E se ti lasci alle spalle i film meno belli nella tua libreria personale.. non sei obbligato a riguardarteli.
Per nulla e da nessuno.
Se sei il regista sei alla Prima e il tappeto rosso è per te.
Perché se i tuoi occhi sono dei proiettori e tu sei il regista quello che incameri nella tua memoria puoi elaborarlo e restituirlo al mondo come il più bel film.
Ogni volta unico.
La tua vita.
Scopri le tue attitudini.
download
 
 

Buon lunedì! 5 punti per fare del tuo meglio questa settimana e non solo

La condizione è proprio questa: essere competitivi non è saperne più degli altri. È semmai uscire là fuori con delle abilità evolute rispetto agli altri.
Una di queste si chiama iniziativa. Le abilità si sviluppano, non c’è storia. E oggi le possibilità sono in ogni dove.
Quando l’iniziativa manca i motivi sono da ricercare altrove: nelle scuse, nella pigrizia, nella pioggia e nel governo ladro.. nel deresposabilizzarsi dando la colpa agli agenti esterni.
L’asticella si sta alzando. Sempre di più. Se sei dentro evolvi dando un contribuito. Se sei fuori ti aspetti qualcosa dal mondo ma il mondo non ti deve nulla.
E se fossi tu che devi qualcosa al mondo?
Beh, qui l’iniziativa diventa uno strumento interessante. Immagina che solo per il fatto di essere qui tu debba fare qualcosa,  sia costretto nel senso proprio di essere tenuto a combinare qualcosa prima della dipartita, di finire six feet underground, di lasciarci le penne, insomma hai capito.
Come si trattasse di una sorta di patto con l’aldilà dove ti dicono: vai, tocca a te! E tu rispondi: OK, farò del mio meglio.
Ovviamente siamo nell’immaginario ma per un momento fai finta che sia così: se non fai del tuo meglio te ne torni con un giro di giostra sprecato. Come avere un gettone, salirci  e scendere senza che nel giro non abbia nemmeno provato a prendere la codina e senza nemmeno esserti divertito.

Magari va anche bene portare avanti un’esistenza “insulsa” senza aver combinato granché, magari fa parte del gioco, magari nell’equilibrio del tutto, per pochi che combinano qualcosa per molti, ce ne sono molti che non combinano nulla nemmeno per sé stessi.

A me piace pensare che se giochi al gioco della vita facendo del tuo meglio, che per me significa semplicemente:

  1. prendere i talenti che hai e fai in modo di svilupparli
  2. costruire qualcosa di utile che serva agli altri
  3. far stare bene le persone
  4. vivere il presente senza lamentarti
  5. magari lasciare anche un segno per i posteri che si ricordino di quello che hai fatto anche per loro

..alla fine, almeno, puoi sempre dire che ne è valsa la pena.
Buon lunedì! (Dedicato a tutti coloro che dichiarando “è lunedì – che palle, mi tocca lavorare” sprecano ancora la loro intelligenza non consapevoli che ogni giorno è un contenitore dove puoi metterci dentro cose utili a darti uno slancio in avanti 🙂
12345409_10208328608201841_6202288564104319346_n

QUANDO PENSI DI ESSERE TU – E DI RIMANERCI – IN REALTÀ TI STAI SABOTANDO

QUANDO PENSI DI ESSERE TU – E DI RIMANERCI – IN REALTÀ TI STAI SABOTANDO

Quando pensi di essere così e non vuoi cambiare.. ti stai sabotando.

Quando affermi “eh, sono fatto così, questo è il mio carattere“.. ti stai sabotando.

Quando pensi di essere così e che le persone non cambino e anzi ti dicano “come sei cambiato” con un certo fare accusatorio e tu ci credi.. ti stai sabotando.

Quando sei come chi è convinto di essere nella ragione del mondo senza guardare a sé stesso come veicolo di aiuto per gli altri.. ti stai sabotando.

Quando sei convinto, invece di avere fiducia in te stesso, di essere sul piedistallo e che siano sistematicamente gli altri a sbagliare ed essere causa dei tuoi insuccessi.. ti stai sabotando.

Quando i tuoi insuccessi sono continuativi e tu insisti nella convinzione che sempre qualcosa ti sia dovuto.. ti stai sabotando.

Quando sei arrogante anziché sicuro di te, quando sei presuntuoso anziché efficace (cioè parli tu e non lasci parlare i fatti), quando sei superbo anziché grato dei tuoi talenti.. ti stai sabotando.

Sei continua espansione. Sei in continuo movimento.

Il mondo è in espansione e in movimento, continuamente.

Se resisti al cambiamento.. ti stai sabotando.

Se trattieni quello che vuoi essere e non fai nulla per muoverti nella direzione di quello che vuoi fare perché ormai, tanto, è tardi.. Oppure, al contrario, è troppo presto. E, in pratica, NON è mai il momento giusto.. ti stai sabotando.

Se non ottieni le cose perché è sempre colpa degli altri e non una tua responsabilità perché non te la assumi e soprattutto non fai mai niente per cambiare le cose.. ti stai sabotando.

Se credi che le cose siano immobili e nulla si possa fare per cambiarle.. ti stai sabotando.

Il tuo cervello ha il dono della neuro plasticità.

Cioè, cambia. Sì, è malleabile come il pongo.

Il tuo cervello come quello di tutti gli altri. Significa che continua a creare nuove relazioni tra i neuroni. Sì, è in continuo e costante cambiamento. Proprio la cosa fantastica che sta dentro la tua scatola cranica, continua a cambiare.

E non puoi cambiare tu?

Allora, ti stai sabotando. Da solo però. Non sono gli altri a farlo.. sei tu.

13095794_1282958601732417_5347520156089188034_n.jpg

<<<

Se l’articolo ti è piaciuto, CONDIVIDI e aiutami a divulgare.
Facciamo crescere QUESTO BLOG.

Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

Desidero un’impresa che sia strumento per migliorare le persone e il MONDO.

>>>

Leonardo Aldegheri
****
Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Leonardo Aldegheri  + Instagram leonardoaldegheri
www.leonardoaldegheri.com

QUAL È IL TUO SCOPO?

QUAL È IL TUO SCOPO?

Nessuno.

L’abitudine di sentirsi dire che ognuno di noi ha uno scopo – chissà da quale destino dettato – ha un effetto collaterale.

Che è una medicina.

Serve a guarire.. momentaneamente. E ha effetti indesiderati. Perché parte dal presupposto che finché non lo trovi, non ce l’hai.

E non avendolo sei inutile perché non hai scopo. In verità il darsi uno scopo alimenta il marketing perché è come ti dicessero: “tu che non hai uno scopo, trova un’identità per te stesso dato che ne sei privo”. Cose così.

E dato che sei privo della tua identità vuol dire che non ce l’hai dentro di te.. ed è fuori che la devi trovare. Fuori! Capito no?

Tradotto: comprala 🙂

 

È fuori quello che dovrebbe essere già dentro.

Così in qualche modo accade che ti stai deresponsabilizzando credendo che la responsabilità di trovare lo scopo sia tua e solo tua. E ti affanni a cercarla.. nel posto sbagliato.

Non c’è nessuno scopo.

Se non quello di affidarsi a terzi per riempire l’ipotetico vuoto lasciato da uno scopo fantasma. Non è che cercare il proprio scopo ci renda vuoti, quindi?

Non è che ricercare la felicità implichi di non essere felici? Io mi sono fatto un’idea che sta nella felicità come attitudine.

La felicità è un’attitudine.

Sei felice NON finché accade qualcosa ma prima che accada, a prescindere.

La felicità risiede nel percorso, mentre la cosa.. la fai. Mentre la compi.

In ogni suo singolo istante. Ciò a cui aspiri può anche non accadere mai.

Ma sei felice lo stesso.

A prescindere.

Non finché, ma comunque.

Non solo perché puoi dire “ci ho provato” ma proprio perché come recita un vecchio adagio, non esiste provare.. esiste fare.

Il viaggio ha un ruolo “di senso” nell’esperienza. Perché è il viaggio che permea l’esperienza. Perché è il processo, il percorso, l’insieme degli elementi vivendoli istante per istante che ti fa rendere conto delle cose.

20160814_193700.jpg

Non è incredibile?

La mappa, lo schema mentale, dice di solito: “sarò felice quando avrò raggiunto quel dato risultato, quella data cosa, quando avrò fatto, trovato, etc.”.

E già l’uso del futuro lo sposta in avanti ogni volta che lo si pensa/dice. In pratica, così, non sarai mai felice.

In chiave imprenditoriale, tutto questo ha un senso?

Sostengo la cultura del FARE e ritengo che le persone siano di valore nella misura in cui sono utili agli altri.

Lo scopo è uno solo. Essere utili.

In qualsiasi forma possa essere utile una persona nei confronti di altre persone.

Lo scopo ha senso quando rispondi alla domanda: come posso essere utile a qualcuno? In chiave imprenditoriale, sia un candidato o sia l’imprenditore a proporre il suo prodotto/servizio al mercato, dare una risposta “sensata” a tale domanda migliorerebbe probabilmente il mondo.

Ognuno con il proprio scopo.

FB_IMG_1468706051732.jpg

<<<

Se l’articolo ti è piaciuto, CONDIVIDI e aiutami a divulgare.
Facciamo crescere QUESTO BLOG.

Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

Desidero un’impresa che sia strumento per migliorare le persone e il MONDO.

>>>

Leonardo Aldegheri
****
Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Leonardo Aldegheri  + Instagram leonardoaldegheri
www.leonardoaldegheri.com