SII L’ADULTO CHE AVRESTI VOLUTO ACCANTO QUANDO ERI PICCOLO

SII L’ADULTO CHE AVRESTI VOLUTO ACCANTO QUANDO ERI PICCOLO

#262

Ho sentito questa frase innumerevoli volte e poiché mi è capitata tra le mani questa foto, mi sono detto: “Leo, tirane fuori un post come si deve”.

Non so se sono l’adulto che sarei dovuto diventare, ho commesso sbagli e compiuto buone azioni, come tutti.

Ma il punto è.. dovuto o VOLUTO?

La strada la si apprende cammin facendo perché le esperienze svegliano, è chiaro a chiunque oramai.

È un processo, un percorso e solo mano a mano si scopre se si sta facendo bene perché non si nasce col libretto d’istruzioni e da piccolo ti fidi di cosa ti dice chi ti sta vicino, Mamma e Papà in primis.

Poi, hai le tue attitudini e sempre mano mano, sorprendendole, cerchi di fare in modo di svilupparle, svegliandole dal sonno dell’inviluppo per ridestarle e farle felici, dando loro la forza di farle gemmare.

Altrimenti loro stanno lì, a sonnecchiare, in attesa arrivi prima o poi l’accesso alla luce della primavera.

Un accesso che siamo noi a sbloccare. Non altri. Noi. Solo noi.

E attenzione che altri possono anche non volere si sblocchi quell’accesso, per paure loro. Ma questo è un altro discorso che riguarda.. loro. Loro. Solo loro.

Forse quella frase che tutti abbiamo sentito è un po’ scontata ma credo che quello che conta sia che – guardando una foto nostra di quando eravamo bimbi – ci si possa dire:

non deludere quel bimbo, ti ha dato fiducia su chi saresti potuto diventare e non solo da grande (non parlo di diventare attori, dottori, dirigenti, persone “importanti”, etc. – quelli sono palliativi, aspetti di pura apparenza spesso di matrice egoica se non accompagnati da una missione quando non persino volontà di altri) ma sempre, in ogni istante, proprio cammin facendo.

Intendo diventare l’essere. L’essere che non è ancora diventato che è ciò che però diventa (e presto o tardi diventerà.. perché lo dovrà diventare).

E siamo noi a guidare questo. Non so se mi sono spiegato bene.

È un delitto sprecare i doni e prendersi meriti non nostri ma di altri perché è come rubare.

Ognuno deve pensare al proprio e guai a violare il libero arbitrio prendendo decisioni per gli altri al posto degli altri (decisioni di natura personale e che hanno a che fare con lo scopo dell’anima, non parlo di lavoro, ci mancherebbe, nella vita d’azienda ci sono aspetti anche giuridici che regolamentano i rapporti ma questo è un altro discorso che riguarda.. le aziende. Le aziende. Solo le aziende).

È un delitto sprecare i propri talenti perdendo tempo e dando la colpa ad altri dei nostri insuccessi. Idem dire che è stata bravura quando è stato culo: bisogna essere onesti anche con sé stessi, l’anima lo sa già prima perché lei ha più esperienza di “noi”. Anche gli altri lo sanno perché osservano, costantemente.

E lo sa pure Dio che quando ci aiuta, se diciamo che siamo stati noi, lui se la ride e dice “hehe, vedrai la prossima volta..”. E ti da pure una pacca sulla spalla pensando “sì sì, ci penso io a te”, sornione.

È un delitto avere tanto potenziale dato e non arrivare a sfruttarne (nel senso di generare frutti) nemmeno da dire “abbastanza”. Bisogna tirarlo fuori tutto, altrimenti una vita non basta. Non c’è tempo da perdere.

È un delitto sprecare un solo secondo facendo cose che non hanno aderenza con quel lasso in cui nasciamo già migliori (nel senso di upgrade tecnologico) per rimanere come già saremmo stati:

la benzina è l’impegno, l’ingegno è l’innovazione personale messa in azione per coprire le lacune lasciate da altri prima, in modo diverso e migliorativo, scoprendo che risolvere problemi è la più grande benedizione per spingersi in avanti, cosa che è scritta nell’algoritmo del nostro DNA solo da qualche milione di anni.

Abitiamo questo pianeta solo da tempi recenti in un continuo sali scendi e questa Terra è ospitale ma a volte non troppo, altrimenti noi siamo pigri e ci addormentiamo. Che già si dorme di gusto.. Quindi lei, gli eventi, le situazioni, ci tengono ben desti.

Siamo creature straordinarie e manco lo sappiamo. Diteglielo a quel bambino (ai vostri e al.. vostro, dentro), che invece lo siamo.

Così da poterci credere e non solo perché si fida ma perché possa agire fin da subito con quel nuovo grado di consapevolezza che desta. Desta. Solo desta.

È molto importante.

Buon lunedì dell’Angelo ✨

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Leonardo Aldegheri
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