ATTENZIONE, POST CHE CONTIENE STUDIO E LAVORO

ATTENZIONE, POST CHE CONTIENE STUDIO E LAVORO

[ATTENZIONE] – Post che contiene un’opportunità di STUDIO e di LAVORO.

Come funziona il mondo del lavoro oggi?

✋ Funziona che lato azienda servono competenze specifiche.

🙌 Funziona che lato offerta, molte persone cercano lavoro ma non possono offrire le competenze che servono.

🤝 Funziona che l’intento di questo post è metterli d’accordo.

Perché avviene ciò?

Perché i mercati e il mondo delle imprese stanno girando via via a una velocità sempre maggiore e non la si può fermare.

Tradotto:

la competizione – e la competitività tra aziende – è sempre più elevata.

Servono:

➡️ specificità
➡️ efficienza
➡️ essere “smart”
➡️ risolvere eventuali problematiche
➡️ soddisfare il cliente con la propria unicità.

La stessa cosa vale per le persone che lavorano e/o vogliono lavorare:

➡️ la competizione (brutto dirlo ma tanto è) tra individui e professionalità, anche qui, è sempre più elevata.

Ma non è vero che non esiste più lavoro. Semplicemente non esiste più nella forma in cui lo si cercava e lo si trovava prima. Si è, per così dire, alzata l’asticella.

Cosa serve fare allora?

Prepararsi. Come?

📣 Formandosi.

Dove?

Beh, oggi sono nati e si stanno sviluppando mestieri che solo fino a 5 anni fa manco ne esisteva il nome.

Poi ci sono mestieri “esistenti” che si stanno evolvendo a grandi passi e offrono opportunità concrete di crescita e di carriera.

www.itsmeccatronico.it

Servono figure professionali avanzate.

Ed ecco che l’ITS meccatronico Istituto Salesiano San Zeno
ha istituito (in partnership col mondo del lavoro e delle imprese della Federazione Carta e Grafica) 👉 4 corsi biennali che:

☑️ vanno a formare queste figure specifiche
☑️ che prevedono assunzioni prossime al 100%

Questa iniziativa è stata studiata dalle aziende del settore che hanno bisogno di tali figure e non riescono a reperirle sul mercato.

IL NOME DEL CORSO

“Tecnico superiore per l’innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile”

Quindi, in pratica, è imperdibile.
Alla stregua di un “master” altamente specializzante,

✅ favorisce l’entrata nel mondo del lavoro,
✅ dura due anni
✅ e ha un “costo” – se così si può chiamare – veramente “simbolico”.

Le iscrizioni terminano il 23/9 – c’è davvero da affrettarsi.

Di seguito Info dettagliate per inviare subito la candidatura (le selezioni dal 24/9).
Pochissimi i posti rimasti!

👇👇👇

*** *** ***

L’iscrizione al corso si deve fare attraverso il sito www.itsmeccatronico.it selezionando il corso d’interesse dal menù “iscriviti ai corsi”.

Per info relative ad iscrizione, selezione, etc., si deve fare riferimento alla segreteria ITS dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30 telefono 0444 302980.

E-mail 👉 info@itsmeccatronico.it

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Sono un imprenditore che ha a cuore la responsabilità non solo d’impresa ma anche di quella legata al ruolo sociale dell’imprenditore.

Desidero un’impresa che sia strumento per migliorare le persone e il MONDO.

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Leonardo Aldegheri
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SAPERE INTRAVEDERE IL TALENTO DEGLI ALTRI

SAPERE INTRAVEDERE IL TALENTO DEGLI ALTRI

Quando vedi il talento di qualcuno, cosa fai? Lo incoraggi, lo riconosci o lo nascondi?

No, non è una domanda accusatoria la mia. Certo che no, ci mancherebbe.

Detesto da sempre chi punta il dito e si erge a giudicante quindi tanto meno mi ergo a puntare il dito e a giudicare a mia volta. Giammai.

Ma voglio portarti a fare un ragionamento.

È molto facile commuoversi guardando i Talent Show. Ci partecipano persone davvero talentuose alle volte. Capaci di fare spettacolo, abili a far sembrare in apparenza siano incapaci e incompetenti, prima..

..per aumentare il livello di suspence e di esplosione dell’emotività, dopo.

Più è ampio il divario, più sono aperti e increduli gli occhi e più sgorgano i lacrimoni in un tripudio di industrializzazione delle emozioni collocate in un capannone adibito a set dello spettacolo portato all’ennesima potenza e amplificate dall’occhio elettronico delle telecamere che vomitano addosso ogni cosa possibile sullo schermo piatto di una TV da 872xyz pollici.

No, non voglio riportarti sulla terra. Capita anche a me di commuovermi e constatare mediante schermo le abilità altrui. Di gente lontana.

Purché lontana. Beh, non per me. A me frega poco. Anzi, nulla.

Ma quando è il tuo vicino ad essere talentuoso?

Ti invito a fare la seguente riflessione: se il tuo sottoposto, il tuo collega, il compagno o qualcuno che abbia direttamente a che fare con te è davvero molto bravo..

..o è promettente e in potenza potrebbe benissimo farti le scarpe – pardon, superare il livello – se, in pratica, rappresenta un pericolo PER TE, come ti comporti?

  • Lo temi?
  • O lo assecondi?

Gli resisti o fai fluire il suo mondo?

Beh, il quesito è proprio all’ordine del giorno.

L’indole è padrona del controllo. O il controllo prende il sopravvento sulla tua indole e tu vai in panico, in tilt. E sei OUT.

Quando c’è di mezzo la competizione (essa sia tra fratelli, colleghi, amici, uomini per una donna, etc.), l’istinto nel senso più ancestrale del termine si anima e non ce n’è più per nessuno senza lasciar più spazio alla ragione e al discernimento.

  • DISCERNIMENTO è assolutamente la parola magica.

Se l’amico, il fratello, il collega rappresenta per te una minaccia per il fatto che possa in qualche modo mettere in ombra le tue abilità, rimane una cosa sola da fare. Banale, semplice, fluida, liscia.

Riconoscerla e anzi, far sì che funga da traino all’aumento di abilità e competenze. In pratica, essa crea ricchezza per tutti. Non sono le tue abilità a essere messe in discussione, NO. A essere messa in discussione è la relazione tra le rispettive abilità.

Ognuno ha le proprie da valorizzare.

Il classico fatto derivato dal dettol’allievo ha superato il maestro“, è, per il Maestro Intelligente, la sua più grande e meravigliosa soddisfazione.

Così per i figli che diventano più grandi dei padri.

Al contrario è come il padre geloso dell’altezza del figlio che lo supera di qualche cm, crescendo. Sì, è demente come cosa.

De-mente, senza mente, è causa di un’implicazione.. demenziale.

Ma capita, capita spesso. Gelosie tra parenti, irreprensione strumentale, invidie tra persone strette, amicizie che si perdono a causa della gelosia.

Sai una cosa?

Mi piacerebbe vedere nelle persone il saper intravedere il talento degli altri. Questo aspetto è fondamentale quando si fa impresa.

L’imprenditore davvero bravo è abile nello scegliere persone più brave di lui. Così le aziende crescono.

Non c’è bisogno di persone alle quali dire le cose che occorre fare.

C’è bisogno di persone che siano loro in grado di dire COSA occorrerebbe fare.

E MAI, MAI e poi MAI tarpare loro le ali. Non solo è un delitto ma se la prenderanno a morte con te. E hanno ragione.

Equivale ad essere gelosi di un figlio più alto. O più bravo.

La verità?

Non si dovrà mai emulare il capo ma portare valore all’organizzazione.

Il figlio non dovrà mai emulare il padre, non dovrà mai cercare di essere COME lui. Dovrà essere se stesso, né più né meno di essere se stesso al proprio meglio.

Nella creatività individuale risiede la ricchezza della collettività.

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L’INCANTO DI ALCUNI POSTI DONA LA PACE PER L’ANIMA

L’INCANTO DI ALCUNI POSTI DONA LA PACE PER L’ANIMA

Ci sono posti veramente incantati.

Leggevo ieri nel feed un post su Facebook del mio amico Enrico Vigo:

“È tutto, ma proprio tutto, un momento.

Rimanere nel momento in serenità, è il segreto della felicità”.

Certo, guardarsi attorno e vedere squallore non dona chissà che cosa, magari se si è bravi si riesce a scorgere un fiore spuntare dall’asfalto. Che vuol dire già moltissimo.

Villa Cariola

Tutto sommato, nel caso attorno qualcosa che ci circonda non ci piace, possiamo fare tre cose:

  • A) farcelo piacere
  • B) far sì di cambiarlo
  • C) cambiare noi, spostandoci

A e B sono molto, molto difficili da praticare. È fattibile certo ma occorre un certo dispendio di energie e tempo, tanto tempo.

C, invece, attiva quello che IGOR SIBALDI chiama “l’attrattore strano”.

Si inizia a focalizzarsi sul notare il bello, il piacevole, ciò che immediatamente ci segnala la sensazione di “gioia per l’anima”.

La piscina di Villa Cariola – un vero paradiso alle pendici del Baldo in provincia di Verona.

E poiché come un vecchio detto recita “se non ti piace dove sei, ricordati che non sei un albero“, occorrerebbe ricordarsi che quando qualcosa attorno non ci piace, possiamo sempre spostarci dove attorno c’è qualcosa che ci fa stare bene. Davvero molto bene.

Il top? Assieme a persone straordinarie.

Come sapere se le persone che abbiamo attorno sono quelle giuste per noi? È molto semplice: notare come ci sentiamo con loro. Se ci fanno stare bene e noi facciamo stare bene loro non nel bisogno e non nell’attaccamento, sono le persone giuste.

Se in qualche modo ci sentiamo drenati, scappare a gambe levate. Sono quelle che succhiano energia, che ci limitano per le loro paure, in qualche modo trovano sempre il modo di creare problemi anziché risolverli e soprattutto ti fanno sentire male.

In pratica sono quelle che anziché aggiungere valore alla nostra vita, ce lo tolgono, figuriamoci quando non sminuiscono deliberatamente.

Nessun senso di colpa nel cercare il bello e il piacere di stare bene con le persone giuste per noi.

Ciò è valido nelle relazioni esattamente quanto nelle organizzazioni complesse chiamate aziende. I validi collaboratori – tra colleghi e imprenditori stessi – sono coloro che portano soluzioni e creano opportunità ben lontani dalla mentalità di generare problemi e non permettono l’evoluzione delle cose a causa delle loro paure.

Quindi, l’ideale è fare una cosa molto concreta: generare benessere per gli altri e far sì di migliorare gli aspetti dell’ambiente attorno a noi attingendo dal bello che può stagliarsi semplicemente muovendoci e notandolo.

In pratica: se vedi che qualcosa è brutto, è abbandonato, è trascurato ingegnati per trovare il modo di rendere quella cosa migliore.

Falla risplendere, anche con poco. Ridalle dignità, donale valore tramite il tuo apporto. In una parola, valorizzala.

Panoramica di un luogo incantato.

Ecco, quando le persone capiranno che non dovranno sminuire ma semplicemente valorizzano le altre persone e le loro qualità, si attiverà un circolo virtuoso in azioni che sciolgono letteralmente lo squallore attorno manifestando lo slancio, i risultati, il benessere condiviso tra tutti gli attori coinvolti.

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CACCIA ALL’ORSO IN AZIENDA

CACCIA ALL’ORSO IN AZIENDA

In un’azienda statunitense viene organizzata una battuta di caccia all’orso nei boschi del Nord.

Si formano tre squadre: amministrativi, tecnici e commerciali.

Per primi si inoltrano nella foresta gli amministrativi, i quali dopo avere compilato montagne di documenti e controllato e ricontrollato che tutte le scartoffie necessarie per la caccia fossero in regola, aver mandato fax di avviso inizio e fine battuta, rientrano in poco tempo con un orso di discrete dimensioni.

I tecnici non vogliono essere da meno, e cominciano lo studio di fattibilità del progetto di caccia, l’analisi e la stima dei tempi di realizzazione, lo sviluppo della metodologia più appropriata, la stesura della documentazione e il piano di test.

Si addentrano quindi nel bosco e dopo un tempo doppio rispetto a quello stimato, escono stanchissimi e incavolati, ma con un orso di grandi dimensioni.

I commerciali pensano: e noi chi siamo? Si abbigliano in giacca, cravatta e doppiopetto,una valigetta elegante appresso e un sorriso a 32 denti stampato fisso sul volto, poi si incamminano fra gli alberi.

Dopo poco tempo, ne escono correndo a perdifiato, inseguiti da un’orso enorme, di proporzioni esagerate, ringhiante ed affamato.

Senza fermarsi, uno dei commerciali urla ai colleghi delle altre squadre : “Noi l’orso lo abbiamo trovato, ma adesso sono c..i vostri!!!”

Grazie alla persona che mi ha mandato questo storia 🙂

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ESSERE RISORSA E DARE VALORE

ESSERE RISORSA E DARE VALORE

È il messaggio di Ekis.

Quale stupendo progetto per una società di formazione che si fa casa editrice per portare la cultura dello sviluppo personale anche su carta! Nero su bianco.

Con un lavoro dietro davvero importante.

È la progettualità a fare la differenza.

Il sapere COSA fare e perseguirlo. I COME arrivano.

Creare una casa editrice non è proprio facile. Lavoro con editori di tutto il mondo in maniera intensiva tutti i giorni e ho iniziato a muovere i primi passi in reparto, in legatoria, quando ero solo quindicenne.

Fare libri è un gran lavoro dove impegno, preparazione, costanza ed essere sempre sul pezzo sono elementi imprescindibili.

Essere editori oggi è una vera e propria responsabilità:

  • siamo in una economia di scopo, non più di scala.

E quello che si propone deve avere uno scopo ben preciso, altrimenti il cliente passa allo scopo successivo senza tanti complimenti.

È per questo motivo che la qualità, l’immaginazione, la visione, la mission devono essere sempre alte e devono dare tanto valore.

La responsabilità sociale dell’imprenditore di cui mi faccio portatore con intensità è ESSERE GENEROSO. Darsi senza risparmiarsi.

È sicuramente un modo diverso di intendere l’impresa e il fare impresa.

Questo è ciò che vedo in questo magnifico video di presentazione della casa editrice Ekis Edizioni.

Se TUTTE le persone di questo pianeta si sapessero dare e si concentrassero per essere risorsa, generando valore e trasformandosi in opportunità – generosamente e senza risparmio – per se stesse e per gli altri, beh, questo mondo sarebbe il paradiso che è già ma con più consapevolezza.

E c’è un modo davvero molto semplice per accrescere la propria consapevolezza: LEGGERE.

Leggere è uno strumento potentissimo.

Leggere apre mondi.

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DOBBIAMO GUARDARCI DAL CONFINARCI

DOBBIAMO GUARDARCI DAL CONFINARCI

“Dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia”.

– Sergio Mattarella

Per me questa è una frase bellissima che ci sta dicendo – e lo dice “a tutti”, non solo agli imprenditori di Confindustria – di ricominciare a sognare, anche da adulti.

Perché sognare consente di immaginare, di accedere a quello spazio oltre la mente razionale che fa vedere nuovi mondi.

La mente logica razionalizza ed è utile (o utilitaristica, nell’ottica dell’efficienza), ovviamente.

La parte creativa di noi, quella che ci fa oltrepassare la soglia dei nostri miglioramenti e ci consente di progredire – e quindi di evolvere – invece, ci fa creare.

E non è vero che è “solo” Dio che crea. È come se noi fossimo il suo braccio fisico, esecutivo.

E ogni volta che immaginiamo qualcosa, lo stiamo facendo accedendo alla sua parte creativa, quella che con la nostra dimensione materiale, manifestiamo.

O manifestiamo insieme. Sì, proprio assieme a lui.

Perché, se pensiamo o ancora peggio siamo convinti di non dover o non poter sognare qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo, qualcosa di immaginifico – una meravigliosa commistione tra immagine e magnificenzasaremo gli unici responsabili per confinarci da soli ai limiti di un mondo involuto, regresso, fermo, stagnante e che mira solo al mantenimento dello status quo.

Per paura di sbagliare, o ancor peggio, per il terrore di venire giudicati.

Per questo, e per tanti altri motivi, sono sostenitore del libero essere.

(dal video di Confindustria – Assemblea Pubblica 2019)

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COSA SIGNIFICA BUSINESS?

COSA SIGNIFICA BUSINESS?

Lo so, lo so che spesso metto foto di pagine di libri ma sentite che passo.

Cos’è il business? Non è mica una cosa da soli uomini d’affari.

Business letteralmente significa to be busy o being busy 👉 essere occupati.

Cioè occuparsi.

Cioè trovare il modo di trovare occupazione.

Quella che i media mettono in opposto alla disoccupazione, che è un temine bruttissimo perché significa che le persone non sono occupate cioè non si stanno occupando di o per qualcosa.

O non si stanno occupando di trovare qualcosa che le occupi.

O persino, non si stanno preoccupando di occuparsi.

Cioè trovare il modo di occupare i propri spazi, i propri movimenti, i propri pensieri.

IL POTERE – COME USARLO CON INTELLIGENZA

Solo in un’accezione moderna e limitante, business significa impresa / imprenditore / venditore / figurante, etc.

In realtà, il senso profondo, è la meravigliosa attitudine umana e propria al solo essere umano di darsi da fare per fare qualcosa o per combinare qualcosa – che significa, sottovoce:

(abbinare insieme – cioè scegliere gli elementi e in armonia tra di loro e farli fruttare).

Che poi eventualmente nel mondo – cioè nel nel mercato (che evidentemente è sempre qualcosa di molto astratto che però si ripercuote su qualcosa di concreto come, ad es., il tuo portafoglio, ma anche il mio) – qualche altro essere umano apprezza e vuole per sé ovvero sia, comprare.

Eh. È così facile alla fine. O all’inizio..

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SANDRO VERONESI E L’ESEMPIO IMPRENDITORIALE

Sandro Veronesi e l’esempio imprenditoriale.

L’ho conosciuto la prima volta a un evento dove lui affiancatosi al buffet, mi ha chiesto “e tu di cosa ti occupi?”

Un giorno l’ho persino “rincorso” incrociandolo in aeroporto, ho girato la macchina solo per andare a dargli la mano e dirgli che lui è uno dei miei idoli.

E poi, finalmente, una sera a cena, seduto di fianco a lui, l’ho letteralmente tempestato di domande scrivendo oltre 20 pagine di appunti.

Per me, questi sono esempi imprenditoriali.

“Sono convinto che l’imprenditore non debba avere l’obiettivo di essere perfetto e di capire tutto, ma piuttosto quello di capire qualcosa in più dei propri concorrenti.

È lì il cuore dell’essere imprenditori.

Preparazione, perseveranza e un dolce equilibrio tra l’essere contenti di quello che si fa, di quello che si è fatto ieri, e il voler fare di più domani.

Creando qualcosa di meglio di ciò che abbiamo e che magari ancora non c’è”.

Cit. Sandro Veronesi

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L’IMPRESA È UNO STRUMENTO PER CREARE

L’impresa è uno strumento per creare.

Quando si parte dal presupposto di prendere, non c’è niente da fare: il focus è lì, sul prendere.

Quando si parte dal presupposto di creare, allora da fare qualcosa inizia ad esserci.

L’impresa è uno strumento per creare.

Sì, prodotti, servizi, beni, beni per la casa, la casa.. avere l’acqua calda, avere una cucina, del cibo, le cure necessarie, le cure mediche, dei libri sulla mensola.

Insomma, è la nostra vita.
Quella dell’uomo di oggi.

A mio modo di vedere, se non fosse stato per lo sviluppo delle imprese (con tutti i pro e i contro del mondo imprenditoriale) non avremmo assistito alla diffusione del benessere cui oggi assistiamo.

Non mi si dica “sta la crisi”, “si stava meglio quando si stava peggio”, etc.

Sappiamo, eddai, guardiamo avanti.

Almeno, il benessere è un po’ più diffuso che nei secoli passati.
It’s a matter of facts.

Sono le imprese a creare le cose.

Quando le cose ci sono già per tutti (o quasi, diciamo) lo step successivo è trovare il modo di creare ulteriore valore.

Voglio dire, quando l’uomo viveva allo stato brado, non esisteva l’impresa come la conosciamo oggi.

Esisteva un mondo prevalentemente artigiano e contadino da un lato, proprietario e latifondista dall’altro.

Non esisteva l’economia e il benessere di oggi, con tutti i se e i ma del caso, naturalmente.

Per benessere intendo potersi permettere una pizza, mica l’elicottero o lo yacht. Cose molto terra terra.

Oggi in alcuni casi ho l’impressione la società sia in decadimento (causa una dispersione di valori data da un certo “disorientamento”), in altri casi noto un grande risveglio.

È un momento di opportunità. Almeno questa oggi è data, un tempo no. Si stava zitti e si moriva di stenti piuttosto presto, quando non ammazzati in quanto il rispetto per la vita e per l’essere umano era ben altra cosa.

Gli imprenditori “svegli” oggi hanno l’obiettivo di generare quell’ulteriore valore per rendere l’ambiente meno un grande cestino della spazzatura, per rendere servizi sanitari migliori e più attenti alla natura e alla psicologia dell’uomo, per produrre cibo più sano, etc.

Ci sono movimenti in atto di grande preparazione a tutto ciò per lasciare alla generazione successiva un mondo possibilmente migliorato.

Fuori e dentro le imprese.

Questione di visione. Questione di focus.

Ovvero, questione di quello che vedi che ancora non esiste ma esisterà perché lo vuoi creare.

E questione di metterci tutta la propulsione che serve per materializzare quell’idea, quella visione, di fatto, in un fatto esistente, materiale, concreto.

Dove si pone l’energia, lì va l’attenzione (so che la frase è il contrario ma vale anche così, sorry).

Grazie ad Alessio Vittorio Saracino – collega delegate del G20 e imprenditore – per la stupenda e ispirante intervista: i giovani imprenditori italiani sono degli eroi.

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TUTTO PER TUTTO!

Tutto per tutto. Una storia di leadership.

Il vero significato della frase, qual è? Metto in gioco, a disposizione TUTTO: affetti, relazioni, casa, me stesso per ottenere tutto.

Anche se è palese che questo “tutto” è inevitabilmente più un TUTTI.

Perché questo è. Tutto, per tutti.

Una persona si prende carico di responsabilità, iniziativa, coraggio e per cosa?

Per doversi scusare e chiedere perdono per fare una cosa che serve anche e soprattutto agli altri.

Serve AGLI altri e SERVE gli altri.

È questa la storia che mi ha affascinato di Enzo Muscia.

La si impara nel film Rai interpretato da Beppe Fiorello. La si legge nel suo libro.

Un imprenditore appassionato che ha il sogno di firmare una nuova lettera di assunzione, che fa risorgere un’azienda, che crede che il buon leader crei nuovi leader e anzi non tema di vedere intaccata la propria leadership.

Il contrario è come temere di innaffiare una piantina perché altrimenti rischia di diventare alta. Non è forse folle?

Il vero leader cerca e vuole competenze, persone più brave di lui a fare quella data cosa.

I veri leader non temono di venire soppiantati, li creano.

Li generano, mettono le persone nelle condizioni di prosperare. È così che l’azienda cresce.

Ispirazione totale.

Così, appena ho saputo che Enzo Muscia sarebbe stato a Verona ospite di BPM, mi sono proiettato alla velocità della luce a trarre ispirazione come non ci fosse un domani.

E così è stato. Non esiste “ci devo pensare”.

Quando sappiamo cosa vogliamo, agiamo.

Ho preso talmente tanti appunti – seduto in primissima fila – da venire persino scambiato per un giornalista.

Ma prima ero stato scambiato proprio per lui!

La scena è stata davvero curiosa e bizzarra, uscendo dal bagno prima dell’evento:

“ma.. è lei? Può farmi un autografo?” 
“Sì, io sono io! Ma l’autografo magari glielo fa Enzo Muscia di persona..”

Ipotesi sulla frequentazione dello stesso barbiere..?

Il signore si è scusato ma non vi era alcun motivo di scusarsi: a me ha fatto solo un grande piacere.

Mi sono sentito coinvolto nell’ambito di un’occasione fantastica dove una banca iper nota del territorio ha avuto un’iniziativa davvero buona per la città e suoi cittadini.

ISPIRAZIONE. Assolutamente sì.

La magia di lasciarsi ispirare. Ripensare. Migliorare. Valorizzare.

Quella di Enzo Muscia è una magnifica storia di rinascita e resilienza che benché quest’ultimo sia un termine ormai iper abusato è, in questi anni di crisi cronicizzata, attuale più che mai e lo sarà con ogni probabilità ancora per molto tempo.

Consiglio il libro Tutto per tutto (anche se questa volta non lo abbiamo fatto noi ma uno dei miei maggiori riferimenti imprenditoriali) e che si legge d’un fiato a tutti coloro che hanno un grande sogno.

“Uno alla volta, tutti e venti bussarono alla porta del mio ufficio e firmarono il contratto di assunzione”.

Enzo Muscia

Personalmente, sono stato tacciato per idealista in passato, tante belle idee e poca concretezza.

“Ah sì?”

Mi è stato persino molto gentilmente detto (tralascio ogni commento) che non sarei mai diventato come mio padre. Ed è vero. Io non voglio diventare come mio padre.

Foto credits: Massimo D’Ambrosio via LinkedIn

Mi sono attivato per lasciare le belle idee belle, senza abbandonarle, e ho in qualche modo trasformato in concretezza quello che avevo in mente.

Avevo un gran bisogno di strumenti. Me li sono andati a cercare e alcuni li ho persino trovati. Ero in svantaggio. Ero in difficoltà.

Poi, tra i tanti strumenti, strada facendo, mi sono imbattuto anche in questa storia e ho notato che il desiderio del protagonista, il sogno, la massima aspirazione:

  • non è temere che qualcuno cresca
  • non è tenerti sotto controllo
  • non è tarpare le ali alle persone
  • non è dire che non hai le qualità di tuo padre per tirarti giù
  • non è mantenere lo status quo a tutti i costi:
è firmare ogni volta un nuovo contratto di assunzione.

Ci vuole molto più coraggio per questo.

Aspirazione di grande Ispirazione.

E penso che la strada per la concretezza passi attraverso le stazioni delle assunzioni.

Sì. Di responsabilità, prima di tutto.

PS: piedi ben saldi a terra con l’ispirazione in mano di chi ce l’ha fatta.

LA VISTA, IL CIELO DI PRIMAVERA (nitido, azzurrissimo, zeppo di gemme).

Leonardo Aldegheri
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